Giovedì 17 Maggio 2012
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Ff, embrione di un nuovo soggetto politico

"Caro Urso, ecco perché lascio Farefuturo"

2 Novembre 2010
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Il finiano Adolfo Urso

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera di Gaetano Rebecchini inviata al segretario generale della Fondazione Farefuturo Adolfo Urso.

Caro  Urso,

ho ricevuto la tua lettera del 26 ottobre u.s., con la quale, ricordando l’attività della Fondazione Farefuturo, mi chiedi di partecipare al meeting fondativo di “Futuro e Libertà” che avrà luogo a Bastia Umbra il 6 e 7 novembre.

Nel declinare  l’invito da te  gentilmente rivoltomi,  desidero precisarti  quanto segue: come ben sai, fui tra i fondatori di Alleanza Nazionale, movimento espressione della società civile costituitosi ufficialmente a Roma nel gennaio del 1994, nel corso di una indimenticabile Assemblea in cui, oltre a me, furono relatori gli amici Domenico Fisichella, Pietro Armani e Gustavo Selva.

L’anno successivo ci fu il Congresso di Fiuggi, sulle  cui “Tesi”, furono inseriti forti e chiari riferimenti alla tradizione classico-cattolica della nostra Nazione - tra cui il seguente passo da me proposto: “ci sentiamo eredi e siamo cultori della civiltà romana e di quella cristiana che ha il suo fondamento nel messaggio portato da Pietro a Roma e diffuso in Occidente e nel mondo intero” -  e furono indicate, attraverso chiare ispirazioni al diritto naturale, le forme con cui concretizzare detta tradizione sul piano politico.

In tal senso, su invito di Gianfranco Fini,  al quale in precedenza avevo rifiutato la proposta della candidatura a Senatore, accettai con entusiasmo di costituire e presiedere la Consulta per i problemi etico-religiosi di Alleanza Nazionale.  Dal Partito però, dieci anni più tardi, fui costretto a dimettermi, a causa delle prese di posizione pubbliche del Presidente Fini, in occasione del referendum abrogativo della Legge 40/2004, Legge che, in linea con quanto indicato nelle summenzionate “Tesi” di Fiuggi,  lo stesso Fini aveva fatto votare ai parlamentari del Partito.

Più tardi, quando fu creata la Fondazione che tu rappresenti, il comune amico Andrea Ronchi venne, a nome di  Fini, a chiedermi l’adesione assicurando in modo chiarissimo che si sarebbe trattato di un’attività esclusivamente culturale, e non dell’embrione di un nuovo soggetto politico. Convinto  da tali premesse, mi accorsi però ben presto, che le posizioni culturali coltivate da questo think-tank erano ben lontane dalle mie (e da ciò che tradizionalmente si può definire “destra”) e, senza sancire formalmente il mio distacco, mi allontanai cessando di frequentarne le iniziative.

Ora, con la tua lettera, mi confermi ciò che, da tempo, è evidente a tutti, e cioè che Farefuturo altro non è  che il laboratorio dottrinale della nuova formazione politica ideata da Fini come del resto  le tue  parole chiaramente affermano  (“E’ il momento di far scendere in campo una nuova classe dirigente…  Ora il testimone passa anche a Futuro e Libertà per l’Italia, il nuovo movimento politico di Gianfranco Fini”).  Così come  ovviamente,  ed  in totale contrasto con quanto sancito a Fiuggi, è la deriva relativista che caratterizzerà il nuovo Partito finiano.

Mi spiace deluderti, ma la ricezione della tua missiva mi sollecita solo ad una definitiva decisione: con la presente ti comunico la mia volontà di abbandonare – anche formalmente – la Fondazione Farefuturo di cui sei Segretario Generale.

Cordiali saluti.

 

Commenti
Esatau
02/11/10 13:29
En-tristi
Benissimo. Si tratta di una posizione chiara, molto più moderna, laica e democratica di quella dei cattolici "entristi", che come bombe a grappolo si sparano dappertutto con il disegno di denaturare ed egemonizzare ogni ambito politico e civile.
CSGV
02/11/10 14:08
La fantomatica "destra" di FareFuturo
Io sono di destra ed ateo, condvido le posizioni laiche di Fini, tuttavia è vero, FareFuturo è una fondazione che di destra non ha assolutamente nulla, rappresentano l'ala più liberal-progressista della schieramento finiano, le loro posizioni, rigorosomante politically correct, sono indistinguibili da quelle del PD. Come giustamente sostiene Veneziani questa fantomatica "destra" che si dice d'avanguardia, non è altro che una sinistra in ritardo.
luigi
02/11/10 16:30
atei
anche essere atei è normalmente pensiero della sinistra ,forse e vero che ex fascisti e comunisti hanno molto in comune .
Rico
02/11/10 16:43
Non è Destra ?
Non condivido l'analisi fatta da Veneziani che sostiene "questa fantomatica "destra", che si dice d'avanguardia, non è altro che una sinistra in ritardo". E' una analisi troppo semplicistica e sbrigativa che nn fa altro che sottrarre al confronto. Non è giusto liquidare così delle idee di un uomo di destra come Gianfranco Fini. Probabilmente in Italia siamo abituati a una destra più tradizionalista, che ha radici nel suo passato e che nn ha mai avuto il coraggio di mettere in discussione no le sue idee ma la sua storia, il suo passato. Questo perchè per anni questa destra era stata ostracizzata ed era costretta dagli attacchi dei media che riceveva quotidianamente a difendere la sua storia e quasi a giustificare ciò che era... ciò che rappresentava. Dal 1994 le cose sono cambiate con la possibiltà di confrontarsi con le altre Destre europee e la possibilità di esporre le proprie idee senza essere messi al bando (grazie a un Berlusconi che è servito da parafulmini) permettendo così a questa destra di mettersi alla prova con i problemi reali del paese e con questa società in piena evoluzione. Dire che una destra che parla e cerca di fare suo e risolvere dal proprio punto di vista il tema dei diritti umani nn vuol dire essere di sinistra. Lo hanno fatto in Francia, in Germania in Inghilterra e nn mi pare che quesi partiti di destra che hanno affrontato quei temi siano stati additati come portatori di una cultura sinistroide. C'è un editoriale che ho letto mesi fa... molto interessante... "Guardare al futuro, guardare avanti non significa rinunciare alle proprie idee, ai propri ideali, ai propri valori, anzi; significa, però, declinarli in una realtà che è nuova perché è la storia che si fa Essere di Destra oggi significa capire che il mondo è cambiato e che lo si affronta non più con gli schemi e le categorie del passato, ma con gli ideali di sempre letti ed interpretati in una società nuova e in perenne evoluzione. Un mondo che ci può non piacere ma che va prima di tutto capito e non condannato aprioristicamente. Essere di Destra in questo modo significa non solo superare, storicizzandolo, il passato (come sempre si dice ma non si fa…), ma costruire un futuro in cui l’altro non è necessariamente un nemico, per esempio. Essere di Destra significa capire l’attualità e dare risposte ai nuovi problemi : dall’istruzione scolastica alla giustizia, dalla comunicazione alla struttura stessa della società. Il che non vuol dire dimenticare le proprie origini, le proprie tradizioni, i propri valori, lo ripetiamo sino alla nausea, ma anzi verificare la nostra identità nel confronto quotidiano con le nuove realtà. Che ci sono anche se fingiamo di non vederle". Meditate..
CSGV
02/11/10 18:09
Per Luigi
Luigi: Il comunismo ha diverse cose in comune con il fascismo delle origini (quello del manifesto di San Sepolcro tanto per intenderci) del resto lo stesso Mussolini era in precedenza un socialista massimalista, comunque, seppure l’ateismo sia senza dubbio più diffuso a sinistra che a destra, non è che sia obbligatorio credere in Dio per essere considerati di destra, il problema di quelli di FareFuturo è invece che in ogni ambito sono appiattiti su posizioni politically correct.
CSGV
02/11/10 18:25
Per Rico
Il punto è vedere come nei fatti, le tue "belle" parole, che sono le stesse che i cosiddetti intellettuali di FareFuturo ripetono pedissequamente, si concretizzano. No perché la linea politica dei finiani alla fine non è altro che un fac-simile di quella del PD, mi piacerebbe quindi sapere cosa distingue questo fantomatico centrodestra moderno dal centrosinistra, e non tiriamo in ballo le destre europee di Sarkozy o Cameron, che le conosco e so bene cosa le differenzia dalla pseudo-destra finiana. Per quanto riguarda invece i diritti umani, un conto è tutelari, un altro è abbandonarsi alla retorica banale e stucchevole come avviene sulle pagine del web magazine di FareFuturo; tutti sono d’accordo che vadano difesi (va beh, magari ad eccezione di qualche leghista), ma c’è modo e modo di applicare questi diritti alla complessa realtà in cui viviamo, ed è anche in questo che si differenzia la destra dalla sinistra, inutile dire che anche qui i finiani sono succubi del pensiero liberal-progressista-politicamente corretto. Ma in fondo è abbastanza tipico, per chi proviene da posizioni estremiste e cerca di rifarsi una verginità politica, posizionarsi a sinistra quanto la sinistra per farsi accettare, è anche colpa dei tanti complessi che ha tuttora la destra, l’egemonia culturale della sinistra è infatti, seppure indebolita rispetto al passato, ancora viva e vegeta.
Anonimo
02/11/10 19:59
il programma di fare futuro ?
Ma quale sarebbe il programma di fare futuro ? per ora hanno solo messo insieme una sfilza di luoghi comuni e banalità ricopiati dalla sinistra politicamente corretta e rimessi in bella copia. Dove sta la novità ?
02/11/10 22:48
Attenzione ad equiparare FareFuturo e finiani
Purtroppo non è semplice tenere distinto il think thank di un'area politica dall'azione politica vera e propria. La lettera di Urso è stata certamente arrischiata e posizioni come quelle di Rebecchini sono comprensibili e condivisibili. Inoltre capisco che un uomo di destra, attento a certi valori e ad una certa tradizione cristiana, si allontani da questo nuovo movimento dei "Fillini" - che somiglia a finiani, ma anche, con una gustosa affinitù, a "Follini". E' stato appena ricordato come Veneziani sostenga che FareFuturo non sia destra, ma solo una "sinistra in ritardo", eppure non trovo che possa essere liquidata semplicemente come una costola del nuovo partito: FareFuturo esprime idee e cerca di smuovere il paese facendo leva sulla cultura. E questo è immancabilmente un segno di qualità, benchè si possa discutere nel merito delle faccende; anzi, a questa politica servirebbero più associazioni politico/culturali come FareFuturo (e meno FLI).
enzo sara
03/11/10 00:51
Le idee di Fini, queste sconosciute
Sento parlare di "idee" di Gianfranco Fini. E allora mi domando: quali? Le prime o le seconde, visto che su ogni tema il leader di Fli ha sempre sostenuto prima una tesi e poi quella opposta? Le idee di quando era postfascista o quelle di quando il fascismo era il male assoluto? Le idee di quando era berlusconiano o le successive, da antiberlusconiano incallito? Oppure, più semplicemente, le idee di adesso che non ha idee?
Claudio V.
03/11/10 01:33
FareFuturo (si fa per dire)
@Andrea Fiamma: condivido il tuo auspicio quando scrivi che sarebbe meglio avere più associazioni culturali e meno partiti, tuttavia bisogna anche tenere presente che nella maggioranza dei casi queste associazioni sono proprio organiche ai partiti (o alle correnti) come nel caso di FareFuturo, la lettera di Urso non mi stupisce infatti per nulla. Comunque promuovere la cultura è indubbiamente molto importante, anche se ad un partito politico non porta vantaggi tangibili nel medio/breve periodo ed infatti a Berlusconi della cultura non è mai importato nulla... a dire la verità è l’intero centrodestra che pare dia poca importanza alla cultura, con poche meritorie eccezioni come la Fondazione Magna Charta, personalmente non condivido diverse loro posizioni troppo "teo-con" per i miei gusti, ma sicuramente va reso loro merito di essere tra i pochi nel PDL a cui interessi qualcosa diffondere cultura, le altre associazioni/fondazioni danno infatti più l’idea di essere delle semplici correnti mascherate. Di FareFuturo invece non se ne sentiva affatto la mancanza, come giustamente si è già fatto notare, le posizioni che questa fondazione esprime sono la quintessenza del pensiero liberal-progressista, di fondazioni/associazioni che promuovono tale cultura e tali politiche ce ne sono già un’infinità, la peculiarità di FareFuturo sta unicamente nella sua vicinanza a Gianfranco Fini (che la presiede) e nel fatto che pur propagandando una linea politica di sinistra si accredita come di centrodestra (salvo poi a volte sostenere l’insensatezza della dicotomia destra/sinistra), ed è solamente per queste ragioni che ha attirato i riflettori e la curiosità dei media, non certo per i contenuti in sè che sono sentiti e risentiti. P.S. Quell’affermazione di Veneziani (decisamente condivisibile) si riferiva ai finiani in generale, non in particolare a FareFuturo, fondazione che comunque tra le componenti finiane sostiene le posizioni più "progressiste" e politicamente corrette.
03/11/10 11:01
FareFinta
La lettera di Rebecchini è un documento importante e rappresentativo di uno stato d'animo diffuso fra gli italiani di destra. Chiunque ha diritto di cambiare idea, anche un leader politico come Fini, senza essere accusato di tradimento. Ma nessuno ha il diritto di usurpare insegne e definizioni, per conservare un vantaggio di posizione. Fini e i finiani, con le loro dichiarazioni quotidiane, si dimostrano nell'ordine: giustizialisti, laicisti, femministi, multiculturalisti, statalisti, progressisti e parlamentaristi. Non c'è nulla di male, solo non c'entra un accidente con la destra: se non si vuol fare il confronto con Berlusconi, si considerino le recenti prese di posizione di Sarkozy e Merkel su immigrazione e multicultura, si osservi la politica di Cameron sulla spesa pubblica, si valuti l'importanza dello spirito religioso nell'ideologia dei repubblicani in USA... La destra, nel mondo, è un'altra cosa. A onor del vero, Fini ha smesso da un po' di dichiararsi "di destra", in quanto sostiene che destra e sinistra non servono più a niente: posizione stupida, ma legittima. Invece, molti finiani zelanti e meno ardimentosi del capo continuano a raccontarci che la destra (civile, moderna, europea) sarebbero loro: falso, come gli esempi citati sopra provano. L'usurpazione di etichette politiche è un inganno non nuovo, in Italia: la sinistra continua a chiamarsi così anche se da anni è la portavoce dei DeBenedetti e dei Montezemolo... Ma i cattivi esempi non giustificano chi li segue.
enzo sara
03/11/10 14:10
@Yanez
Chiedo scusa per la nuova intrusione. Ma sento il bisogno di rivolgere a Yanez il mio più vivo e sincero apprezzamento. Volevo già farlo altre volte, poi ho rinunciato: rimedio adesso. Chiunque tu sia, complimenti e grazie. E' una delle migliori, più sintetiche ed efficaci analisi che io abbia letto negli ultimi tempi. E comunque la condivivido dalla prima all'ultima sillaba. Ciao. P.S.: se per caso ci sei su Facebook, batti un colpo. Mi farebbe molto piacere.
03/11/10 15:05
@ Enzo Sara
Grazie, mi imbarazza. Uso questo pseudonimo per proteggere il mio anonimato, ma credo che sia venuto il momento di uscire allo scoperto: mi chiamo Bond, James Bond.
Esatau
03/11/10 17:15
La chiameremo Sistra
All’inizio di un percorso di effettivo cambiamento scatta sempre il riflesso condizionato di chi, anche in buona fede, non lo riconosce come tale e non potendo o riuscendo a percepirlo altrimenti lo etichetta come “tradimento” o nel migliore dei casi come “opportunismo”. In passato è già successo, sia a Destra come a Sinistra; succede in ogni ambito civile in cui si mette in moto un periodico e fisiologico processo innovativo. Succede persino nelle monarchie teocratiche assolute; quindi il fenomeno ha una ragguardevole potenza. Noi non sappiamo ancora, ad oggi, se l’orizzonte politico di Fini contenga un “tradimento” rispetto alla tradizione di valori da cui egli proviene; tuttavia sappiamo che l’accusa di “opportunismo” è obiettivamente gratuita e traballante per varie ragioni. E se stesse nascendo la “Sistra”, ovvero una piattaforma politico-culturale che-in-Italia-non-c’è-mai-stata e che si propone di fuoriuscire da questo clima da basso medioevo che ci vede sudditi di un trono o di un altare e spesso di entrambi? Abbiamo un sogno.
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