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Roma: un voto alternativo per il Centrodestra

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 | 12 Marzo 2016
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La sfida nel centrodestra romano tiene banco sui grandi giornali capitolini, in attesa di capire come andranno a finire le “gazebarie” previste per questo weekend. Il Messaggero ha ospitato una lunga intervista al leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, Il Tempo ha fatto altrettanto con Alfio Marchini.

 

Berlusconi ha confermato che il candidato per le Comunali è l’ex capo della protezione civile Guido Bertolaso, chiedendo agli altri partner della coalizione “lealtà e un minimo di senso di responsabilità” perché se ci si divide sul nome “le incertezze favoriscono i nostri avversari”. E ieri, in serata, dopo che i leghisti avevano risposto picche facendo sapere che non parteciperanno alle gazebarie (silenzio anche da Giorgia Meloni), il leader di FI ha ribadito che “Bertolaso non è il candidato di un partito o di una coalizione, deve essere il candidato e il sindaco di tutti i romani”.

 

Nell’intervista al Tempo, Marchini ha fatto un ragionamento diverso. Il centrodestra nato a Roma all’inizio degli anni Novanta proprio a Roma sta “celebrando il suo funerale”. Il motivo è presto detto: da una parte c’è Berlusconi pronto a soccorrere il Pd se Giachetti andasse al ballottaggio con M5S, dall’altra Salvini che invece tifa 5 Stelle al Campidoglio. Non solo, quindi, gli alleati non sembrano granché alleati sul nome del candidato sindaco, ma persino al ballottaggio andrebbero divisi. Aggiungiamo che c’è qualcuno, come l’ex presidente della Regione Lazio, Storace, convinto che a Roma il centrodestra abbia scelto apposta una candidatura poco competitiva, quella dell’ex capo della protezione civile, per rinverdire i fasti del patto del Nazareno.

 

Marchini ha aggiunto che “oggi parlare ancora di centrodestra e centrosinistra è puro accanimento terapeutico”, che al ballottaggio per il centrodestra ci andrà lui, e che “quello di Berlusconi sembra il centralismo democratico 2.0 del vecchio PCI. Togliatti lo avrebbe adorato. Come faceva Togliatti con i compagni nella direzione del partito, oggi fa Berlusconi con i suoi alleati ai quali dice chiaramente: vi ascolto ma poi fate come dico io. Punto”. Questo grosso modo il senso delle due interviste. Facciamo adesso una considerazione di puro realismo politico.

 

Berlusconi cerca di ripetere un vecchio gioco, definendo quello per Marchini “un voto inutile”. Il leader di Forza Italia, lo ha fatto anche ieri, continua a parlare e a muoversi politicamente come se fosse ancora lui il dominus del centrodestra a livello locale e nazionale, ma forse lo fa perché intuisce di aver perso questo ruolo, come dimostra proprio il caso Roma. Nella capitale una fetta consistente dell’elettorato di centrodestra non è per niente entusiasta della candidatura Bertolaso, tant’è che oggi oggi il diretto interessato fa sapere che se meno di diecimila persone si faranno avanti ai gazebo rimetterà tutto in discussione.

 

Va ricordato che Bertolaso è già arrivato quarto quando, poche settimane fa, i gazebo per il candidato a Roma li organizzò la Lega. Come pure è difficile esaltarsi per queste “gazebarie” dove in buona sostanza ai romani verrà chiesto vuoi candidare Bertolaso o Bertolaso? In una situazione opaca e poco convincente come questa cresce  la candidatura Marchini. Marchini è sceso in campo per cercare di rimettere in sesto uno schieramento che rischia di lasciare porta vuota a Pd e e 5 Stelle.

 

Se la situazione è quella che abbiamo descritto, se il gioco delle forze nel centrodestra è cambiato, ed è cambiato, allora a Roma come altrove servono e serviranno candidati che diano un segnale di discontinuità con il passato. Serve un voto alternativo. Ecco perché forse, ad essere diventato inutile nella capitale è proprio il voto per Bertolaso.

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