Venerdì 10 Febbraio 2012
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Dopo Bassolino in Campania spunta il nome di Nicolais

6 Agosto 2007

A Napoli ed in Campania la voce gira ormai da tempo e, ai dirigenti ulivisti, pare l'unica strada percorribile per provare a salvare faccia e potere: Luigi Nicolais nuovo leader dell'Unione in Campania e candidato principe alla successione di "Re Monnezza" Bassolino. Uno scoop, ufficioso ma non ufficiale. Anche se qualcuno del posto, come chi scrive, potrebbe dire che era tutto molto prevedibile. Ma tant'è...

Vale la pena andare a vedere allora chi è Luigi Nicolais. Nato a Sant'Anastasia, provincia di Napoli, 65 anni fa, è dai più considerato "Il Barone dei Baroni" dell'università campana. Ordinario di Tecnologie dei Polimeri presso la Federico II di Napoli, nonché professore aggiunto presso l'università del Connecticut e quella di Seattle; presidente dell'Imast (distretto tecnologico sull'ingegneria dei materiali); della Fondazione Città Della Scienza e dell'ARTI (azienda regionale pugliese per la tecnologia e l'innovazione). Ha pubblicato circa 400 lavori scientifici su riviste internazionali ed è autore di oltre 20 brevetti. Onorificenza dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana, è inoltre stato presidente del Polo Delle Scienze e delle tecnologie dell'Università di Napoli, consigliere di amministrazione del CIRA (centro per la ricerca aerospaziale) e presidente del consorzio ARPA.

"Alla faccia del bicarbonato di sodio!", avrebbe detto Antonio De Curtis, questo "chist addà stà cù mmè!!” deve aver esclamato Bassolino in afragolese stretto (Afragola è il paese di cui è originario "Re Antonio"), una volta letto il curriculum del "super-prof" Nicolais. Detto fatto, lo nomina nel 2000 assessore regionale con delega all'Università, alla ricerca scientifica, all'innovazione tecnologica ed ai sistemi informativi. Dal 2000 al 2005 un idillio. Così Bassolino, grazie all'amicizia del super barone stringe un patto d'acciaio con il mondo accademico, che tutt'ora gli è rimasto molto fedele, mentre il buon Nicolais, persona dal punto di vista scientifico di indubbio valore, sfrutta abilmente la sua nuova posizione conservando gli incarichi professionali che ricopriva e facendo giungere un mare di finanziamenti pubblici alle "sue" imprese e fondazioni. Diviene anche membro della lobby bassoliniana "Diametro", associazione super-profit simbolo dell'asservimento a "90 gradi" al regime ulivista della borghesia campana.

L'idillio dura fino alle elezioni regionali del 2005: Bassolino vince con percentuali quasi bulgare e tutti sono convinti che per lui è pronta la riconferma se non addirittura una promozione. Quando eccolo silurato in pieno. Ma come? Proprio lui? Si, proprio lui. Per far posto a chi poi? A Maria Teresa Armato, margheritina di mezz'età, cocca del governatore, che non era neanche riuscita a farsi eleggere consigliere regionale e che non ha nemmeno un decimo del curriculum e della "scienza" di super-Nicolais. Il barone si ritrova inaspettatamente "a spasso". Almeno fino alla primavera del 2006 quando, non si capisce se su segnalazione di Bassolino per farsi perdonare o per suoi personali buoni uffici, diviene ministro della funzione pubblica e dell'innovazione tecnologica nel governo Prodi. Che colpo! Da trombato eccellente di una giunta regionale a ministro della Repubblica.

Nicolais si mette subito in cattedra e, dopo aver frettolosamente riconosciuto i meriti del suo predecessore, Lucio Stanca, nell'avviare la digitalizzazione e l'informatizzazione della pubblica amministrazione sostiene, a ragione, che c'è ancora molto da fare ergendosi a paladino di due battaglie in particolare: informatizzare e digitalizzare completamente la pubblica amministrazione (fedele al suo motto "pensare informatico") e ridurne drasticamente i costi, garantendo un servizio migliore al cittadino con la possibilità di penalizzare i dirigenti ed i dipendenti pubblici poco efficienti. Fantastico, ottimo. Ma al tempo stesso annuncia che dal 2007 toglierà il blocco delle assunzioni nella pubblica amministrazione, promettendo nuove risorse per il rinnovo dei contratti pubblici. Ma come? E la riduzione dei costi tanto sbandierata?

In occasione del Festival di Sanremo poi fa scalpore la sua prontezza nell'escludere la RAI dal tetto di 272mila euro massimo di compenso per venire incontro alle esose esigenze di Baudo e della Hunziker che avevano messo il broncio. Disse che lo aveva fatto per salvaguardare la competitività dell'ente televisivo pubblico dalla concorrenza. Ma i soldi della "concorrenza" sono privati e come sono spesi non tocca le tasche del cittadino, a differenza di quelli che i cittadini versano con il canone alla Rai.  Ma questi, evidentemente, sono dettagli.

Per il resto veramente poco di rilevante, sempre ligio e disciplinato, mai una protesta o un'alzata di voce. Il tutto contribuisce a farlo sembrare uno dei meno peggio del governo, sarà perché difficilmente si lascia andare a dichiarazioni improprie.

Da ministro, Nicolais cominciò a guardare con un po’ di distacco lo sfacelo della Campania, arrivando addirittura a dichiarare, togliendosi un bel sassolino dalla scarpa: "Io al posto di Bassolino mi sarei dimesso ". Ma appena fu chiaro a tutti che il “bassolinismo” era agli sgoccioli e che sarebbe toccato a lui prendere il timone perse l'acredine, iniziando a tornar buono. E quando venne fuori che la Regione Campania non aveva speso 54 milioni di euro di fondi europei per lo sviluppo vedendoseli ritirare dichiarò conciliante: "Che peccato. Mi dispiace, mi dispiace molto. So per certo che la Regione finora aveva lavorato bene spendendo sempre tutti i fondi UE e ottenendo delle premialità. Credo che ci sia stata qualche contingenza negativa". Si tratta solo di una contingenza negativa?

Ha già avuto colloqui "affettuosi" con Maria Teresa Armato e ha comprato due abbonamenti del Napoli in tribuna numerata. Per fare il candidato alla presidenza della Regione dovrà fare in piccolo lo stesso percorso di Veltroni: diventare il segretario regionale del Partito Democratico. E’, infatti, già pronto un manifestone di accademici e cattedratici di tutta la regione per sostenere la sua candidatura, tutti a giurare eterna devozione al loro vero "re".

Il valore dello scienziato e dell'accademico è fuori discussione, ma la sua contiguità al sistema bassoliniano è evidente. Staremo a vedere, ansiosi di conoscere la risposta del centrodestra, che si spera finalmente autorevole e competitiva. Certo è che per risolvere i problemi della regione ci vorrebbe sul serio l’intervento di Mago Merlino, di cui Nicolais ha, però, soltanto la barba.

 


 

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