Venerdì 10 Febbraio 2012
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Dopo Eluana

Ad essere in pericolo è la tenuta del Pd che sui temi etici non sa che dire

13 Febbraio 2009

 

Amarezza e imbarazzo: sono i sentimenti che provo affrontando il tema di Eluana Englaro e delle implicazioni che ha sollevato.

Amarezza per l’epilogo, imbarazzo per la difficoltà a trattare un tema così complesso e dai confini incerti, ma è proprio questa difficoltà a rendere necessario discuterne.

La vicenda è prima di tutto umana, ma ha forti relazioni con la politica.

Un tema scomodo quello del fine vita, perché richiede valutazioni profonde e dettagliate, sottili distinguo, rispetto di sentimenti, culture, convinzioni e fedi diverse, assunzione di responsabilità con il rischio che su esse incomba sempre il peso del dubbio. La scienza progredisce, le conoscenze si ampliano, ma il passaggio di quella soglia che per sua natura qualsiasi vita deve varcare, lascerà sempre aperti grandi interrogativi.

Che vita fosse quella di Eluana Englaro non lo so, come credo nessuno possa saperlo, certo è che le sue funzioni le consentivano di vivere ancora, pur in quella dimensione sconosciuta a noi e alla scienza.

E’ qui la chiave di qualsiasi ragionamento e su queste considerazioni si è animato il movimento che ha indotto Governo e parlamentari ad intervenire con una corsa contro il tempo. E’ come se un campanello avesse richiamato l’attenzione di tutti su una questione che, talmente intima, nessuno avrebbe voluto affrontare in tempi ristretti, ma che nel suo essere forzatamente resa pubblica e su cui incombeva una sentenza definitiva, doveva essere per forza presa in considerazione con urgenza, fermando una decisione sbagliata.

Qui non c’entra la Chiesa e i suoi legittimi interventi.

Qui c’entra la coscienza di ciascuno di noi e il rispetto della stessa Costituzione che vuole la Repubblica garante dei diritti inviolabili dell’uomo.

Cibo e acqua fanno parte di essi.

Lo ha sottolineato con micidiale lucidità e laicità Marcello Pera nel discorso con cui ha spiegato perché la stessa sentenza della Suprema Corte sia in realtà illegittima, perché viola un principio fondamentale, insinuandosi in un vuoto legislativo e basandosi su una volontà individuale presunta.

Chi accusa di sciacallaggio gli artefici di questa azione è in malafede ed è un ipocrita.

Oppure solo un superficiale che non vuole comprendere che questo caso richiama più di qualsiasi altro problema noi politici alle nostre responsabilità.

Ora si lavora sul disegno di legge di fine vita e non sarà un lavoro in discesa, con il PD già pronto a fare ostruzionismo per il suo naturale “essere contro” e fomentare un clima di esasperazione e di paura. Veltroni sta allestendo il triste teatrino dei sedicenti difensori della Costituzione come se ci fosse una situazione di pericolo.

Credo piuttosto che in pericolo, in questo momento, ci sia  la tenuta dello stesso PD, diviso sui temi etici, come già aveva dimostrato in passato, e sulla interpretazione della stessa Costituzione.

 

 

Commenti
paolo
13/02/09 12:24
micidiale lucidità
Gentile senatore Casoli, lei certamente ha il diritto di sostenere che il senatore o prof. Marcello Pera ha spiegato con "micidiale lucidità" (!?!) e laicità che la sentenza della Suprema Corte sia illegittima. La cosa preoccupante è che lei accosta un'argomentazione (e sottolineo un'argomentazione) per quanto, secondo il suo punto di vista, di micidiale lucidità al termine "illeggittimo" che lei usa qui in termini giuridici. Se fosse così, non capisco come mai non ci siano state ancora denunce in base a questo micidiale argomento. Tremerei nel sapere che in uno stato di diritto esistano argomentazioni micidiali (scritte da un filosofo della scienza) che dimostrano l'illegittimità di una sentenza del massimo organo del potere giuridico e degli esimi giuristi non si inchinino alla micidiale lucidità di questo argomento. In conclusione, rispettoso del suo ruolo di senatore, bisogna avere una certa attenzione nell'usare i termini (penso che anche un filosofo come Pera potrebbe spiegarglielo) e la considero di riflettere sul fatto che dire che una una sentenza della Corte Suprema sia illegittima (in termini giuridici) in base ad un micidiale argomento è pura retorica! Cordialmente.
Franco Cazzaniga
14/02/09 00:29
Come direbbe Totò, ma mi facci il piacere!
Gentile Senatore Casoli, è spiacevole dirglielo, ma l'amarezza e l'imbarazzo, più che suoi sono degli italiani, in particolare di quelli che, come me, hanno votato PDL nella speranza di dare fiato alla componente liberale del paese. Di micidiale nel discorso di Pera c'è solo il fraintendimento del temine "diritto inviolabile", come ho già spiegato in un altro intervento sul blog del Direttore. E questo micidiale fraintendimento pone Pera e tutto il PDL al di fuori della tradizione e del pensiero liberale moderni che non riconoscono allo stato il diritto di "fare e farsi etica". Questa riguarda i cittadini, che hanno tutto il diritto di discutere e di dividersi secondo le proprie ispirazioni politiche, religiose ed ideali, ma nessuno è autorizzato a tirare per la giacca la costituzione per farle dire ciò che non dice e che non dovrebbe comunque dire. Questo errore, ovviamente, è anche della sinistra, ma, sempre con tutto il rispetto, mi permetta di dire che sui temi che non sono stati parte del programma elettorale è preferibile una sana divisione a un unanimismo appiattito sulle scelte del leader che, non avendo ricevuto un mandato su queste tematiche, non ha l'autorità morale e politica per guidare le scelte della maggioranza. Il resto del suo articolo, mi perdoni ancora, è talmente acritico da non meritare alcun commento.
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