La punta dell'iceberg di una vera emergenza

Abusi su 631 ragazzine. Ora i gruppi musulmani tentano di spacciare per vittime i carnefici

di
 | 23 Maggio 2012
gb

Due settimane fa le cronache inglesi ci hanno sconvolto con il caso di quelle 631 ragazzine tra i 12 e i 16 anni sistematicamente violentate nel corso degli ultimi cinque anni da una rete organizzata di uomini che le prelevava dalle case di accoglienza per minori di Manchester e Rochdale. Per il processo presso il tribunale di Liverpool la polizia aveva interrogato 56 uomini e ne aveva arrestati 26. Ora i nove uomini giudicati colpevoli - otto sono britannici di origine pachistana e un altro è un richiedente asilo afgano; alcuni di loro erano considerati i pilastri della loro comunità - sono stati condannati a un totale di 77 anni di prigione con le accuse di stupro, favoreggiamento alla prostituzione, violenza sessuale e traffico per sfruttamento sessuale di minori.

Un vicenda choc, soprattutto alla luce delle testimonianze al processo di cinque ragazze vittime degli abusi, che ha attirato l'attenzione nazionale sulla questione dell'abuso sessuale su bambini e donne da parte degli immigrati musulmani, e che sta portando la polizia britannica a indagare su almeno 40 altri casi di stupri simili nel nord dell'Inghilterra. Malgrado l’evidente gravità dei fatti, i gruppi musulmani hanno cercato di screditare le indagini della polizia accusando le autorità britanniche di “razzismo” e “islamofobia”.

Ma è emerso un particolare ancora più inquietante per la società britannica, che adesso più che mai deve riflettere sul tema della sicurezza: la polizia britannica sapeva che da più di un decennio queste bande prendevano di mira giovani ragazze in Inghilterra, e ciò nonostante ha preferito ignorare le prove degli stupri e non ha agito temendo di essere accusata di razzismo.

Ai dettagli rivelati sin ora attraverso le deposizioni delle vittime se n’è aggiunto un altro. Il colore della pelle e il credo religioso. Il giudice Gerald Clifton ha infatti detto che “uno dei fattori che determinavano lo stupro era il fatto che le ragazze non facevano parte della comunità pakistana o non erano musulmane”. La baronessa Sayeeda Warsi, il politico musulmano più anziano della Gran Bretagna - che ha peraltro esortato le autorità britanniche a intervenire con la legge mettendo da parte la ‘sensibilità culturale’ in casi gravi come quello delle 631 ragazzine stuprate - ha infatti spiegato al London Evening Standard che ci sono “uomini pakistani che credono che le ragazze bianche siano un bersaglio più facile” perché considerate esseri umani di “terza classe”.

Secondo gli esperti intervistati dal Telegraph, mentre i pedofili bianchi operano generalmente in isolamento, i musulmani agiscono in gruppo, come dimostrano del resto molti dei casi di stupro a Manchester e Rochdale perché - loro stessi lo hanno affermato durante il processo di Liverpool - “è quello che facciamo nel nostro paese”.

Di fronte a questo enorme problema che sta trovando terreno fertile in un paese democratico e occidentalizzato come la Gran Bretagna, sono stati commessi errori grossolani, soprattutto da parte della polizia britannica. Secondo Ann Cryer, ex deputato laburista per la città di Keighley che ha fatto una campagna per attirare l'attenzione del pubblico sulla questione delle bande di pedofili musulmani, l’indifferenza delle forze dell’ordine rispetto alle segnalazioni “è uno scandalo assoluto”.

I ‘guardiani’ del multiculturalismo britannico si sono poi affrettati a sostenere che si tratta solo di una coincidenza il fatto che gli stupratori di Rochdale sono musulmani e hanno immediatamente ribattuto che l'abuso sessuale si verifica anche in bande bianche. In alcuni casi c’è chi si è spinto a ritrarre i musulmani come le vere vittime in questo caso.

Il Muslim Council of Britain ha parlato di “clima di odio” contro i musulmani. Il think tank interreligioso “Faith Matters”, che ha istituito un servizio di assistenza chiamato “Tell Mama” che monitora il livello di “islamofobia” sin da quando è iniziato il processo di Liverpool, ha detto che si è aggiunto ulteriore veleno all’“odio islamofobo”. Ha alzato il tiro anche Fiyaz Mughal, un portavoce per le questioni fede, commentando così la vicenda: “Questo è pericoloso per le relazioni comunitarie. Tutto questo parlare di pedofilia aggiunge veleno contro i musulmani perché lo stesso profeta Maometto ha sposato una giovane ragazza”.

Intanto col passare delle ore, a violenza si aggiunge (e viene a galla) altra violenza. Lo scorso 19 maggio, a soli dieci giorni dall’incarcerazione dei nove stupratori di Rochdale, la polizia ha arrestato altri due musulmani, entrambi di 33 anni, sospettati di violenza sessuale e stupro.

Ma andando a ritroso nel tempo si scoprono altri casi e numeri agghiaccianti. Nel gennaio 2011, i ricercatori del quotidiano Times hanno identificato 17 procedimenti penali in Gran Bretagna dal 1997 - 14 dei quali negli ultimi tre anni - che coinvolgerebbero ragazze di età compresa tra 11 a 16. In totale, 56 persone, con un'età media di 28, sono stati giudicati colpevoli di crimini tra cui stupro, sottrazione di minori, aggressione e violenza su bambini. Tutti, tranne tre degli uomini erano musulmani. Questa è la realtà dei fatti e non c’è alibi che tenga.

Commenti

Salva prova contraria, il Tribunale che ha condannato (presumo in Primo Grado) i nove islamici -di età tra 22 e 59 anni: quelli delle fotografie pure in epigrafe- a complessivi 77 anni di reclusione, è la Liverpool Crown Court con Sentenza di mercoledì 9 Maggio 2012 emessa dal magistrato “Judge” Gerald Clifton: il quale Giudice NON è pachistano.
Il Giudice ha respinto le opposizioni difensive siccome essenzialmente basate sul fatto che l’appartenenza razziale costituisse il solo motivo per la denuncia, l’arresto e la condanna dei soggetti. Nonché respinto le confuse dichiarazioni degli imputati a propria giustificazione (“le donne erano prostitute” – “si dicevano maggiorenni” – “ci stavano” e altro).
Ha osservato come la religione degli imputati andasse considerata uno dei fattori all’origine del loro comportamento, precisando di ritenere che essi si erano ritenuti indotti a trattare le ragazze in tale maniera siccome esse non appartenevano alla loro comunità o religione.
Ha ribadito che la sua sentenza veniva emessa a cagione del crimine in sé, bianchi o asiatici che fossero gli imputati.
Uno degli imputati (il più anziano del gruppo, ritenutone il capo, e recidivo specifico oltre che già incarcerato per complessivi 19 -diciannove- anni anche per attività di cospirazione politica [*] e traffici clandestini: quello del quale per non meglio specificate ragioni di pubblica sicurezza le Autorità locali non hanno fornito nome né foto), è stato espulso non molto dopo l’inizio del rito, dalla Corte, per il suo comportamento minaccioso, per aver messo in dubbio la equanimità della Giuria soltanto in quanto composta di sole persone “bianche”, e per avere chiamato il Giudice “bastardo razzista” [circostanze riportate testualmente dai media].
Colui, e alcuni altri dei condannati, scontata la pena avranno come soprammercato la deportazione in Pakistan e Afghanistan. Essi non hanno proposto appello.
Fonti = Associated Press ; ITV News ; Daily Mail .
Mio commento.
[*] Non ho trovato più precisi riferimenti in proposito, ma state a vedere che quell’eroe islamista cospirava a favore della Repubblica di San Marino… . E di certo ha dimostrato di NON essere lui il razzista… . E chi l’avrebbe mai detto.
Come “tesi difensiva” non c’é male. Forse i “barristers” davano per scontato che un “bianco” avrebbe potuto commettere impunemente o quasi gli stessi crimini ( “che sarà mai ! Tante storie per qualche trombatina !” ), e che gli imputati islamici, per il solo fatto di essere tali (poveretti…!), avrebbero avuto diritto a un trattamento di favore onde il Giudice non venisse ricusato (o peggio), siccome se avesse applicato la Legge in tutto il suo rigore sarebbe stato magari accusato ( orrore! ) di “razzismo”, magari con spiacevoli conseguenze sulla carriera.
A quanto pare, il Giudice non s’è lasciato impressionare.
L’atteggiamento degli imputati imprime la non fugace impressione che -per l’appunto- essi chiamandosi loro “vittime” in quanto “islamici”, sottendessero come la propria condotta delittuosa -vista nell’ottica islamica- non fosse di per sé necessariamente tale, o almeno non così grave.
Non è -del resto- una novità che molti islamici in giro nel mondo pretenderebbero di essere giudicati secondo la loro “sharia” e non già secondo la Legge del Paese nel quale vivono. In vari Stati hanno fatto e stanno facendo pressioni “politiche” in tal senso.
Le vittime, pare non abbiano ricevuto (pare, ripeto) gran che attenzioni da parte della Corte.

Della violenza (anche) sulle donne insita nel corano, la letteratura esegetica critica internazionale fornisce vaste prove. In Italia, ne hanno scritto -per non citarne che alcuni- il Professor Pietro Melis, la Professoressa Valentina Colombo, il Dottor Paolo Valerio Mantellini. E poi il Sito “Faith Freedom Italia”. Molti testi sono reperibili, anche sulla Rete Informatica.
Al proposito, un islamico mi disse: “Sono gli uomini che sbagliano, non è la religione che è sbagliata.” Sarà. Ma per uno che non è musulmano, e che magari non è necessariamente un sociologo, o psicologo, o antropologo, o altro tipo di grande sapiente, quando constata che delle persone vengono brutalizzate nel nome o col pretesto di allah, ne inferisce che si tratta -per l’appunto- (a torto o a ragione) di crimini ispirati da quella religione. E la conclusione è ovvia.
Nota ( già lanciata il 13.05.12 e inspiegabilmente non pubblicata prima )
per RITVAN:
Quanto alla “islamofobia” ( nel SIGNIFICATO LETTERALE DEL VOCABOLO = PAURA DELL’ISLAM, nient’altro: chiaro? ), io mi onoro, mi dichiaro, mi vanto, e per giunta meno pubblico vanto di dichiararmi ISLAMOFOBO.
E’ mio pieno e inalienabile diritto esserlo.
Ed essere “Islamofobi” date le note circostanze di storia e di cronaca, è legittimo per non dire doveroso.
E se questo a Lei tanto spiace, me ne rallegro assai.
E ora, per me questa discussione è chiusa. E come vede, Ritvan, senza bisogno di usare volgarità puerili come le Sue. Lei si accomodi.
Buon viaggio.

li hanno voluti!?
Accolti, coccolati e viziati!?
E che ora se li godano!!

perché non dovremmo dirci islamfobici?è forse disdicevole, razzistico o che altro. Gli islamici hanno come scopo la conquista del mondo, con ogni mezzo, per imporre il loro credo, discriminatorio delle alti fedi.Ci considerano essere inferiori e dovremmo pure incensarli. Rispettino i paesi che li accolgono, e rispettino il prossimo. Ma siccome ho la certezza che non hanno intenzione di considerarci loro pari, perché dovremmo farlo noi?

Vi siete mai chiesti se tanta tolleranza verso qualsivoglia nefandezza commessa in nome dell' islam in europa (si scritto piccolissimo) e l' accondiscendere a gran parte delle loro pretese, che esulano e calpestano l'ordinamento giudiziario secolare europeo, non sia il frutto di PETROLDOLLARI dati a man bassa alle alte sfere del potere????

Esimio Giancarlo, non mi dispiace affatto, anzi, mi fa piacere che lei meni pubblico vanto di essere un islamofobo…almeno così so che l’ipocrisia non rientra fra i Suoi pregi. Si vede che fare l’islamofobo e menarne pubblico vanto conviene: buon per Lei. Detto ciò, La informo che le “volgarità puerili”, nonché castronerie varie – tipo quella dei romeni “slavi” e quella dello stupro delle ragazzine altrui “raccomandato” dal buon Allah – son tutte Sue e se le tenga strette. Come lo è anche la Sua Preg.ma precisazione sul giudice che non era pachistano, visto che io avevo parlato – vada a controllare, Esimio Islamofobo – del PM di quel processo che era di origini pachistane. Ma a voi islamofobi la differenza fra GIUDICE e PM non la insegnano nel corso di “Islamofobia applicata ai tribunali”?:-) P.S. Mi saluti i Suoi degni compari islamofobi, Melis, Colombo, Mantellini &co, nonché il Suo Amatissimo sito “Faithfreedom”, sito sul quale campeggia ancora la fetentissima MENZOGNA secondo cui i musulmani albanesi avrebbero collaborato con Hitler nello sterminio degli ebrei (??!!) Ah, a proposito di ebrei, La informo che il Suo Caro Prof Pietro Melis nel 2004 pubblicò un libello intitolato “Scontro tra cultura e metacultura scientifica, l’Occidente e il diritto naturale”. Alle pagine dodici e sedici alcuni passaggi forti contro il popolo ebraico: «Il cosiddetto tempio ebraico era in realtà un grande mattatoio, dove i cosiddetti sacerdoti cospargevano continuamente l’altare del sangue di animali ancora vivi. In considerazione di ciò è giusto dichiararsi antisemiti nei confronti degli ebrei credenti, né ci si può dolere del fatto che questi siano finiti nelle camere a gas naziste». Il fetente libello del Suo amico islamofobo&antisemita finì per essere sequestrato in tutta Italia dalla Digos e Melis indagato. Scrisse il pubblico ministero (PM, non GIUDICE, l’ha capita finalmente la differenza?) Danilo Tronci e fece suo il gip,(sa cos’è un gip, vero, non è che lo confonde con un fuoristrada:-) ) che autorizzò il sequestro: «Nel libro sono contenute idee fondate su odio razziale, con implicito incitamento alla commissione di atti di discriminazione per motivi razziali e religiosi». Mi stia bene in cotanta gradevole compagnia:-)

Veramente nauseante la vicenda. Ancora più putridi i tentativi di oscurare fuorviare screditare distrarre.

@ ritvan
che dire... sei proprio messo male :-))
Del resto anche i nazisti pensavano di far del bene al mondo eliminando ebrei.
Comunque l'importante è continuare a diffondere certe notizie e parlare della cosiddetta "cultura" islamica, smascherandola per quello che è: ignoranza, barbarie, violenza. E i paesi islamici sono semplicemente lo speccchio di queste virtù !
Egregio ritvan, è evidente che non ci arrivi, quindi te lo spiego: è chiaro che il male non fa distinzioni, nemmeno di religione, ma la differenza c'è, e molta ! La differenza è che il romeno sa di fare il male e nessun cristiano lo giustifica, mentre i pachistani lo trovano usuale, semplicemente perchè l'islam lo prescrive. La donna vale molto poco nell'islam e questo si traspone anche in legislazioni molto discriminanti. Non c'è quindi da meravigliarsi più di tanto delle "giustificazioni" di quei pachistani. Se però sei tra quelli che credono ciecamente nel multiculturalismo (ormai fallito) e mettono sullo stesso piano tutte le culture, allora è inutile qualsiasi ragionamento.

Un tale che qui scrive firmandosi col solo “nome” (?), sprovvisto di argomenti seri per confutare le mie osservazioni esposte in merito al Tema in epigrafe, mi ha dato dell’ignorante (addirittura affermando che certi sapienti da me citati sarebbero “inorriditi” ad una mia -secondo colui errata- affermazione).
Io avevo scritto, tra l’altro: “Mi permetto di dubitare che delinquenti romeni (o qualsivoglia slavi) giustifichino i loro odiosi crimini commessi in Italia con qualsifosse precetto religioso.”
Apriti o cielo. Il tale si premura di insegnarmi che [… i romeni –che Lei include nella categoria “qualsivoglia slavi”– non sono slavi: … cribbio!]
Vediamo. La Romania è geograficamente Stato dell’Est europeo. Tra l’altro, se non erro, fa più o meno parte della “u.e.”. Col termine “slavi” intendevo genericamente (ed è una semplificazione assai comune) le popolazioni dell’Europa orientale. Alcuni gruppi romeni sono slavi moldavi (cioè slavi meridionali), altri latini, altri … . Nel presente contesto, ben poco cambia. Poco da inorridire.
A parte il fatto che io avevo scritto “o qualsivoglia slavi” tra parentesi: come inciso e pertanto non necessariamente immediato aggettivo riferito ai romeni, sul Vocabolario Zingarelli 2006 Pagina 1717 alla voce “Slavi” è scritto: “Popoli che abitano la parte orientale dell’Europa.” E sul Grande Dizionario Enciclopedico UTET – Volume XVII Pagina 384 alla voce “Slavi” è scritto: “Gruppo etnico al quale appartengono, in grande maggioranza, le popolazioni dell’Europa orientale.” Qualcuno, magari, lo segnali al tale.

Leggendo i commenti di chi vuole ad ogni costo trovare giustificazioni al comportamento di musulmani in GB, mi viene voglia di mordermi la lingua per la rabbia.
L'ignoranza di chi non ha avuto l'opportunità di trascorrere mesi e mesi in Paesi arabi è spaventosa perché può convincere i "buonisti" che l'islam sia una religione di pace, di tolleranza e di fratellanza.
Il trattamento riservato alle donne in quei Paesi è roba da età della pietra e dalla mercificazione della donna più abbietta.
L'islamico non deve più mettere radici in Europa.

Sempre a proposito di deliri degli islamofobi idrofobi, secondo cui le sevizie sessuali inflitte alle ragazzine dagli aguzzini pachistani condannati a Liverpool sarebbero “prescritte dall’islam”. Nel processo è emerso, fra l’altro, che tali sevizie erano accompagnate da abbondanti libagioni a base di alcool…porca miseria, in Pachistan hanno fatto un “emendamento” al Corano, rendendo l’alcool halal e nessuno ci ha avvisati?!:-)

Salve,
Ho letto della penosa vicenda per non usare termini più forti, sui giornali inglesi e ne sono rimasta scossa: non ci sono santi che tengano le ragazze venivano scelte e violentate non perché vulnerabili, anche se ovviamente c'era anche quello, ma perché bianche e "facili" ricordo in un articolo che ho letto che uno dei condannati ha detto : " voi le avete già abituate per noi al sesso e all'alcol." Parole loro non mie. Le associazioni islamiste possono strillare quanto vogliono ma farebbero meglio a prendere le distanze da certi individui se vogliono passare per estremisti. Detto questo la parte più inquietante della vicenda mi è parso l'atteggiamento di Scotland Yard che dopo la denuncia di una 13 si è rifiutata di arrestare i colpevoli per "non apparire razzista". Come minimo dovrebbero licenziare questi idioti.
Posso fare solo un appunto al giornalista:
l'avvocato che ha portato alla luce la vicenda, lottando contro il sistema e contro la comunita pakistana ed il suo muro di omertà era mussulmano: ciò significa che non si possono accumunare tutti i fedeli del Profeta a questi schifosi, sarebbe, in fondo come dire che visto che ci sono dei preti pedofili, tutti i cattolici lo sono.

Illustrissimo marco, a tuo commento copincollato risposta altrettanto copincollata. E’è evidente che, da islamofobo quale sei, non hai alcun interesse a capire, però io ci provo lo stesso. I fetentissimi pachistani sapevano anch’essi benissimo di “fare il male”, esattamente come i cristianissimi romeni stupratori, poiché non esiste nell’islam alcun permesso per stuprare, costringere a prostituirsi ecc. (tutte cose per cui sono stati condannati) le donne, minorenni o maggiorenni che siano. La ridicola “giustificazione” dei fetentoni, secondo cui nel loro Paese “è legale fare sesso con ragazzine minorenni” c’entra come i cavoli a merenda, poiché pur nell’arretrata legislazione pachistana il “far sesso” s’intende SOLO ALL’INTERNO DEL MATRIMONIO in cui l’età della donna per sposarsi è più bassa che in occidente, mica s’intende lo stupro e l’induzione alla prostituzione, eh! Difatti, i giudici non ci sono cascati…magari perché il PM era – informazione che la Gent.ma Sig.ra Pantaleo s’ è “dimenticata” di fornire – anch’egli di origini PACHISTANE e MUSULMANO (si chiama Nazir Afzal) e ha “inchiodato” i rei con cognizione di causa. P.S. (per la Spettabile Redazione): Grazie della censura!

Poiché sono stato portato in mezzo alla discussione da chi ha fatto bene a fare il mio nome (Giancarlo Matta) dico che i musulmani dovrebbero vergognarsi del Corano, un libro che è di istigazione sino all'omicidio di massa. E chi disonestamente porta fuori la solita accusa infondata contro di me (filoisraeliano da sempre e antiarabo perché ritengo che gli arabi siano soltanto degli invasori della Palestina da quando incominciarono ad invadere prima tutto il Medioriente e poi l'Africa giungendo in Spagna e con gli ottomani invasero tutta la Turchia cristiana dell'impero bizantino e la penisola balcanica) deve tener conto che si è trattata di una sentenza politica perché non si ha il coraggio di mettersi contro la potenza gli ebrei della sinagoghe per paura di cadere nella trappola di antisemitismo in cui disonestamente mi hanno voluto fare cadere pur essendomi limitato a scrivere che io (vegetariano e animalista) mi limitavo a condannare la maggiore crudeltà della macellazione kosher corrispondente alla macellazione islamica halal. Io mi ero limitato ad esprimere il pensiero secondo cui avevo il diritto di non commuovermi per la sorte degli ebrei CREDENTI (osservanti della macellazione kosher)finiti nei lager nazisti se essi non avevano avuto alcuna sensibilità per la maggiore sofferenza che essi giustificavano in base a norme giudaiche e contrastavo le farneticazioni del rabbino capo di ROma Riccardo Di Segni che nel su libro (Guida alle regole alimentari ebraiche) giustificava (e da qui la mia rabbiosa reazione) questa maggiore sofferenza scrivendo che un animale nel mattatoio, se privato prima della coscienza (come prescritto dalle regole di macellazione)diventava impuro e la sua carne non era mangiabile. E' forse un reato non commuoversi? Purtroppo la legge fa eccezione per ebrei CREDENTI e per islamici in contrasto con un ordinamento giuridico di uno Stato che soltanto a parole si dice laico, mentre dovrebbe imparare dal grande filosofo ebreo ateo Spinoza (Trattato teologico-politico, XVI) che, in difesa dello Stato laico, distingueva tra culto interno e culto ESTERNO, su cui lo Stato ha diritto di intervenire. Si leggano i miei commenti nel mio blog pietromelis.blogspot.com alla scriteriata e politica sentenza della Cassazione.Invece di sequestrare il mio saggio di 70 pagine (comunque da me ripubblicato in un volume di 800 pagine con lo stesso titolo e con l'aggiunta del sottotitolo "Nelle sue radici greco-romano-cristiane. Non giudaiche e antislamiche") avrebbero dovuto sequestrare il Corano come avevo chiesto con un esposto al P.M. Si legga nel mio blog (in data 20 ottobre 2009) il mio florilegio del Corano. Vi è da rabbrividire e mi domando come in Occidente si permetta nelle moschee di pronunciare queste frasi che sono una continua istigazione all'omicidio per gli infedeli. Nel Corano è proibita con pena di morte la conversione ad altra religione. E la donna è un essere inferiore che merita di essere bastonata se non obbedisce all'uomo, sino a dover essere murata viva sino alla morte se essa commetta degli atti ritenuti "osceni" secondo il Corano. Gli islamici non dovrebbero avere nemmeno cittadinanza in uno Stato occidentale. Stiamo subendo un'invasione che è peggiore di quella armata perché almeno allora gli islamici si presentavano apertamente come nemici armati, ora sono invasori più peicolosi proprio perché apparentemente non armati. Il Corano è la più grande disgrazia della storia.

Non c'è amore nell'islam, non c'è empatia né pietà.
Ho pregato tanto per quelle povere bambine e ragazze, prede facili siccome sole senza qualcuno che le proteggesse, costrette a subire violenza da gente tanto orrida quanto spietata.
Crimini di questo tipo si rinvengono a dire il vero in ogni contesto e cultura, tuttavia è innegabile che quando sono i musulmani a commetterli lo fanno sempre in nome della loro FALSA religione.
Falsa oggettivamente ed indiscutibilmente, perché assolutamente priva di amore. Gli stessi musulmani sono tali solo perché hanno paura della loro comunità, si temono gli uni con gli altri; a volte si convertono al cristianesimo in quanto intimamente bisognosi di amore ma sono costretti a farlo di nascosto.
Non riesco a capacitarmi di come quelle povere creature siano state barbaramente violate e prego Dio di prendere subito con sé le due che sono morte a seguito del crudele trattamento.
NOn c'è da perdere più un solo istante: l'islam è una setta anticostituzionale rispetto a qualsiasi ordinamento occidentale e non si può attendere che imploda in se stesso (ciò in ogni caso avverrà) poiché nel frattempo avrà mietuto troppe vittime, non solo nel corso di guerre e scontri come in Nigeria, Pakistan ed Egitto, dove i cristiani vengono sistematicamente trucidati. L'islam va assolutamente estirpato dall'occidente e bandito a livello internazionale quale setta pericolosa e improntata a violenza e prevaricazione. Ed è l'unica ad essere tale, carica com'è di odio e di spirito di rivalsa nei confronti degli appartenenti ad altre culture o culti!
Perché si consente che un tale cancro si diffonda nel mondo? Perché tanto livore nei confronti della Chiesa o degli ebrei, laddove poi un fenomeno tanto ingombrante quanto palesemente insidioso come l'islamismo viene consentito e addirittura preservato in nome di un demagogico, ipocrita ed irreponsabile ecumenismo o anti razzismo?
Inoltre, ma questa è solo una mia constatazione personale, quanto mi fa male vedere come molti siano perfino affascinati da una siffatta dilagante menzogna, mentre restano sempre più indifferenti al messaggio di Gesù Cristo, così perfetto, pacifico, sempre attuale e rivoluzionario!

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