"Il ministro della Salute sbaglia gravemente quando dice che a Napoli è andato tutto bene, secondo le previste modalità di legge". Afferma Giuliano Ferrara.
"Non si
abortisce un bambino affetto dalla sindrome di Klinefelter. E'
legale farlo, ma non è legittimo, non è giusto, è un atto di
schiavismo genetico", continua il direttore del Foglio.
"Il ministro sbaglia quando si dice preoccupata della privacy della paziente, perché dovrebbe criticare i giornali (e tra questi non c'e' il Foglio) che l'hanno messa in prima pagina e intervistata come un comodo simbolo ideologico della cultura abortista", prosegue Giuliano Ferrara, che aggiunge: "Il ministro dovrebbe domandarsi, per tirarne le conseguenze in impiego di risorse e orientamento della politica sanitaria pubblica, perché la signora che ha deciso di abortire non abbia incontrato sulla sua strada procedure, strutture e persone in grado di spiegarle bene che non era sola, che la comunità si associava a lei per ascoltarla, aiutarla a superare il suo rifiuto di maternità con argomenti solidali di tipo scientifico, assistenziale e psicologico. Il ministro Livia Turco parla ipocritamente in difesa delle donne, dimentica di censurare il ruolo assente del maschio con il quale il piccolo abortito era stato concepito, e non è amica delle donne quando le lascia sole e le difende come simboli. Le donne esistono in carne ed ossa, come i loro bambini di ventuno settimane, e meritano rispetto e aiuto. L'aborto non merita alcun rispetto. Va combattuto".

