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M5S, Grillo smentisce "spiate" di Casaleggio. "Ci temono, fango elettorale"

06 Marzo 2016
casaleggio grillo

Il Foglio solleva un vero e proprio caso politico. E’ il quotidiano di Cerasa, infatti, a denunciare lo spionaggio nelle e-mail dei membri del Movimento 5 stelle da parte di Casaleggio. 

 

L’ex deputato grilino, Turco, che a gennaio 2015 è uscito dal gruppo parlamentare, in un’intervista al quotidiano ha detto: "A settembre 2014, venimmo a sapere che la Casaleggio Associati non solo aveva avuto informazioni sui nostri server di posta elettronica, ma capimmo pure che qualcuno da lì aveva potenzialmente accesso al nostro sistema di archiviazione e comunicazione interno. Io, come altri, non feci una denuncia solo per il bene del Movimento. Ma la cosa diede fastidio, si fa per dire, a tanti". 


Se il senatore Pd Esposito annuncia un’interrogazione sul tema, il dem Ernesto Carbone attraverso twitter per dire la sua: "Casaleggio che spia i suoi parlamentari, un gulag online pagato coi soldi dei contribuenti, democrazia nella rete del guru #M5Spy". E lo stesso fa il capogruppo Pd Ettore Rosato chiedendo chiarezza  su quello che definisce un "watergate grillino". 

 

Più sintetici il renziano Marcucci: “Casaleggio si è fatta la sua KGB” e  l’europarlamentare Comi (FI) che commenta la vicenda come un “quadro davvero desolante”.  La replica di Grillo arriva direttamente da suo blog. Il suo post vuole, anzitutto, chiarire che la “Casaleggio&Associati non ha mai avuto accesso al server dei parlamentari come già dichiarato”.  Aggiunge, poi, che per quel che riguarda le intrusioni sulle email registrate anche a inizio legislatura, denunciate dai vari esponenti del M5S, “si sta ancora aspettando che vengano identificati e incriminati i colpevoli da due anni. E viene il sospetto che, essendo forza di opposizione, il Governo e la Presidenza della Camera non stiano dedicando sufficienti risorse per identificare i colpevoli di atti così gravi all’interno del Parlamento stesso”.  

 

Non resistono alla tentazione di commentare né la Boldrini, né la Santanchè. La prima ci tiene ad avvertire che, qualora la notizia si dimostrerà vera, verranno presi tutti i provvedimenti del caso perché l’eventuale spionaggio sarebbe un fatto “gravissimo” e “ lesivo” dei loro diritti. 

 

L’azzurra Santanchè invece non risparmia duri colpi: "La vicenda della spy story della Casaleggio associati assomiglia alla storia di quelli che infilano gli spilli in una bambola voodoo: allo stesso modo Grillo e il suo compare volevano controllare i loro parlamentari. Pratiche davvero indegne, che francamente non ci sarebbero interessate se in mezzo non fisse finito lo spionaggio del server informatico del Parlamento. Casaleggio e Grillo possono comandare sul blog, ma, non possono violare la sicurezza e la privacy di un sistema che si fonda su principi imprescindibili, cioè la libertà e la privacy".

 

Non ci resta che aspettare e seguire l’evoluzione della vicenda che per adesso pare solo avvolta solo dal polveronoe delle chiacchiere. Nel frattempo ci domandiamo, se, un simile scandalo, sarà in grado di creare problemi al M5S nelle prossime amministrative.  

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