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Rifiuti, Genova: se ricicli risparmi, tasse rifiuti in base al consumo

12 Marzo 2016
differenziata

Genova, dopo anni, è riuscita ad ottenere cassonetti, sacchetti e contenitori dei rifiuti con tracciatura elettronica. Il risultato? Pagare la Tari in proporzione alla quantità di spazzatura prodotta e, quindi, premiando chi fa più raccolta differenziata. Il mese prossimo si inizierà a Quarto Alto e Colle degli Ometti, con la speranza di estendere la cosa a tutta la città entro il 2018.

 

Lo ha annunciato ieri a Tursi il presidente di Amiu, Marco Castagna, che, durante una seduta di commissione consiliare, ha spiegato: «Il piano della differenziata ci verrà consegnato entro marzo. Il Conai ha fatto una mappatura della città, suddividendola in quattro zone a seconda della vocazione alla raccolta domiciliare, ed è previsto il sistema di tariffazione puntuale, che significa far pagare in base alla quantità di rifiuti che si produce. Nel frattempo abbiamo impostato il piano per Quarto Alto e Colle degli Ometti».

 

Il piano per i due quartieri del genovese prevede sistemi di raccolta porta a porta e portone a portone gestiti direttamente da Amiu: alle famiglie o ai condomini, a seconda dei casi, verranno distribuiti cinque contenitori ciascuno dei quali sarà contrassegnato con una sorta di “etichetta” elettronica che li renderà identificabili e che verrà “letta” dal mezzo che andrà a ritirare i rifiuti.

 

In questo modo si saprà quanto viene differenziato da ogni famiglia o da ogni condominio. I primi mesi serviranno ad avviare e testare il sistema che dovrebbe diventare pienamente operativo dopo l’estate. Lo stesso principio, tradotto in meccanismi di tracciatura che possono differenziarsi, verrà applicato poi ai sistemi di raccolta differenziata che  saranno via, via introdotti in tutta la città.

 

Forse una di quelle iniziative da cui prendere spunto. In un'Italia che sul discorso spazzatura, tra gli innominabili inceneritori e una racconta differenziata pressoché inutile in diverse regioni,  è tra i pochi paesi al mondo a non riuscire a guadagnare sui rifiuti. 

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