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Berlusconi, bagno di folla a Palermo: Renzi abusivo e illegittimo

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 | 19 Marzo 2016
berlusconi

L’immagine è quella di una Palermo con migliaia di azzurri arrivati da tutta la Sicilia al Teatro Politeama per ascoltare il Cavaliere (che manda anche un tweet durissimo: "Questo è un governo abusivo e illegittimo") pronto ad insistere sulla speranza di rimettere insieme i pezzi sparsi del centrodestra. 

 

Nel suo intervento dal palco Berlusconi è andato all’attacco. "L’Inno di Mameli mi suscita sempre una grande commozione perché ha accompagnato il miracolo del 1994. Il rischio era davvero che il Partito comunista italiano assumesse il potere nel nostro Paese". Il leader azzurro ha poi ripercorso le tappe della sua carriera dalla famosa "discesa in campo" ai suoi anni da premier, fino ai rapporti con i grandi leader europei. Riferendosi al 2011, Berlusconi ha parlato di "un colpo di Stato da parte di Gianfranco Fini e Giorgio Napolitano. Inoltre provarono ad attaccarmi mettendo tutte le inchieste in mano alla Boccassini che si inventò un processo che scalfì la mia immagine ma la magistratura buona ha fatto giustizia con una piena assoluzione. Si inventarono pure la frase sul fisico della signora Merkel, che non ho mai detto. Anche le mie dimissioni furono il frutto di una strategia per farci fuori, una vendetta perché avevo ottenuto la nomina di Mario Draghi alla Bce. La troika voleva colonizzare l’Italia. Già da mesi prima delle mie dimissioni Napolitano lavorava al governo tecnico con Monti". 

 

A pochissimi giorni dalla rottura della coalizione a Roma, Silvio Berlusconi apre a sorpresa ad Angelino Alfano. In un’intervista concessa a un quotidiano siciliano il leader di Forza Italia condensa il senso delle sue parole in una frase: "In politica vince chi non serba rancore". Per riconquistare la Regione amministrata da Rosario Crocetta, cioè, c’è bisogno di rimettere insieme il "vecchio centrodestra". Angelino Alfano, che si rallegra dell’apertura dell’ex alleato e chiede, di conseguenza, un "cessate il fuoco" ai media berlusconiani. Colpevoli, a suo dire, di averlo messo nel mirino ininterrottamente dai giorni della rottura col Cav. 

 

Il riavvicinamento, in realtà, non nasce all’improvviso. Si racconta di un incontro tra Alfano e Berlusconi a Palazzo Grazioli, lo scorso febbraio. Un contatto nato dalla necessità di trovare un’intesa elettorale in quel di Milano ma utile anche a ristabilire un barlume di rapporto umano. Tanto che già in quella circostanza il leader di Ncd avrebbe chiesto al Cav un trattamento mediatico meno ostile. Come che sia, le parole usate ieri da Berlusconi sembrano un invito a sotterrare l’ascia di guerra: "Io so che Ncd è un partito costituito da donne e uomini che vengono dal centrodestra, la cui collocazione naturale è con noi. E sono solo felice quando, come a Milano, si creano le condizioni perché i moderati stiano tutti insieme, mi auguro che questo succeda anche in Sicilia". E ancora: "La gente ci chiede di stare uniti, non divisi. La posizione di Ncd a livello nazionale ovviamente mi dispiace, ma ora stiamo parlando della Sicilia". Un’apertura condita da tanti "se".

 

Alfano infatti ha dichiarato: "Le parole di Berlusconi mi fanno piacere, anche io non serbo rancore, adesso però spero che alle parole seguano i fatti, come l’ordine di 'cessate il fuoco' a qualche suo giornale. Perché l’albero si riconosce dai frutti". Nelle prossime settimane si capirà se il riavvicinamento avrà ripercussioni anche su altre delle realtà chiamate al voto nella prossima primavera. A partire da Roma. Ma che i rapporti con l’ala destra della vecchia coalizione siano ridotti ai minimi termini lo confermano diversi avvenimenti. Da un lato c'è Salvini con le sue dichiarazioni: "Forza Italia che in questi anni non ha saputo rinnovarsi". Dall’altro lo schema delle candidature evidenzia una frazione sempre più netta.

 

Ma c’è anche chi non digerisce il riavvicinamento ad Alfano. come Daniela Santanché: "Condivido con Berlusconi che il rancore non paga ma trovo difficile che gli elettori del centrodestra traditi da Alfano che ha venduto i loro voti alla sinistra per uccidere Forza Italia e fare espellere Berlusconi dalla vita politica possano essere disponibili a votare i loro carnefici. Un conto è il rancore, altro è avere memoria di ciò che è successo e degli immensi guai provocati alla nostra comunità e al nostro Paese". 

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