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Mulini a vento

Se la sanità Usa piace tanto perché non la importiamo anche in Italia?

24 Marzo 2010

Diciamo la verità la riforma obamiana della sanità americana da un lato ci lascia più di una perplessità ma dall’altro ci determina un qualche entusiasmo e a fianco un senso di invidia. Le perplessità nascono dal fatto che, a nostro avviso, tutta la campagna di Obama sulla riforma sanitaria è stata costruita ad arte forzando la lettura della realtà e toccando tasti socialmente sensibili. Insomma è stata una grande campagna pubblicitaria.

In realtà, nonostante le superficiali letture di noi europei (e soprattutto di noi italiani), non è affatto vero che gli Stati Uniti (la prima potenza economica del pianeta!) abbiano un sistema sanitario che abbandona a se stessi 40 milioni di cittadini, lasciati senza cure, espulsi da un mercato selvaggio e assassino. E’ vero piuttosto che gli USA hanno il miglior sanitario del mondo che è tale proprio perché affidato alla libera iniziativa economica dei privati. Del resto, credo che nessun americano dotato di senno, posto di fronte all’alternativa, preferirebbe importare il nostro servizio sanitario pubblico. Un sistema che certo prevede la copertura universale e gratuita per tutti ma poi ti ammazza per via della malasanità o delle infinite liste di attesa. E del resto questa non è mai stato l’obiettivo neanche del più radicale tra i democratici. Lo stesso sistema assicura, attraverso due generosi programmi pubblici (il Medicare ed il Medicaid) l’accesso al sistema sanitario per coloro che per ragioni di reddito, di età o di patologia rischierebbero altrimenti di restarne esclusi.

I mitici 40 milioni di americani senza sanità sono nella stragrande maggioranza dei casi persone tra i 20 ed i 40 anni di età che, pur potendolo fare, ritengono di non assicurarsi perché liberamente ritengono che il costo non compensi i benefici. Naturalmente è ben possibile che il sistema, come tutte le cose del mondo, sia perfettibile, ad esempio correggendo i requisiti di ammissione ai programmi pubblici di assistenza o introducendo regole più stringenti per obbligare le compagnie assicuratrici a comportamenti non discriminatori. E’ però lecito dubitare che per correggere tali aspetti fosse necessario montar su una simile campagna mediatica e creare aspettative di una rivoluzione prossima ventura.

Del resto “il primo passo della rivoluzione” (come titola Il Riformista di ieri) si riduce in realtà nell’introduzione di un’assicurazione sanitaria obbligatoria per tutti ed in una sventagliata di aumenti fiscali a carico dei cittadini e dei datori di lavoro. Un aumento della pressione fiscale diretta e di quella indiretta (quella delle polizze assicurative obbigatorie) che, discutibile in sé, non appare certo la scelta più felice nel momento in cui, terminata la fase più dura della crisi, il mondo occidentale si aspetta una ripresa economica che certo non può fare a meno della locomotiva americana. Gli unici beneficiari certi della rivoluzione obamiana sono proprio le compagnie assicuratrici che si apprestano ad incassare i premi di 40 milioni di americani che di cure mediche hanno poco bisogno.

Superate le perplessità di merito, in noi subentra un senso di ammirazione, quasi di invidia. Ammirazione, in primo luogo, per il funzionamento del sistema democratico americano. Un sistema nel quale un Presidente che ha costruito la propria legittimazione popolare proprio sul tema della riforma sanitaria, dopo un serrato confronto in Parlamento, riesce a portarla a casa in  tempi ragionevoli. E riesce a farlo senza dover sottostare alla logica vischiosa e perversa dello spirito bipartisan. La riforma la votano solo i democratici (e neanche tutti) e loro se ne assumono per intero la responsabilità. Ma ammirevole è anche la capacità degli americani di tener saldi i principi di un sistema liberale. Anche dopo la riforma, la sanità statunitense rimane gestita e finanziata dai privati. Lo Stato interviene solo come regolatore o come erogatore di sussidi in favore di coloro che non sono economicamente in grado di partecipare da soli al mercato.

Ed, anzi, a questo punto ci salta in mente un pensiero impertinente. Se è vero che quella di Obama è “la più bella pagina del riformismo” (come titola l’Unità di ieri), perché allora non proviamo ad importare in Italia il modello obamiano di sanità, sostituendo quel carrozzone del Servizio Sanitario Nazionale in grado solo di produrre voragini di debiti e malasanità con un bel sistema di sanità privata, assicurazioni individuali e sussidi pubblici per i meno abbienti? Visiti gli applausi e le lodi generalizzate che ha riscosso il Presidente Obama non dovrebbe essere difficile riscuotere un consenso bipartisan su una proposta del genere. Che ne dicono i laudatores della rivoluzione obamiana, i cultori del politicamente corretto, i cinefili fans di Michael Moore?

La verità è che per quanto possano spostarsi a sinistra, per quanto possano socialdemocratizzarsi, gli Stati Uniti restano sempre un punto di riferimento per i liberali – e non certo per i liberal – di tutto il pianeta. Ed è per questo che hanno dominato, dominano e (presumibilmente) continueranno per un bel pezzo a dominare il mondo.

Commenti
Luca
24/03/10 15:10
USA liberal
Ciao Antonio, volevo condividere con te alcuni punti di riflessione che sono nati spontaneamente dopo la lettura del tuo articolo. Non entro nel merito del tuo punto di vista, anche se non condivido le deduzioni di base sia dal punto sociologico che economico, ma l'eccezione che sollevo fortemente è che: mi farebbe piacere leggere maggiore precisione ed accuratezza nel citare i fatti. La problematica del sistema sanitario nazionale americano, non è un mio punto di vista ma un fatto conclamato, rientra in almeno 3 macro fattori: 1) impossibilità d'accesso al sistema assicurativo sanitario di base per assenza di capacità monetaria di circa 25 milioni di cittadini americani; Questo non riguarda in nessun modo una categoria fra i 20 e 40 anni, non ho idea da dove hai tirato fuori una statistica di questo tipo. Trovo invece corretta e sacrosanta l'indicazione contenuta nella riforma di rendere obbligatorio per i datori di lavoro di provvedere a coprire i propri dipendenti con tale garanzia, anche per i contratti atipici; 2) Sistema assicurativo sanitario pre-riforma; Le grandi corporation americane nell'ambito assicurativo sanitario si rifiutano di coprire le spese mediche dei propri assistiti per una pluralità di patologie, tricerandosi dietro a giustificazioni più volte decretate anti costituzionali sotto più presidenti (compreso quel "brav'uomo" di Bush- padre e figlio per la precisione). Giusto e corretto invece è quella di obbligare oggi le hoding assicurative a coprire tutte le persone anche se queste sono uscite da malattie passate. E' questo purtroppo lo stato attuale nella terra a stelle e strisce. Se hai avuto il cancro e l'hai vinto, la compagnia che ti deve assicurare fino a ieri si poteva rifiutare di assisterti, perchè colpito da patologie pregresse e quindi venivi bollato come soggetto ad ALTO RISCHIO. 3) Costo dell'attuale struttura sanitaria americana; Le strutture mediche americane sono in più campi le migliori al mondo, grazie anche al contributo dei medici italiani ed internazionali che si trasferiscono lì spinti da migliori compensi e per assenza della delittuosa attività di Baronato ben radicata nella prassi italiana. Questa eccellenza però è garantita solo da un ristrettissimo numero di strutture sanitarie (100% private) che di fatto, impongono prezzi scellerati e monopolistici per prestazioni mediche varie in assenza praticamente di concorrenza di strutture pubbliche che offrano la stessa opzione. Le micro-problematiche che derivano dai 3 sopra sono infinite e dibattute largamente da ormai un trentennio negli U.S. e all'estero. Amo profondamente gli USA e provo a trascorrerci gran parte del mio tempo, proprio per questo ho trovato il tuo articolo sommario e a tratti deviante dalla realtà. Con affetto Luca
mauro
24/03/10 17:11
Dr.House
Come giustamente osserva Luca, il Sistema Sanitario americano è il migliore del mondo. Questo non vuol dire giustificare il fatto che le assicurazioni rifiutino la copertura ai malati o ai disoccupati, come testimoniano innumerevoli casi. La nuova Legge obbliga infatti sia le Compagnie ad assistere interamente gli assicurati, sia chi non intende assicurarsi a farlo. Nessuno si è chiesto come mai non solo tutti i repubblicani hanno votato contro, ma anche 34 democratici, tanto che la legge è passata per pochissimi voti e già molti di coloro che hanno votato a favore temono per la rielezione a novembre. Mi sembra difficile pensare che tutti questi membri del Congresso, persone onorate elette dal Popolo, siano capitalisti sanissimi, biechi complici delle Compagnie assicuratrici e operino in spregio a qualsiasi senso di giustizia sociale ed umanità. O che i Governatori di alcuni Stati che hanno deciso di constrastarne l'applicazione siano crudeli oppressori dei malati. E perché anche chi critica la sanità americana è costretto ad ammetterne l'eccellenza? Evidentemente c'è un qualcosa nella Società americana che esula dalla nostra comprensione. Poi andiamo alla nostra ASL per prenotare una visita specialistica e ce la danno fra un anno, a meno che non la paghiamo nel qual caso è immediata, oppure ci accorgiamo che le medicine di cui abbiamo bisogno sono a pagamento. E la visita dallo specialista costa 36 euro di ticket anche tutte le volte che torni per un controllo. E il dentista non ne parliamo nemmeno, è un dente che fa troppo male! Oppure, come è successo a mia moglie, per la frattura dello scafoide al polso fu ingessata fino alla spalla per tre mesi, rischiando la necrosi del braccio (ha il diabete!) quando sarebbe stato sufficiente un tutore. E Dio non voglia che debbano ricoverarci, non c'è bisogno di scomodare Striscia la Notizia per ritrovarsi nei corridoi insieme all'immondizia o essere dimessi con qualche corpo estraneo inglobato o peggio dover emigrare in un'altra regione italiane perché nella nostra non ci sono cure adeguate. Poi vediamo il Dr.House e ci diciamo: "..ma no! sono tutte balle, è un telefilm, la verità è che là i malati sono come pecore fra i lupi!". E le nostre certezze vacillano....
NT
24/03/10 17:47
Qualche osservazione
Volevo condividere qualche osservazione su questo articolo. Ci andrei con molta cautela nel mitizzare il sistema sanitario americano, e' infatti si di altissima qualita', ma risulta anche essere tra i piu' costosi del mondo. Alla base vi sono due motivi: nessun incentivo a contere i costi da parte degli ospedali perche' li ribaltano sulle assicurazioni e il margine delle compagnie assicurative. Essedoci degli intermediari di mezzo il costo di un servizio per definizione aumenta. Un sistema sanitario pubblico e universale, privo quindi di intermediari quale quello francese, garantisce una qualita' simile a quella americana ad un costo decisamente minore (anche se maggiore di quello italiano e tedesco). I sistemi tedeschi e italiani sono molto simili ed hanno dei sistemi di contenimento costi (i gruppi omogenei di diagnosi) che (se applicati correttamente, come in veneto e in lombardia, non come al sud) garantiscono una buona qualita' a costi ancora piu' contenuti. Obama non ha fatto altro che aggiungere il 2-3% del pil di debito sul paese, senza intervenire sulla sostanza, cioe' incentivare a contenere i costi e ridurre il livello di intermediazione del servizio sanitario. Saluti
NiccoloT
24/03/10 18:17
Qualche osservazione
Volevo condividere qualche osservazione su questo articolo. Ci andrei con molta cautela nel mitizzare il sistema sanitario americano, e' infatti si di altissima qualita', ma risulta anche essere tra i piu' costosi del mondo. Alla base vi sono due motivi: nessun incentivo a contere i costi da parte degli ospedali perche' li ribaltano sulle assicurazioni e il margine delle compagnie assicurative. Essedoci degli intermediari di mezzo il costo di un servizio per definizione aumenta. Un sistema sanitario pubblico e universale, privo quindi di intermediari quale quello francese, garantisce una qualita' simile a quella americana ad un costo decisamente minore (anche se maggiore di quello italiano e tedesco). I sistemi tedeschi e italiani sono molto simili ed hanno dei sistemi di contenimento costi (i gruppi omogenei di diagnosi) che (se applicati correttamente, come in veneto e in lombardia, non come al sud) garantiscono una buona qualita' a costi ancora piu' contenuti. Obama non ha fatto altro che aggiungere il 2-3% del pil di debito sul paese, senza intervenire sulla sostanza, cioe' incentivare a contenere i costi e ridurre il livello di intermediazione del servizio sanitario. Saluti
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