Ha tenuto in ansia gli organizzatori delle Olimpiadi più della minaccia terroristica, almeno fino ad oggi (e incrociamo le dita). E ha rischiato di offuscare - letteralmente - l'immagine della Cina più del Tibet. Ma, alla fine, il temutissimo smog non ha infierito sul cielo di Pechino, salvando così l'onore, la visibilità e la regolarità dei Giochi. Al punto che ieri il dipartimento per la protezione ambientale di Pechino ha trionfalmente annunciato che "l'aria respirata in questi giorni in città è la migliore delle ultime 10 estati".
Secondo i dati ufficiali, passati anche al vaglio del Cio, ad agosto gli standard climatici sono stati in linea con quelli richiesti per ospitare le Olimpiadi. Il direttore del già citato dipartimento, Du Shaozhong, è stato molto dettagliato nella sua analisi. "Dall'1 al 18 agosto - ha detto - abbiamo avuto 9 giorni con qualità dell'aria di grado I e altrettanti di grado II". Secondo il sistema di monitoraggio adottato in Cina, grado I significa "aria eccellente", con un tasso di inquinamento da 0 a 50, mentre grado II indica un'aria "sostanzialmente buona", con un livello di inquinamento inferiore a 100.
Indubbiamente un successo per Pechino, che nelle ultime settimane ha introdotto anche misure draconiane (chiusura su larga scala delle fabbriche, targhe alterne applicate - sul serio - a due milioni di auto) ma che, dal 1998 a oggi, ha anche speso 20 miliardi e mezzo di dollari in oltre 200 progetti per ridurre l'inquinamento dell'aria.

