Venerdì 10 Febbraio 2012
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Università in rivolta/1

A Pisa l'occupazione è tutta una farsa

24 Ottobre 2008

Come vi immaginate che possa essere una città universitaria come Pisa a tre ore da una “grande manifestazione studentesca”? Forse l’immagine più congeniale è l’idea di una città piena di persone, soprattutto giovani, pronti a scendere in piazza con gli striscioni e a gridare nei megafoni. Ma in effetti non è così: questa mattina a Pisa regnava la calma più totale, perché gli studenti erano e volevano essere a lezione.

Il gruppo studentesco Sinistra Per, insieme alle organizzazioni sindacali, ha indetto una manifestazione cittadina, che parte questo pomeriggio alle 15.00 da Piazza S. Antonio. Ogni consiglio di facoltà ha valutato liberamente se sospendere o meno l’attività didattica, per permettere a docenti e studenti di andare a manifestare. Scienze politiche, Giurisprudenza, Lettere, Storia e Filosofia, Scienze ed Ingegneria hanno annunciato la sospensione delle lezioni pomeridiane. Uno stratagemma davvero geniale, per alzare l’adesione alla manifestazione! Gli studenti si trovano a Pisa per seguire le lezioni della mattina, e dal momento che nel pomeriggio non sanno cosa fare, sono invogliati ad andare al corteo. Ciò lo dimostra le parole di una studentessa di giurisprudenza: “Dobbiamo manifestare per tutto quello che sta succedendo. Tanto non ho niente da fare, hanno sospeso pure le lezioni”. Qui nessuno sembra capire esattamente per quale motivo scendono in piazza: lo fanno e basta.

Ma che cosa ne sanno gli studenti di questa mobilitazione? E, soprattutto, quanto ci credono? Per rispondere basta passeggiare un po’ per le vie di Pisa. I ritmi della città questa mattina sono gli stessi di sempre: sobri e sonnacchiosi, proprio come gli studenti che normalmente vengono a lezione. Pisa sembra un campo di battaglia abbandonato, più che un vero e proprio “terreno di guerra”, come l’hanno spesso definita gli studenti mobilitati. In giro si dice che l’ateneo è occupato da oltre quindici giorni e che la protesta durerà in oltranza. Ma si deve fare un buono sforzo di fantasia per poter credere a queste voci: sono davvero pochi gli studenti che si stanno mobilitando. E per capirlo basta contarli. Al “Polo Carmignani Occupato”, struttura di riferimento per chi aderisce alla sommossa, questa mattina sono in otto. Ma sperano che “al corteo di  partecipino 10.000 persone”, e aggiungono: “Se arriveremo a 5.000 manifestanti sarà un successo”. Molto più deludenti sono però le risposte  alla domanda: “Per cosa vi mobilitate esattamente?” Un giovane, prima di prendere la parola fa un tiro di sigaretta, stende i piedi sulla scrivania e si rifiuta palesemente di rispondere: “Io mi occupo della comunicazione, devo inviare email agli altri poli attivi, se vuoi delle informazioni precise devi chiedere a Marzia, ma questa mattina è rimasta a letto. La trovi oggi pomeriggio al corteo. – a aggiunge - Io ti potrei dare soltanto una visione generale della cosa”.

Anche Palazzo Ricci, sede della facoltà di Lettere, non ha l’aria di essere in sommossa. Le aule sono piene di studenti che prendono appunti: le lezioni procedono normalmente. Soltanto un ragazzo transita con uno striscione colorato con questo slogan: “Adesso picchiateci tutti”. E alla domanda sul perché di questa frase così ad effetto, spiega: “Le forze dell’ordine sono nelle mani del Governo, ma noi non temiamo nessuno”. E, a proposito di Governo, aggiunge: “Nonostante quello che ha detto il Premier , continueremo la nostra battaglia almeno fino a Natale!”. Ciò a dimostrazione di come gli studenti pisani non siano effettivamente organizzati e la sommossa sembri più uno stratagemma per prolungare le vacanze estive, prima degli appelli invernali, che sono nel bimestre gennaio – febbraio.

Intanto gli studenti contrari alla protesta, non tollerano il fatto che “il diritto allo studio venga confuso con una carnevalata” e deridono questa “inutile sommossa”, definendola davvero una “buffonata”, dato che gli occupanti “tornano a casa a dormire e chiudono le sedi nel weekend, invece di presidiare le università ventiquattro ore su ventiquattro”. Parlano di “mancanza di serietà”, da parte di chi si mobilita nell’ateneo: “Sono in pochi e vorrebbero sospendere la didattica ma non ci riescono perché la maggior parte di noi vuole seguire le lezioni tranquillamente”. In effetti la sospensione didattica potrebbe essere un valido strumento di protesta, ma un giovane a favore della sommossa spiega: “bloccare completamente la didattica farebbe scendere ulteriormente le adesini, dato che l’interesse è già calato rispetto ai primi giorni.” In effetti i primi giorni anche i professori sembravano molto più attivi. Dopo la riunione di ateneo, tenutasi mercoledì 22 ottobre, la decisione era quella di fare lezione per le strade. Questa mattina per le strade non c’era nessuno e anche i docenti che inizialmente avevano aderito all’iniziativa sono tornati comodamente nelle aule. Il motivo? “Se oggi non vedi nessuno a Pisa è perché piove, sono tutti in classe”, spiegano gli otto occupanti del Polo Camignani. Inoltre aggiungono: “Anche i professori mobilitati preferiscono continuare a fare lezione. Se sospendessero i corsi o si rifiutassero di tenerli perderebbero punti in graduatoria e il loro stipendio scenderebbe”.

 

Commenti
Anna Adamolo
30/12/08 00:02
si tratta di notizie false e
si tratta di notizie false e tendenziose... al pomeriggio alla manifestazione eravamo in 20mila. il polo carmignani occupato è stato frequentato per 2 mesi da assemblee mattine e serali di circa 1000 persone... roba che pisa non vedeva dal 1968. poi si è trasformato nel soggetto UNIVERSITA' 2.0 a cui tuttoggi collaborano studenti, precari della ricerca e tecnici amministrativi e docenti per un progetto di autoriforma.
Giorgio Carmignani
27/02/09 18:03
Solo che in manifestazione
Solo che in manifestazione c'erano 20000 persone è stata occupata la Sapienza e l'onda continua tutt'ora...sfigati fate ridere...soprattutto il fatto che gli occupanti tornano a dormire nel weekend..ahauhauhauh questa dichiarazione chi l'ha fatta?ahauhauhauhauhauhauhauhauhaua ma vi pagano pure per scrivere queste cose? ma chi è questa francesca burichetti?ahauhuahauhauhauhauhauhauhauhauhauhau
Jacob
21/11/10 18:10
Se la libertà di stampa
Se la libertà di stampa significa qualcosa, significa il diritto di dire alla gente ciò che non vuol sentirsi dire. (George Orwell) Dire invece quello che vorreste sentirvi dire è ossequiosa devozione allo stato delle cose. Solo un suggerimento. Il giornalismo non è interpretazione ma documentazione. Personalmente delle tue letture non mi interessa granchè, ma l'assurgersi a giornalista e relativa imparzialità per voi è un'autoelezione impropria e ridicola. Muri puliti, popoli muti.
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