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Unioni civili, ministro Lorenzin: "Sanzioni penali e adozione vietata per chi utilizza l'utero in affitto"

17 Febbraio 2016
utero in affitto lorenzin

Per scoraggiare l'utilizzo dell'utero in affitto il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha proposto di introdurre "una sanzione penale". Parlando delle unioni civili ai microfoni di "Maggioranza assoluta", nuovo talk di Italia Uno, la Lorenzin ha ribadito di essere contraria alla stepchild adoption "poiché favorisce la pratica dell'utero in affitto". 

 

"Da questa empasse se ne esce in due modi", ha spiegato la Lorenzin. "O con lo stralcio dell'articolo 5, quello sulle adozioni, pensando per esempio ad un istituto ad hoc per le adozioni speciali, oppure in un modo molto forte e duro. Vale a dire dichiarando la pratica dell'utero in affitto reato universale perseguendolo anche se fatto all'estero con una sanzione penale". Il ministro della Salute ha poi aggiunto: "Oltre alla sanzione penale, si può impedire l'adozione da parte del convivente del bambino concepito con l'utero in affitto". "Se si seguirà questa linea per le nuove nascite sarà un modo per scoraggiare certamente l'utilizzo di questa pratica", ha concluso.

 

Ma quali sono i numeri della maternità surrogata in Italia? Come ha scritto Assuntina Morresi nei giorni scorsi sull'Occidentale, secondo l’Istat (dati del 2011) prese in esame le coppie senza figli e con figli, ci sono 4.968.683 senza figli e 8.533.117 con figli, per un totale di 13.501.800 coppie. Se ci attenessimo alle stime di una  “inchiesta” de La Stampa di domenica scorsa ogni anno in Italia nascono 100 bambini da maternità surrogata, l’80% da coppie eterosessuali.  Il che significa che ogni anno ci sono 80 coppie eterosessuali che praticano l'utero in affitto, che su 13.500.000 fa lo 0.0006%, cioè 6 coppie su 1000.000, circa 1 su 170.000.

 

Vediamo cosa accade tra le coppie omosessuali conviventi, che secondo il censimento Istat sono 7513, di cui 529 con figli. Aggiungiamo che Istat, in occasione del dibattito sulle unioni civili ha dichiarato da poco di essere inattendibile e di non saper raccogliere i dati, e ha suggerito che le coppie dello stesso sesso siano di più. Se dunque facessimo questa ipotesi e cioè che i conviventi gay siano in totale il doppio, e circa la metà maschi, equivarebbe a dire che le 7500 coppie rilevate da ISTAT sono tutte composte da maschi omosessuali conviventi. 20 coppie l’anno che ricorrono all’utero in affitto sono lo 0.3% (3 su 1000, circa 1 su 330) di quelle omosessuali maschili, che quindi in proporzione ricorrono a questa tecnica 500 volte tanto le coppie eterosessuali. Questo significa che per le coppie omosessuali il ricorso all’utero in affitto è di gran lunga più importante rispetto a quelle eterosessuali. 

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