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Unioni civili: gay in piazza contro Cirinnà, Renzi annuncia fiducia alla Camera

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 | 07 Marzo 2016
Unioni civili

La legge sulle unioni civili riporta in piazza i movimenti LGBT, ieri in Piazza del Popolo a Roma però solo qualche migliaglio di persone (40mila per gli organizzatori...) ha manifestato da tutta Italia per dire che il compromesso trovato in Senato dal Governo Renzi sul Cirinnà non basta e al più presto bisognerà arrivare ai matrimoni gay e alle adozioni omosessuali. Numeri molto inferiori a quelli del Family Day, quando più di un milione di persone riempì il Circo Massimo per dire no al ddl Cirinnà.

 

Ieri, parlando alla convention di Idea, il presidente del comitato promotore del Family Day, Massimo Gandolfini, ha ricordato che quel popolo non si è accontentato dello stralcio della stepchild e che si ricorderà di quei politici, soprattutto cattolici, che hanno spianato la strada alla approvazione della legge in Senato. Al contrario, per i movimenti LGBT, il mondo “arcobaleno” a Piazza del Popolo, bisogna "andare fino in fondo". La legge passata in Senato "è uno schiaffo in faccia, un compromesso al ribasso degno della peggiore prima repubblica".

 
"La battaglia per i diritti continua ed anzi va rilanciata perché il Paese ha bisogno di uscire dal Medioevo e la politica è arrivata colpevolmente in ritardo. Il ddl Cirinnà è certamente un passo avanti ma è stato mutilato", ha detto Nicola Frantoianni di Sel, presente alla manifestazione. Il capogruppo alla Camera, Arturo Scotto, ha annunciato che la sinistra “ripresenterà un emendamento sulla stepchild adoption” a Montecitorio.

 

Sulle unioni civili è intervenuto anche Renzi a Domenica Live, su Canale 5, l'Italia, ha detto il premier, avrà "entro maggio" e il governo "è pronto" a mettere la fiducia anche alla Camera, dopo averla incassata al Senato. Renzi ha rivendicato di aver "mantenuto la promessa", "la mia preoccupazione era che, con una scusa, ci fosse continuamente un rinvio", ha spiegato, e invece "pur trovando un compromesso e ricevendo alcune critiche" la legge, "con la fiducia", è stata portata a casa al Senato. Ora "la cosa vera, importante è fare una grande riforma del sistema delle adozioni, ma un passo alla volta".

 

Ma le opposizioni non cedono di un millimetro sul tema dei matrimoni e delle adozioni gay. "Sui temi antropologici siamo di fronte a un nuovo progetto di ingegneria sociale, una evoluzione del comunismo", ha detto ieri Gaetano Quagliariello alla convention di Idea. "Un progetto che punta a trasformare ogni desiderio in diritto, a pianificare ogni attimo dell'esistenza, che punta ad azzerare i rapporti fra le persone e ad assoggettare allo Stato la dimensione intima della vita di ogni uomo".

 

"I fautori di questo progetto," ha aggiunto Quagliariello, "non si fermeranno, quanto è accaduto al Senato è solo un primo episodio. Andranno avanti casamatta dopo casamatta. Per questo sui principi non si possono fare compromessi". "Sulle unioni civili io sono sulla linea di Quagliariello. Diciamo che sono quagliarielliano...", ha detto oggi Alfio Marchini, candidato sindaco di Roma, sintetizzando così la sua posizione sulle coppie gay.

 

Per Marchini, in breve, "diritti si', ma no ai matrimoni e alle adozioni gay". "Facciamo che due donne omosessuali hanno vissuto insieme tutta la vita, poi una delle due muore. Allora è giusto che l'altra percepisca la pensione" di reversibilità. "Cosa diversa," secondo Marchini, "sono il matrimonio e il diritto al figlio. Quando sento parlare di 'mammo' e' una cosa che non sta ne' in cielo ne' in terra. Non si puo' capovolgere l'ordine naturale delle cose".

 

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