Adozioni gay: il pediatra dice la sua e il web arcobaleno si scatena

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 | 04 Febbraio 2016
Corsello

Pediatri e psichiatri, non solo politici divisi su unioni civili e Cirinnà. E' bastata una dichiarazione del presidente della Società italiana di pediatria, Giovanni Corsello, per scatenare gli Arcobaleno su Internet: immediatamente tutti si sono schierati con gli psichiatri, con Claudio Mencacci, presidente della Società italiana di psichiatria, che ha messo al primo posto "la capacità affettiva dei genitori". "Il loro saper accogliere e seguire la crescita dei bambini creando un ambiente sicuro, sereno e protettivo. E questo non dipende certo dal genere dei genitori".

 

Ma Corsello ieri aveva detto parole chiare: "Non si può non escludere che convivere con genitori dello stesso sesso non abbia ricadute negative sui processi di sviluppo psichico e relazionale nell'età evolutiva", precisando poi che occorre "valutare caso per caso". E mentre in Parlamento si discute di Cirinnà, stephchild adoption e adozioni gay, utero in affitto, Corsello sottolinea come la maturazione psicoaffettiva del bimbo potrebbe essere indebolita e incerta "all'interno di una famiglia conflittuale ma anche di un nucleo genitoriale senza padre e madre come modelli di riferimento".

 

Per Giuseppe Mele, presidente della Società medici pediatri, quello di Corsello è un "parere personale". "Nostro auspicio è che la legge vada nella direzione che noi medici speriamo. Quella di potersi prendere cura dei pazienti a prescindere da quella che è la cultura, l'orientamento, le convinzioni della famiglia di origine," dice Mele. Per il Consiglio Nazionale dell'Ordine degli psicologi, a parlare è il presidente Giardina, "non è la doppia genitorialità spiega il presidente Fulvio Giardina a garantire una sviluppo equilibrato e sereno dei bambini ma la qualità delle relazioni".

 

A vedere il tifo sportivo che si è scatenato sui social network, con gli italiani popolo di allenatori che al posto del pallone ora diventano tutti psichiatri e pronti a rottamare la pediatria, qualche dubbio che sul web circoli la solita disinformazione, viene. Il fatto è che non solo Corsello aveva tutto il diritto di dire come la pensa, ma la sua ci sembra una opinione di buon senso, che non si fonda solo su secoli di storia umana ma è corroborata, come ricorda l'onorevole Eugenia Roccella, da "una lunga tradizione e un'ampia letteratura scientifica".

 

Secondo Roccella infatti "non c'è confronto" tra tesi come questa letteratura e i "pochi studi prodotti da chi sostiene che per l'equilibrato sviluppo di un bambino 'conta solo la capacità affettiva e non il genere dei genitori'". Il problema è se mai aver consentito agli adulti di credere che sia un diritto avere un figlio, mettendo però in secondo piano i diritti dei bambini stessi, e producendo a posteriori, dice Roccella, "qualche pezza d'appoggio scientifica".

 

Fin qui la discussione aperta tra medici, pediatri, psicologi, psichiatri. Il fatto stesso che emergano posizioni differenti sulla analisi degli effetti della omogenitorialità sui bambini, però, dovrebbe farci riflettere su un Parlamento che si prepara a legiferare quando la comunità scientifica non ha ancora "acquisito solide certezze scientifiche e di esperienza", conclude Roccella.

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Nessuna legge scritta dagli uomini può cancellare le leggi naturali. Unioni omosessuali e peggio adozioni di innocenti sono contro natura.

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