In occasione della guerra in Libano contro Hezbollah,
Israele ha agito a titolo di legittima difesa, nell’esercizio di un diritto
garantito dall'ordinamento internazionale. Altro discorso è verificare se durante il
conflitto siano state commesse, da ambo le parti, violazioni delle leggi di
guerra, e cioè del diritto internazionale umanitario, verifica questa da
compiersi necessariamente caso per caso. Israele, in pratica, non ha agito da
aggressore ma da vittima, e per questo ha reagito con l’uso della forza.
È questa l’opinione espressa da Natalino Ronzitti, nell’ottava edizione dell’annuario “L’Italia e la politica internazionale”, volume curato dall’Istituto Affari Internazionali e dall’Istituto per gli Studi di politica internazionale. Uno strumento prezioso di comprensione delle principali vicende politiche ed economiche internazionali sviluppatesi nel corso del 2006. Un tentativo di ricostruzione dettagliata dei fatti storici e di analisi giuridico scientifica, utile a contrastare la grande confusione cui spesso induce, come nel caso portato a esempio, l’opinione pubblica.
Al processo di integrazione europea e al tema della
sicurezza e della difesa europee è dedicata la parte seconda dell’opera. Sotto
lente la questione del mercato europeo della difesa e del ruolo dell’UE nelle
operazioni di peace-keeping, e la
questione delle riforme istituzionali, in una fase di stallo, secondo Bonvicini
e Cammelli, per la mancanza di leadership nei Paesi europei e nelle stesse
istituzioni comunitarie.
Una terza parte presenta alcune
essenziali questioni di economia internazionale. Da un lato si analizzano due
temi di stretta attualità politica: la sicurezza dell’approvvigionamento
energetico, oggetto di un Libro verde della Commissione europea, e
l’invecchiamento della popolazione, che apre la questione della riforma degli
attuali sistemi pensionistici. Dall’altra, la crisi delle principali
organizzazioni economiche internazionali nel governo della globalizzazione, tra
cui il Fondo Monetario Internazionale, a cui è dedicato, a sessant’anni dalla
sua costituzione, il saggio di Pier Carlo Padoan, e l’Organizzazione Mondiale
del Commercio, oggetto di studio da parte di Paolo Guerrieri.
L’analisi degli sviluppi registrati nel 2006 rispetto alle altre principali crisi internazionali è contenuta nella parte quarta del volume. Alla ricostruzione della situazione in Israele e alla crisi interna palestinese è dedicato il saggio di Daniela Pioppi e Nathalie Tocci, seguito dalla breve e incisiva scheda di Mirko Sossai sulle “uccisioni mirate” da parte delle forze israeliane di terroristi palestinesi, alla luce della sentenza della Corte Suprema di Israele del 13 dicembre 2006. Alle evidenti difficoltà dei processi di ricostruzione politico-istituzionale in Iraq e Afghanistan è dedicato il contributo di Riccardo Redaelli, mentre due noti storici dell’Africa, Giampaolo Calchi Novati e Perluigi Valsecchi, offrono una ricostruzione rispettivamente delle tensioni nel corno d’Africa e della complessa pacificazione del Sudan, con la tragica crisi del Darfur.

