Venerdì 10 Febbraio 2012
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"Non tutti i deputati sono papponi di Stato"

26 Marzo 2008
intervista a Marco Boato di Dario Caselli

C’è la “delusione” ma anche la sorpresa per quel compagno di partito che “ha scoperto in soli due anni tutte queste opportunità”. Un certo “dispiacere per un attacco volgare e squallido” misto alla considerazione che “siamo di fronte ad un aggravamento dell’intero quadro istituzionale”. Ma in fin dei conti, e “mi si consenta l’espressione un pochino pesante”, una vicenda che ha il sapore “dell’autosputtanamento che squalifica le istituzioni”.

Pensieri e parole di Marco Boato, parlamentare di lungo corso che questa volta la campagna elettorale dovrà viverla in panchina. Per lui nessuna ricandidatura nelle file della Sinistra L’arcobaleno. Non c’era posto per lui, un professore della politica. Fondatore di Lotta Continua, poi radicale ed infine sposato alla causa ambientalista di Pecoraro Scanio. Uno dei saggi della Bicamerale di Massimo D’Alema. Lui stavolta rimarrà fuori. Ai vertici del partito hanno pensato bene di riservare un posto a Wladimir Luxuria o Francesco Caruso. E così tornerà a fare il docente universitario tenendo però un occhio sempre attento alla politica. Anche quella più becera che spesso racconta Vittorio Feltri che stavolta dalle colonne di Libero in sei puntate ha spiattellato la storia del “verde” Roberto Poletti. Parlamentare nullafacente che in due anni e poco più ha solo collezionato privilegi e prebende.

Onorevole Boato, ha letto le rivelazioni del suo collega Poletti su Libero? Che idea se ne è fatto?

“L’ho letta. A dir la verità mi sembra che questa vicenda rientri in una campagna di stampa che da anni va avanti e che sta facendo la fortuna di giornali, editori e giornalisti. Non mi meraviglia che uno con il fiuto di Feltri l’abbia cavalcata”.

Non mi dirà che non le hanno fatto impressione quelle sei puntate zeppe di accuse alla casta dei politici?

“Beh, per la verità sono dispiaciuto per un attacco che ritengo non solo volgare ma anche pesante. Un’operazione comprensibile sotto un profilo giornalistico ma per la verità un po’ squallida e che non fa giustizia di quanti nel Parlamento lavorano con impegno. Anzi se mi consente…”

Prego…

“Userei un’espressione un pochino forte: tutto questo mi sembra un autosputtanamento che produrrà effetto sui lettori di Libero aumentando il loro schifo e l’indignazione, ma che dimostra a che livello si può arrivare per squalificare le istituzioni”.

Quindi per lei chi ne esce male è soprattutto Poletti?

“Mi sembra così. Anzi se devo essere sincero più volte mi ero chiesto per quale motivo avesse deciso di fare il parlamentare. Chi glielo faceva fare. Evidentemente il suo obiettivo era quello di utilizzare il mandato elettorale per fini personali. E non a caso è riuscito a scoprire tante opportunità che nemmeno io, che in Parlamento siedo dal 1979, conoscevo. E’ stata una vera sorpresa”.

Però non può negare che Poletti con il suo racconto ha puntato i fari su un problema grave della nostra politica…

“Questa è un’altra questione. Che sia necessario ridurre i costi della politica, intervenire per limitare i privilegi e gli abusi è indubbio. I problemi esistono e penso che sia giusto denunciarli ma così come ha fatto Libero si rischia di dimenticare che il Parlamento è composto anche da molte persone che esercitano il loro ruolo con coscienza ed impegno. Ritengo che come in un normale ufficio anche alla Camera ed al Senato esistano persone che lavorano con dedizione ed altre che vivacchiano”.

E’ quindi d’accordo con il monito del presidente Napolitano che così si scade nel qualunquismo?

“Sì, ma è bene anche capire quali sono le ragioni di questo aggravamento istituzionale. Negli ultimi anni stiamo assistendo ad una crisi politica profonda dove gran parte della responsabilità ce l’ha un sistema elettorale indecente. Adesso sono i partiti a decidere chi sarà eletto e questo viene fatto senza avere alcuna considerazione del curriculum politico della persona. Tutto ciò ha portato ad un degrado della composizione politica ed umana del Parlamento”.

Ha quindi ragione Calderoli  che ha chiamato l’attuale legge elettorale una “porcata”?

Quindi secondo lei basta cambiare legge elettorale per ridare al Parlamento la dignità di un tempo?

“Certo che no. Anche se questa legge non è esente da difetti e limiti, come quello di paracadutare nei collegi cosiddetti “sicuri” alcuni parlamentari. E' importante ridare ai cittadini il potere di scegliere la classe dirigente rendendosi anche conto che è indispensabile mettere mano alle riforme istituzionali. Il nostro Paese dalla crisi di Tangentopoli attraversa una transizione infinita ed ininterrotta. In pratica ci troviamo in mezzo al guado politico e partitico del nostro sistema istituzionale senza che si sia giunti alla realizzazione di uno nuovo”.

In pratica, secondo lei, la “Seconda Repubblica” non è mai nata?

“Diciamo che il crollo del vecchio sistema ha dato inizio ad un periodo di cambiamento che però ancora non si è concluso. Nel ’98, ai tempi della Bicamerale di D’Alema, sarebbe stato possibile chiudere questa fase. Ed invece ci troviamo ancora di fronte un’Italia che arranca, che non riesce a stare al passo con la globalizzazione ed i suoi fenomeni. In una democrazia che non è decidente e che dimostra tutti i suoi limiti rispetto agli altri Paesi. Ripeto sono convinto che sia necessario ridurre i costi della politica ma i problemi italiani non si risolvono tagliando la paga ai deputati. Non per questo il Paese è in declino”.

Quindi anche per lei la prossima legislatura dovrà puntare alle riforme?

“Proprio così. Ed il mio timore è che i problemi di questa legislatura si ripresenteranno anche nella nuova. Probabilmente Berlusconi vincerà ed andrà al governo ma soffrirà gli stessi problemi di Prodi. Se non interveniamo ci troveremo di nuovo tra due, tre anni di fronte alle elezioni. Uno scenario che mi ricorda molto quello della Repubblica di Weimar dove le elezioni erano continue. Per questo è necessario intervenire, per chiudere definitivamente la transizione politica apertasi a metà anni ‘90”.

Commenti
Marco
26/03/08 14:16
MA ALLORA HA SCRITTO COSE VERE
Ma allora Poletti ha scritto cose vere? E se non fosse mai uscito allo scoperto nessuno avrebbe mai saputo!!!! Al di là dello stile del gesto, Poletti ha fatto un bel gesto e lo ringrazio.
roberto
26/03/08 17:41
non tutti i deputati
Le indennità dei ns.parlamentari sono le più alte dell'Ue, forse del mondo , perché così ha voluto il pci-pds-pd che si finanziava (finanzia)con una quota parte delle retribuzioni dei propri deputati, i quali sono funzionari di partito o personaggi che , all'interno delle associazioni collegate al partito, hanno svolto il loro lavoro per poi arrivare a sedere suii banchi del parlamento. Altra voce dell'antipolitica e che i parlamentari sono troppi(930 tra deputati e senatori), ma la legge costituzionale del centrodestra che ne prevedeva la riduzione è stata abrogata con il referendum del 2006 voluto dal pci-pd, il quale, ora ipocritamente,in campagna elettorale vorrebbe la riduzione.
Anna Maria
26/03/08 23:51
La politica non è uno spreco (se funziona)
La politica incominci a difendere seriamente i cittadini onesti dai delinquenti, a far tornare lo stato di diritto, a venire incontro a chi lavora invece di mettergli i bastoni tra le ruote, a far sentire gli Italiani padroni a casa loro, a far funzionare la giustizia, a creare le infrastrutture e a cacciare i fannulloni scaldaseggiola: la gente non si lamenterà più degli stipendi alti ai parlamentari.
Anonimo
27/03/08 09:28
L'on. Boato ha scritto:
L'on. Boato ha scritto: Quindi per lei chi ne esce male è soprattutto Poletti? “Mi sembra così. Anzi se devo essere sincero più volte mi ero chiesto per quale motivo avesse deciso di fare il parlamentare. Chi glielo faceva fare. Evidentemente il suo obiettivo era quello di utilizzare il mandato elettorale per fini personali." Finalmente uno che ha capito di che pasta è fatto sto poletti. Autentico scopritore dell'acqua calda, come se ste cose chi ha un pò di malizia non le avesse già sapute od intuite. Facile fare populismo e cavalcare l'indignazione del popolo bue per il proprio tornaconto personale come hai tempi delle "sciure marie".
marcello50
27/03/08 09:37
i privilegiati
Ormai la gente comune è stanca di leggere sui giornali notizie che squalificano il livello morale della nostra Società: immigrati che ubriachi provocano incidenti dalle tragiche conseguenze,situazioni che,per colpa di incapaci amministratori, determinano il crollo di quelle esportazioni che costituiscono l'asse portante dell'economia del made in italy,giustizia ingiusta,responsabilità non perseguite,frodi a ripetizione, sprechi continui ,malasanità da record,ecc. Sui giornali e in TV gli aspiranti alla riconquista della ben retribuita poltrona si fanno in quattro per promettere la luna pur di raggranellare voti,senza sapere cosa comporti,in termini di azioni e di risorse la concretizzazione di ciò che promettono, senza neanche porsi il problema etico legato ad una promessa non mantenuta con l'elettore. Assistiamo alla fiera delle ipocrisie in un circo in cui recitano figuranti senza scrupoli e dediti soltanto alla conquista di potere e di privilegi utili soltanto ai propri interessi infischiandosene allegramente che tale andazzo va opprimendo ulteriormente la già critica situazione economica e di vita delle famiglie e dei ceti più bisognosi. Poi leggiamo le interviste di Libero e ci sentiamo ancora più ingannati. E nell'animo sentiamo salire un senso di indignazione che cresce ancora di più quando qualcuno vorrebbe correggere il tiro ostentando dei distinguo e delle eccezioni che rendono ancora più penosa la figura di chi vorrebbe trovare argomentazioni a difesa di questo scandaloso andazzo che caratterizza gli eletti come esseri appartenenti ad una casta di privilegiati e di insaziabili approfittatori. Vergogna! Propongo di rivedere le regole che stabiliscono le retribuzioni e i privilegi dei parlamentari studiando un meccanismo tale da stabilire un collegamento stabile e proporzionale fra il potere d'acquisto delle retribuzioni dei ceti più disagiati,che va sempre diminuendo,e quelle dei nostri parlamentari che,grazie ai loro innumerevoli privilegi, sono completamente distaccati dalle difficoltà della vita reale che aumenta sempre di più il numero di persone comprese entro la cosiddetta soglia di povertà. In questa ottica l'ELIMINAZIONE TOTALE DEI PRIVILEGI potrebbe costituire un primo meccanismo che farebbe percepire al deputato/senatore il reale valore del denaro nel rapporto costante con le diuturne esigenze di vita che ognuno deve affrontare per se e per la propria famiglia. Con i lauti stipendi elargiti i deputati/senatori potranno pagarsi ciò che ogni cittadino normale spesso non riesce a pagare neanche per garantirsi la giornaliera sopravvivenza. Se poi si allargasse il concetto a tutta la pletora di rappresentanti nelle istituzioni locali allora forse potrebbe registrarsi un ritorno della fiducia dei cittadini nei confronti della classe politica.
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