Martedì 9 Febbraio 2010
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Unione di burocrati

A proposito di sprechi, nasce
la diplomazia europea

14 Novembre 2009

Immaginate un impenitente crapulone sovrappeso abituato a mettere a repentaglio la propria salute con frequenti mangiate pantagrueliche, che al medico che gli prescrive una ferrea dieta risponde: “Ok, d’ora in poi mangerò e berrò solo ciò che mi ha prescritto… in aggiunta a tutto il resto, ovviamente!”Immaginate poi un incorreggibile donnaiolo con una dozzina di fidanzate che decide di mettere la testa a posto dicendo: “Questo stile di vita è insostenibile, ora faccio la persona seria, prendo moglie… tenendomi anche le dodici amanti, naturalmente”.

Il comportamento suicida del primo caso e libertino del secondo è esattamente quello che l’Unione Europea si appresta ad intraprendere con l’istituzione di un servizio diplomatico comune. Il che sarebbe, in teoria, una gran bella cosa. A che serve, infatti, che a Roma ci siano ventisei ambasciate di altrettanti Paesi dell’Unione (ci sarà un motivo, se l’hanno chiamata “Unione”) Europea? E a cosa serve che l’Italia abbia ventisei ambasciate in altrettanti Paesi comunitari? Solo ed esclusivamente a sprecare il denaro pubblico mantenendo in vita strutture inutili e assurdi privilegi di altri tempi.

Pertanto ben venga un servizio diplomatico europeo unico, ma la UE sta per crearlo nel modo peggiore. Il Trattato di Lisbona di imminente entrata in vigore prevede che alle dipendenze del ministro degli Esteri nonché vice presidente della Commissione europea agisca il SEAE (Servizio europeo per l’azione esterna). Come verrà creato questo nuovo ente? Forse unificando (e snellendo alquanto, sottoponendole a sacrosanta cura dimagrante) le corpulente diplomazie già esistenti? No. Forse sulla base della già operante rete di 129 delegazioni europee attive in ogni dove? Nemmeno. Si manterranno in piedi sia le une che le altre. Anzi: le altre verranno potenziate e ampliate anche con il concorso delle une, che saranno “costrette” anch’esse, di conseguenza, ad ampliarsi. Risultato: gli sprechi odierni non solo verranno mantenuti, ma saranno addirittura scientificamente e volutamente ingigantiti. Alla faccia della crisi.

Ecco come funzioneranno le cose. La nuova “diplomazia europea” sorgerà sulla base (ma non sulle ceneri) della fitta rete di Delegazioni della Commissione europea. La prima Delegazione in ordine di tempo fu istituita a Londra da parte della CECA negli anni ’50, poi la cosa fu ritenuta utile e dilettevole e oggi, di delegazioni simili, ce ne sono già 123 in “Paesi terzi” (compresi quelli della UE) e altre sei presso organismi internazionali (OCSE, OSCE, WTO, ONU, Unione Africana e FAO), senza contare gli undici uffici dei Rappresentanti speciali della UE in particolari aree (Afghanistan, Grandi Laghi africani, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Macedonia, Moldova, Medio Oriente, Caucaso meridionale, Asia Centrale, Sudan e Birmania), per un totale di oltre cinquemila funzionari. Ogni delegazione ha lo status di missione diplomatica in ossequio alla Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche e ciascun capo delegazione ha il rango di ambasciatore. Non ci sarebbe nulla di male se il nuovo corpo diplomatico europeo nascesse basandosi su questa rete, ma gli sprechi risultano evidenti (e difficilmente giustificabili) nel momento in cui si dichiara che questo servizio comune non sostituirà i 27 servizi diplomatici nazionali già esistenti. Al contrario, le diplomazie nazionali saranno invitate a distaccare presso le nuove strutture europee un certo numero di funzionari, con la conseguente creazione di posti aggiuntivi.

Ecco dunque che a Roma le già inutili 27 ambasciate dei Paesi comunitari, lungi dallo sparire, verranno affiancate da una ventottesima ambasciata, quella dell’Unione Europea in Italia (ve li immaginate gli Stati Uniti d’America che istituiscono ambasciate americane nel Missouri, nel Wisconsin o nel Montana?) E la medesima assurda duplicazione avverrà in tutte le altre capitali europee e non europee. Evidentemente non bastavano le 27 forze armate che continuano a difendere i 27 confini nazionali che non esistono più. Non bastavano i dispendiosi giri di valzer delle presidenze semestrali (a proposito: lo sapevate che l’assurdo rituale delle presidenze semestrali continuerà anche dopo il mese di gennaio 2010, quando avremo il Presidente europeo “permanente”?). Non bastavano le 27 lingue ufficiali che fanno impazzire il servizio traduzioni, provocano immense perdite di tempo e causano l’abbattimento di intere foreste per ricavare le montagne di carta necessarie a stampare in 27 lingue ogni minimo documento europeo. Non bastava tutto questo, ora avremo anche la diplomazia europea “unica”. O meglio la ventottesima.

E non è finita qui, perché questo nuovo servizio diplomatico europeo avrà bisogno di una apposita scuola in cui formare i nuovi diplomatici blu a stelle gialle. Verrà forse utilizzato uno dei 27 istituti diplomatici già esistenti, sopprimendo i rimanenti 26? Naturalmente no: verrà fondata ex novo un’Accademia diplomatica europea, la ventottesima.

Sembra proprio che non esista un solo settore in cui l’Europa sia capace di ottimizzare le risorse, risparmiando qualche euro. Anzi, un settore c’è: la produzione di Crocefissi.

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Commenti
Giulio
15/11/09 01:27
Io sarei meno severo
Io sarei meno severo verso la diplomazia europea. Trovo ragionevole che provvisoriamente, in un primo tempo, convivano le diplomazie nazionali e quella europea. In futuro quelle nazionali si atrofizzeranno fino a scomparire, e quella europea si rafforzerà e resterà l´unica. Non è uno scenario plausibile?
Alice
15/11/09 15:31
Solo sul suo blog
Bisogna leggere solo sul suo blog queste cose. Sempre molto interessanti e schietti i suoi articoli. Ma come si può fermare un simile spreco di denaro? L'Unione Europea mi sembra più una macchina mangia soldi che si genera da sola e un posto dove reciclare persone non gradite a fare attività sul territorio nazionale o per far fare gavetta ai nuovi entrati nello scenario politico, almeno mi è parso di capire che valga così per l'Italia. Lei cosa ne pensa?
G.Marizza
16/11/09 17:31
Imparate dai militari
Rispondendo a Giulio, devo dire che a questa soluzione credo poco, perché al mondo (e soprattutto in Italia) non c’è nulla di più definitivo del provvisorio. Mi sembra, invece, che l’ambiente diplomatico abbia qualcosa da imparare da quello militare. Intendiamoci: nemmeno i militari sono immuni dal vizio degli sprechi, ma quando si tratta di tirare la cinghia (cioè sempre) sanno ottimizzare le risorse. Gli esempi non mancano. Primo esempio. Nella NATO il Consiglio Atlantico, nella sessione permanente, è formato da 28 ambasciatori, uno per ciascun Paese alleato. Quando l’Europa, che abita a Bruxelles come la NATO, ha deciso di fare lo stesso inventando un organismo analogo, cioè il COPS, Comitato politico e di sicurezza (un organo che “esprime pareri sempre, soluzioni mai”, così è stato definito), i Paesi che sono membri di entrambe le organizzazioni non hanno impiegato gli ambasciatori già sul posto facendoli lavorare sia alla NATO che alla UE, ma hanno sfornato una serie aggiuntiva di diplomatici, ad incarico esclusivo europeo. E i militari, cosa hanno fatto? Eccoci al secondo esempio. Nella NATO esiste anche un Comitato militare costituito dai Capi di stato maggiore di tutti i Paesi membri. Anche la UE ha voluto il suo Comitato militare, ma i suoi Paesi non hanno partorito una serie aggiuntiva di Capi di stato maggiore, bensì hanno utilizzato gli unici che hanno, che pertanto fanno parte di entrambi i Comitati militari. Terzo esempio. Lo stesso Comitato militare NATO è costituito, nella sua versione permanente, da un Generale/Ammiraglio distaccato a Bruxelles, uno per ciascun Paese. Quando l’Europa ha inventato il proprio analogo organismo, ciascun Paese che appartiene sia alla NATO che alla UE ha impiegato i Generali/Ammiragli che già si trovavano a Bruxelles, che di conseguenza si devono scapicollare di continuo fra le due organizzazioni. Sempre col medesimo stipendio, ovviamente. Quarto esempio. Quando la UE ha voluto il suo European Security and Defence College, i militari non ne hanno costituito uno nuovo di sana pianta (come invece farà la diplomazia europea) ma hanno utilizzato le strutture già esistenti in gran quantità. In questo gigantesco “lascia o raddoppia”, insomma, i militari solitamente “lasciano”, mentre i diplomatici “raddoppiano”. Come mai?
G.Marizza
16/11/09 17:38
Gavetta d'oro
Rispondo ad Alice: probabilmente lei ha ragione, e come se tutto il resto non bastasse, la “gavetta” degli europarlamentari italiani è la meglio pagata al mondo.
gabriele
18/11/09 14:16
Europa,sprechi, crocifissi e dintorni!
a chiusura dell'impeccabile articolo del Generale Marizza mi permetto di aggiungere questa battuta: Via il crocifisso dalle scuole italiane. Secondo l'Europa sarebbero più rappresentativi i due ladroni.
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