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Harvard World Model United 2016 a Roma: se ripensiamo ONU?

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 | 17 Marzo 2016
onu

E' tutto molto "cool" al WorldMun, il Model United Nations, le "Olimpiadi" dell'Onu, come le chiamano gli organizzatori, che simulano una assemblea delle Nazioni Unite, cercando di immaginare scenari per lo sviluppo sostenibile come stanno facendo i giovani riuniti a Roma fino a venerdì prossimo. All'evento c'è andato anche il premier, Matteo Renzi, mentre una delegazione degli studenti sarà ospitata da Papa Francesco. Ma in pratica cosa si fa al WorldMun?

 

3.000 studenti sono arrivati a Roma da tutto il mondo per partecipare a questo evento organizzato dal World Harvard Model United Nations della Harvard University in collaborazione con l'associazione italiana United Network, con sponsor di peso come Metaenergia, Finmeccanica, Siae, università degli studi La Sapienza, Coldiretti Lazio. I ragazzi simulano i lavori di venti tra Commissioni delle Nazioni unite, organizzazioni internazionali e corpi governativi, discutendo di scenari di guerre, crisi economiche, cambiamenti climatici e temi ambientali, emergenze sanitarie, e molto altro.

 

Nelle sessioni quotidiane, i delegati assumono il ruolo di ambasciatori e tengono discorsi pubblici, preparano bozze di risoluzioni, risolvono conflitti attraverso l'utilizzo delle regole di procedura delle Nazioni unite. Harvard WorldMun risale al 1992, si svolse per la prima volta a Miedzyzdroje (Polonia), con lo scopo di far riunire i futuri leader per far loro immaginare un ordine mondiale successivo alla fine della guerra fredda e alla caduta del muro di Berlino.

 

"Il tema della conferenza di quest'anno, #Future25, spingerà i delegati a trarre insegnamento dal passato per ridisegnare il futuro della politica e dell'umanità", dice Joseph P. Hall, mentre Renzi si è guadagnato una standing ovation dei giovani delegati quando durante il suo intervento ha ripetuto lo slogan caro al premier "un euro in cultura per ogni euro investito nella sicurezza" e contro il terrorismo. "Il giorno dopo la strage del Bataclan," ha ricordato il premier, "proposi di destinare un euro alla cultura per ogni euro destinato alla sicurezza. Non rinunceremo mai a quello che rende la nostra vita grande e degna di essere vissuta: la bellezza dell'arte della cultura, dell'educazione, della vita insieme".

 

"Penso che la connettività sia un prerequisito per la politica oggi, soprattutto in relazione ai populismi anti-tutto e anti-tutti", ha poi aggiunto il premier. "Considerate le elezioni in Germania. L'impegno nel capire i problemi e cercare soluzioni è stato sostituito dalle affermazioni di identità. L'unico modo di vincere il populismo è rispondere con trasparenza e coinvolgendo i cittadini nelle istituzioni. Per questo motivo il vostro ruolo oggi è particolarmente importante oggi".

 

Dicevamo, tutto molto cool, riuniamoci e discutiamo e facciamo e proviamo a immaginare un mondo più pacifico e sostenibile di quello attraversato da guerre, conflitti e migrazioni di massa che abbiamo oggi davanti agli occhi. Solo un suggerimento però, visto che manca ancora qualche giorno alla conclusione dei lavori. Tra gli studenti che partecipano al WorldMun 2016 c'è qualcuno che si pone criticamente la domanda su cosa è oggi l'Onu? Sul motivo per cui non si riesce mai a risolvere nessuno dei grandi problemi evocati dai delegati? Sul perché all'interno delle Nazioni Unite si gioca a figli e figliastri, si pensi al trattamento riservato spesso all'unica vera democrazia del Medio Oriente, Israele?

 

Insomma, va bene la cultura, lo sviluppo sostenibile, la standing ovation per Renzi, ma si può ripensare il modello onusiano e come?

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