Ecco perché il centrodestra ha vinto

Il successo di Pdl e Lega dimostra che il governo del Cav. sta facendo bene

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 | 30 Marzo 2010
bossi

Fra i partiti che hanno partecipato alle elezioni c’è stata anche la magistratura. Ma il suo intervento è stato un boomerang. Infatti, pur con le sentenze riguardanti la esclusione della lista del Pdl nel Lazio, la candidata del centro destra Renata Polverini ha avuto la vittoria su Emma Bonino, vincendo una sfida che pareva impossibile.

I continui procedimenti penali e civili contro Silvio Berlusconi, assieme alla sentenza della Corte Costituzionale contro il Lodo Alfano, secondo una previsione di Massimo D’Alema, della scorsa estate, dovevano condurre il premier alla sconfitta, logorandolo e disaffezionando gli elettori. Così non è stato. Un segnale di ciò era il grande successo del raduno di Piazza San Giovanni che i giornali avversi a Berlusconi hanno cercato di minimizzare. Spesso i cattivi sentimenti, come quelli che si esprimono di continuo nei riguardi del premier oramai da molti anni, o per aver la colpa di avere prima impedito il trionfo della macchina da guerra della sinistra ed averla successivamente costretta a un ruolo sempre più minoritario, appannano la vista. Nonostante questi attacchi, nonostante le sentenze contro le liste della Lombardia e del Lazio del Pdl che, come minimo, potevano dare all’opinione pubblica l’impressione che si tratti di un partito con dirigenti approssimativi, il risultato elettorale è stato trionfale per il partito di centrodestra in Lombardia, ma è stato determinante per la vittoria di Cota in Piemonte e della Polverini nel Lazio.

Non solo l’interferenza della magistratura, soprattutto di quella amministrativa, non è bastata ad impedire la vittoria del centro destra in due regioni ove la sfida era difficile, ma essa non è servita a nulla nell’Italia meridionale ove il centro destra ha conquistato due regioni, che prima erano del centro sinistra e le ha ottenute, entrambe, con due candidati del Pdl, uno proveniente da Forza Italia in Campania, uno proveniente da An in Calabria. E’ chiaro, dunque, che il centro destra ha guadagnato terreno, anche nell’ambito delle votazioni regionali in un periodo in cui, a causa della crisi economica, in genere i partiti che sono al governo si trovano in svantaggio, nelle elezioni regionali, come mostrano gli esempi degli Usa e della Francia.

D’altra parte le due vittorie in Campania e in Calabria mostrano anche che il Pdl è un partito solido e in crescita anche perché la fusione fra le due componenti originarie è pienamente riuscita. In Calabria Scoppelliti proveniente da An ha avuto consensi amplissimi nell’ex Forza Italia, in Campania Caldoro proveniente da Forza Italia ha registrato la piena adesione degli elettori che in precedenza votavano per An. Una analoga riflessione si deve fare per il Lazio, ove la lista del Pdl è stata esclusa, ma Renata Polverini è riuscita egualmente a raccogliere una massa imponente di voti del partito, che si è dimostrato straordinariamente compatto, superando quelle divisioni interne di cui tanto si era vociferato. Gli elettori orfani dei loro candidati del Pdl, provenienti da Forza Italia, hanno comunque dato il loro voto alla Polverini e così è accaduto anche per quegli elettori orfani dei loro candidati del Pdl provenienti dalle componenti di An, diverse da quella della Polverini.

Come ho scritto in un precedente articolo, che forse i lettori dell’Occidentale ricordano, l’esclusione della lista del Pdl del Lazio ha invece avuto un effetto opposto a quello previsto nella provincia di Roma, ove molti indecisi sono andati a votare ed hanno votato per il partito di centrodestra per protestare contro chi aveva voluto togliere ai romani il diritto di voto.

Aggiungo, dunque, fra le osservazioni che riguardano i cittadini italiani come elettori, che se è vero che il tasso di partecipazione al voto nelle regionali è diminuito, è anche vero che i cittadini di Roma hanno rivendicato il loro diritto di votare. Gli italiani possono non andare a votare, per l’una o per l’altra ragione, ma sono gelosi del proprio diritto di votare. E quel richiamo al diritto di espressione del voto sancito dalla Costituzione, che è stato inserito nel decreto cosiddetto salva liste, per desiderio, in particolare del presidente della Repubblica ma che è rimasto inascoltato nelle interpretazioni delle giurisdizioni amministrative del Lazio, a cui sembra mancare il collegamento fra diritto amministrativo e ordinamento costituzionale, nella interpretazione della legge, nei casi dubbi, trova ora una conferma, nella opinione popolare, la più significativa che si potesse immaginare.

Coloro che hanno ironizzato sul milione di elettori del Pdl confluiti in Piazza San Giovanni dovrebbero riflettere su quello che è accaduto. Ovviamente l’opinione popolare è una espressione politica, non giuridica. Tuttavia essa, nella sua autonomia, ha anche effetti giuridici. Ciò nel senso che con le sue scelte la volontà popolare è stata in grado di annullare l’effetto di interpretazioni restrittive del diritto di voto. Non scrivo questo per sostenere che ciò può essere preso in considerazione dai giudici in sede di applicazione del diritto. Ma per sostenere che la volontà popolare democratica, se è forte, può superare anche gli ostacoli che vi portano interpretazioni illiberali delle leggi elettorali.

In parte, il risultato del Lazio è stato influenzato da un fattore etico, il richiamo della Chiesa cattolica ai valori irrinunciabili dell’etica che essa professa. Tali valori sono accolti sia dal Pdl che dalla lega Nord che dagli altri partiti della coalizione di centro destra, non sono accolti, invece, da una parte consistente dei partiti della coalizione di centro sinistra.

La vittoria in Campania e in Calabria dipende anche dal fatto che il centro destra sta svolgendo, con i Ministri della giustizia e degli interni, Alfano del Pdl e Maroni della Lega Nord, una lotta alla criminalità organizzata coronata da molti successi. Lo sviluppo e il benessere del Mezzogiorno sono legati in buona misura alla sconfitta della criminalità organizzata.

Ma c’è, più in generale, anche un ragionamento, da fare, sul rapporto fra il voto in queste regionali e la politica economica del governo. Esso riguarda il Piemonte, ove Roberto Cota è riuscito a rimanere in testa rispetto a Mercedes Bresso in tutte le aree, guadagnando ampio terreno nel ceto dei lavoratori di Torino e riuscendo complessivamente a strappare la vittoria ma coinvolge anche la provincia di Roma, in cui il centro destra è il trionfatore essendo riuscito a portare a casa un risultato impensabile, in assenza della lista con i propri candidati (ricordo che si tratta di una delle province a maggior sviluppo industriale dell’Italia). E riguarda anche la Campania ove ha trionfato il Pdl, con Caldoro dopo 16 anni e mezzo di gestione del potere da parte di Bassolino. Riguarda il Veneto e la Lombardia ove hanno trionfato Zaia e Formigoni.

Il governo, nel giudizio degli elettori, ha operato bene nell’azione anti congiunturale con la politica degli ammortizzatori sociali, con una cauta politica di bilancio, con lo scudo fiscale e la lotta all’evasione, è piaciuto nella politica agricola (e il successo di Zaia è anche dovuto a ciò), ha operato bene nel campo del lavoro con i passi avanti graduali ma chiari nella riforma del mercato del lavoro e nella articolazione dei contratti di lavoro, ha operato bene con riguardo alla politica nei confronti dell’immigrazione, con riferimento alla politica delle infrastrutture di modernizzazione del paese e last but no least, con riguardo alla politica economica per le emergenze, per la casa, per la economica internazionale svolte in prima persona dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

La rapida soluzione del problema dei rifiuti in Campania con l’azione della protezione civile guidata da Bertolaso, sottosegretario alla presidenza del consiglio, con la regia del premier ha giovato alla vittoria di Caldoro molto di più di decine di manifestazioni elettorali. Ciò ha risollevato immediatamente le sorti del turismo nell’area napoletana. Ma non bisogna dimenticare che nonostante i maldestri tentativi di Repubblica di tiro al piccione contro il presunto piano di Sergio Marchionne di licenziamento di lavoratori della Fiat e di spostamento del suo epicentro dall’Italia all’estero, non vi è stato nell’area industriale di Napoli una perdita di consensi per il PDL, perché la politica di ammortizzatori sociali del Ministro del lavoro Sacconi e quella di dialogo costruttivo con il gruppo Fiat per il suo rilancio industriale da parte del Ministro delle attività produttive Scajola hanno registrato apprezzamenti positivi.

In Calabria ha giovato al governo la politica del governo per il ponte sullo stretto che comporta anche che la TAV dovrà andare oltre Salerno fino alla Sicilia. Ancora più evidente è il gradimento della politica economica dell’esecutivo nelle tre regioni più industrializzate d’Italia, ossia la Lombardia, il Veneto e il Piemonte. Di solito un governo, a metà del suo periodo perde consensi. Inoltre come ho ricordato, in Francia e negli Usa il governo è stato giudicato negativamente nelle elezioni regionali e negli stati, sulla base della sua condotta nella politica economica. Non così, nel Nord di Italia, ove al contrario nel complesso il governo accresce i suoi consensi nelle regioni industriali, quelle in cui la crisi si è fatta più sentire, quelle in cui i problemi della coesistenza degli immigrati e dei lavoratori italiani nei quartieri popolari e nelle periferie è particolarmente difficile, quelle dove (con l’aggiunta di Roma) il problema dell’alloggio per le famiglie a basso reddito e del medio ceto è particolarmente difficile, quella ove c’è il problema del blocco alla TAV, che è dipeso dalla incapacità della regione Piemonte di chiudere il contenzioso con i No TAV della valle di Susa. Le iniziative per la casa del premier, per quanto stoppate dalla Conferenza stato regioni, dominata dal Pd, sono state apprezzate e sono anche diventate materia di test elettorale, come ha dichiarato il trionfatore delle elezioni regionali venete Luca Zaia. E l’abolizione dell’ICI sulla prima casa, voluta da Berlusconi è un fatto che gli elettori non hanno scordato. Si ode ora la stravagante affermazione per cui l’accelerazione della riforma fiscale federalista sarebbe un problema per il Pdl, in quanto sarebbe una riforma che è uno specifico patrimonio culturale della Lega Nord. In realtà, il federalismo fiscale è alla base della teoria economica dell’imposta della scuola di public choice ovvero di scelte pubbliche come chiunque può appurare leggendo i miei “Principi di economia pubblica”, libro che esiste in forma pressoché definitiva dal 1993. E poiché si tratta della teoria della finanza pubblica sussidiaria a una economia di mercato, è anche la teoria fiscale più ovvia per un partito come il Pdl. Essa, ovviamente, comporta anche una bassa pressione fiscale, nel quadro di una politica del bilancio robusta. Le divergenze possono esser solo sugli aspetti applicativi per evitare una contraddizione fra questi tre obbiettivi, che sono per altro tutti pienamente condivisi tanto dagli elettori della lega Nord che da quelli del PDL e non sono certi avversati nel Sud, ove le tesi federaliste hanno una consolidata tradizione nel pensiero meridionalista.

Mentre la coalizione di centro destra è sostanzialmente omogenea dal punto di vista della concezione della politica economica, non lo è affatto il centro sinistra, Qui si va dalle posizioni dirigiste-populiste di Vendola a quelle liberiste dei radicali, a quelle ondeggianti del PD, che ha come sindacato di riferimento la CGIL, a quella dell’Italia dei valori che sono impregnate di dirigismo giustizialista.

A quanto pare il Pd ritiene di avere vinto, perché ha riottenuto la Puglia con Niki Vendola e perché nel Piemonte ha perso a causa del fatto che Beppe Grillo ha raccolto i voti dei no TAV. Ma, in sostanza, anche ammesso che il Pd abbia una sua politica economica – cosa dubbia dato che vi coesiste una sinistra liberaleggiante e un sindacato come la CGIL – c’è il fatto che essa non può aggregare su questa linea gran parte della estrema sinistra, ma neppure, sulla propria destra, i radicali. Questo è quello che ci dicono queste elezioni regionali, che tutti i partiti dicono, comunque, di avere vinto.

 

Commenti

Il centro sinistra ha perso 4 regioni, ma secondo la Bindi in realtà è il governo che ha perso (????)

E neppure le "varie manovre" per escludere il centro destra dal lazio e dalla lombardia sono servite... poveri, tr apoco li troveremo nell'elenco delle specie in via d'estinzione...

Per l'astenisonismo nessuno, ma proprio nessuno, ha fatto il ragionamento più logico: era il rpimo week endo di sole dopo mesi di freddo e pioggia, se poi si aggiunge anche il cambio d'ora....

Come gli rode, alla Bindi e a Franceschini (quello che voleva il Comitato di Liberazione Nazionale contro Berlusconi)!E come frizza il didietro alla Bonino-Pannella, intentatori del giochino di far arrivare in ritardo la lista pdl per vincere agevolmente (senza avversario!) e per creare l'immagine di incapaci nel nostro prtito! Simile bruciore lo sentono anche tutti quelli che hanno buttato secchiate di sterco sulla nostra manifestazione di San Giovanni, per loro di serie B, sulle vere case arredate e antisismiche in Abruzzo, sul mitico Brunetta, sulla rigorosa ma necessaria politica di Tremonti. Brucia il didietro giustamente e finalmente a quei "bravi homines" che hanno avuto il coraggio di sminuire e gettare sterco perfino sull'operato di Maroni per la lotta alla mafia e per la sacrosanta politica dei respingimenti. Ma quello che più mi esalta e riempie di soddisfazione incredibile è che frizza parecchio il didietro a gente come Mauro, Scalfari, De Gregorio, Menichini, Padellaro, Dandini, Guzzanti, Fazio, Santoro, Travaglio, Vauro e Di Pietro. E quanto gli frizzerà ancora....

Dopo questa batosta dell'opposizione, corredata di grave sputtanamento e tronata di ritorno nelle gengive per le statuette-boomerang lanciate contro Berlusconi, cosa inventeranno, ora, per farlo e farci fuori? Stiamo attenti. Come ci hanno dimostrato è gente piena di risorse e senza alcuno scrupolo.

Che dire della vittoria del PDL a Montenero di Bisaccia? Incredibile soddisfazione...

Col pds-ds-pd: Piazze piene e Urne vuote. Con Silvio: Piazze piene e Urne piene.

Vorremmo proporre alcune osservazioni in merito alle elezioni regionali appena svoltesi.
Il primo dato è la conferma della coalizione di governo e la sconfitta della sinistra, dato di per sé straordinario in un’Europa dove tutti i governi perdono voti nelle elezioni di metà mandato, come potrebbero leggersi queste elezioni regionali. Grande successo quindi di Berlusconi. Ancora più rilevante se consideriamo che quasi tutte le regioni erano amministrate dal centro sinistra. La vittoria nel Lazio nonostante l'esclusione delle lista del Pdl è un risultato pieno e un successo in cui la discesa in campo di Berlusconi è stata determinante.
Queste elezioni mostrano che l'unico partito capace di vincere nelle grandi regioni sia al nord che al sud è il PDL, quindi a dispetto di quello che alcuni esponenti del PD dicono non c'è stata nessuna inversione di tendenza anzi c'è stata una grande conferma del governo Berlusconi.
Da segnalare l'affermazione della Lega che però diventa il primo partito solo in Veneto trascinata da Zaia, anche se è vero che cresce in tutte le regioni del nord, Emilia compresa. Grande affermazione di Formigoni e del Pdl in Lombardia dove rimane ampiamente il primo partito. Il PDL e la coalizione di centro destra hanno vinto in tutte le regioni più popolose sia al nord che al sud a parte la suicida battaglia elettorale in Puglia, speriamo che i responsabili vengano finalmente allontanati anche dal governo (vedi Fitto). Svolta in Campania e Calabria dove evidentemente 10 anni di amministrazione di centro sinistra hanno lasciato il segno. L'UDC tiene ma l'alleanza con il centro sinistra dov’è avvenuta ha determinato un'emorragia di voti (vedi Piemonte). Per il Piemonte si deve sottolineare la fine anticipata del progetto da esportare a livello nazionale l'alleanza PD-UDC che già era stata sconfitta da Vendola in Puglia.

Due brevi osservazioni sulla partecipazione che alla fine è stata del 65%, una riduzione dell'affluenza significativa ma non eccessiva, i votanti in Italia rimangono comunque in percentuali superiori a qualsiasi altra democrazia occidentale.

Nell'elenco di coloro ai quali brucia molto il fondoschiena e per la qual cosa mi pregio moltissimo, insieme a tutti gli amici del PDL e Lega, ho dimenticato di inserire l' archi-stella cometa de noantri "Fuffas". Ultimamente, insieme ai soliti Mauro e De Gregorio, se l'è presa nientemeno che con Bertolaso (un eroe nazionale che ha dato la sua esistenza per fare BENE del bene agli altri). Frizzìo meritato, meritatissimo..

Complimenti agli elettori PDL del lazio,campania,calabria,.. BRAVI!! avete portato il PDL al governo della regione, tra poco vi arriveranno anche le centrali e scorie nucleari.. grazie davvero

CONCORRENTI E NON ALTERNATIVI

Delle elezioni appena concluse bisognerebbe analizzare a fondo tre questioni: la colonizzazione del Nord ad opera della Lega che straripa verso le regioni centrali del Paese; l'astensionismo, il ruolo del PD.
La lega colonizza il Nord usando come arma il suo sostegno a Berlusconi per ottenere cessioni sempre più sostanziose di potere. Astuto partito di lotta e di governo. Di lotta, nel territorio, contro gli immigrati e la sinistra demonizzata sopratutto per le tasse. Quello che resta del PdL nel Nord è oramai sotto l'influenza dei leghisti. Bossi annunzia la sua candidatura a Sindaco di Milano come coronamento di un progetto. I leghisti hanno fatto una lunga marcia nella politica italiana. Il loro percorso è stato segnato da alcune pietre miliari che hanno cambiato la civiltà giuridica di questo paese: le leggi sulla sicurezza e l'introduzione della discriminazione etnica, le ronde, la riforma della scuola con il contingentamento dei bambini degli immigrati. Dalla condanna dei leghisti che piantano la bandiera della Repubblica Veneta sul Campanile di San Marco e dalle elucubrazioni filosofiche di Miglio è stata fatta tanta, tantissima strada. Oggi il Paese in cui vince la lega è diverso, profondamente cambiato, incattivito,
sfasciato. La Rivoluzione Leghista è quasi compiuta. Credo che si accontenteranno del federalismo fiscale soltanto se riterranno conveniente continuare a drenare risorse da Roma "ladrona". Se le cose andassero male per l'Italia erigeranno subito una linea Gotica.
Come tutti coloro che hanno fatto una rivoluzione di destra, i leghisti sono una massa fanatizzata dall'odio verso i diversi e per i comunisti ed hanno un fortissimo spirito di clan. Non esitano ad eleggere il figlio di Bossi senza farsi turbare da scrupoli morali. Accettano di eleggere l'igienista dentale di Berlusconi nel listino di Formigoni. Governeranno con spirito discriminatorio. Soltanto i loro fedeli saranno ammessi a godere dei diritti finora riconosciuti a tutti. La pubblica amministrazione sarà la fortezza presidiata dalle loro guardie verdi.
L'astensionismo nasce dalla crescente somiglianza tra "destra" e "sinistra", termini impropri per indicare la coalizione di Berlusconi e quella del PD. Perchè votare Penati al posto di Formigoni? Che cosa hanno di diverso? Penati e grande parte degli amministratori pd sono stati durissimi con gli immigrati al pari e più della Lega e del PDL. Il Sindaco di Padova è giunto al punto di segare le panchine dei parchi per sottrarle all'uso dei poveri. Da Cofferati a Veltroni è stata una gara di ruspe per spazzare via le povere baraccopoli dei Rom. Senza alcuna pietà! Senza alcun rispetto per i diritti garantiti dalla Costituzione e da tante Convenzioni internazionali.!
Il Pd non è forza alternativa al PDL ma concorrente. Concorre per la rappresentanza dello stesso blocco sociale, dello stesso "mercato" di voti. Bersani ha fatto una levataccia per andare a parlare con gli operai Fiat di Torino ma il suo partito collabora intensamente alla distruzione dei diritti dei lavoratori. La legge 1167 che abbatte l'art.18 e rende difficilissimo l'accesso alla giustizia ai lavoratori è stato varata
con una finta opposizione del PD. La destra ha fatto a pezzi il diritto del lavoro, ha precarizzato il lavoro, abbassato i salari con la sostanziale compiacenza del PD che ha eletto autentici squali della Confindustria nei suoi gruppi parlamentari. Quando Bersani parla di centralità del lavoro forse si riferisce alle imprese. Il lavoro tutelato dalla Costituzione è stato quasi cancellato dal PD che si accinge a dare una mano all'ultima spallata di Sacconi per sconfiggere definitivamente il movimento operaio: l'abolizione dello intero Statuto dei Diritti dei lavoratori. Naturalmente in nome della "modernità".
Il centro-sinistra non esiste più da quando Prodi ha ammutolito la sinistra presente nel suo governo obbligandola ad accettare gli accordi-capestro stipulati con i sindacati del luglio 2007. La sinistra,
colpevolizzata di creare difficoltà al governo, veniva annientata nella sua identità politica e sociale ed il suo elettorato disperso.
Veltroni ha stipulato una conventio ad escludendum con Berlusconi modificando la legge elettorale
e nello stesso tempo ha scomunicato la sinistra dichiarando la sua "autosufficienza". La sinistra è stata cacciata via dal Parlamento umiliata dalle cocenti delusioni del suo elettorato e dalla vulgata del "voto utile".
Il centro-sinistra è morto pur essendo una pallida prosecuzione dell'ulivo che era comunque una civilissima e democratica alternativa politica alla destra.
Il ruolo del PD è di concorrenza con il PDL. Ha ragione il Cardinale Tosi quando dice che la politica è lo scontro di Oligarchi che si contendono il potere. Oligarchi che sottraggono con i loro stipendi favolosi e i tanti privilegi risorse alla collettività. La politica in Italia costa più dell'intero servizio sanitario: oltre cento miliardi di euro l'anno!! Il professionismo politico è il più redditizio ed i politici sono accomunati dai palazzi del potere, dagli agi, dagli stessi consumi. Quando i programmi sono eguali e privilegiano la stessa borghesia parassitaria che ha scoperto da tempo il business della pubblica amministrazione per quale motivo il cassintegrato, il precario, l'insegnante espulso dalla riforma, il pensionato al minimo, l'utente tartassato dalle bollette dovrebbero andare a votare?
Il successo di Vendola è l'unica nota positiva perchè si realizza su un programma alternativo e non concorrente. Sbaglierebbe Vendola se accogliesse l'invito di Veltroni ad una collaborazione basata sempre su paletti da fissare a sinistra e su fumosi programmi nella sostanza simili a quelli della destra.
Mi auguro che Vendola abbia la capacità di pensare ad una sinistra che non abbia dentro di sè personaggi come Veltroni e D'Alema e che sia un movimento distante e diverso dal PD.
La sinistra può ripartire dal suo 6% conquistato in queste elezioni per aprirsi una strada verso il Parlamento. Questo se non cede ad esigenze di gruppi locali ansiosi di stare comunque nelle stanze dei bottoni.
Pietro Ancona
http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/
www.spazioamico.it

Oggi mi mancano un poco gli accorati e saggi commenti dei tanti “elettori di centrodestra” delusi che sono soliti frequentare l'Occidentale e che sono faticosamente addivenuti con amaro rammarico alla decisione di non votare più ecc. ecc. Penso a loro con riconoscenza.

la Corte di Cassazione si è sentita in dovere di dare una definizione giuridica di cosa debba intendersi per satira:
« È quella manifestazione di pensiero talora di altissimo livello che nei tempi si è addossata il compito di castigare ridendo mores, ovvero di indicare alla pubblica opinione aspetti criticabili o esecrabili di persone, al fine di ottenere, mediante il riso suscitato, un esito finale di carattere etico, correttivo cioè verso il bene. »

(Prima sezione penale della Corte di Cassazione, sentenza n. 9246/2006)

Andate a vedervi Luttazzi (in rete ovviamente, perchè in tv il vostro padrone non vuole)

Mamma mia come frizza...!!

E perché, secondo te Luttazzi non l'abbiamo visto? Dove credi che prendiamo quell'ironia per dire "...vi frizza, eh?" se non dalla sua descrizione porno-sodomitica? Come vedi, la "terza fase" (come la chiama lui) ora che la provate voi, non è poi così piacevole!

i reati che Berlusconi ha commesso li giudichi come accanimento della magistratura. Questo vuol dire che se io rubo una mela vado in galera mentre questi signori che stanno al governo possono sprecare i miliardi, rubare tranquillamente, evadere le tasse, corrompere i giudici, senza dire delle escorts ecc. ecc. e tutto questo ti sembra normale? Ma vai a lavorare onestamente che il giornalismo non fa per te. Credo che lei rientri nella categoria dei cortigiani. Sono una persona rispettosa delle opinioni degli altri, ma queste poi ti irritano ed è meglio lasciar stare.

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