Sabato 4 Febbraio 2012
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Alitalia/2

Il Piano Fenice? Un regalo ai soliti noti!

28 Agosto 2008
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Ci risiamo, purtroppo. I soliti capitalisti senza capitali, acquistano a prezzo superscontato un monopolio di fatto, con l’aiuto delle solite banche, il tutto a spese del contribuente. Questa volta però c’è una differenza, tanto fondamentale, quanto deprimente; a farlo è un governo che si definisce liberale e che ha completamente delegato la gestione del dossier Alitalia, a chi faceva orgogliosamente la fila ai gazebo per votare Veltroni. Non so se questo sia il frutto dei troppi Richelieu di Palazzo Chigi o l’improvvisata cultura liberale di alcuni ambienti dell’attuale maggioranza, ma so per certo che sarà il solito papocchio costoso (per i contribuenti) e inefficiente (per i viaggiatori).

La storia è questa. Lo Stato, cioè noi contribuenti, si tiene tutti i debiti di Alitalia e tutti gli esuberi (tra 6500 e 7000) che verranno riassorbiti dall’Agenzia delle Entrate, dalle Poste e dal Catasto, alla faccia della riduzione dei costi della Pubblica Amministrazione (qualcuno l’ha detto al Ministro Brunetta?!). Un manipolo di “capitani coraggiosi” con pochi spiccioli a testa e a prezzi di saldo compreranno velivoli, slot, potranno rinegoziare contratti in essere ed acquisiranno di fatto il monopolio delle maggiori tratte aeree italiane (Alitalia + Air One) con il benestare dell’Antitrust, piegata a non meglio definiti interessi nazionali. Così per andare da Milano a Roma sarà necessario accendere un mutuo e forse per farsi un week-end sull’Etna, bisognerà fare scalo a Palermo.

Ultima puntata, diciamo, fra due o tre anni: i “capitani coraggiosi” venderanno quote sostanziose ad Air France o a Lufthansa e si porteranno a casa la solita cospicua plusvalenza. Nel frattempo, chi restituirà allo Stato (cioè a noi contribuenti) i 300 milioni del prestito ponte? E ai piccoli risparmiatori, detentori di obligazioni e/o azioni Alitalia, chi ci pensa?

Ma torniamo ai “capitani coraggiosi”, cominciando da colui che di fatto sarà il padrone della nuova Alitalia-Monopolio, sborsando una cifra ridicola (200 milioni di euro), con la quale ormai non si comprano neanche più un paio di buoni giocatori di serie A. In ogni caso comunque, il Nostro probabilmente utilizzerà parte del regalo che il governo D’Alema gli fece ai tempi di Telecom, da lui acquistata (a regime di monopolio) a quattro soldi e poi venduta piena di debiti e con un deficit innovativo che ancora l’azienda sta pagando. 

Non meno peculiare è la storia di un altro grande azionista della nuova Alitalia-Monopolio, il gruppo Benetton che tenta con questa operazione la “nemesi perfetta”. Infatti il gruppo di Ponzano Veneto non parteciperà con la Holding di famiglia, ma tramite Atlantia Autostrade per l’Italia. Non il gruppo, ma la concessionaria! Lo Stato dopo aver regalato le concessioni autostradali e relativi pedaggi (monopolio), concede quindi alla famiglia Benetton di rinvestire le regalìe in un altro monopolio di fatto. Geniale!

Per quanto riguarda i “capitani coraggiosi” minori, chi più chi meno, sperano, con i 30/40 milioni di euro investiti, di entrare a far parte del giro giusto oppure di avere qualche buon favore per il loro core business.

Ed infine come potremmo dimenticarci di Corrado Passera e di Banca Intesa. Passera, banchiere democratico della prima ora, sfumata la possibilità di agguantare un ministero economico, è riuscito grazie all’ottimo rapporto con alcuni infausti tessitori di Palazzo Chigi ad ottenere l’incarico dal governo di centro-destra (anche una mente geniale come quella del Cav. può avere, qualche volta, i suoi black out!) di trattare il dossier Alitalia. L’ex McKinsey Boy, non si è lasciato sfuggire l’occasione e per partecipare al banchetto della nuova Alitalia-Monopolio, ha subito contattato i suoi soliti amici, quasi tutti di provata simpatia democratica (e poi si dice che uno si butta a sinistra…). Non da ultimo riuscirà a sistemare i conti di Air One, di cui Banca Intesa è creditrice (tutto limpido, tutto trasparente): Air One venderà i suoi velivoli e i suoi slot per 300 milioni di euro alla nuova Alitalia e ne rinvestirà solo 100 nella nuova avventura. E’ questa la propensione al sociale che gli istituti bancari devono avere come mission? Di ciò infatti blaterava pochi giorni fa proprio il presidente di Banca Intesa (sic!).

Insomma, un vero e proprio pasticcio. Rispetto alla vecchia offerta Air France, ci sono qualche migliaio di esuberi in più. Inoltre lo Stato si deve accollare più ex-dipendenti Alitalia e tutti i debiti, senza neanche qualche spicciolo da incassare dalle azioni delle compagnia di bandiera, che pur l’offerta francese garantiva.

A questo punto abbiamo solo una speranza: l’Unione Europea. Nella loro proverbiale inutilità i commissari di Bruxelles hanno un’opportunità storica di riqualificare la loro missione: dalle decisioni sulla circonferenza delle patate o la lunghezza delle zucchine ad un impeto nuovo di dignità per impedire che questa sconsolante soap opera di Alitalia si tramuti in un’indecente farsa dove i soliti “coraggiosi” fanno soldi ed i contribuenti pagano.

Pensavo di poter finalmente morire liberale, ed invece.... 

P.S. per il lettore: il motivo per il quale le cose lette sopra non è possibile ritrovarle sui grandi giornali italiani, è dovuto solo in parte all’incipiente isterismo liberista dell’estensore dell’articolo, il vero motivo resiede ovviamente nell’infausta esistenza dei patti di sindacato.

Commenti
Angelo
28/08/08 11:20
alitalia
Sig. Milton,probabilmente Lei ha ragione su tutto. Anch'io mi ritengo un liberale convinto e sono costretto a vivere in un paese L'Italia ed in un continente dove la democrazia si esercita anzichè ascoltando il pensiero dei popoli nelle segrete stanze del potere sia di Roma che di Bruxelles. Qualche popolo chiamato ad esprimersi ha certificato che questa Europa della finanzia e dei palazzi non piace a nessuno. La vicenda Alitalia ne è una delle pagine più ingloriose che dimostra che come la politica e quindi la ricerca del consenso e le sue più deleterie strategie,si occupa di econo- mia le tragedie economiche e finaziarie sono , soprattutto nel ns.paese,incontrovertibili.Altrove non sempre è coì ma in Italia è ormai esperienza consolidata.Lei ne denuncia le pasticciate soluzio- ni ma mi piacerebbe conoscere le Sue proposte.I mali di Alitalia vengono da lontano e sono la onseguenza delle ingerenze e della arroganza della politica che ha pesantemente imposto i suoi tanti portaborse con risultati che conosciamo.In Umbria dove abito molti miei amici di infanzia furono assunti in Alitalia.Con quale metodo?bastava "ringraziare" con 500 milalire (bella cifra negli anni 70/80)un noto personaggio con abito talare. Ne deriva che ogni "Istituzione" aveva in Alitalia il suo spazio. Quale dunque la soluzione a tanti anni di clientele e sfascismo.Non so risponderLe.Come contribuente sono anche disposto a subire;come risparmiatore direi di no. Mi basterebbe sapere che,come Lei afferma, il soliti "furbi, tra qualche anno,non scappino con il malloppo. Saluti.
rocco
28/08/08 13:18
Quoto!
Mai visto su questo sito un articolo più preciso ed obiettivo di questo. Di "liberisti" di questo tenore il nostro parlamento è pieno. Quoto parola per parola, è esattamente ciò che penso io di questa operazione. Aggiungo che, volando piuttosto di frequente, sono molto preoccupato, specialmente per il monopolio di fatto sulle rotte aeree nazionali: sembra che uscirà da questa vicenda non solo rafforzato, non solo peggiore, ma anche di durata potenzialmente infinita. In che mani ci siamo messi ...
Paolo
28/08/08 14:59
considerazioni alitalia
Niente di piu' vero !!!! I soliti furbetti del quartierino si sono accaparrati quella torta FRANCESE che i "patissier " del settore avevano preparato e che i sindacati avevano congelato..... Vi posso garantire che quello che è apparso sui giornali per la vicenda di Az è l'esatta meta' di quello che realmente è accaduto... L'epilogo è tutto all'italiana , anche l'abitudine di fare impresa con l'aiuto di stato -visto che le perdite sono a carico dei contribuenti etc - quando si è in crisi e prendere gli utili qundo si realizzano... Ma la cosa ancora piu' agghiacciante è che il popolo sta a guardare convinto che il Salvatore ha ormai risolto il suo grande problema politico e non coscente del fatto che La grande Banca ha risolto il suo problema finanziario ( vedi AIRONE ) Ps avendo partecipato per piu' di due mesi alla redazione di un piano industriale insieme a noti professionisti peraltro ci siamo visti portar via il buon 80 % dello stesso da .... chiedetelo a qulche politico noto del pdl......... Per i sindacalisti del settore che ho incontrato , ricordo che la ns soluzione era assolutamente piu' convincente e a tutela di tutte le parti....peccato che qualcuno ha sostenuto di non condividere alcune scelte . Se non altro abbiamo avuto modo di confrontare le posizioni e le convergenze ; mi sembra che I soliti noto del quartiere non via abbiano dato corda ... Auguri ...
angelo 2
28/08/08 15:47
aliatalia
''I patisser del settore'' piu' che preparare pasticcini avevano anche loro preparato un bel pasticcio, e poco trasparente!. Condivito al 100% l'articolo ma i commenti che l'accordo con air france era molto migliore !! risparmiateli x favore ! Purtroppo l'unica soluzione trasparente a cui si puo' arrivare passa per il fallimento ! In Italia c'e' ancora grande potenziale per un vettore veramente internazionale, ''forte sul lungo raggio'' ma questo piano industriale copiato da quello di air france e' proprio pietoso altro che patissere !!
Paolo Rossi
28/08/08 16:24
Sans la liberté de blâmer, il n'est point d'éloge flatteur...
Caro Milton, purtroppo o perfortuna, hai(e ti do del tu perchè tra liberali si è liberi di farsi anche queste concessioni)pienamente ragione. Quella stessa ragione che mi ha avvelenato la bile ieri facendomi definire il premier BerlusProdi. Poiché si deve avere il coraggio di ammettere che la conduzione attuale del Governo verso la questione dell'Alitalia ricalca i peggiori cliché da cui sono nate le "privatizzazioni" in Casa Nostra. Il liberalismo non abita più in questo paese. Lo si è sepolto sotto valanghe di proclami che ne richiamavano i principi, tanto buoni da gustare e belli da sfoggiare quanto ardui da porre in essere. Così l'illusione di un moto liberale del Governo,capace di superare gli errori e l'ignavia delle sue precedenti esperienze governative, affoga nel ventre molle del capitalismo(con gli onnnipresenti aiuti di Stato)all'italiana. Un capitalismo che non riesce nemmeno a salvaguardare la forma, figuriamoci la sostanza... Vi lascio con una domanda liberale:"Ve lo immaginate Reagan tassare i contribuenti per risollevare le sorti della Pan Am?" Saluti
Enzo
28/08/08 18:07
Meglio "capitani coraggiosi" italiani!
Illustre Sig. Milton, lei argomenta in maniera molto chiara la situazione con una visione, oserei dire, quasi "prodiana". Non la condivido, mi consenta! L'alternativa alla disastrosa situazione Alitalia è sotto gli occhi di tutti e i motivi, cosi come si legge anche in altri commenti al suo articolo, sono arcinoti. Le alternative non erano molte, anzi inesistenti, quelle in senso positivo. Il fallimento, l'unica certezza. E lei m'insegna che quello l'avrebbe pagato sempre il contribuente italiano, o no? L'altra alternativa, ipotizzata, regalarla a "capitani coraggiosi" esteri, ovviamente, questo secondo lei era liberista? Forse, visto dai "capitani coraggiosi esteri, si! Ma, che fine avrebbbero fatto i dipendenti italiani?Visto che, nel periodo in cui si parlava di accordo con Air France, qualcuno già ipotizzava, a d esempio, che molti dipendenti italiani avrebbero dovuto trasferirsi in Francia. La fine di fatto di un patrimonio professionale italiano, oltre, ovviamente, a quello d'immagine per il ns. paese. Queste erano le alternative. Da liberista italiano, penso che bisogna salutare positivamente questa "idea" di Berlusconi e non squarciarsi le vesti come molti incapaci nostrani o "gufi e avvoltoi" esteri in salsa anglosassone che hanno sperato sino ad ora in un fallimento di Alitalia. Cordialmente.
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