Giovedì 9 Febbraio 2012
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Libertà di Espressione

Vietato criticare i turchi di Berlino: condanna per Thilo Sarrazin

24 Ottobre 2009

Nell’Europa di oggi, condurre la propria vita circondati da guardie del corpo è diventato normale per persone come Greet Wilders, il politico olandese che critica l’islamizzazione della sua terra d’origine, e Kurt Westergaard, il vignettista autore della famosa vignetta sul Profeta Maometto. Ora anche il tedesco Thilo Sarrazin, funzionario della Bundesbank, è entrato a far parte del gruppo. (Hudsonny)

Thilo Sarrazin, uno dei membri del consiglio direttivo della Bundesbank che in una recente intervista ha criticato gli immigrati turchi e arabi, è stato punito dal suo datore di lavoro ed ora rischia di perdere il posto. 

Oltre a ricevere minacce dagli estremisti islamici, potrebbe anche essere condotto davanti ad un tribunale dalle autorità della Germania con l’accusa di “incitamento all'odio razziale”. Per molti tedeschi, tuttavia, Sarrazin, che fino allo scorso maggio è stato Ministro delle Finanze nel governo regionale di Berlino per il Partito Social-Democratico (SPD), è un eroe. 

La scorsa settimana, Axel Weber, presidente della Bundesbank, che rappresenta in Germania l’equivalente della FED, ha avuto bisogno di guardie del corpo in una sua visita ufficiale a Istanbul. Generalmente, il capo della banca centrale della Germania non viaggia mai con guardie del corpo al seguito, ma da due settimane la vita alla Bundesbank non è più la stessa. Lettre International, una rivista culturale tedesca con base a Berlino, ha pubblicato un’intervista a Thilo Sarrazin in cui il banchiere criticava la mancanza di volontà da parte di turchi e arabi di inserirsi nella società tedesca. L’intervista ha suscitato l’ira di moltissimi immigrati e alcuni gruppi hanno accusato Sarrazin di sostenere “le posizioni razziste dell’estrema destra”. 

Il suo superiore Weber non vuole diventare l’obiettivo della rabbia dei musulmani. E così ha avanzato delle scuse nei confronti di tutti coloro che si siano sentiti offesi dai “commenti discriminatori” del funzionario della Bundesbank. In effetti, la Bundesbank ha emesso una dichiarazione ufficiale per prendere il più possibile le distanze da quella intervista. Ha inoltre provveduto a far retrocedere di grado Sarrazin, che ora rischia addirittura il licenziamento.

Nell’intervista di Lettre International, Sarrazin ha parlato della situazione economica e culturale della sua città, sostenendo che Berlino non è stata in grado di recuperare lo status e il prestigio che aveva prima della Seconda Guerra Mondiale. Persino la cifra dell’attuale popolazione tedesca si ferma a 3.2 milioni di unità, mentre prima della guerra si attestava a ben 4 milioni. Sarrazin ha sostenuto che le dinamiche interne di Berlino si sono interrotte quando la città ha perso i suoi ebrei: l’elite ebraica è stata estromessa e sostituita dalla "sottoclasse" di turchi e arabi. 

“L’enorme perdita di ebrei non potrà mai essere compensata”, secondo Sarrazin. “Il 30% di fisici e avvocati e l’80% di tutti i registi teatrali a Berlino nel 1933 erano di origine ebraica. Anche le attività bancarie e commerciali erano in larga misura nelle mani degli ebrei. Tutto questo è finito: si è trattato anche di una considerevole perdita dal punto di vista intellettuale. Lo sterminio e l’espulsione degli ebrei nei paesi di lingua tedesca ha colpito per il 60-70% Berlino e Vienna”. 

Sarrazin ha sostenuto che durante la Guerra Fredda tante persone dinamiche e ambiziose hanno lasciato Berlino-Ovest quando i sussidi erano molto alti, mentre attivisti di sinistra ed emarginati hanno preso il loro posto. Nel frattempo in città si è introdotta una sottoclasse di turchi e arabi, che per la maggior parte vive con i sussidi del governo, senza fornire alcun contributo economico. 

“A Berlino, più che in ogni altra città, esiste il problema di una sottoclasse che non prende parte al normale ciclo economico. Qui molti turchi e arabi, il cui numero è cresciuto sempre più a causa di scelte politiche sbagliate, non hanno alcuna funzione produttiva se non quella di vendere frutta e verdura”, ha aggiunto Sarrazin. La condizione della sua città lo rende molto amareggiato. E così inveisce contro quelle che ha definito politiche che si sono rivelate “troppo plebee” invece che elitiste. “Chiunque possa apportare un contributo e battersi per qualcosa insieme a noi, è il benvenuto. Gli altri possono anche andarsene altrove”, ha dichiarato a Lettre International. I turchi, tuttavia, “stanno conquistando la Germania nello stesso modo in cui i kosovari hanno conquistato il Kosovo: attraverso il loro alto tasso di natalità. […] Io non intendo riconoscere nessuno che vive al di fuori dello stato, rifiuta questo paese, non cura in modo adeguato l’educazione dei propri figli e continua a tenere le giovani ragazze avvolte in un velo”. 

Dal momento in cui l’intervista è stata pubblicata, Sarrazin ha ricevuto diverse minacce da parte degli islamisti. L’SPD ha avviato una procedura per estrometterlo dalle proprie fila. Inoltre è stato criticato anche dal Consiglio Centrale degli Ebrei della Germania, il cui Segretario Generale Stephan Kramer ha paragonato i commenti espressi da Sarrazin sugli immigrati turchi e arabi alle “opinioni di Goring, Goebbels ed Hitler”. Il Procuratore di Berlino sta attualmente valutando la possibilità che Sarrazin venga accusato per il reato di “incitamento razziale”. 

Tuttavia, un sondaggio di opinione ha rilevato che il 51% dei tedeschi condivide le affermazioni di Sarrazin. I giornali a tendenza conservatrice, come il Die Welt, il Frankfurter Allgemeine Zeitung, e il Bild, ad alta tiratura, sono intervenuti in sua difesa, sostenendo che Sarrazin ha semplicemente esposto delle verità scomode. Personalità di rilievo della Germania, come l’ex Cancelliere Helmut Schmidt e gli scrittori Henryk Broder e Ralph Giordano, hanno anche espresso il proprio sostegno a favore del funzionario della Bundesbank. 

Helmut Schmidt, nonagenario ex leader SPD, ha dichiarato che la presenza di sette milioni di immigrati in Germania costituisce la prova “di un processo di sviluppo sbagliato, le cui responsabilità vanno attribuite alla classe politica (degli ultimi 15 anni)”. Sarebbe stato meglio, secondo quanto dichiarato da Schmidt al settimanale Focus, che a tutti coloro che si rifiutano di integrarsi nella società tedesca “non fosse stato permesso di entrare a farne parte”. E ha poi aggiunto che “l’ulteriore afflusso di gente dall’Anatolia Orientale e dall’Africa Nera non risolverà la questione [dell'anzianità della popolazione tedesca], ma creerà solamente un nuovo enorme problema”. 

Secondo quanto affermato da Ralph Giordano, l’analisi di Sarrazin "ha colto nel segno". Henryk Broder a sua volta ha sostenuto che “non si è persino spinto abbastanza lontano”. Dal momento che entrambi gli scrittori sono ebrei, il loro sostegno a Sarrazin li ha resi bersagli di numerose critiche da parte del Consiglio Centrale degli Ebrei della Germania, tanto che il segretario Kramer, in tono derisorio, li ha definiti entrambi “intellettuali ebrei”.  

Il 14 ottobre, Jasper von Altenbockum, un editorialista dell’autorevole Frankfurter Allgemeine Zeitung, ha scritto sul suo giornale che le osservazioni di Sarrazin, sincere e dirette, costituiscono la prova del suo grande “coraggio civile”. “Il coraggio civile è qualcosa di più del semplice coraggio. Rappresenta, infatti, anche un servizio allo stato, le cui norme legali e conquiste sociali meritano di essere difese”. Atlenbockum ha criticato coloro che accusano Sarrazin di agire in modo irresponsabile e insensato. “In una società civile non si può considerare insensato il fatto di rischiare la propria vita per difendere la società civile stessa, le sue libertà e la sua sicurezza. Quello che invece non ha realmente alcun senso è che la società civile punisca coloro che agiscono in tal modo”.

Nell’Europa di oggi, condurre la propria vita circondati da guardie del corpo è diventato normale per un gruppo di persone come Greet Wilders, un politico olandese che critica l’islamizzazione della sua terra d’origine, e come Kurt Westergaard, un vignettista autore di un disegno che rappresentava il Profeta Musulmano Maometto con una bomba nel suo turbante. Ora anche Thilo Sarrazin è entrato a far parte di quel gruppo.

© Hudsonny
Traduzione Benedetta Mangano    

Commenti
max
24/10/09 13:31
Si possono fare diverse
Si possono fare diverse considerazioni.La prima è che in Germania si sono(quasi)tutti bevuti il cervello,se anche le comunità ebraiche hanno quelle posizioni.La seconda che,come sempre,dire che il re è nudo desta scandalo.La terza che gli europei devono svegliarsi e costringere chi li rappresenta a cambiare o cominciare a farne a meno,visto che sono le classi dirigenti europee ad aver fatto questa grande svendita dell'identità europea.Sarebbe bene che qualcuno mettesse al lavoro un gruppo di economisti e sociologi,per fare un bilancio costi-benefici dell'immigrazione.In Italia già molti comuni spendono la maggior parte delle risorse per l'assistenza agli immigrati.Pensare che i finiani riflettano su tutto questo è illusorio,visto che in altri paesi succede anche di peggio.Ma Berlusconi se li vuol tenere,allora sarebbe bene fargli arrivare un segnale alle prossime elezioni.Un processo a Sarrazin sarebbe scandaloso,ma ormai eurabia è questa.Fino a che gli europei l'accettano.
Ritvan Shehi
24/10/09 16:34
Sociologo dilettante ai crauti
Beh, a mio immodesto:-) avviso, uno che non considera l’attività del fruttivendolo “parte del normale ciclo economico”, non solo dovrebbe essere cacciato a pedate dalla Bundesbank, ma dovrebbero ritirargli pure la laurea in Economia!:-). Dall’alto del suo – immagino lautamente retribuito – scranno il sig. Sarrazin probabilmente non riesce a concepire che forse anche i da lui tanto disprezzati “turchi&arabi” sognano per i loro figli un lavoro da medico, ingegnere, impiegato dello Stato et similia (magari banchiere no, per via del divieto di usura nel Corano: sarà questo a far ringhiare tanto contro di loro ‘O Sarrazino?:-)), invece di fruttarolo, ma c’è “qualcosa” che impedisce loro di coronare i loro sogni. E, visto che il sullodato banchiere si diverte nel tempo libero a fare il sociologo ai crauti, forse è meglio che lo mandino a farlo a tempo pieno: un posto da assistente sociale nei quartieri “turco-arabi” magari lo renderebbe edotto di certe barriere sociali “invisibili”( ma credo presenti anche nella civilissima Germania) che costringono un giovane immigrato “turco-arabo” di seconda/terza generazione a fare il fruttarolo nel negozio del padre, piuttosto che il medico, l’avvocato, l’ingegnere o l’impiegato dello Stato.
Ritvan Shehi
24/10/09 17:36
Storico dilettante ai wurstel
------(Sarrazin) ha dichiarato a Lettre International. I turchi, tuttavia, “stanno conquistando la Germania nello stesso modo in cui i kosovari hanno conquistato il Kosovo: attraverso il loro alto tasso di natalità”.------ Beh, il caro banchiere teutonico oltre a fare il sociologo ai crauti qui si mette a fare anche lo storico ai wurstel, ripetendo a pappagallo castronerie “made in Belgrado” (che nel Belpaese sono distribuite da legaioli e compagni filomiloseviciani). I sullodati dovrebbero sapere che: 1. Il Kosovo era abitato fin dalla preistoria dalla tribù illirica (gli Illiri sono antenati degli odierni albanesi) dei Dardani. 2. Nel VI-VII secolo d.C arrivarono dalle steppe i serbi e vi si insediarono. 3. Serbi e albanesi convissero più o meno pacificamente in quella terra per diversi secoli, come documentato anche da scritti conservati proprio nei monasteri serbi.4. Dopo la conquista ottomana del Kosovo, la maggioranza degli albanesi preferì convertirsi all’islam e restare nel proprio Paese, mentre la maggioranza dei serbi preferì fuggire via in Austria, dando ascolto a un prete austriaco. 5. Questa è la sequenza storica che ha modificato la demografia del Kosovo, non le str…te teutoniche/legaiole/compagnesche sulla presunta riproduzione a ritmi “coniglieschi” degli albanesi.
FuocoDiVesta
24/10/09 17:36
e ora la galera per Sarrazin?
Siamo di fronte ad una vera e propria invasione che porterà a snaturare nel giro di qualche decennio l'identità etno-culturale della nostra Europa, ma purtroppo ben pochi hanno il coraggio di opporsi, di guardare in faccia la realtà e di contrastare la cecità di una classe dirigente che in nome del pensiero unico politicamente corretto tenta di reprimere chiunque la pensi diversamente.
vanni
26/10/09 14:10
Razzismo e dhimmitudine
Per chiarirmi la questione chiedo: Thilo Sarrazin è un razzista e Axel Weber è un dhimmi?
Ritvan Shehi
26/10/09 15:18
Sociologo dilettante ai crauti
-----“A Berlino, più che in ogni altra città, esiste il problema di una sottoclasse che non prende parte al normale ciclo economico. Qui molti turchi e arabi, il cui numero è cresciuto sempre più a causa di scelte politiche sbagliate, non hanno alcuna funzione produttiva se non quella di vendere frutta e verdura”, ha aggiunto Sarrazin----- A mio immodesto:-) avviso, uno che non considera l’attività del fruttivendolo “parte del normale ciclo economico”, non solo dovrebbe essere cacciato a pedate dalla Bundesbank, ma dovrebbero ritirargli pure la laurea in Economia!:-). Dall’alto del suo – immagino lautamente retribuito – scranno il sig. Sarrazin probabilmente non riesce a concepire che forse anche i da lui tanto disprezzati “turchi&arabi” sognano per i loro figli un lavoro da medico, ingegnere, impiegato dello Stato et similia (magari banchiere no, per via del divieto di usura nel Corano: sarà questo a far ringhiare tanto contro di loro ‘O Sarrazino?:-)), invece di fruttarolo, ma c’è “qualcosa” che impedisce loro di coronare i loro sogni. E, visto che il sullodato banchiere si diverte nel tempo libero a fare il sociologo ai crauti, forse è meglio che lo mandino a farlo a tempo pieno: un posto da assistente sociale nei quartieri “turco-arabi” magari lo renderebbe edotto di certe barriere sociali “invisibili”( ma credo presenti anche nella civilissima Germania) che costringono un giovane “turco-arabo” a fare il fruttarolo nel negozio del padre, piuttosto che il medico, l’avvocato, l’ingegnere o l’impiegato dello Stato.
Anonimo
26/10/09 15:35
E' da bambini pensare al
E' da bambini pensare al rischio che corre la nostra identità europea (ne è mai esistita una?), la storia è fatta dai moti migratori, da che mondo è mondo!Forse gli statunitensi si lamentano per aver fondato la propria storia eliminando i nativi? Forse gli egiziani si dannano per non esser più come gli egizi? Ed i Greci si disperano per aver dimenticato Zeus e compagnia? Vi pare che in Sud America si compianga la cultura Maya o PreColombiana? Suvvia, siate seri! Cosa c'è che vi rode tanto nel pensare che tra un secolo l'Europa sarà a maggioranza musulmana?Cosa vi porta ad intristirvi per uno scenario storico del tutto equivalente a quelli che hanno determinato la storia dell'intera umanità? Sarà il futuro, punto e basta, come sempre nella storia dell'uomo...
Exar Kun
27/10/09 02:07
All'anonimo qui sotto
All'anonimo qui sotto faccio presente che gli attuali egiziani sono perlopiù di discendenza araba mentre i più diretti discendenti degli antichi egizi sono i cristiani copti (circa il 9-10% della popolazione), che in quanto non musulmani non se la passano poi tanto bene, loro forse si che si dannano l'anima pensando al loro glorioso passato confrontato all'attuale situazione... poi va beh sei sempre libero di compiacerti del fatto che l'Europa tra un secolo e forse meno sarà a maggioranza islamica finendo così per perdere la propria identità culturale cristiana ed occidentale... P.S. La storia più che i flussi migratori l'hanno fatta le guerre, le invasioni e le occupazioni, ricorda però che anche i popoli che alla fine hanno dovuto soccombere inizialmente si sono difesi.
Exar Kun
27/10/09 02:33
la scusa per eccellenza: "è colpa della società!"
Certo Ritvan, se la stragrande maggioranza degli arabi e turchi riesce a malapena a finire la scuola dell'obbligo, non frequenta nessuna università e al posto di divenire medico, avvocato o ingegnere finisce nel migliore dei casi a vendere frutta e verdura la colpa di chi può essere se non tutta della società? delle solite barriere invisibili e perchè no magari anche dei tedeschi cattivi e razzisti! P.S. Rileggi meglio ciò che ha detto Sarrazin, che secondo lui l’attività del fruttivendolo non faccia "parte del normale ciclo economico" è una deduzione tutta tua, Sarrazin ha detto che a non far parte del normale ciclo economico è una sottoclasse della popolazione di Berlino e ha poi aggiunto che lì molti turchi e arabi non hanno alcuna funzione produttiva se non quella di vendere frutta e verdura.
Exar Kun
27/10/09 02:35
la scusa per eccellenza: "è colpa della società!"
Certo Ritvan, se la stragrande maggioranza degli arabi e turchi riesce a malapena a finire la scuola dell'obbligo, non frequenta nessuna università e al posto di divenire medico, avvocato o ingegnere finisce nel migliore dei casi a vendere frutta e verdura la colpa di chi può essere se non tutta della società? delle solite barriere invisibili e perchè no magari anche dei tedeschi cattivi e razzisti! P.S. Rileggi meglio ciò che ha detto Sarrazin, che secondo lui l’attività del fruttivendolo non faccia "parte del normale ciclo economico" è una deduzione tutta tua, Sarrazin ha detto che a non far parte del normale ciclo economico è una sottoclasse della popolazione di Berlino e ha poi aggiunto che lì molti turchi e arabi non hanno alcuna funzione produttiva se non quella di vendere frutta e verdura.
Ritvan Shehi
29/10/09 14:36
Logica aristotelica applicata
Caro Exar, se la colpa non è delle barriere sociali allora vuol dire che turchi&arabi sono tutti affetti da masochismo congenito o appartengono a una sottospecie umana incapace di studiare e fare lavori intellettuali. Pertanto, fai un po’ te….P.S. Ti consiglio io di rileggerti meglio il discorso di Sarrazin, ma stavolta alla luce della logica aristotelica (sai, Aristotele, quel tale che sta alla radice delle nostre Radici Occidentali, mica un turco&arabo qualsiasi). Perché se ‘O Sarrazino fa un pippardone come quello incentrato esclusivamente su turchi&arabi, a meno che il suddetto non precisi che per “sottoclasse della popolazione di Berlino” intende, chessò, i pensionati:-) oppure immigrati provenienti da Venere o da Marte:-), il buon Aristotele ci suggerisce che sta parlando sempre e comunque dei soliti turchi&arabi, molti dei quali, però, fanno i fruttivendoli. In alternativa, potresti sempre ipotizzare che i giornalisti comunisti:-) abbiano riportato male le parole del Sarrazino…
luigi
01/11/09 19:55
Caro anonimo la prima cosa
Caro anonimo la prima cosa che m rattrista è sapere che milioni di persone in europa sono morte per dare un paese più libero a gente come tè, le civiltà che hai elencato non si sono mai affrancate dalla barbarie dei sacrifici umani non a caso i popoli latino americani guidati da bravi ragazzi come chavez predicano la scristianizzazione dei popoli , e vanno a braccio con mammut e compagnia la civiltà cristiana non sarà perfetta , ma certamente non può essere paragonata al sudan all'algeria a all'arabia saudita , mi fa senso la che ci sia gente come tè in italia sei un nemico , sei come un leone zoppo in un branco che viene sfamato ma quando deve difendere il branco si defila, meglio sfamarne un altro, fatti un giro in arabia dove un non islamico vale la metà per le assicurazioni . E stai attento agli incidenti ciao da luigi
Exar Kun
04/11/09 02:53
per ritvan
Quindi Ritvan queste barriere sociali non sai neppure quali siano, ne sostieni l’esistenza solo perché non trovi tesi alternative, ottimo... Comunque lungi da me sostenere che turchi ed arabi non siano in grado di studiare e svolgere professioni intellettuali, ma evidentemente ci sono dei problemi di integrazione se in Germania svolgono soprattutto i lavori più "umili", appurato questo non mi sembra il caso di dare per scontato che la causa di suddetti problemi sia come al solito tutta da imputare alla società che li ospita. Poi è inutile che tiri in ballo Aristotele, sicuramente Sarrazin quando parla di sottoclasse che non prende parte al normale ciclo economico si riferisce ai turchi ed arabi, ma direi soprattutto a quelli che non svolgono nessuna attività produttiva (e magari vivono, grazie ai sussidi di disoccupazione meglio di come vivevano in precedenza nel loro paese) e non ai fruttivendoli come hai inteso arbitrariamente tu e che secondo sarrazin svolgono comunque una funzione produttiva.
Giorgio
07/11/09 19:24
indiani e cinesi non hanno gli stessi problemi di turchi e arabi
@Ritvan: 1- che gli illiri siano gli antenati degli odierni albanesi è una tesi molto cara agli albanesi, ma piuttosto incerta e discutibile. 2 - Hai dimenticato di far presente le numerose migrazioni di albanesi che nel XVI e XVII secolo si trasferirono nel Kosovo a maggioranza slava. 3- E' vero che qualche serbo durante la dominazione ottomana abbandonò il Kosovo ma costoro non erano affatto la maggioranza. Poi chissà come mai in Germania altri immigrati come ad esempio i cinesi e gli indiani non hanno gli stessi problemi di disoccupazione e di abbandono scolastico di turchi ed arabi, tanto da avere in certe materie un rendimento superiore agli stessi tedeschi, e chissà come mai sempre per quanto riguarda i turchi e gli arabi, le ragazze hanno mediamente un rendimento scolastico nettamente superiore ai maschi, forse perchè si tende a tenerle il più possibile in casa al contrario dei maschietti che molto spesso passano le giornate fuori?
Ritvan Shehi
12/11/09 17:52
Per Giorgio
1. Che gli Illiri siano gli antenati degli odierni albanesi sarà anche discutibile, ci mancherebbe altro, oggigiorno tutto è diventato discutibile. Però, se non vogliamo fare discussioni da bar sport, lei è gentilmente pregato di segnalarci da dove e quando gli albanesi si sarebbero a suo tempo trasferiti armi e bagagli – tipo serbi &co - in terra illirica, perché non v’è traccia di tale esodo biblico in alcuna cronaca romana o bizantina. Fino ad allora, l’unica tesi logica e plausibile – corredata anche da archeologia, linguistica e altra roba che le risparmio - resta quella della discendenza degli albanesi dagli antichi Illiri. 2-3. Beh, se lei parla di “qualche serbo” andato via dal Kosovo e, invece, di “numerose migrazioni” di albanesi in Kosovo, ne avrà certo le prove scritte, come quelle della misteriosa comparsa degli albanesi in terra illirica di cui al punto 1, immagino. Pertanto, è sempre gentilmente pregato di riportarcele. 4. Esclusa d’ufficio l’ipotesi di una supremazia razziale innata di cinesi&indiani su turchi&arabi (ma su questo vorrei la sua preg.ma conferma) non sarà per caso merito di confucianesimo e induismo se cinesi e indiani non hanno i problemi dei turchi&arabi in Germania?:-). Scherzi a parte, se dalla Turchia arrivano in Germania un paio di milioni di contadini analfabeti, mentre dalla Cina e dall’India solo qualche migliaio di laureati e periti informatici, qualche differenza nelle statistiche di prospettive lavorative ci sarà per forza.
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