Giovedì 17 Maggio 2012
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Prevenire non vuol dire atterrire

Abruzzo, perché il disastro non era né prevedibile né annunciato

Intervista a Patrizia Macrì di

Roberto Santoro

6 Aprile 2009

Il ricercatore Giampaolo Giuliani ha sostenuto di aver previsto il terremoto in Abruzzo. E’ possibile?

No, non è possibile. Intanto Giuliani non si è inventato niente. I primi studi sui cosiddetti “fenomeni precursori” dei terremoti (tra i quali le variazioni di concentrazione di gas radon che possono precedere, accompagnare o seguire un terremoto) risalgono già agli anni Sessanta e Settanta, un periodo in cui Cinesi e Russi riuscirono a prevedere il verificarsi di alcuni terremoti. Sull’onda del successo, Stati Uniti e Giappone, ma anche l’Europa e l’Italia hanno continuato a studiare queste manifestazioni in quanto parte integrante della conoscenza del fenomeno sismico, ma i risultati in termini di previsione sono sempre stati deludenti e contraddittori. Insomma qui si sta confondendo la relazione ben nota tra due o più fenomeni chimico-fisici, che possono avere la stessa causa, e l’uso che se ne può fare ai fini della previsione deterministica di eventi futuri. Non conosco l’attività di Giuliani, forse ha costruito uno strumento che misura il radon, anch’io posso costruirmi una radio ma questo non significa che ho scoperto le onde radio né che ho inventato la radio.

Insomma, si potrebbe dire che Giuliani ha avuto fortuna?

Ripeto non è possibile prevedere i terremoti. La sequenza sismica che si registrava da circa una settimana nell’aquilano ha fatto sì che l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia si fosse già allertato inviando delle unità mobili per monitorare la situazione. Ma ovviamente non si poteva sapere né dove né quando sarebbe avvenuto né se ci sarebbe stata una scossa più forte delle altre. I giornalisti dovrebbero essere più cauti ad alimentare questo tipo di notizie, vista la gravità della situazione.

C’è troppa semplificazione da parte della stampa?

Dagli articoli di Repubblica e altri giornali sembra emergere che un ricercatore dell’Aquila abbia fatto la scoperta del secolo… In realtà Giuliani, sfruttando delle conoscenze scientifiche che abbiamo già, afferma che sulla base di queste conoscenze è possibile fare delle previsioni. E questo è in controtendenza rispetto a quello che asseriscono gli scienziati in tutto il resto del mondo. Mi sembra anche che in un’altra intervista Giuliani abbia asserito che “l’attività sismica è strettamente correlata alle fasi lunari”. Ecco, direi che dopo dichiarazioni come queste può raccontarci qualsiasi altra cosa ma non è molto credibile. Comunque, guardi, anche se siamo scienziati in questo momento la tensione e l’emozione sono molto forti. Non è neppure utile cadere in polemiche del genere.

Come viene organizzata la prevenzione antisismica in Italia?

Dalle immagini mi sembra di aver visto che non sono crollate solo vecchie case ma anche di edifici in cemento armato. E’ presto per dirlo ma temo che alla fine verrà alla luce, così come è successo in passato quando si sono verificati in Italia eventi simili, che magari molte delle strutture crollate non rispondevano ai requisiti delle norme antisismiche, pure essendo posteriori ad esse. E questo, soprattutto se si tratta di edifici pubblici, potrebbe essere molto grave. La prevenzione, attraverso l’applicazione ferrea delle norme antisismiche, resta l’unico modo serio che abbiamo per difenderci dai terremoti. E ovviamente il progresso della ricerca scientifica che ci porta ad una sempre maggiore conoscenza di questo fenomeno naturale.

E’ un problema che investe tutto il territorio italiano?

Certo, sappiamo benissimo che l’Italia è un paese ad elevata pericolosità sismica. Basta ricordare che le prime misure legislative in termini di edilizia antisismica vennero prese dal governo borbonico. Dopo il terremoto di Reggio Calabria e Messina del 1908 fu promulgata la prima classificazione sismica italiana ma bisogna aspettare  il 1974 per la prima normativa sismica nazionale e addirittura il terremoto del 1980 per ottenere una serie di leggi e decreti efficaci. Questo anche per gli studi sismologici e geologici che seguirono i terremoti e che portarono ad un sostanziale sviluppo delle conoscenze sulla sismicità del nostro paese. Il nostro territorio è suddiviso in zone a pericolosità sismica maggiore o minore: esistono delle carte, esistono delle tabelle e delle leggi che impongono ai comuni che appartengono a una determinata classe di rischio di adottare delle determinate norme antisimiche, ma questo non sempre viene fatto.

Il sistema dei soccorsi in Abruzzo sta funzionando?

L'INGV fa un monitoraggio 24 ore su 24 e riceve il segnale in tempo reale. Nel momento in cui si verifica una scossa sismica questa viene registrata dai sismometri della rete sismica nazionale, entro due minuti appositi sistemi automatici di allarme forniscono una prima valutazione della localizzazione e della magnitudo del sisma; nel caso in cui l'evento sia considerato significativo, si provvede immediatamente ad allertare la Protezione Civile regionale e le prefetture interessate. In ogni caso sì, si può dire che c’è stata una risposta pronta da parte del nostro Istituto e della Protezione Civile.

E voi come scienziati?

Il nostro compito è quello di fornire dei dati scientifici sulle caratteristiche di un terremoto. Non è la previsione quella che conta, perché la previsione l’abbiamo già fatta su base statistica: l’Italia è un Paese ad alta pericolosità sismica, ecco la previsione. Ogni anno registriamo sul territorio nazionale più di 2000 terremoti di magnitudo maggiore di 2.5. In media si verificano 100 terremoti ogni cento anni di magnitudo simile a quella di oggi, dai 5 ai 10 terremoti di magnitudo ancora maggiore.

In conclusione?

L’Italia trema, è un dato di fatto, e quindi l’unico cosa sensata è cercare di proteggersi, costruire sempre meglio e rispettando le norme antisismiche. Visto che ci siamo ricordiamoci che il problema italiano non è solo quello del rischio sismico, c’è anche quello vulcanologico, quello idrogeologico, non facciamo altro che parlare di frane, smottamenti, dissesti. Siamo sicuri che è sempre colpa della Natura?

Commenti
Davide
07/04/09 11:41
Terremoti in vista
Il ricercatore "Giampaolo Guglielmi" si chiama in realta' Giampaolo Giuliani. Certo che per fare un intervista cosi' interessante ma basata su una persona sbagliata... altro che terremoti riusciremo a prevedere!
07/04/09 12:49
correzione
Grazie per la Sua cortese rettifica. Sempre un piacere confrontarsi sui contenuti.
Leonardo
11/04/09 13:52
Giuliani va ascoltato
2 informazioni: 1) Giuliani ha fabbricato per conto suo strumenti particolari che captano il radon in modo molto preciso e potente; 2) Giuliani ha fatto uscire di casa la sua famiglia 2 ore prima del terremoto....era ormai certo che da lì a poco ci sarebbe stata una grossa scossa. Vi pare poco? Si può continuare a dire che Giuliani sia un ciarlatano....ma di cialtronerie ci ha rimpeito invece l'Istituto di Geofisica da 30 anni. Sono 30 anni che ci dicono sempre le stesse cose SBAGLIATE. Ora arriva un uomo, peraltro molto modesto e umano, che mette in crisi la scienza ufficiale perché lui da solo è riuscito straordinamente a prevedere un terremoti...ed ecco che arrivano gli insulti dei cosiddetto scienziati ufficiali. Si deve andare fuori dal nozionismo dei libri, si deve andae fuori dai canoni per potere far progredire la scienza. Solo chi non ha buon senso non ammette che Giuliani sta dando un gigantesco contributo alla Geofisica.
pinco pallino
20/04/09 14:26
In realtà in una intervista
In realtà in una intervista a "Chi l'ha visto" qualche giorno fa Giuliani ha detto chiaramente di aver dormito a casa la notte della scossa principale (verifica pure). E che continua a dormirci.. infatti il suocero (muratore in pensione) ha detto di averla costruita lui quella casa e che neanche un pezzetto di intonaco è venuto giù. Subito dopo la telecamera si è spostata di poche centinaia di metri su delle palazzine nuove (consegnate da pochi mesi) completamente lesionate ed inagibili.. No comment Lo strumento prodigioso che ha costruito aspettiamo ancora tutti con ansia di vederlo e capirne il funzionamento. Aspettiamo anche che Giuliani spieghi fisicamente (e praticamente) cosa sono questi fantomatici picchi di energia che misura, questi famosi precursori "dentro" al gas radon di cui la geofisica mondiale non si era ancora accorta.. Sai, la chimica e la fisica non sono una opinione: bisogna avere l'umiltà di osservare, misurare, comprendere, cercare di spiegare, ipotizzare una legge, verificare la sua veridicità su scala locale e globale e poi nel tempo, ricominciare ad ogni sconfitta da capo.. è questa la Scienza. E' per questo che ogni vero scienziato è mille volte più umile di chi giudica il suo operato senza saperne niente.. http://it.wikipedia.org/wiki/Premi_Nobel_per_la_Fisica http://it.wikipedia.org/wiki/Premio_Nobel_per_la_chimica
patrizia macrì
24/04/09 17:32
Una lancia in difesa del nostro lavoro..
Il Giornalista Francesco Ruggeri (che credo scriva anche per voi) lancia su Libero del 24 aprile una invettiva contro l’INGV. Dedicando una intera pagina a dileggio del “Questionario macrosismico” e mettendo in dubbio il ruolo dell’Ente “se non si possono prevedere i terremoti a che serve l’INGV?”. Stessa domanda che mi ha posto una 14 enne arrabbiata sui commenti di you tube. Allora vorrei rigirare a Ruggeri la stessa risposta. Ma cercandone l’indirizzo mi accorgo che sull’home page di Libero tra le “Ultim’ora” sono riportate gli ultimi eventi sismici, compreso ora, magnitudo e riferimento all’INGV che ha registrato l’evento. Nella stessa pagina leggo: “Guarda la mappa della vulnerabilità sismica della tua zona” e cliccando scopro un bel link al sito INGV-GNDT. Ma.. allora Ruggeri una idea dovrebbe avercela su a cosa serve l’INGV visto che si avvale dei suoi dati! Ma un ripassino anche qui non guasta. La validità del questionario di indagine macrosismica è pienamente riconosciuta dai maggiori centri di ricerca sismologica mondiali che ne fanno largo uso. Riporto le parole di risposta del Dott. Valerio De Rubeis: “Il contributo della macrosismica è indispensabile nella definizione della risposta del suolo alla sollecitazione sismica e nella delimitazione delle aree di amplificazione degli effetti sismici sugli edifici, fondamentali per la realizzazione delle mappe di pericolosità sismica e per la pianificazione urbanistica. Le indagini a posteriori su persone ed edifici permettono di ottenere risultati altrimenti raggiungibili solo mediante la creazione di una fitta e costosissima rete di accelerometri distribuita su tutto il territorio. I dati ottenuti attraverso i questionari compilati volontariamente, servono a produrre una mappa delle intensità che viene pubblicata su internet in tempo reale. A un’ora dall’accadimento dell’evento principale del 6 aprile, era disponibile una mappa che definiva, sulla base di circa 700 questionari, la vasta area di risentimento, congruente alla magnitudo del terremoto, e permetteva una prima stima dell’estensione dell’area centrale di danneggiamento, caratterizzata dall’assenza di informazioni. La determinazione dell’intensità in scala Mercalli assegnata ad ogni comune viene fatta attraverso una procedura statistica considerando la globalità degli effetti avvertiti. Il gruppo di ricercatori impegnati è composto da 3 unità ed ha pubblicato su riviste internazionali diversi articoli scientifici sull’argomento. Attraverso il questionario on-line si studia l’effetto di tutti i terremoti che colpiscono l’Italia, la maggior parte dei quali di bassa magnitudo. Per questo motivo molte domande sono riferite agli effetti transitori (oscillazione dei lampadari, soprammobili caduti, ecc.) che nei terremoti di alta magnitudo sono presenti a maggiore distanza dall’epicentro. Il rilievo accurato degli eventuali danni viene svolto sul campo dal gruppo di specialisti del nostro Istituto. “. Aggiungo infine che visto che “il contribuente pretenderebbe qual cosina in più” come afferma il Ruggeri allora si rileggesse la coda del suo stesso articolo per valutare la mole di lavoro dell’Ente rispetto al suo personale e a quanto costa al contribuente (sono graditi confronti con l'estero, magari, se non chiedo troppo, tenendo conto della peculiarità del nostro territorio): “L’INGV gestisce la rete sismica nazionale comprendente 250 stazioni fisse e fino a 400 affiliate, più.. rete geodetica, geochimica, geomagnetica, ionosferica e atmosferica”. Per avere una idea dei risultati, del valore scientifico e dell’importanza degli studi e delle osservazioni fatte basterebbe guardare alla ricca produzione scientifica prodotta ogni anno. Certo a saper leggere.
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