Giovedì 17 Maggio 2012
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Il "no" di Frattini

Durban 2, l'Italia non negozia con chi vuole distruggere Israele

13 Marzo 2009
"Palestina libera è un modo per dire uccidi gli ebrei"

La decisione di Franco Frattini di abbandonare i lavori della conferenza Onu detta Durban 2 ha un pregio fondamentale (e spiace che un amico di Israele come Piero Fassino stenti a coglierla). Questa conferenza infatti conferma un dato di fatto di cui le diplomazie stentano a prendere atto: la scomparsa di Israele è oggi considerata un programma praticabile da un platea incredibilmente vasta di paesi.

Non la lotta, anche dura, per imporre a Israele la nascita dello Stato di Palestina, ma proprio la scomparsa dalla faccia della terra dello Stato ebraico è oggi, di nuovo, all’ordine del giorno.

Non solo i 54 stati dell’Organizzazione del Consiglio islamico, non solo l’Iran e Hezbollah e Hamas, ma anche molti dei 153 paesi  Non Allineati, in testa il Venezuela di Chavez a la Cuba di Castro (ma anche la Bolivia e tanti altri) considerano praticabile la fine dello Stato di Israele. Peggio ancora: l’irresponsabile aiuto tecnico-industriale della Russia di Putin alla costruzione dell’atomica iraniana e le scelte e alleanze della Cina in Sudan e in Africa, stanno lì a dimostrare che queste due potenze non considerano affatto un tabù questa prospettiva.

Naturalmente non pensano a un nuovo Olocausto – questo è sogno solo dei più esaltati – ma semplicemente alla chiusura dello "spiacevole episodio" che per un miracolo della storia si è verificato nel 1947. Per di più, proprio questa è la piattaforma attuale del "moderato" Abu Mazen che continua a stare arroccato alla richiesta del ritorno di 4-5 milioni di profughi palestinesi che, appunto, segnerebbe la fine delle caratteristiche di Stato degli ebrei di Israele (che Abu Mazen peraltro rifiuta ancora oggi come definizione)  e ne farebbe uno Stato binazionale con gli ebrei in minoranza nel giro di due o tre anni. Questo è il lucido disegno strategico che sta dietro Durban 2, così come a tutta l’azione diplomatica che l’Iran di Ahmadinejad è riuscito –va riconosciuto, con notevole abilità diplomatica- a sviluppare negli ultimi due anni.

Quel che è peggio è che sia Gordon Brown, che Nicolas Sarkozy (che pure è un fedele e sincero amico di Israele ebraica), non percepiscono neanche alla lontana questa tendenza, questo pericolo, il rafforzarsi di questa prospettiva e si nascondono dietro triti riti diplomatici – trattano sull’antisemitismo e addirittura patteggiano sul riconoscimento dell’impossibilità di criticare l’Islam, unica religione al mondo che non andrebbe sottoposta a  critica - senza vedere l’incendio che avanza. Questa realtà, la volontà di cancellare lo stato ebraico, è purtroppo oggi operante e con sempre più seguito nel mondo. Ne va preso atto. Da qui bisogna partire per ispirare la politica estera del mondo civile.

Commenti
vittorio
13/03/09 10:52
Per la prima volta apprezzo
Per la prima volta apprezzo una iniziativa di politica estera del governo.E' vergognosa la partecipazione degli altri paesi ue e del Vaticano ad una conferenza razzista e liberticida.
13/03/09 12:14
A quel che è peggio oltre a
A quel che è peggio oltre a Sarkò e Brown, aggiungerei anche alcuni intellettuali israeliani.
Rocco
13/03/09 12:17
Ma voi l'avete letta la bozza di preparazione?????
http://www.radicalidisinistra.it/2009031378/Editoriali/conferenza-contro-il-razzismo.html Credo che non vi siate nemmeno presi la briga di cercare su Internet il testo originale, tanto per cambiare.
Kellyann
13/03/09 12:50
commento leggero...
ho adorato il refuso che ha fatto sì che nell'articolo si leggesse "CONIGLIO ISLAMICO" freudiano?
mj23
13/03/09 14:39
Un po' di dignità, per favore...
Premettendo che in alcun modo l'esistenza dello stato ebraico deve essere messa in discussione (i suoi confini sì), trovo sinceramente umiliante che ci si debba abbassare a tale livello di zerbinaggio nei confronti di Israele. Ce l'abbiamo ancora una nostra dignità o no? E' mai possibile che qualsiasi cosa si dica contro la politica di Israele, anche critiche costruttive che potrebbero andare nell'interesse stesso della sicurezza degli israeliani a lungo termine, debbano sempre venire bollate come anti-semite? Guardate che persino molti ebrei ritengono sbagliatissimo nascondersi sempre dietro la scusa dell'anti-semitismo per giustificare qualsiasi decisione venga presa da Israele. Anche perchè in questo modo si sminuisce il significato stesso di anti-semitismo e tutti i gravissimi aspetti che esso comporta. Questo atteggiamento zerbinesco nei confronti della politica israeliana non fa altro che indebolire la capacità di opporsi concretamente al vero anti-semitismo. Ragionate un attimo per favore: se qualsiasi critica viene bollata come anti-semitismo, il rischio è che quando c'è anti-semitismo per davvero esso venga svuotato della sua piena gravità. E' possibile non arrivare a capirlo? Mah...
vanni
13/03/09 15:37
Zerbini vari
E dello zerbinaggio nei confronti dei musulmani che si dice?
mj23
13/03/09 17:07
per vanni
Dei musulmani idem, ovviamente. Ma ripeto per l'ennesima volta che chi dice cose giuste contro i musulmani in Medio Oriente, allora non può poi schierarsi con i terroristi islamici nei Balcani e nel Caucaso. E' una questione di coerenza, altrimenti viene il sospetto che il supporto a Israele (che tra l'altro nei suoi periodici bombardamenti uccide anche tantissimi cristiani, non solo musulmani) sia dettato semplicemente da convenienza economica e politica, non da una reale presa di coscienza dell'intolleranza intrinseca nella cultura islamica. Io sinceramente mi sento a posto, perchè in Medio Oriente non sostengo nè i musulmani nè gli ebrei. Ritengo che l'occidente dovrebbe cominciare ad aprire un po' gli occhi su ciò che accade qui in Europa, nel nostro cortile di casa! Il Kosovo, culla della cultura cristiana serbo-ortodossa, è stato consegnato nelle mani dei terroristi islamici albanesi ex-Uçk! E da chi? Dagli Stati Uniti e dall'Europa! E proprio oggi, il tribunale dell'EULEX ha scarcerato un terrorista islamico albanese che aveva ucciso decine di serbi in un attentato contro un autobus! Gente, aprite gli occhi finche siete in tempo....
Franco Cazzaniga
14/03/09 15:37
--
@mj123
Mi pare proprio che scrivere
"...altrimenti viene il sospetto che il supporto a Israele (che tra l'altro nei suoi periodici bombardamenti uccide anche tantissimi cristiani, non solo musulmani) sia dettato semplicemente da convenienza economica e politica, non da una reale presa di coscienza dell'intolleranza intrinseca nella cultura islamica..."
sia un bell'esempio di doppio pregiudizio, anti-israeliano e anti-islamico. Complimenti!
Forse sarebbe il caso di documentarsi in modo meno superficiale ed evitare le solite trite banalità e la solita disinformazione. Il conflitto israelo-palestinese non è un genocidio compiuto nei confronti di una popolazione inerme, ma una guerra combattuta da entrambe le parti, mentre la cultura islamica ha una profondità e una ricchezza che vanno ben oltre l'intolleranza manifestata dalle sue frange estremiste.

@Rocco
Resta comunque il fatto che nella bozza Israele è l'unico stato menzionato per nome, fra l'altro anche in un riferimento al "diritto di ritorno" che implicherebbe la fine dello Stato Ebraico in quanto tale. Ben più gravi e importanti violazioni dei diritti umani e dei popoli accadono in altre aree del mondo (così, d'acchito mi vengono in mente il Darfur, lo Zimbabwe, la Corea del Nord e Myanmar, ma l'elenco è molto più lungo).
Quindi non vedo che ci sia da lamentarsi se il nostro governo rifiuta di sanzionare tanta ipocrisia.

FC
Cardisem
14/03/09 21:37
Non guerra, ma genocidio
Non mi stupisco che in questo sito i commenti possono essere doppiamente selettivi. Sono comunque di passaggio per lasciare questo tesi che è storiograficamente fondata dai lavori di Ilan Pappe. È mistificazione, falsificazione vera e propria, adoperare per la Palestina il criterio del “conflitto” fra due parti in guerra di fronte alle quali si può mantenere neutralità o la funzione ipocrita dei pacificatori: si tratta di violenz a senso unico, di genocidio, di pulizia etnica. Di recente a Gaza nessuno ha potuto vedere i carriarmati o gli aerei di Hamas. Si è è visto soltanto tutta l’armamentario di israele contro una popolazione inerme. Che stati asserviti come l’Italia non partecipino alla conferenza di Ginevra significa poco. Il genocidio esiste, la condanna di Israele è più che fondata. Si tratta di vedere quanto gli Stati non strettamente dipendenti da Usa, Canada, israele sapranno mantenere la loro autonomia di giudizio. Che Frattini, unicamente interessato agli interessi di israele, non ci vada, significa poco o meglio significa un’onta per l’Italia da lui indegnamente rappresentata. Mah!
Wolf MURMELSTEIN
15/03/09 17:51
durban 2
I nemici peggiori di Israele -peggiori di Hamas e Hetzbollah - sono diversi disfattisti intelettuali di sinisra israeliani da una parte e molti rabbini ortodossi che non sanno chi è ebreo.Ma ci si rende conto che l'ONU con le sue molte conferenze e agenzie specializzate mangia molti soldi?Nessuno ricorda che dopo il 1945 Germania, Austria e Italia hanno assorbito milioni di profughi e oggi hanno normali rapporti con Russia, Polonia, ecc. Solo per i profughi palestinesi si parla di ritorno in massa mentre nessuno menziona gli ebrei scacciati da Egitto, Iraq, Libia e altri stata arabi. Se ne dovrebbe parlare di più.
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