Venerdì 10 Febbraio 2012
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Sull'aborto la Turco fa una politica di due pesi e due misure

Intervista a Eugenia Roccella di

Cristiana Vivenzio

8 Gennaio 2008

 

“La 194 è completa e lungimirante. Non va cambiata perché già dice tutto. Né linee regionali né mozioni parlamentari possono dare risposta al dibattito attuale”. Ce l’ha col presidente della Regione Formigoni il ministro della Salute, Livia Turco, quando, dalle colonne del Corriere dichiara il giù le mani dalla 194.

Le ormai note linee guida, o decreti attuativi che dir si voglia, della legge sull’aborto, a detta del ministro, devono promanare solo dal ministero e non dalle singole realtà regionali. Ma non è già troppo tardi?
“Il Ministro Livia Turco tocca un tasto sensibile, è vero che ormai sull’aborto c’è incertezza e disomogeneità nell’applicazione della legge, però non può usare due pesi e due misure”, afferma Eugenia Roccella, editorialista di Avvenire e leader storica del Movimento di liberazione della donna negli anni Settanta. “Il Ministro ha ribadito che la legge 194 è, e deve rimanere, nazionale. Più volte, però, abbiamo inutilmente lanciato l’allarme, dalle colonne del quotidiano “Avvenire”, sulla tendenza ormai affermata da parte dei singoli ospedali e degli assessorati alla Sanità regionali al “fai-da te” sulla 194”.

Per esempio?
“L’esempio più clamoroso, che il Ministro certamente conosce, è quello di alcune regioni (almeno 7) che da tempo utilizzano arbitrariamente la pillola abortiva Ru486, farmaco non ancora autorizzato dall’ente italiano di farmacovigilanza; le donne che l’hanno usata hanno abortito in gran parte fuori dall’ospedale, in evidente violazione della legge 194 (tanto che esiste un’indagine tuttora aperta sulla sperimentazione all’ospedale Sant’Anna di Torino, proprio per questo motivo)”.

Lei dice che nel bersaglio del ministro dovrebbero esserci ben altre realtà regionali?
“Se il Ministro volesse arginare la tendenza al fai-da-te, dovrebbe prima di tutto fermare l’assessore alla Sanità della Toscana, regione leader nell’uso fuorilegge della pillola abortiva. E’ da oltre un anno che questa pratica va avanti, con protocolli medici autorizzati dagli amministratori locali, che in pratica si sono sostituiti al Ministro e alla Farmacovigilanza. Restano aperte ancora molte questioni, tra cui l’applicazione dell’articolo 7 (che vieta l’aborto quando ci sia possibilità di vita autonoma del feto), e la collaborazione con i Centri di aiuto alla vita già operanti. In questo quadro di incertezza, il governatore Formigoni si è assunto semplicemente la responsabilità di coprire un vuoto di regole applicative, ormai davvero necessarie e urgenti per adeguare la legge 194 agli aggiornamenti della medicina e alle nuove tecniche mediche.

Ma c’è anche chi dice che il ministro abbia fatto ben poco per rendere omogenea su scala nazionale l’applicazione della legge.
Il ministro si sta muovendo. Servono molti adeguamenti tecnici ma una cosa è certa: ciò che è valido per la legge 40 (per cui esistono linee guida) non può non esserlo per la 194. Da qui occorre partire.

Commenti
Anonimo
09/01/08 13:17
ru864
la pillola ru 684 non è una pillola abortiva, come voi credo in malafede continuate a sostenere,ma contracettiva, infatti agisce prma della formazione del dna.mi sembra che voi con questo atteggiamento siate i primi a volere l'aborto a tre mesi, come la legge sulla fecondazione assistita dimostra.oppure siete per l'aborto clandestino? fate i bravi sulla pelle degli altri
Anonimo
09/01/08 14:12
194
la legge sull'aborto è una buona legge e non si tocca, ha ragione la ministra, bisogna lavorare affinche la società maschile accetti la maternità come valore sociale ed economico,questo richiede cambiamento strutturale e culturale ad es la divisione dei ruoli sulla base del sesso è pessima cosa ma voi ovviamente di questo non parlate mai,preferite passare sopra la testa delle donne della loro intelligenza e dignità. Certe cose non dovrebbero essere ne di destra ne di sinistra.Proporrei una legge che obblighi le persone di sesso maschile a prendersi cura in prima persona dei figli(nel senso di stare a casa)voglio vedere quanti "bravi" uomini restano. quando vederemo il papa prendersi cura dei malati e le suore dettare la dottrina allora... bando alle provocazioni non bisogna permettere in nessun modo il ritorno dell'aborto clandestino,e che una donna sia obbligata ad avere figli che non vuole, niente figli dell'odio grazie, anche se è giusto fare il possibile con la prevenzione e l'educazine sessuale nelle scuole(non è possibile che i teeneger italiani si avvicinino al sesso nella totale ignoranza)e strutture di accoglienza per figli di cui le madri per diverse ragioni(quasi mai piacevoli)decidono che siano altri a prendersene cura.Sopratutto lasciare fare alle donne. SI ALLA RU684
09/01/08 14:30
Le donne sono forse solo carne da macello?.
Non capisco come mai un ministro della salute non si preoccupi della salute delle donne. Sappiamo benissimo che la RU486 ha dei rischi di morte di chi la usa, come si è già verificato per sedici casi accertati. Dei medicinali con effetti collaterali meno gravi (non certo la morte!) sono stati tolti dal commercio. Perchè mai la RU486 deve essere invece lasciata alla dicrezione delle amministrazioni regionali? Forse che le donne sono solo carne da macello?
enrico
09/01/08 15:37
Quanta ignoranza! Per chi si
Quanta ignoranza! Per chi si vuole veramente informare sugli effetti della RU486 legga qui: http://www.svss-uspda.ch/it/mifegyne.htm Una citazione: 'Le complicazioni gravi occorrono in meno dell’uno per cento dei casi.' E'assolutamente falso dire che la pillola ha dei rischi di morte: provoca perdite di sangue + prolungate, ma basta fare i dovuti controlli e nn c'è pericolo. Il rischio è simile a un intervento chirurgico. Inoltre in altri paesi europei è in vigore, e nn credo che i loro medici abbiano nulla da invidiare ai nostri, in quanto a garantire la sicurezza dei pazienti.
mauro
09/01/08 18:01
ma dove vivono questi?
La Ru486 (almeno scrivetela giusta) non sarebbe abortiva? Non ha rischi? Ma dove vivono costoro? su Marte? 16 donne morte tra nord America ed Europa (e chissa' quante altre di cui non si e' avuta notizia) non sono sufficienti?
09/01/08 18:47
Per chi si vuole informare sulla RU486
Segnalo questo utile link per chi si vuole informare sulla RU486: http://www.impegnoreferendum.it/NR/exeres/33AF175A-2810-48E5-8E96-61EA35AC6AA2.htm Solo dentro le strutture ospedaliere i rischi di un aborto farmacologico sono contenuti. E in genere si sta lì solo in day hospital con l'impegno a tornare dopo qualche giorno e poi dopo una settimana per i debiti controlli. Solo che spesso la donna non ama tornare per non prolungare lo stress di un aborto. Ma se si liberalizza la vendita delle Kill Pill, sarà facile abortire dentro le mura domestiche, trascurando l'assistenza ospedaliera che è obbligatoria per chi abortisce (l.194) Concludo citando il passo di un articolo di Assuntina Morresi su Avvenire di ieri: "la legge prevede che le interruzioni di gravidanza debbano avvenire all’interno delle strutture sanitarie pubbliche. Le donne che scelgono l’aborto chimico, quindi, dovrebbero essere ricoverate per almeno tre giorni, perché questo è il tempo mediamente necessario per effettuare l’aborto. Per il resto, le 'novità scientifiche' della pillola abortiva sono note: una mortalità dieci volte maggiore rispetto a quella dell’aborto chirurgico, pesanti effetti collaterali ed eventi avversi, e un’altissima probabilità, per le donne, di vedere l’embrione abortito. La Ru486, ovunque è stata adottata, ha introdotto l’aborto a domicilio, che vuol dire abortire nel bagno di casa, da sole, con in tasca il numero di telefono dell’ospedale più vicino, controllando continuamente le perdite di sangue, e una percentuale altissima (tra il 20 e il 30%) di donne che non si presenta alla visita finale, con i rischi sanitari che ne conseguono".
flavio
10/01/08 09:22
commento al primo anonimo su ru864
come è noto, i calci si prendono dagli asini. Il DNA dei gameti (si, anche i gameti hanno il DNA) si fonde nel DNA del nuovo individuo in pochi secondi, alla momento della fecondazione. Neanche la pillola del giorno dopo (che probabilmente il nostro informatissimo anonimo confonde con la Ru864) agisce prima della fecondazione.
enrico
11/01/08 22:44
Quando si dice che bisogna
Quando si dice che bisogna leggere prima di scrivere...citazione dal link che avevo messo: 'Per due decessi, la causa non si conosce. Due altre morti in seguito a un aborto farmacologico non avevano niente da fare colla RU 486: una fu la conseguenza di una gravidanza extrauterina non trattata, un altra fu provocata da una overdose di metadone. Queste morti sono molto deplorevoli. Intanto sono rarissime, la mortalità dell'IVG colla Mifegyne è di circa 0,6/100'000 e corrisponde a quella dell'intervento chirurgico nel primo trimestre. Il parto invece con una mortalità intorno ai 5/100'000 è tra 8 e 10 volte più rischioso.' Dunque secondo i ragionamenti di alcuni tra i commentatori si dovrebbero vietare anche i parti (assurdo, no?). Se poi le donne nn si presentano alla visita finale, è una loro negligenza, nn del farmaco. Dunque nn ha senso farne una critica.
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