Giovedì 17 Maggio 2012
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Se Terranuova tenesse lu mer...

6 Aprile 2008

Ci si alza presto stamattina. Incontro un giovane e brillante esponente locale della “Lista Ferrara” con il quale dopo il 13 e 14 aprile si lavorerà insieme. Gli faccio gli auguri, di cuore.

Poi manifestazione in città con Sandro Bondi e Mara Carfagna anche per tenere il punto, fino in fondo, sulla biopolitica.

Si scappa, quindi, verso Firenze dove alle tre del pomeriggio è in programma un incontro-conferenza stampa con Fiamma Nirenstein che giunge nella sua città dalla vicina Liguria dov’è candidata. L’occasione è offerta dalla presentazione di una nuova edizione dei Colloqui del Mediterraneo: l’iniziativa che tra il Cinquanta e il Sessanta, a due diverse riprese, il sindaco Giorgio La Pira promosse contribuendo a fare di Firenze una capitale della politica internazionale.

C’è qualcosa di irreale e di miracoloso in quest’occasione, come quasi tutto ciò che passa tra le mani di Leonardo Tirabassi, l’impareggiabile Presidente del Circolo dei Liberi di Firenze.

L’irrealtà si riferisce ai luoghi, ai tempi e ai modi prescelti per le iniziative delle quali è responsabile. Questa volta la location – come ora si usa dire – promette bene. L’hotel si chiama, infatti, “Torre Guelfa”. Dunque - direbbero i maligni - si gioca in casa. E’ uno degli alberghi che Riccardo Zucconi generosamente mette a disposizione delle iniziative del Circolo. Come tutti quelli dei quali è proprietario, ha qualcosa di particolare. La conferenza stampa si svolge questa volta in un ampio salotto borghese del tempo che fu: con alti soffitti a cassettone, divani e poltrone generose e un pianoforte appoggiato con nonchalance in un angolo. Sicché, le trenta persone che compongono l’auditorio sembrano grappoli d’uccelli sui rami di un grande albero, mentre io e Fiamma discettiamo seduti su un largo e comodo sofà di pelle, messo di sbieco su un gradino in fondo alla sala. Giornalisti e pubblico si confondono, anche perché tutti prendono appunti. E le telecamere delle televisioni, in questo clima, non appaiono molto differenti da quelle azionate dai parenti il giorno della Prima Comunione.

A questo punto è chiaro anche cosa vi sia di miracoloso: il fatto che, in queste condizioni, di dritto o di storto, le iniziative di Leonardo riescano sempre. Anche questa volta. Perché il proposito di liberare la politica estera dalla Badia Fiesolana sede dell’università europea, per farla circolare nelle arterie della città, evidentemente è sentita. Tra il pubblico vi sono antichi amici di La Pira, collaboratrici di Fioretta Mazzei che ritrovano nell’entusiasmo un po’ spericolato e un po’ ingenuo delle nostre proposte qualcosa di quello spirito che fece grande Firenze. Qualcosa di autentico, come potrebbe essere una scuola sul nuovo Mediterraneo che risponda al principio di realtà. Al quale, assai opportunamente, qualcuno in sala contrappone l’iniziativa dell’assessore Toschi di aprire un ristorante per palestinesi alle porte di Ramallah con i soldi, ca va sans dire, dei contribuenti toscani. Roba da non credere che, quanto meno, fa capire perché Toschi si definisca assessore al perdono: con iniziative siffatte costruisce i peccati dei quali farsi perdonare. Fin quando durerà!

Come si usa in ogni salotto che si rispetti, la festa di famiglia si conclude con un brindisi essenziale in onore di Fiamma e visita alla torre dalla quale i tetti di Firenze sembrano un quadro di Vlaminck che fanno da corona al duomo e a palazzo vecchio: simboli maestosi del potere religioso e del potere civile che dall’alto, con un grandangolo, possono essere racchiusi nella stessa istantanea.

Si parte per l’ultima tappa della giornata. Cena in Valdarno, a Terranuova Bracciolini, dove torno per la seconda volta: esattamente come a Parigi. La campagna elettorale propone strane vertigini. Non posso fare a meno di pensare: se Terranuova avesse lu mer…

Diario di un candidato

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