Venerdì 10 Febbraio 2012
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La vignetta anti-Brunetta

A sinistra la chiamano satira ma noi non ci troviamo niente da ridere

30 Settembre 2008
vigne.jpg

Ma fa ridere questa roba qui? Domanda elementare da porsi dopo aver guardato la vignetta sul ministro Renato Brunetta apparsa su Emme, il settimanale satirico dell’Unità. E poi, altro interrogativo: ma questa roba qui chi fa ridere? Praticamente nessuno. Ma in fondo che lo scopo della vignetta non fosse certo quello di generare una risata lo spiega lo stesso vignettista Staino, che di Emme è il direttore.

Miscelare disagio dei precari, lotta ai fannulloni, disoccupati rimasti a casa e voglia di sparare ad un ministro aveva come obiettivo quello di esprimere “ disagio, indignazione e vaneggiamento folle e non certo condivisibile, che può provocare una strabordante polemica contro supposti fannulloni”. In fondo ci risiamo, dietro il comodo abili della satira si perpetua il volgare gioco degli attacchi frontali e dei richiami a dir poco subdoli. Chiariamo: se il nucleo della satira è soggettivo, se essa deve circolare liberamente dai libri, ai giornali, passando per piazze, circhi e libri, devono essere i suoi confini ad essere visibili, oggettivi e non valicabili con pistole in pugno. Questi confini a sinistra sono invece superati spesso e volentieri.

Breve accenno alla recente letteratura in materia. Prendete Sabina Guzzanti e tornano in mente i suoi “diavoloni frocissimi e attivissimi che aspettano Benedetto XVI all’inferno”, immagine diabolica urlata di fronte ad una delirante piazza Navona intenta ad idolatrare Travaglio e Di Pietro. E poi Luttazzi, che schiaffa Giuliano Ferrara oniricamente dentro una vasca da bagno per essere trattato come una latrina. Altri ricorderanno la vignetta de Il Manifesto in occasione del family day , “oggi sarà pieno di preti, dici che è meglio se lasciamo a casa i bambini?”. Sono lontani i tempi dell’ottavo Nano. L’immagine di oggi è un ragazzo che punta una pistola contro il Ministro, sparla in slang romano e in fondo fa capire la storia finirà con una pistolettata. Chapeau. La satira è sacrosanta, ma non si può negare che la vignetta contro ministro Brunetta sia piena di pericolose ambiguità. E pensare che proprio il ministro della Pubblica Amministrazione ha istituito di recente un concorso per premiare le migliori vignette a lui dedicate.

Nessun commento da parte del diretto interessato, a bacchettare il giornale di Concita De Gregorio ci pensa il portavoce del ministro, Vittorio Pezzuto, che chiede le immediate scuse da parte del quotidiano, “questa non è satira e ci auguriamo che sull'Unità in edicola domani si possano leggere non solo le scuse ma una chiara e completa dissociazione del contenuto di quella vignetta da parte del direttore”. Anche il presidente dei senatori della Pdl Maurizio Gasparri punta il dito contro il quotidiano rosso, “tutti dobbiamo accettare anche la più graffiante presa in giro. Io stesso ho più volte elogiato chi mi imita anche in maniera molto vistosa. Ma una pistola puntata, pur se in una vignetta, non è un bel gioco, soprattutto In un paese in cui violenza e terrorismo hanno una drammatica storia e forse radici non completamente recise, si scherzi su tutto, ma non con le armi e le pistole puntate”. Le scuse sono arrivate, più per diplomazia e convenzienza che non per convinzione. “La ciambella non è venuta con il buco, ce ne scusiamo con chi si è sentito offeso ma eravamo e siamo tutti in buona fede”, fa sapere Staino. Anche Concita De Gregorio si è associata alle scuse, non prima di aver fatto notare che Emme è un settimanale satirico e che “ l’evidenza del contesto non può generare nessun sospetto”.Insomma, caro ministro, ecco le scuse ma non prenderle troppo sul serio. E poi, si sono chiesti dentro la redazione de l’Unità, come mai tutte questo scandalizzarsi della destra? Proprio loro, che hanno sempre tollerato e giustificato le fucilate verbali di Bossi, se la prendono per una rivoltella disegnata. Sarà, ma se verba volant, vignetta manent.


 

Commenti
tacitus
30/09/08 06:13
Con la recessione alle
Con la recessione alle porte,per fare quadrare il bilancio,bisogna tagliare le spese inutili. Fra queste,il contributo pubblico ai quotidiani.
baloo
30/09/08 08:00
ma mettete almeno la
ma mettete almeno la vignetta leggibile. se dovete fare informazione fatela come il cristo comanda, razza di leccaculi.
Milano Calibro 9
30/09/08 09:01
Sono d'accordo con voi
Infatti non c'è niente da ridere... occhio, ministro, che uno l'hanno già appeso in Piazzale Loreto.
Gallo
30/09/08 09:49
VIGNETTA SATIRICA
GIORNALE SATIRICO "EMME" EMME STA PER MERDA
Anonimo58
30/09/08 09:53
A mio parere la vignetta non
A mio parere la vignetta non doveva "far ridere", ma pensare, nel bene o nel male. Cosa che senz'altro a molti risulta difficile. Si può condividere o meno un modo di esprimere le cose e la dimostrazione sta nelle ultime righe dell'articolo: le sparate di Bossi e compagni sono sempre state etichettate dai suoi compari come "goliardie", ma a me sembrano ben più gravi, visto che le fa un ministro e non un disegnatore satirico....
Dani
30/09/08 09:56
SATIRA
E' proprio vero: verba volant ma vignetta manent!!
Anonimo
30/09/08 10:01
mah
che vi frega della vignetta? il ministro c'è rimato male e voi gonfiate il olverone sperando in una gratifica? sapete quanti problemi ben più seri ci sono in italia? forse no...
G.
30/09/08 10:21
Soluzione?
E quindi? Eliminiamo dalla Costituzione la libertà di pensiero, di parola e di stampa? Forse non farà ridere, ma sicuramente è fuori dal coro di giornalisti mantenuti che pesano sulle p. degli italiani.
Anonimo
30/09/08 10:36
Sarà...
ma mi trovo in accordo con le parole della direttrice dell'Unità, solo perchè uno è un disegnatore sconosciuto e l'altro un politico trovo inusuale tutta questa differenza di trattamento...
Marco
30/09/08 11:33
se ......
siete dei malmostosi che non vi fa ridere niente non è mica colpa di nessuno, peggio per voi Marco
vanni
30/09/08 11:58
Fiele
A occhio chi si firma "baloo" è di sinistra: anche quelle due righe scritte da "baloo" sono satira? Ma perchè quando costoro parlano di altri vomitano bile insulti e volgarità?
George
30/09/08 12:02
Non è Luttazzi che ha
Non è Luttazzi che ha schiaffato Ferrara nella vasca da bagno. è Ferrara stesso che, appoggindo l'orrida guerra in Iraq -con quello che ne è conseguito (vedi ad esempio Abu Ghraib)-, ad essersi tuffato nel merdaio creato da Bush Blair e Berlusconi. Luttazzi l'ha solo ricordato.
kelly
30/09/08 12:29
satira, satira...
la sapete quella della vedova di Veltroni che va al funerale di D'alema? no? neanch'io, ma di certo è un bell'inizio..... e magari gli ha sparato giusto giusto il precario della vignetta ( leggibilissima se si ha quel grammo di cervello che permette di capire di cliccare sull'articolo invece di volerla leggere dall'anteprima) stufo di essere preso per i fondelli dai soloni sinistri. e non permettetevi di replicare, se no siete "malmostosi" pure voi.
Frank
30/09/08 12:52
I commenti dei "signori" di
I commenti dei "signori" di sinistra dimostrano con che razza di gente si ha a che fare: trogloditi che rivendicano il diritto di parola ma non sanno usarlo per dire almeno qualcosa di sensato. A parti invertite (come sempre) si sarebbe invocato l'intervento degli amati Pubblici Ministeri che solerti servitori avrebbero dispensato incriminazioni. Giusto per i sinistrorsi più smemorati chiedere al sig. D'Alema cosa ha fatto per una ben più "banale" vignetta.
Omacatl
30/09/08 14:04
Ma cosa c'entra la libertà
Ma cosa c'entra la libertà di pensiero e di parola.. in questa vignetta è mancato il buon gusto!!
Grisostomo
30/09/08 14:20
Assassini
Ma perchè non la diciamo tutta fino in fondo? La sinistra concepisce l'assassinio come un mezzo politico fungibile, utilizzabile insieme o al posto di altri mezzi. Hanno sempre la riserva che se uno gli dà proprio fastidio, l'assassinio è un mezzo e per regolare i conti e per mettere a tacere una voce. Non hanno fatto così con Tarantelli? Con D'Antona? Con Biagi? Ma a noi tocca solo di starli a sentire e di non poterli mai definire neanche per quello che sono? Come la definireste la posizione di un cialtrone come Epifani, nemico dei lavoratori, che li danneggia concordando posizioni fasulle col suo padrone politico, sconfitto su tutto ed isolato anche nel suo mondo sindacale, che si mette a sbraitare sulla scuola e sui contratti? Sono violenti, sono incapaci di ascoltare le voci ed il pensiero di quelli che non la pensano come loro. E se uno passa certi limiti è sicuro che cercheranno di ammazzarlo. Oggi è uscita sul manifesto un'altra vignetta, questa volta di Vauro, perfettamente in linea con quella di ieri sull'Unità. Istigazione all'omicidio. Finchè non ci libereremo di questa sinistra gaglioffa e delinquente, violenta, sanguinaria, non faremo un passo in avanti. E dobbiamo cominciare noi: dobbiamo chiamarli col loro nome e trattarli per quello che sono. Ignoranti e violenti.
tacitus
30/09/08 15:00
Coloro che pendono a
Coloro che pendono a sinistra sono organicamente sprovvisti di un elemento che si chiama sense of humor.Il loro "umorismo" è greve, truculento e volgare.La vignetta ne è un esempio.E' dimostrato poi, che simili esternazioni pazzoidi trovano sempre il mentecatto pronto all'emulazione: lo prova il lettore che preconizza altre appensioni a testa in giù.
Anonimo
30/09/08 15:09
buon uomo
Ma non ho capito la battuta, io rido spesso e volentieri, pure Crozza me fa ride...ma un fumetto in cui una persona disoccupata fa una strage in un ufficio, mi ricorda piu' che altro il Massacro della Columbine High School...o quello in Finladia della settimana scorsa... Facciamo finta che le riforme centrino qualcosa: Brunetta vuol madare a casa chi scalda le poltrone e toglie il posto a chi vuole lavorare e si vede schiacciato da clientarismi.
jan kantos
30/09/08 16:27
IL SOLITO GIOCHETTO
Eccoli qui i "satirici" rossi a riproporre lo stesso lurido ed intellettualmente disonestissimo giochetto: spariamo una bella porcata e poi, se qualcuno obietta qualcosa, cominciamo a strillare come ochette ubriache del campidoglio della cialtroneria sulla libertà violata, l'art.21, il fascismo alle porte e bla bla blah. Nessuno vi nega di il diritto di rotolarvi nella vostra merda psudosatirica e paradobrigatista (tanto le barricate in piazza le fate fare sempre agli altri) ma io rivendico il diritto di dire che fate un pò schifo.
Marco
30/09/08 18:02
Pochi semplici punti
...alcune precisazioni di sinistra di cui non frega niente a nessuno. 1 - Si può discutere quanto si vuole sulla comicità di una vignetta, ma quando si cominciano a porre limiti a ciò di cui la satira si può occupare, si uccide la satira stessa: si elimina quella forza dissacratrice e rivoluzionaria che caratterizza la satira, che o è eccessiva o non è. 2 - I presunti attacchi all'oggetto della satira non sono altro che l'essenza della satira stessa, che si definisce come una forma di comicità che esprime un guidizio, che ovviamente è il giudizio dell'autore stesso. Non si può pretendere una satira che non esprima giudizi, altrimenti si ha solo qualunquismo, non si fa altro che dire "è tutto un magna magna". 3 - Gasparri che dice di elogiare chi lo imita, confonde la satira con lo sfottò. Lo sfottò si concentra sui difetti fisici, sulle piccolezze, lo sfottò è Fiorello che imita La Russa: quella non è satira, dietro l'imitazione non c'è nulla, non si esprime un pensiero ma si fa una semplice caricatura. La satira, che esprime un giudizio, ovviamente negativo (mai vista una satira positiva) può e deve essere accettata , ma è difficile che venga apprezzata dalla sua "vittima", a meno che non ne condivida la critica. 4 - Quanto alle pericolose ambiguità, va sottolineata l'ipocrisia di chi non condanna l'incitamento (serio) all'uso delle armi da parte di un ministro, ma invece urla contro una vignetta (scherzosa) in un contesto chiaramente paradossale e satirico. Io non ho mai visto una vignetta bruciare campi rom, o violentare bambini, o bombardare civili inermi, ma spesso è la vignetta ad essere stigmatizzata, e non i fatti che essa denuncia.
Marco
30/09/08 18:07
Pochi semplici punti
...alcune precisazioni di sinistra di cui non frega niente a nessuno. 1 - Si può discutere quanto si vuole sulla comicità di una vignetta, ma quando si cominciano a porre limiti a ciò di cui la satira si può occupare, si uccide la satira stessa: si elimina quella forza dissacratrice e rivoluzionaria che caratterizza la satira, che o è eccessiva o non è. 2 - I presunti attacchi all'oggetto della satira non sono altro che l'essenza della satira stessa, che si definisce come una forma di comicità che esprime un guidizio, che ovviamente è il giudizio dell'autore stesso. Non si può pretendere una satira che non esprima giudizi, altrimenti si ha solo qualunquismo, non si fa altro che dire "è tutto un magna magna". 3 - Gasparri che dice di elogiare chi lo imita, confonde la satira con lo sfottò. Lo sfottò si concentra sui difetti fisici, sulle piccolezze, lo sfottò è Fiorello che imita La Russa: quella non è satira, dietro l'imitazione non c'è nulla, non si esprime un pensiero ma si fa una semplice caricatura. La satira, che esprime un giudizio, ovviamente negativo (mai vista una satira positiva) può e deve essere accettata , ma è difficile che venga apprezzata dalla sua "vittima", a meno che non ne condivida la critica. 4 - Quanto alle pericolose ambiguità, va sottolineata l'ipocrisia di chi non condanna l'incitamento (serio) all'uso delle armi da parte di un ministro, ma invece urla contro una vignetta (scherzosa) in un contesto chiaramente paradossale e satirico. Io non ho mai visto una vignetta bruciare campi rom, o violentare bambini, o bombardare civili inermi, ma spesso è la vignetta ad essere stigmatizzata, e non i fatti che essa denuncia.
G.
01/10/08 08:24
mi pareva strano che i
mi pareva strano che i lobotomizzati mediaset non si fossero ancora fatti sentire... Voi la libertà di parola non sapete neanche cos'è, perchè c'è altra gente che parla e pensa per voi. Per questo vi sembra una c....ta inutile. Beeeeeee!
La Verità
01/10/08 10:11
Eccoli che si ergono a difesa della libertà di pensiero...
Eccoli che si ergono a difesa della libertà di pensiero, ora. L'altro giorno invece, quando a Colonia, una banda di sinistri violenti ha impedito a Borghezio di esprimere liberamente il proprio pensiero, come hanno taciuto, se non acconsentito. E' chiaro il valore ed il peso morale di certe posizioni, direi.
01/10/08 10:49
Beh la soluzione a mio
Beh la soluzione a mio avviso è piuttosto semplice. Se il dott. Brunetta ritiene che la satira utilizzata dall'Unità sia offensiva ed eccessivamente provocatoria proceda nei confronti dell'autore e del giornale. Loro non hanno nessuna immunità che possa proteggerli e il Ministro ha tutti gli strumenti per avere giustizia (se è giusto che c'è l'abbia, quindi non entro nel merito del buon gusto o della satira della vignetta in esame). Di sicuro non serve una legge che limiti la libertà di espressione (di cui la satira è un allegato). Se la satira sfocia in diffamazione e istigazione a delinquere vi sono gli strumenti adatti per agire in giudizio. Il resto: chiacchiere fritte!
kelly
02/10/08 20:47
mi fate una pena...
che fatica che fate, brava gente, ad inventarvi scuse per difendere una porcata di cattivo gusto come questa. se fosse stata indirizzata a d'alema, e pubblicata su Il Giornale, la polemica sulle vignette fasciste campeggerebbe ancora sulle prime pagine dei quotidiani e voi sareste lì a tracciarvi le vesti, gridando alla dittatura, e denuciando che i servi di berlusconi stanno invitando ad uccidere un difensore della democrazia. e se qualcuno dissente, allora è un "lobotomozzato di mediaset" ovviamente... BRAVI, continuate pure a trinciare giudizi e a lanciare insulti contro chi non è uscito dallo stesso stampino vostro. per fortuna, cari miei, lo stampo pare essersi rotto, e vi state riducendo di numero
03/10/08 14:44
GPG: l'esercito dei lavoratori
Sono un cittadino italiano, lavoro nel settore della vigilanza Privata e sono un precario con contratto a tempo determinato di mesi 6. La legislazione mi indica come una Guardia Particolare Giurata, professione complessa e rischiosa, maltrattata dalla sinistra che si rifà alla ideologia comunista, poiché ritenuta la fonte di un possibile ricorso vichiano di quella storia che vide un partito-sindacato fornirsi di un proprio esercito collaterale a quello statale. Ebbene signori, non siamo un esercito. Vorremmo ottenere almeno la dignità del titolo di polizia privata, ma ci negano addirittura 'appellativo di comparto della sicurezza privata. Secondo lo stato italiano, la sicurezza privata non esiste. Altro retaggio comunista avverso alla proprietà privata, alla sicurezza privata ed alla tutela dell'una come dell'altra forma di essenza privativa. Ho incontrato casualmente (e con dispiacere) una vignetta satirica dell'organo ufficiale di quello che dovrebbe essere il residuo social-comunista presente nel nosro paese: L'Unità (supplemento settimanale Emme all'indirizzo web: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79466). Ingiustificato è l'attacco ad un ministro della repubblica italiana che tenta faticosamente di raddrizzare le storture che decine di anni di sindacalismo fannullone a tutela di fannulloni hanno prodotto nel nostro amato-odiato e malridotto paese. Perchè vedano, cari signori, una GPG non è un fannullone dipendente di un sindacato, del più grande datore di lavoro d'Europa (la scuola italiana con i suoi complessivi 1.500.000 addetti produce il più baso livello di formazione occidentale) o dell'Alitalia, e per questi motivi, non andrebbe accumunato a tali ambiti e cotanti personaggi. Certo, le GPG hanno un inquadramento normativo non adeguato ai tempi ed impreciso, un riconoscimento economico ridicolo (se si guarda a 50.000 lavoratori armati aggrediti quotidianamente perchè indossano una divisa da "incaricato di pubblico servizio") e che guardano con favore e notevole speranza ai venti di novità che tirano con il governo che vede fra i suoi ministri lo stimatissimo On. Brunetta. Mentre il governo che vide i comunisti fra i suoi ministri, nulla fece di tutto questo per noi. E del tonfo provocato dalla caduta del governo Prodi, ancora riecheggiano le strade e le piazze d'Italia (grazie a Dio, per chi ci crede). Con la presente lettera Vi prego quindi di evitare di abusare delle difficoltà di una categoria sociale e professionale come quella delle guardie giurate, specie se diretta ad aggredire un ministro dell'unico governo che sembra dimostrare attenzione e sensibilità per i problemi seri e gravi di codesta categoria. Le emozioni che mi riportano la Vostra vignetta e la Vostra quotidiana prassi di azione politico-informativa, non sono certamente positive e Vi garantisco che non è con queste bergeraccate che troverete facile nutrimento nella categoria delle GPG, salvo tutelare le facili e rapide carriere dei sindacalisti ivi presenti e di coloro che non hanno alcuna voglia di lavorare, procurando un grave danno ed una insicurezza rischiosa in un ambito professionale all'interno del quale il cameratismo e la totale fiducia nel collega, rappresentano irrinunciabili capacità personali e professionali. Eppure, un certo modo di vedere le cose, un certo stile di vita, una certa ideologia che ne comprende l'insieme, è stata sconfitta dalla storia della civiltà umana. Eppure, della ideologia comunista, qualcosa sopravvive, vedo. E leggo. Sarà per questo che attraverso tecniche normative si provvede alla non rappresentatività dei partiti minori nel Parlamento Italiano? Sarà per questo che la medesima tecnica verrà applicata alle elezioni europee? Ed è così, in questo becero modo che vorreste concorrere all'agone politico italiano? Quale miglioramento generale dovrebbero attendersi gli italiani da siffatte ingiustificate storture e violenze quali quelle della vignetta in oggetto? Forse quel miglioramento generale cui i sigg. Bassolino e Jervolino hanno voluto destinare alla popolazione napoletana? Una monnezzata, insomma. Ma che bravi. Complimenti. Gustavo Gesualdo Guardia Particolare Giurata Varese Italia
ermanno
06/10/08 21:19
commento su vignetta satirica contro brunetta
Sarebbe interessante pubblicare una simile vignetta satirica contro l'arroganza di certa sinistra. Per il personaggio da prendere di mira c'è l'imbarazzo della scelta e dopo ci possiamo piegare dalle risate sentendo i commenti scandalizzati dei soliti tromboni
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