Venerdì 10 Febbraio 2012
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"Secret History of America"

Il vero pericolo per gli americani è studiare la Storia secondo Oliver Stone

15 Gennaio 2010
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Va bene essere sovversivi e andare controcorrente, ma quando si esagera si esagera. Il tre volte Premio Oscar Oliver Stone, regista controverso e apprezzato per lo spirito polemico che l'ha reso uno degli intellettuali più temuti di Hollywood, ha deciso di riscrivere – a modo suo – la Storia. La sua nuova provocazione s'intitola Secret History of America, un mini corso di storia in 10 puntate – dalla bomba atomica di Truman alle origini della Guerra Fredda – che andrà in onda alla fine dell'anno sulla tv via cavo Showtime.

Il regista di Platoon e JFK è sempre stato un appassionato di storia americana e con le sue opere ne ha illustrato miserie e grandezze, ma l'abitudine di prendere in contropiede la critica e il pubblico dei benpensanti ultimamente l'ha ripagato con monete amare. Il suo World Trade Center, che in molti speravano gravido di complottismi e chissà di quali altri oscuri segreti si è rivelato una parabola apolitica oltre che un flop al botteghino. W, la biografia non autorizzata su George W. Bush, non è stata l'esecuzione mediatica attesa dagli amici liberal, bensì una farsa tragicomica sparita prematuramente dalle sale. Il documentario South of the Border, presentato a Venezia, un'apologia della politica del presidente venezuelano Hugo Chávez.

Adesso spara la cartuccia Hitler e non solo: ci sono anche Stalin, Mao e il senatore McCarthy. Per il regista e 'intellettuale contro' questi personaggi “sono state vilipesi già abbastanza nel tempo”. Adolf Hitler fu solo “un facile capro espiatorio”, nessun riferimento ai 6 milioni di ebrei uccisi e alle altre decine di milioni di vittime provocate scatenando la Seconda Guerra Mondiale con l'invasione della Polonia nel 1939. Il sovietico Josip Stalin è “quasi un eroe” perché “ha combattuto la macchina da guerra tedesca più di chiunque altro”, e anche in questo caso silenzio assoluto sul patto Molotov-Ribbentrop. Né tantomeno qualche accenno alla resistenza al nazismo – inizialmente solitaria – della Gran Bretagna di Winston Churchill.

Quello di Stone rappresenta solo l’ultimo tentativo sinistroide messo in opera da un vero e proprio ‘network’ che tenta, ora attraverso la sfavillante via di Hollywood, ora nelle università e nei ristretti circoli accademici, di riscrivere la storia americana demonizzandola, com'è accaduto nella recente ‘jam session’ tra l’accademico marxista Howard Zinn, l’autore di A People’s History of U.S., e l’attore Matt Damon, uno dei pezzi da novanta della ‘gilda’ hollywoodiana.

Il regista ha dichiarato al Guardian che non si possono  “giudicare le persone solo come buone o cattive”, ma se i dati di fatto sono quelli che sono, cioè precisamente quelli riportati sui libri di scuola, e se fino ad oggi non sono emersi elementi certi che li possano smentire, annullare ogni differenza tra bene e male conduce dritto verso un pericoloso relativismo.

Ancor più rischioso diventa ‘esportare’ nelle scuole – questo il proposito di Stone che ha suscitato più scalpore nell’opinione pubblica – una visione della storia frutto di convinzioni tutte personali e prive di riscontri oggettivi. Non è certo questo il modo migliore per colmare le lacune degli studenti americani, rimproverati dal regista di non sapere “cosa sia successo tra la Prima e la Seconda guerra mondiale”. Il revisionismo da quattro soldi di Stone non li aiuterà certo a scoprirlo. Diamo a Cesare quel che è di Cesare, lasciando agli storici il loro mestiere e ai registi la loro arte.

 

Commenti
Esatau
15/01/10 10:55
Storia & storie
Pùò essere vero che Stone abbia atteggiamenti provocatori, oltre che controcorrente. Ma credo che sia sbagliato rispondere, come fa l’articolista, battendo sulle sbarre della nostra gabbia culturale con argomenti di ritrito perbenismo e benpensantismo. Argomenti che meriterebbero una risposta di pari livello come, ad esempio, che la Storia la scrivono i vincitori e che l’Imperatore Costantino ci ha combinato un bello scherzo.
Pierpaolo
15/01/10 12:22
"Platoon" è e rimane un capolavoro
anche se non tutti lo hanno apprezzato. Questo non significa che Oliver Stone possa permettersi di fare qualsiasi film replicando lo stesso successo, tuttavia ci sono ottime ragioni per essere impazienti di vedere nelle nostre sale la nuova "Secret History of America". Buona visione!
CBRU
15/01/10 13:24
Cosa vi aspettavate?
Da un regista che crede ancora nel mito di Cuba, che esalta un aspirante dittatore come Chavez, pensavate potesse emeregere una equilibrata visione della storia? Niente di nuovo sotto il sole.
mauro
15/01/10 15:02
tanto trova sempre qualcuno che ci crede
Stone è un neosofista culturale, ritiene di poter sostenere qualsiasi cosa se ben argomentata. Che Hitler sia stato una pedina di un gioco più grosso, Stalin un eroe sfortunato e l'America un'accozzaglia di banditi. Del resto è lui che in "Assassini nati" deifica una coppia di delinquenti giustificando e reletivizzando le loro gesta. Un giorno o l'altro ci dirà che gli Ebrei nei forni ci si son messi da soli, gli Ucraini son morti di fame per far dispetto a Stalin, Pol Pot era un Agente della CIA e che era meglio se Hitler vinceva la guerra, tanto sempre meglio che essere schiavi degli americani. Ma si sa, la Storia la scrivono i Vincitori.
Esatau
15/01/10 16:10
Sofismi
Trovo giustificabile l’insofferenza di mauro per il neosofismo che ritiene di potere sostenere qualsiasi cosa se ben argomentata. Purchè non sia insofferenza per lo sforzo argomentativo in quanto tale, al quale venga considerato preferibile l’assenso e il consenso senza sforzo alcuno. Perché equivarrebbe a legittimare coloro che sostengono qualsiasi cosa senza nemmeno doversi preoccupare di argomentarla.
mauro
15/01/10 18:30
x esatau
Per l'appunto Stone è proprio uno che sostiene qualcosa senza argomentarla. Lo Stalin "eroe" (quello che si era spartito la Polonia con Hitler e gli aveva fornito i mezzi per quasi due anni di guerra), scappò nella sua dacia al momento dell'attacco tedesco in preda a una crisi di panico e depressione rimanendovi per molti giorni senza dare ordini all'esercito sovietico in rotta e furono i membri del Soviet ad andare a sollecitarne la guida. Non sopportava di essere stato gabbato dal suo caro amico Hitler, da lui tanto ammirato. Proprio quell'Hitler che sosteneva apertamente che sarebbe stato lui, da vincitore, a scrivere la Storia e che nessuno gli avrebbe chiesto conto delle sue azioni. Ma se un Adolf Hitler mi argomenta perché era giusto uccidere gli Ebrei o Oliver Stone mi argomenta come mai due rapinatori assassini fossero eroici a me non interessano le loro argomentazioni.
Daniele
29/01/10 20:28
Non Capisco...
Non capisco..nell'Articolo menzioni il Patto Molotov-Ribbentrop, e questo gia' darebbe Ragione al Regista per il Fatto che Hitler e' stato una marionetta nelle mani degli Americani, che a loro volta l'hanno finanziato a tal punto da passare da una crisi economica da paura ad avere una macchina da guerra da paura... Mi sa', che proprio, non volete ammettere come vanno le cose... Ps: La Storia e' storia...non e' di Sinistra o Destra! La Storia la Scrivono i Vinti, o sbaglio... Nessuno, cmq, dice che Hitler non sia stato un mostro...nessuno dice che gli ebrei son stati uccisi, ma dite anche che nello stesso arco di tempo, omossessuali, dissidenti, vecchi e malati psichici venivano sterminati!! Ma, la maggior colpa e' di chi sa', e' ha permesso che cio' accadesse, permettendo di Farlo divenire la Potenza Mondiale che e'!!! Forse, proprio per questo hanno finanziato Hitler??? E' solo scacchi..c'e' chi arriva a vedere poche mosse, e chi vede l'Intera Partita!
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