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Corea del Nord, intelligence Usa: "Minaccia atomica su costa occidentale Usa"

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 | 10 Febbraio 2016
kim jong-un

Il numero uno dell'intelligence Usa James Clapper lancia l'allarme: la Corea del Nord potrebbe presto avere il plutonio necessario per costruire una bomba atomica. Pyongyang avrebbe riacceso, già da tempo, il reattore nucleare a nord della capitale, a Yongbyon. La paura più grande è che l' impianto possa essere in grado di fornire, "nel giro di mesi, forse di settimane", tutto quel che serve per costruire un ordigno nucleare.

 

Clapper non ha usato mezzi termini davanti al Congresso, sottolineando che il regime di Kim, nonostante i numerosi moniti della comunità internazionale e il rischio di sanzioni, continua ad andare avanti nella realizzazione del suo sistema di missili balistici intercontinentali. A dimostrazione di ciò sono stati eclatanti gli ultimi lanci di razzi a lunga gittata in grado di minacciare numerosi Paesi, compresi gli Stati Uniti. 

 

Il capo dell'intelligence USa ha confermato che i missili in questione rappresentano una "vera minaccia", anche per la costa occidentale degli USA. Sulla stessa lunghezza d'onda anche gli esperti. Secondo loro, una volta che la centrale di Yongbyon diventerà pienamente operativa, avrà la capacità di produrre la quantità di plutonio sufficiente per realizzare una bomba all'anno. Fonti del Pentagono  confermano come il satellite lanciato di recente da Pyongyang avrebbe raggiunto con successo l'orbita terrestre. Anche se, ci dicono le stesse fonti, ruoterebbe del tutto fuori controllo intorno al pianeta. Il regime nordcoreano lo ha definito un satellite per l'osservazione della produzione agricola. 

 

E mentre all'Onu, come al solito, si vive una fase di stallo, e il Consiglio di sicurezza è unito nella condanna, ma diviso sul da farsi, la Casa Bianca si è mostrata un po' più attiva. Obama nelle ultime ore ha avuto colloqui telefonici con il Premier giapponese Shinzo Abe e con la Presidente sudcoreana, Park Geun-hye. Durante i colloqui, Obama avrebbe ribadito la necessità di una "risposta internazionale forte e unitaria" di fronte a quelle che sembrano, più che altro, provocazioni di Pyongyang. Sugli stessi toni sarebbero state anche le telefonate che il segretario di Stato John Kerry e il capo del Pentagono Ash Carter hanno avuto con i loro omologhi della Corea del Sud e del Giappone. 

 

L'amministrazione Obama, allo stesso tempo, vorrebbe, sempre di più, agire anche con nuove sanzioni e proseguire i negoziati con Seul per il dispiegamento di uno scudo missilistico in grado di intercettare i razzi nordcoreani anche ad elevata altitudine. Obama, nel sottolineare come la Corea del Nord continui a violare le sanzioni, e che questo atteggiamento non può restare impunito, ha ripetuto "faremo ogni passo necessario per difendere i nostri alleati". Soprattutto quel che preoccupa veramente di Washington è che Pyongyang possa vendere la sua tecnologia ad altri Paesi mediorientali o - e lo scenario appare già più inquietante - direttamente a gruppi terroristici. 

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