La partita che si gioca in Sardegna va oltre le semplici elezioni regionali. In caso di vittoria del centrosinistra infatti Renato Soru verrebbe automaticamente proiettato sulla scena nazionale. E l’ambizione (inutilmente smentita dallo stesso Soru) di inserirsi nel risiko della leadership del Pd per mettere radici a Roma e sostituirsi a Veltroni diventerebbe una possibilità concreta. Lo sfidante è un outsider: Ugo Cappellacci che sabato, da Cagliari, ha lanciato la sfida e aperto ufficialmente la campagna elettorale del centrodestra. Al suo fianco c’era Silvio Berlusconi.
Ugo Cappellacci, com’è andata sabato?
E’ stato un momento bellissimo, ho avuto la conferma in termini concreti e fisici di quel sentimento che avevo già registrato: la voglia di cambiamento.
Lei è stato presentato come uno dei volti nuovi ed emergenti nel panorama politico isolano ma Soru parla del “vecchio”, dove sta la verità?
Io sono entrato in politica da tecnico nel 2004, nel ’94 quando è nata Forza Italia mi fu chiesto di candidarmi alle Regionali e all’epoca rifiutai perché impegnato in un percorso professionale profondo. Dieci anni dopo ho accettato e quell’esperienza che doveva essere limitata e da tecnico pian piano mi ha “preso” sempre di più. Non sono un politico di professione ma un dottore commercialista entrato in politica da soli quattro anni, per questo mi sembra assurdo venire etichettato come “il vecchio”.
Pensa che il fatto di essere “poco noto” per lei possa essere una discriminante?
No, è la conferma del fatto che sono nuovo. E’ il certificato Doc che sono il cambiamento
La maggioranza di centrosinistra ha impallinato il suo governatore e i sardi vanno alle urne con sei mesi di anticipo, perché Soru non ha ritirato le dimissioni? Per coerenza o per convenienza?
La seconda. Non è vero che la maggioranza di centrosinistra ha impallinato Soru. E’ stata una farsa anche quella delle dimissioni, un mero calcolo: questa operazione è servita a evitare il confronto interno (le primarie), a mettere in difficoltà i concorrenti giocando d’anticipo e infine ad accelerare i tempi rispetto ad altre vicende che lo riguardano e che forse potevano incidere su questa campagna elettorale (Soru è coinvolto nell'inchiesta giudiziaria sul caso Saatchi & Saatchi, la gara d’appalto sulla pubblicità istituzionale della Regione, ndr). Come sardo mi auguro che Soru risolva qualunque pendenza con la giustizia perché immaginare che il presidente possa essere coinvolto in faccende imbarazzanti mortifica tutti i sardi.
Veltroni decidendo di correre da solo si è sganciato dalla sinistra estrema mentre a livello locale si registrano alleanze che vanno nella direzione opposta. In Sardegna per la seconda volta Soru è alleato con l’ala più radicale della sinistra. Non potrebbe rivelarsi una mossa quantomeno pericolosa?
Io credo che per Soru l’alleanza significhi un mero calcolo di convenienza e di numeri. Lui non rispetta alcun accordo, segue una politica che è quella sua personale, ritiene di avere l’abilità in tasca, non propone soluzioni ma riesce a imporre solo divieti e manda avanti una strategia che è quella di assumere il controllo totale della cosa pubblica. Si è mascherato da sostenitore dell’ambiente ma in realtà ha costruito delle norme che vietano tutto a tutti salvo che a lui e a quelli che lui ritiene meritevoli. Questo è il contrario esatto della democrazia, è una follia che va rimossa immediatamente.
Però anche lei si è alleato con l’Udc. Nel suo caso non si può parlare di calcolo di convenienza?
No, l’alleanza con l’Udc in Sardegna si spiega perfettamente. Noi con l’Udc abbiamo fatto cinque anni di opposizione in modo convinto, coeso e coerente. Abbiamo sostenuto la stessa battaglia, ci siamo trovati d’accordo sull’aspetto programmatico.
In una lunga intervista su l’Espresso è stato chiesto al governatore uscente quale sfida si gioca in Sardegna. Le faccio la stessa domanda: qual è la sfida che si gioca ora in Sardegna?
Quella di rovesciare un sistema: ritengo sia il momento di rimboccarsi le maniche, cambiare metodo e con la forza delle idee costruire, col supporto del Governo, un piano straordinario per la Sardegna. Soru la sfida non la sta giocando in Sardegna ma la sta trasferendo sul piano nazionale, tanto è vero che si sta procurando grande visibilità sui media nazionali evitando di parlare di Cappellacci ma parlando sempre e solo di Berlusconi. Sta pensando alla sua carriera politica, non pensa al bene della Sardegna e dei sardi e questo è dimostrato da quelle dimissioni. In un momento di forte emergenza per l’Industria, l’agricoltura e il turismo la Sardegna non meritava di avere una Legislatura interrotta prima del termine e di non avere una Finanziaria. In questo modo allontana l’attenzione dai problemi veri: in Sardegna abbiamo una crisi forte, 190mila disoccupati, famiglie sempre più indebitate, centri interni che si spopolano, studenti che hanno il maggior tasso di dispersione scolastica su tutto il territorio nazionale.
Cosa farà Cappellacci per i giovani sardi? Come crede di poter combattere la migrazione dei ragazzi (e dei cervelli) verso “il continente”?
Io sono assessore alla programmazione del comune di Cagliari, abbiamo realizzato la “città dell’impresa” dove facciamo capire ai giovani l’importanza dell’imprenditorialità. Facciamo capire ai ragazzi su cosa si può puntare per costruire un mestiere e avviare con successo un’attività dando anche esempi di imprenditori che “ce l’hanno fatta”. Io voglio puntare sui giovani, è l’investimento più grande che intendo fare. Voglio dare ai giovani strumenti perché possano capire che il futuro si affronta avendo fiducia in se stessi ma soprattutto aiutando i giovani talenti e le giovani intelligenze ad esprimersi premiando la meritocrazia. Noi abbiamo tanti giovani senza lavoro e tanti che vanno a Roma, Milano e Torino per fare i camerieri. Soru aveva detto che avrebbe fatto sì che la Sardegna non fosse più un popolo di camerieri ma stanno andando via pure quelli…
In questi 4 anni però è stato rimesso a posto il bilancio della Regione, questo non può negarlo
In questi 4 anni è stato disastrato il bilancio delle famiglie dei sardi. Se poi risanare un bilancio della Regione significa tagliare su tutto, chiudere gli ospedali, togliere alla gente i servizi essenziali mettendola davanti all’unica soluzione che per fare una visita o un esame importante deve stare in fila mesi e mesi, quel sistema mi fa orrore.
Resta il fatto che i conti della Regione oggi sono in ordine
Veramente ci sono sentenze della Corte Costituzionale e della Corte dei Conti secondo cui conti della Regione sono stati truccati. Lo dicono i giudici…
Soru di lei dice che non conosce la Sardegna
E’ la povertà degli argomenti che lo spinge a dire bugie. Io non ho scheletri nell’armadio: sono una persona perbene, ho una famiglia, vivo del mio lavoro come tutti. Io sono nato in Sardegna, i miei avi erano sardi e il padre di mia madre è stato uno dei 18 uomini chiamati, nel 1945, a scrivere lo Statuto sardo delle Autonomie. Su quali basi dice che non conosco la Sardegna? Io la mia Sardegna la vivo da quando sono nato, ho avuto tante possibilità di lasciarla perché ho studiato fuori e per un periodo ho avuto uno studio a Roma ma non l’ho mai abbandonata perché è la mia terra e la amo.
Dice anche che quando lei era assessore, la giunta di centrodestra aveva accumulato in un anno un deficit record di un miliardo e 300 milioni di euro…
Io sono stato assessore per quattro mesi, in quel periodo abbiamo fatto tanto. Sono stato apprezzato sia da destra sia da sinistra per l’imparzialità che ho dimostrato. Se Soru per attaccarmi tira in ballo quel miliardo e rotti deve anche spiegare come abbia fatto Cappellacci a fare un disastro simile in soli 4 mesi
Quali sono i mali di cui soffre la classe politica sarda?
Sono i mali di cui soffre la politica in generale. Sono due: la politica oggi rincorre le telecamere più delle emergenze e non è in grado di leggere il presente programmando il futuro. C’è un’incapacità a guardare lontano. Inoltre la politica spesso è incapace di rinnovarsi mentre nel rinnovamento c’è la garanzia di aria fresca. Quando la politica diventa una professione ci rimettiamo tutti.
La Sardegna ha 8 province di cui 4 (Carbonia-Iglesias, Medio Campidano, Ogliastra e Olbia-Tempio) nuove. Non sono un po’ troppe? In fondo l’abolizione delle Province era nel programma elettorale della sua parte politica e non se ne è mai fatto nulla…
Sono troppe e i risultati sono sotto gli occhi di tutti: più spese che vantaggi, più duplicazione di poltrone, auto e uffici che risultati. E’ un problema che ci dobbiamo porre
E’ vero che suo padre è stato il commercialista che cura le ville berlusconiane in Sardegna e che lei è il delfino del Cavaliere?
No, la verità è un’altra e stavolta vorrei raccontarla io.
Prego.
Mio padre ha fondato uno dei primi studi commercialisti della Sardegna, ho la fortuna di essere un figlio d’arte e ho uno studio che opera dal ’56 e ha avuto tanti clienti: non abbiamo mai seguito la parte fiscale delle ville di Berlusconi come è stato scritto ma siamo stati consulenti del Gruppo Fininvest. Le posso però dire che io personalmente oltre ad essere stato consulente di Fininvest lo sono anche stato del Gruppo De Benedetti, sono quindi un professionista che opera sul mercato. Ci sono stati dei clienti che hanno ritenuto che i miei servizi professionali fossero adeguati alle loro aspettative e io ho lavorato per loro. Dire che sono un uomo a libro paga di qualcuno è una grande bugia, una mistificazione della realtà. Hanno detto che sono massone, io non ho nulla contro la massoneria ma non sono mai stato massone. Hanno parlato di una incarico che ebbi nella Sardinia Gold Mining, una società di ricerche aurifere attualmente in grave crisi e coinvolta in uno scandalo gravissimo di carattere ambientale: sono stato presidente di quella società, è vero, ma mi dimisi denunciando che la compagine sociale non dava garanzie per il ripristino ambientale.
Ci racconta che rapporto ha con il Premier?
Lo conosco da quando avevo 20 anni. Lo stimo e lo considero un grande politico ma questo non significa che non ho più intenzione di usare la mia testa.
Legge salva coste e tassa sul lusso. Se dovesse vincere ha intenzione di abolire le leggi fatte da Soru?
Ho intenzione di liberare la Sardegna da tutti i lacci e laccioli che in questo momento la tengono ferma legata al palo. Uno dei tentativi scorretti che si fanno è che noi vogliamo dare libero sfogo ai cementifica tori. Io ritengo che le nostre bellezze naturali e paesaggistiche siano un patrimonio straordinario, sono i beni di famiglia e in quanto tali non si toccano. Gli Indiani nativi d’America dicono che la terra non è da intendere come un’eredità che ci hanno lasciato i nostri padri ma come un prestito che abbiamo avuto dai nostri figli e ai nostri figli dobbiamo restituirlo. Non voglio deturpare l’ambiente ma vorrei un ambiente nel cui si possono coniugare economia e risorse naturali: questo non significa andare a costruire nelle spiagge ma non vogliamo neppure bloccare l’economia. Mi sembra singolare che parli di tutela dell’ambiente un signore che ha ristrutturato una casa costruita sulla spiaggia e messo su la sua azienda, Tiscali, su uno stagno.
Però la legge salva coste andava nella direzione della salvaguardia dell’ambiente, o no?
No, la legge salva coste blocca tutto. Il rispetto dell’ambiente non è sinonimo di blocco totale. Non vedo perché, nel rispetto dell’ambiente, non si possa consentire anche ai nostri alberghi di attrezzarsi adeguatamente. Bisogna valutare caso per caso, quindi territorio per territorio. E’ quello che succede anche oggi solo che è la Regione a decidere: il signor Soru ti dice quando puoi e quando non puoi ma questo meccanismo è folle. La Regione coordina e sovraintende ma poi devono essere i territori a scegliere, non può farlo un presidente della Regione senza sentire i cittadini che abitano quel territorio. Ci sono milioni di metri cubi autorizzati col meccanismo dell’intesa. Lo stesso Soru aveva proposto una lottizzazione per costruire 120 ville sul mare a Funtanazza, nell’oristanese, poi ha detto “basta, non faccio più nulla”. Ma è facile fare marcia indietro dopo essere stati scoperti con le mani nella marmellata.
Insomma, ci metterete le mani o no sulla salva coste?
Quella legge così come è stata pensata non va bene, noi ci uniformeremo a quelle che sono le normative europee in materia così come era prima. Oggi c’è l’Europa che guida e noi rispetteremo i canoni e i principi europei senza rimanere dietro a nessuno
E sulla tassa sul lusso?
Soru ha parlato di tassa sul lusso per fare demagogia e populismo. Io non ho voglia di fare propaganda fine a se stessa, non mi appassiono di temi alla Robin Hood, mi appassiono allo studio di proposte vere che possano rilanciare l’economia sarda. Voglio fare qualcosa di grande e importante per la mia terra.



.....Lui non rispetta alcun
...è tutto agli atti, meglio informarsi bene.
poveri noi con Soru
Meglio Soru
chi e' cappellacci?
censura'