Un anno di iniziative

C'è anche un'idea di cultura in comune tra Italia e Russia

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 | 10 Luglio 2011
berlusconi

Il 2011 è stato battezzato come l’Anno della Cultura e della lingua russa in Italia e della Cultura e della lingua italiana in Russia. Un ricco programma di iniziative, inauguratesi alcuni mesi fa con la visita del nostro Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, alla mostra di Aleksandr Deineka, presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma, testimonia l’importanza culturale, politica ed economica di questa ricorrenza. A cui si lega la conferenza di richiamo internazionale, avvenuta questa settimana presso la sede distaccata del Senato della Repubblica, a Palazzo Giustiniani, organizzata da Unimed, a cui hanno partecipato politici delle camere italiane e russe, per sottolineare gli ottimi rapporti istituzionali esistenti tra i due paesi.

Un workshop tra Italia e Russia, tra i rappresentanti del mondo imprenditoriale e del lavoro, per 'dialogare al di fuori dai contesti della politica estera e di difesa e dare spazio a temi come il lavoro e il welfare e la cultura. Mostre, eventi, concerti, rappresentazioni teatrali, rassegne cinematografiche permetteranno di celebrare l’anno delle due culture e dei ispettivi patrimoni culturali. Grazie alla collaborazione delle Soprintendenze Speciali dei Poli Museali di Roma e di Firenze, si potranno ammirare dal vivo grandi capolavori dell’arte rinascimentale e seicentesca italiana. come la “Dama del liocorno”, di Raffaello, “Minerva doma il centauro”, di Botticelli, il “Doppio Ritratto”, del Giorgione ed alcuni dei migliori quadri di Caravaggio. Inoltre, alcune prestigiose rassegne della nuova cinematografia e documentaristica russa verranno ospitate alla Casa del Cinema di Roma e alla Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro e a Bari. Mentre la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, ha già presentato a Mosca una selezione del cinema italiano visto nell’ultima edizione.

Prossimamente potrebbe essere invece il Padiglione Italiano, della neo-inaugurata Biennale Arte di Venezia, diretto da Vittorio Sgarbi, a traslocare per una trasferta a Mosca.  Queste iniziative culturali, oltre che dare lustro ai due paesi, potrebbero definitivamente sconsacrare alcune convinzioni, che permangono da sempre in Europa, ma soprattutto in Italia, nel tendere a considerare la Russia solo da un punto di vista geopolitica. Una prospettiva sbagliata il più delle volte identifica Mosca non come un partner ma piuttosto come un avversario. Invece l’Italia, così come l’Europa ha la necessità di riqualificare i rapporti con la Russia, anche in vista delle prossime elezioni politiche del 2012, che vedranno anche l’ex presidente Putin, tra i possibili vincitori delle imminenti scadenze presidenziali.

Questi i temi usciti al convegno di Palazzo Giustiniani, come hanno sottolineato alcuni dei politici e intellettuali intervenuti. Vittorio Sgarbi, ha ribadito a gran voce che «i vantaggi di una politica culturale e sociale tra Italia e Russia e tra Roma e la Russia, sono stati resi possibili grazie alla politica democratica del Presidente Putin, che ha migliorato e stimolato le già ottime relazioni tra l'Italia e la Russia». «I nostri paesi dimostrano da anni ormai la forza di uno storico rapporto bilaterale che è sopravvissuto alle trasformazioni degli ultimi decenni-ha ricordato la deputata del Pdl, Michaela Biancofiore, segretaria della Commissione Affari Esteri delle Camera dei Deputati-. Le motivazioni alla base di questo consolidamento della cooperazione, esportabile anche in UE, sono l'intesa personale  tra Berlusconi e Putin e la crescente sinergia economica tra i due Paesi; di fatti l'accordo tra i due leader carismatici si è spesso rivelato il fattore determinante per superare molti ostacoli politici. Amicizia, stima, rispetto nei confronti del leader russo Vladimir Putin, condiviso dal popolo italiano e dai nostri operatori economici e culturali».

Commenti

Che ipocriti che siete... qui in molti si ricordano la vostra bandiera atlantista sventolata fino a non molto tempo fa: che disgusto.

Bene sviluppare i rapporti anche culturali con la Russia, (a parte il fatto che in altre importanti citta’ come Milano finora grandi eventi culturali italo-russi non se ne sono visti), ma perche’ ora la Russia ha aumentato il dazio sui vini italiani, penalizzandoli rispetto a quelli francesi? Perche’ non riusciamo mai ad essere considerati almeno sullo stesso piano degli altri paesi europei?

Io non credo che essere filo americani significhi essere antirussi e viceversa. Anzi, USA e Russia sono due paesi di cultura occidentale checchè se ne dica, di conseguenza dovrebbero collaborare su tutti i fronti per vincere lo scontro di civiltà (che c'è e rimane, piaccia o meno). Poi ovvio che si litiga anche nelle migliori famiglie, figuriamoci in quelle allargate.

Anch'io penso che USA, Russia e altri paesi europei dovrebbero collaborare, ma mi sembra che non lo facciano. Per molti la Guerra fredda non e' finita.

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