Venerdì 10 Febbraio 2012
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Vive la differénce!

16 Aprile 2007

La differenziazione sessuale inizia nell’embrione umano dopo la sesta settimana. A partire da quel momento e fino al giorno della nostra morte noi siamo maschi o femmine. Come ha scritto l’antropologa Francoise Héritier “è l’osservazione della differenza dei sessi che è al fondamento di ogni pensiero, sia tradizionale che scientifico”.  Nel 1972 un medico della Johns Hopkins University sostenne di avere invece la prova scientifica che la differenza sessuale non si fonda su una realtà biologica ma è determinata solo dal tipo di educazione ricevuta. Una teoria che diventò molto popolare tra le femministe ma che fu poi scientificamente smontata. Intendiamoci, c’era e c’è del buono nel femminismo, laddove si vuole giustamente correggere la posizione subordinata della donna nella società. Basterebbe allora ricordare che la stessa parola “matrimonio” nasce dal ruolo di madre della donna, mentre il padre dà origine al “patrimonio”.  L’idea però che le differenze non siano naturali ma imposte dalla società patriarcale dominante ha portato a quelle che oggi sono le tesi, a mio avviso, pericolose per la sopravvivenza della società, del cosiddetto “gender”, superficialmente tradotto in italiano come “genere”. (Nella lingua italiana il termine genere è utilizzato nella linguistica).

Oggi è proprio la genetica a dirci con chiarezza che la differenza maschio-femmina è iscritta nel Dna di ciascuno di noi. Quando andiamo a fare l’ecografia ci aspettiamo che la creatura in grembo alla nostra compagna metta in mostra il suo sesso e chiediamo ansiosi: “Di che sesso è?”. Oggi le tecniche di ricerca consentono  risposte assolute: “Signora, signore, mamma e papà, il vostro nascituro è bambino, è bambina”. Ora è evidente che se le differenze/diversità, sono solo culturali, allora queste possono essere modificate a piacere a seconda di un nostro futuro desiderio individuale o di quello dei genitori o della stessa società.

Sappiamo che la stessa Unione europea sta finanziando con molti quattrini importanti centri di ricerca per una nuova definizione della sessualità. In realtà questi studi hanno un solo concreto obiettivo: normalizzare a tutti i costi l’omosessualità. Secondo gli esperti il gender ha un suo sviluppo logico in quello che viene definito l’approccio “queer”, ovvero la possibilità di una identità sessuale come scelta non definitiva ma mobile, revocabile, magari più volte nel corso della vita di una persona. Per un po’ mi va di fare la femmina, per un altro periodo il maschio e via dicendo.

Alla base c’è sempre il relativismo della cosiddetta eguaglianza, utopia che da due secoli ammorba il nostro pensiero. Vogliono farci credere che  differenti vuol dire essere diseguali, quindi discriminati. La differenza non si oppone affatto all’uguaglianza. Nella Genesi Dio creò l’uomo e la donna e li fece a sua immagine e somiglianza. Uguali, sullo stesso straordinario piano morale, ma differenti, non identici. Concludo riportando il pensiero di X. Lacroix nel suo In principio la differenza. Omosessualità, matrimonio, adozione: “ Un sistema di parentela è un’istituzione che attribuisce a ognuno un suo spazio, definendo chi è rispetto a chi. La confusione degli spazi comporta una confusione dell’identità”. Un pericolo, quest’ultimo, che mi pare molto evidente nella società ludico relativista in cui stiamo vivendo.

Commenti
Carlo
16/04/07 19:31
Davvero fuorviante. Mi
Davvero fuorviante. Mi dispiace, ma questa volta trovo i contenuti dell'articolo pubblicato aridi e ingenuamente partigiani.
Carmine
17/04/07 10:40
Interessante
Il pensiero di Pamparana è invece molto chiaro e condivisibile, altro che arido o ingenuo. Carmine
Giuliana
17/04/07 10:43
Pamparana ha ragione
Chiamalo ingenuo il Pampa! Lo leggo da anni e mi permetto questa confiance. Anche se non l'ho mai incontrato. Condivido in toto, soprattutto l'analisi sul femminismo che ha snaturato il "genio della donna", come scrisse Giovanni Paolo II. Giuliana
Roby
03/05/07 22:35
Bravo.
Asciutto centrato e ficcante, tutt'altro che partigiano. Il commentatore col sasso in mano, invece, dovrebbe essere gentile e sostanziare dove risieda la partigianeria negli ormoni, nei cromosomi e quant'altro indirizzi biologicamente (ahi, natura ingrata?) la sessualità umana. Per fortuna i cromosomi ignorano l'esistenza dei vari luxuria, delle epilazioni totali guarnite da tettone finte a carico del servizio sanitario nazionale. Certo che un tale riduzionismo biologico è una vera iattura per i nuovi filosofi del "COPULO ERGO SUM" con la viariante del 'ndo cojo-cojo, purché cojo, che dà il definitivo schiaffo alla tetragona biologia. Ci dice "Coso", mentre brandisce i suoi piumini di struzzo: "non siamo mica ANIMALI per piegarci davanti ai meccanicismi biologici, siamo esseri pensanti e amanti...!". Certo, dico io! Ma com'è, come non è, dopo 5 minuti all'arcigay ti proiettano il solito documentario consolatorio sui trichechi della papuasia, a sentir loro dotati di borsetta ed amichetto. Sempre in bilico tra schizofrenia e propaganda, neh? Love, love love. Diceva Verdone.
bero
08/05/07 21:50
"Oggi è proprio la genetica
"Oggi è proprio la genetica a dirci con chiarezza che la differenza maschio-femmina è iscritta nel Dna di ciascuno di noi." Veramente geniale, ci sono voluti migliaia e migliaia di anni di evoluzione per arrivare a pensare un azzardo del genere!
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