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Olio tunisino, Lega e 5 Stelle all'attacco: Pd complice di Bruxelles

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 | 12 Marzo 2016
olio

Alle opposizioni in parlamento non piace affatto com'è stata gestita la vicenda dell'olio tunisino, dopo il via libertà dell'Unione Europea che apre all'importazione agevolata di 70 mila tonnellate di olio d'oliva provenienti dalla Tunisia per i prossimi due anni.

 

Si tratta  di un altro colpo basso al Made in Italy e all'eccellenza della filiera agroalimentare italiano, che il nostro parlamento a quanto pare accetta proprio mentre ci si batte e ci si duole tanto sulla lotta all'anticontraffazione. L'Europa non tutela i nostri prodotti e i nostri parlamentari sembrano accettare la cosa come se niente fosse. Da qui la richiesta fatta da alcune forze politiche di boicottare l'olio tunisino e usare quello extravergine di oliva italiano.

 

"Non e' sempre colpa dell'Europa," commenta Matteo Salvini, "lo dice uno che vorrebbe ribaltarla questa Europa". E' l'Italia, secondo Salvini, che è "brava a complicarsi la vita da sola applicando in peggio le direttive europee". "Ci sono normative europee  fatte a vantaggio di pochi, non dell'Italia e poi i Governi nazionali, senza distinzione di colore, se ne fregano e poi rispondono alle logiche di interessi di pochi rovinando migliaia di famiglie".

 

In particolare, sull'ok del Parlamento Europeo all'import di olio senza dazio dalla Tunisia, Salvini lo ritiene "una follia. Noi abbiamo votato contro in Commissione e in Parlamento, purtroppo il partito di Governo in Italia, il Pd, ha votato a favore dicendo che bisogna aiutare la Tunisia. Ma se aiutarla vuol dire rovinare migliaia di lavoratori italiani non mi sembra che si sia fatta una cosa intelligente".

 

Strali anche dal movimento 5 Stelle che pubblica polemicamente la foto dei parlamentari piddini che hanno votato per la "invasione", come dice Alessandro Di Battista, dell'olio tunisino. "Loro sono i responsabili dell'invasione dell'olio tunisino. Ex-ministri, ex-conduttori di Tg, ex-sindacalisti. Li abbiamo ascoltati per anni parlare dei problemi dell'Italia, delle soluzioni per il sud, della nostra agricoltura. Poi qualcuno li ha eletti al Parlamento europeo".

 

"Ma a chi risponde questa gente? Al popolo italiano o a qualche multinazionale? Questi i loro volti. I loro nomi. Almeno ricordiamoceli quando ci chiederanno ancora il voto", scrive su facebook Di Battista.

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