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Il CdM modifica la Legge Marzano

Alitalia tornerà a volare. Berlusconi: "Un dovere salvarla"

28 Agosto 2008

Il Piano Fenice messo a punto da Intesa SanPaolo è davvero pronto a muovere i primi passi. Il Consiglio dei Ministri di oggi ha infatti approvato le necessarie modifiche alla procedura prevista dalla Legge Marzano per le aziende in crisi: il piano di salvataggio per Alitalia può ora contare su due importanti novità. La prima: saranno garantiti ammortizzatori sociali per sette anni e per tutti i dipendenti in esubero. La seconda: la bad company potrà cedere alla newco gli asset strategici con trattativa privata ma a prezzi di mercato. Il tutto in tempi strettissimi.

Ancora: non servirà un'autorizzazione Antitrust per integrare Air One nella Nuova Alitalia come previsto dal progetto, ma solo l'accordo su impegni per evitare che la riduzione della concorrenza (un quasi-monopolio sulla rotta Linate-Fiumicino) porti ad un aumento dei prezzi. Mentre per piccoli azionisti e obbligazionisti è previsto un indennizzo utilizzando il fondo creato con la Finanziaria 2006 per risarcire i risparmiatori vittime del default dei tango-bond argentini o di grandi frodi finanziarie, con le risorse dei conti dormienti. Infine,  il presidente del Consiglio potrà decidere personalmente l'ammissione della società all'amministrazione controllata (in alternativa al ministro dello Sviluppo), nominare il commissario (anche in deroga alle norme su condizioni dell'incarico e compenso) e "prescrivere specifiche attività per il raggiungimento dell'obiettivo di risanamento".

A parlare dell'operazione è stato lo stesso Presidente del Consiglio: il fallimento della trattativa con Air France-Klm per l'acquisizione di Alitalia "non fu colpa nostra, che eravamo all'opposizione, ma dei sindacati". L'Alitalia, ha detto Berlusconi, è una compagnia che "ha un rilevante patrimonio di capitale umano e tecnologico, con i migliori piloti al mondo ed aerei tra i più sicuri" ma la situazione finanziaria dell'azienda "è molto negativa, perché perde milioni di euro al giorno". Ecco perché, ha osservato il premier "non potevamo continuare. Ce lo proibiva l'Europa ed il rispetto dei contribuenti, costretti a ripianare di continuo con i soldi delle imposte i debiti accumulati". Poi un parallelo tra la strategia del suo Governo e quella tentata dal centrosinistra per salvare la compagnia: " Il governo Prodi aveva tentato una svendita ad Air France, noi avevamo il dovere di intervenire e siamo intervenuti con rapidità e concretezza, aiutati da una grande banca italiana. Ci siamo riusciti offrendo al Paese una compagnia veramente al servizio dell'Italia e degli italiani, che non peserà più sui contribuenti e che sarà affidata alla nostra migliore imprenditoria privata e ai nostri migliori manager".

Dopo le decisioni del CdM e dopo le parole del Presidente del Consiglio il progetto di Intesa Sanpaolo è pronto quindi a procedere  sulla strada tracciata per cedere aerei e asset operativi alla nuova società guidata da Roberto Colaninno e Rocco Sabelli. E lasciare così la gestione di debiti e dipendenti alla vecchia Alitalia da affidare al commissario straordinario, ovvero Augusto Fantozzi.

Intanto è tornata in scena Air France, pronta ad acquisire una quota di minoranza nella nuova società creata dalla cordata di 16 imprenditori italiani. I francesi sono disponibili ad affiancare gli investitori italiani entrando nella newco come socio di minoranza, ma solo se saranno confermate le prospettive di redditività della nuova compagnia, come loro stessi hanno specificato. Tuttavia, i giochi non sono ancora chiusi: "Anche Lufthansa è interessata", ha detto il ministro Altero Matteoli.

Domani il Cda della Magliana esaminerà i conti di un difficile semestre per poi alzare bandiera bianca e chiedere il commissariamento. Sul tavolo i conti del primo semestre che potrebbero registrare perdite record (si parla di un rosso pari a 400 milioni di euro) per l'effetto del calo dei passeggeri e dell'impennata del prezzo dei carburanti. Con la compagnia da tempo sull'orlo del fallimento il cda dovrebbe dichiarare lo stato di insolvenza e chiedere il commissariamento.

Sul fronte degli esuberi, il decreto del governo prevede quattro anni di cassa integrazione più altri tre di mobilità per tutti i dipendenti in esubero e la ricollocazione in altre aziende del settore privato, escludendo la Pubblica Amministrazione. Lunedì il ministro Maurizio Sacconi aprirà il confronto non facile con i sindacati, in preallarme per le indiscrezioni sulla possibilità che gli esuberi possano arrivare a quota settemila.

"Ci sono sacrifici da fare - ha detto Berlusconi - bisogna procedere ad una riduzione del personale che attualmente non è compatibile con una gestione sana". Ma, assicura "la riduzione sarà inferiore a quella che avrebbe comportato una svendita di Alitalia ad Air France".

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