Giovedì 17 Maggio 2012
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Il ritorno del nucleare/ 12

"Le centrali si faranno dove c'è acqua e le scorie sono un falso problema"

Intervista a Ugo Spezia di

Roberto Santoro

15 Luglio 2009

Cinque giorni fa il governo ha approvato il disegno di legge sullo sviluppo che al suo interno contiene il piano per la rinascita del nucleare italiano. Ma quando verranno costruiti i nuovi reattori? Dove? E che ne faremo delle scorie radioattive? Ne parliamo con Ugo Spezia, Segretario generale della Associazione Nucleare Italiana (AIN).  

Dottor Spezia, come verranno scelti i siti delle nuove centrali nucleari?

L’ordinamento italiano prevede che la localizzazione degli impianti sia decisa dagli esercenti.

Non è il governo che decide, quindi, ma i gestori

Il governo autorizza la costruzione dell’impianto sulla base delle analisi ambientali e di sicurezza. Ma può solo indicare i criteri alla base della scelta dei siti.

Quali sono questi criteri?

Vengono emanati dalle Nazioni Unite e sono vincolanti per tutti i Paesi. In Italia percorreremo esattamente questa strada. Servono siti sicuri dal punto di vista sismico e tettonico. Come può immaginare non è consigliabile fare un impianto sotto un vulcano.

Ci dica almeno tre siti su cui potrebbero sorgere le nuove centrali

Se le rispondessi, domani scoppierebbe una rivoluzione. Mettiamola così: gli esercenti decideranno i siti sulla base degli studi geologici, idrologici e quant’altro… ma anche sulla base delle esigenze di sviluppo della Rete. Produrre energia elettrica a Pantelleria è cosa diversa dal produrla in Val D’Aosta.

Pantelleria o la Val D'Aosta?

Provo a rispiegarglielo in questo modo: le centrali di ultima generazione sono impianti di grande potenza che hanno bisogno di una portata di acqua significativa per il sistema di raffreddamento dell’impianto. Attenzione, non vuol dire che si consumi dell’acqua; l’acqua viene usata per raffreddare l’impianto e poi restituita all’ambiente. Ma servono comunque grandi quantità d’acqua. Ecco perché in tutto il mondo le centrali le stanno facendo lungo le coste. Tutte le regioni costiere in Italia sono dei luoghi idonei per l’insediamento delle centrali.

Si potrebbero riutilizzare i siti delle vecchie centrali già esistenti?

Le vecchie centrali sono in fase di smantellamento. In nessuno di questi posti, presumibilmente, sarà possibile installare grandi centrali di grande potenza.

La parte più delicata è lo  stoccaggio e lo smaltimento delle scorie radioattive

Anche in questo caso avremo bisogno di siti stabili, che non siano soggetto a rischi di terremoti, inondazioni, allagamento e così via. E deve essere un sito il più possibile a bassa densità di popolazione.

Il fronte antinuclearista dice che le “scorie” sono una ipoteca sul futuro nostro e delle prossime generazioni…   

C’è molta fantascienza in giro, per non usare termini più drastici. Il problema delle scorie in realtà è un falso problema. I rifiuti radioattivi che si producono in un impianto nucleare, per il 95 per cento, perdono la loro radioattività nell’arco di 300 anni. Un impianto nucleare produce ogni anno 20 tonnellate di materiale radioattivo, ma un impianto a carbone produce ogni anno 5 milioni di tonnellate di materiali pericolosi. Ebbene, la radioattività che esce da un impianto nucleare è 25 volte inferiore a quella contenuta nelle ceneri di carbone che vengono smaltite quotidianamente. 

Non dobbiamo preoccuparci?

C’è una piccola componente pericolosa, che è quella dei rifiuti ad alta attività, ma sto parlando del 3 per cento delle 20 tonnellate prodotte in un anno da un impianto nucleare. La quantità di questi materiali ad alta attività è talmente limitata che, fino a questo momento, il problema dello smaltimento definitivo di questi materiali non c'è stato.

E in prospettiva?

Fra cento anni, quando sarà stata accumulata una quantità sufficiente , potranno essere smaltite in via definitiva all’interno di depositi geologici. Depositi scavati a 1.000, 1.500 metri di profondità, all’interno di formazioni di granito, salgemma, argilla, formazioni stabili da milioni di anni e che lo rimarranno per milioni di anni... Messi a dimora i materiali, si può buttare via la chiave. Non esiste il minimo rischio che qualcuno arrivi a fare un buco a 1.500 metri di profondità per prendersi il materiale radioattivo. Questi sono i termini tecnici reali del problema.

Commenti
Pinco Pallino
15/07/09 13:04
"Siti stabili, che non siano
"Siti stabili, che non siano soggetto a rischi di terremoti, inondazioni, allagamento e così via" Quindi sta parlando solo della sardegna e del salento...
fede
16/07/09 09:40
Senza polemica
Scusate l'ignoranza ma avrei bisogno di un chiarimento: non voglio prendere posizione, al momento, su questa situazione ma non ho capito come mai si riparla di nucleare quando, uno dei pochi referendum che hanno raggiunto il quorum in passato, escludevano tale energia.
Ernesto
16/07/09 23:51
in sostanza .... è assurdo pensare al nucleare in Italia ...
Quindi facciamo una bella centralona nucleare a Jesolo e una a Rimini .... ma siamo fuori con la testa? Ma idee più sostenibili no? Il futuro non sono più le grandi centrali di poroduzione elettrica, è una rete di piccoli produttori "sostenibili". Ernesto
Pinco Pallino
17/07/09 11:49
La differenza tra
La differenza tra l'intervista a Meneguzzo (http://www.loccidentale.it/articolo/%22il+nucleare+%C3%A8+un%27avventura+economica+senza+prospettive%22.0075286) uno Scienziato ma che non scordiamo è anche un dipendente statale, e che quindi non ha niente da perdere o da guadagnare, che usa correttamente termini e definizioni (perché non è un burocrate e sa di cosa parla) e il segretario generale della Associazione Nucleare Italiana Ugo Spezia, pressappochista nelle sue spiegazioni e oltretutto "timoroso" di svelare i nomi dei luoghi designati.. mi pare abissale.. Siamo stufi di essere trattati da deficienti. L'Italia ha già perso questo treno che farebbe la fortuna solo di mafie varie (tra appalti gestione e smaltimento sai che meraviglia!) e farebbe bene a finanziare la ricerca sulla Fusione Nucleare che è l'unica prospettiva (futura) seria insieme a quella delle fonti rinnovabili.
17/07/09 12:46
falso problema
Le scorie sono un falso problema? Fantasiose teorie? Solo 300 anni? E questo dovrebbe essere un articolo? m'ampiccatevi.....
Pisolo
18/07/09 09:22
Sui nemici del nucleare
Siamo alle solite. I nemici del nucleare sono tenaci nelle loro idee e usano sempre gli stessi argomenti... la pericolosità.... le scorie.... gli incidenti... il referendum..... Poi loro stessi usano energia elettrica per far funzionare il loro computer, per illuminare le loro case, per illuminare la strada davanti a casa, per il funzionamento delle reti di telefonia, per spostarsi col tram ecc. ecc. Tutta questa elettricità però loro, da bravi ecologisti, la producono in proprio facendo girare la dinamo della loro bicicletta o soffiando con forza sulle pale di un'elica di un mulino e così via... Stando con Totò diciamogli "ma mi faccia il piacere"!
Domenico
18/07/09 15:37
Nucleare? Si, grazie.
E' possibile che ci sia ancora gente in giro che si chiede come mai si torna a parlare di nucleare in Italia? Ma dove vive? Non viaggia in auto? Non si rende conto di pagare l'energia elettrica almeno il 30% in piu' di quasi tutti gli stati europei? Non si e'mai chiesta il perche'? Come e' possibile pensare che questa gente creda alla panzana dell'eolico o del voltaico come tecnologie strategiche in grado di garantire per il futuro l'approvvigionamento energetico di un Paese industriale come l'Italia? O e' sufficiente il termine 'sostenibili' per renderle ecologicamente corrette e quindi esclusive? Abbiamo gia' perso piu' di vent'anni, pagando tutti un prezzo altissimo per una furbata delle sinistre - comunisti e socialisti - volta a sfruttare Chernobyl per propri interessi nascondendo l'enorme danno per il Paese di quella scelta oscurantista. Per favore, non perdiamo altro tempo, ed avanti tutta.
Ernesto
20/07/09 22:16
esiste ancora qualcuno che crede che il nucleare sia la scelta?
Esiste ancora qualcuno che crede che il nucleare sia la scelta giusta? Pensavo oramai fossero rimasti in pochi ... Ma visto che tanto vi piace perchè non date un'occhiata alle tariffe energetiche del solo paese (dopo i altri stati perlopiù piuttosto arretrati) che crede ancora (ma non so per quanto) in questa problematica fonte energetica (la Francia)? Questa tanto decantata convegnenza mi pare non sia molto evidente per i cittadini e considerate i continui foraggiamenti economici che da il governo francese ogni anno e i problemi che sono stati creati e che pagheranno altri paesi. Non solo non ha senso il nucleare, ma prima di farlo da altre parti devono esserci garanzie e accordi internazionali. Chi paga tutti i controlli sulla radioattività che facciamo ogni giorno sulla merce entrante? Noi cittadini purtroppo. Questa scelta scellerata farà perdere molti voti al centrodestra.
21/07/09 15:05
In Francia costa circa la metà ! Poco differenza?
In Francia costa circa la metà ! Esattamente in Italia costa il 90% in più ! Questo perché in Italia usiamo molto il gas ... col FV e l'eolico sarà ben peggio (20 volte per il FV e 3-4 volte(+300%) per l'eolico). SOSTENIBILE ?
23/07/09 20:28
Dove collocare le centrali nucleari ?
Dove collocare le centrali nucleari ? Le centrali elettronucleari sono di interesse nazionale … ma soprattutto di interesse locale, come spesso viene detto “sono di interesse del territorio”. Gli amministratori locali, che sapranno definire una vera "Politica del Territorio" affiancheranno misure di sviluppo: del turismo e dei servizi, del turismo e dell’agricoltura, del turismo e dell’industria agro-alimentare e del turismo e dell’energia, perché l'energia serve anche al turismo. Produrre energia, con fonti eco-compatibili, è la migliore attività industriale possibile: _ produce lavoro qualificato e ben retribuito _ produce ingenti redditi fiscali _ produce energia a basso costo (se idro-nucleare) per il consumo locale _ NON inquina ne deturpa il paesaggio. Poco ? :-)
Stan
29/07/09 16:11
nucleare!
E' come aver chiesto all'oste se il vino fa male!! L'alcool? Un falso problema!! Ma perchè un giornale che sembrerebbe serio non può fare un'intervista un pò più equilibrata....
Pascal
31/10/09 13:58
Prendere l'esempio sulla
Prendere l'esempio sulla francia è un non senso. Spero che l'energia costerà anche il doppio, o di più, così smetteremo di accendere tutte le luci di casa, di guardare questa merda di televisione, di andare in giro con la macchina allorché abbiamo due gambe, ecc. Questo paese sta per andare verso il peggio.
Pascal
31/10/09 13:59
Prendere l'esempio sulla
Prendere l'esempio sulla francia è un non senso. Spero che l'energia costerà anche il doppio, o di più, così smetteremo di accendere tutte le luci di casa, di guardare questa merda di televisione, di andare in giro con la macchina allorché abbiamo due gambe, ecc. Questo paese sta per andare verso il peggio.
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