Venerdì 10 Febbraio 2012
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Health Care, la legge passa alla Camera

Alla piccola Maddy non piace la riforma della sanità voluta da Obama

9 Novembre 2009

Sabato scorso sul tardi, la Camera degli Stati Uniti ha approvato la riforma sanitaria, segnando una storica vittoria per i Democratici nella loro corsa alla creazione di quanto c'è di più vicino a un sistema sanitario "universale". La riforma è passata con una maggioranza risicata (220 voti favorevoli contro 215 contrari), e Obama ha detto: “Stanotte, in un voto storico, la Camera dei rappresentanti ha approvato una legge che dovrebbe finalmente concretizzare la promessa di un sistema sanitario di qualità e che si prenda cura del popolo americano. Il Senato degli Stati Uniti deve seguire questo risultato e far passare la propria versione della legge. Sono pienamente convinto che questo accadrà, e se guardo in avanti credo che avremo una riforma complessiva del nostro sistema sanitario per la fine dell’anno”. La riforma è uno dei banchi di prova della presidenza Obama. E se il presidente dovesse riuscire davvero ad ottenerla incasserebbe un grande dividendo in politica interna.

Il problema è capire a quale prezzo. I repubblicani che alla Camera si sono opposti non sono tutti pregiudizialmente sfavorevoli a qualsiasi genere di riforma della sanità, ma sono convinti che quella obamiana avrà un prezzo troppo alto. Un costo superiore a qualsiasi Guerra. Sarà anche una pesante intromissione nell’ambito della concorrenza privata, portando al fallimento le compagnie che non si adegueranno alle tariffe pubbliche. Forse, quello che fa infuriare di più i repubblicani, è la retorica ultimativa e vagamente apocalittica che Obama ha sempre avuto sull’argomento: come se negli Usa la popolazione vivesse in una sorta di “Running Man”, quel racconto di Stephen King in cui i cittadini di un’America totalitaria e distopica devono escogitare qualsiasi cosa per trovare i medicinali necessari a curare i loro figli, anche rischiando la propria vita.

Per i repubblicani non siamo in una situazione catastrofica come ha voluto far credere il Presidente ma soprattutto il governo non ha il diritto di entrare nella vita privata e nella sfera della libera scelta dei cittadini, tanto più in un periodo di  recessione. La riforma potrebbe acuire la crisi delle piccole e piccolissime aziende americane che non saranno in grado di pagare i servizi sanitari. Se tutto questo si trasformerà in un aumento delle tasse, ragionano sempre i conservatori, saremmo al limite della costituzionalità. Tanto più che che le vecchie riforme, il Medicare e il Medicaid, hanno messo al riparo ampie fasce della popolazione, gli anziani, l’aristocrazia operaia (o quel che ne resta) e le classi medie, ma non quei 40 milioni di americani che non sanno come curarsi.

Al momento della discussione in aula, il repubblicano Shaddeg dell’Illinois si è alzato in piedi prendendo la parola. In braccio aveva una bambina di un anno o poco più, la figlia del capo dello staff Kristen Thompson. “Lei è Maddy,” ha detto presentando la piccola ai colleghi stupiti e sorridenti. “Maddy crede nella libertà”. Per un minuto ha continuato in questo strambo esercizio da ventriloquo facendo spiegare alla bimba cosa le accadrà da grande per colpa della riforma. “Maddy è venuta qui, oggi, per dire che non vuole che il governo controlli il sistema sanitario e che passi una legge che costerà al Paese all’incirca 1.500 miliardi di dollari”. I giornali democratici si sono subito scandalizzati di fronte a questo sfruttamento strumentale dell'infanzia, ma probabilmente è vero che a Maddy “piace l’America perché è un Paese libero”, come ha detto il suo portavoce, il deputato Shaddeg, accettando ironicamente la sconfitta. 
 

Commenti
Anonimo
09/11/09 09:59
Immagina che tua figlia sia disoccupata e malata
Caro Bernardino, hai una figlia? se sì, son sicuro che comunque preferiresti che abbia sempre garantita l'assistenza sanitaria, piuttosto che corra il rischio di non avere una cura se non ha un reddito tale da permettersi un'assicurazione sanitaria decente. Diceva Dario Antiseri: la libertà è un valore più importante dell'uguaglianza, ma a volte la disuguaglianza è tale da mettere in pericolo la libertà. e, tra l'altro, in cosa consiste esattamente in questo caso la libertà? Nella "libertà" dei dirigenti del sistema sanitario privato di speculare sulle disgrazie altrui? Mi sembra davvero vergognoso che difendiate quel sistema pur di dare addosso a Obama
simone
09/11/09 14:07
per debellare la lebbra dal
per debellare la lebbra dal mondo basterebbe il valore in dollari di una tank.
Ben Ledi
09/11/09 17:37
I bambini lasciamoli a casa, per favore
Che ne sa Bernardino Ferrero (o chiunque altro) di quello che pensa Maddy? Non è necessario essere giornali democratici per scandalizzarsi della vergognosa e imbecille strumentalizzazione dell’infanzia perpetrata dal deputato repubblicano. In che cosa il gesto di Shaddeg è diverso da quello dei genitori e insegnanti di sinistra che portavano i bambini a manifestare contro la guerra in Irak (o magari a dare addosso alla Gelmini: l’anno scorso, di fronte ai cortei di genitori e maestri che avevano portato in piazza i pargoli contro la riforma della scuola, l’Occidentale a momenti se la faceva sotto dall’indignazione)? L’utilizzo dei bambini a scopo propagandistico-mozione degli affetti è l’ultimo rifugio di chi non ha alcun argomento valido da opporre all’avversario. E poi sono d’accordo con l’Anonimo che mi precede:”libertà”? Facciamoci furbi, per favore. Qui si tratta di una riforma che può piacere o meno, ma la libertà non c’entra proprio per niente.
LaLibertàE'ASinistra
09/11/09 19:19
Obama potrbbe portare 20
Obama potrbbe portare 20 milioni di piccole maddie che non hanno i soldi per curarsi. Per cortesia, siate una testata seria, la riforma sanitaria fatta è qualcosa degna di uno stato civile. Non siate miopi accecati dalla rabbia per un 'radical socialcomunista' alla casa bianca. Il mondo cambia, e cambierà molto... vedrete. Largo spazio alla sostenibilità socialista.
09/11/09 23:08
Ben Ledi
che nickname ironico.
alesan
11/11/09 00:34
Sanita' privata
Vivo in America e non cambierei mai la mia assicurazione privata. Esami del sangue: fatti al mattino (senza coda) risultati su internet nel pomeriggio. I costi sono del tutto accettabili. Io sono genuinamente convinto che mettere un'opzione pubblica andra' a discapito di chi ora ha un buon servizio, livellando verso il basso. Quello che secondo me andava fatto e' invece: - ora l'assicurazoine sanitaria e' in gran parte pagata dalla ditta dove si lavora. - per il motivo di cui sopra, certe assicurazioni si sono "saldamente insinuate" dentro molte grandi ditte. Il servizio potrebbe non essere ottimale dato che non c'e' fondamentalmente concorrenza. - se fosse responsabilita' del singolo individuo scegliersi una assicurazione, la scelta sarebbe piu' basata sul rapporto prezzo/prestazioni. - le assicurazioni si svecchierebbero e dovrebbero lavorare con meno sprechi etc - dopotutto (ad esempio) il sistema assicurativo per le automobili funziona molto bene grazie alla concorrenza e la libera scelta. Il mio fuoristrada nuovo, motore 4litri, paga 800EUR di assicurazione all'anno (e parlo della "kasko" tutto incluso, furto etc)
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