Tutti a stracciarsi le vesti per un editoriale velenoso del Wall Street Journal su Berlusconi e Alitalia. Ma in questo momento gli unici commenti internazionali da tenere d’occhio sul serio sono quelli tedeschi. Come i tre articoli in 48 ore della tedeschissima Frankfurter Allgemeine.
Chi scrive martedì scorso è stato letteralmente sommerso di telefonate da amici e conoscenti, grossomodo tutte sullo stesso tema: le critiche del Wall Street Journal a Silvio Berlusconi.
Per il vero, pur avendo notato anch’io il pezzo (si intitola “Silvio and Alitalia”) non vi ho dato granché peso.
Non per superbia o ignoranza – ci mancherebbe altro, il WSJ è una lettura quasi obbligata per chi vive non sulle nuvole ma in questo mondo – bensì per una serie di considerazioni.
La prima è che non provo grande amore per articoli non firmati, soprattutto se non si limitano a riportare fatti ma prendono posizioni precise. So bene che è un costume abbastanza diffuso nel giornalismo anglosassone (basta pensare all’Economist), dove un pezzo spesso subisce tante di quelle rielaborazioni da risultare irriconoscibile perfino agli occhi del suo “padre” originario. So altrettanto bene, però, che un editoriale velenosetto buttato così, con assoluta nonchalance, nel bel mezzo di una campagna elettorale si presta a esacerbare i già bollenti spiriti.
La seconda ragione è che il WSJ in passato ha già ospitato interventi di commentatori italiani, spesso autorevoli ma mai carezzevoli con Berlusconi. E se si considera che Veltroni da sempre cura moltissimo i rapporti con la stampa straniera – vedi il coccolosissimo articolo dedicato a Walter dal WSJ di oggi - di cosa ci si stupisce?
La terza ragione è che, per quanto le posizioni del WSJ siano interessanti, nel caso specifico di Alitalia non illuminano granché l’intricato nodo della compagnia di bandiera. Molto meglio, allora, dedicare le proprie letture internazionali alla tedeschissima Frankfurter Allgemeine Zeitung (la FAZ). La quale, nell’arco di 48 ore, ha mandato in rotativa ben 3 articoli dedicati ad Alitalia, Berlusconi e dintorni.
Ironia della sorte, martedì, mentre i mezzi d’informazione di casa nostra si accapigliavano a “rimbalzare” il Wall Street Journal, nessuno o quasi si prendeva la briga di leggere un interessante e lungo commento di Tobias Piller dalle pagine delle FAZ.
Il pezzo, pur non risparmiando una (molto lieve) ironia sui conflitti d'interesse di Berlusconi, mette in luce la genialità della mossa del nostro.
Il quale in un sol colpo ha costretto Prodi a uscire dal dimenticatoio in cui i Veltroniani lo avevano relegato; ha screditato in tronco la gara-patacca di Padoa Schioppa; ha messo in luce le contraddizioni aeroportuali di Walter Veltroni (cui è almeno in parte da ascrivere la misère di Malpensa); ha esaltato le diversità tra i prodiani (Bianchi che assicura la possibilità di decidere entro la fine del 2008; Padoa Schioppa che dice l'opposto).
Se ci aggiungi l’ostilità manifesta della FAZ per una cordata tutta italiana, capirete anche voi che i giornali tedeschi una volta tanto sono parecchio più interessanti di un commento del WSJ.


Silvio and Alitalia
W:S:J
L'articolo giustamente pone
Siamo alle solite... oggi il
WSJ e Berlusconi