Ma quanti anni hanno gli atleti, e soprattutto le atlete, cinesi? La domanda, che si stanno facendo in molti a queste Olimpiadi, non sempre è oziosa o in malafede. Anche i giornali italiani hanno scritto, in questi giorni, dei sospetti circolati attorno alle ginnaste di casa, che a vederle bene non sembra avessero tutte 16 anni, l'età minima imposta dal Cio per gareggiare.
In questa sede, tuttavia, nessuno vuole sostituirsi a chi ha stabilito i regolamenti sportivi né a chi li ha dovuti interpretare. Più semplicemente, vogliamo riferire di alcuni atteggiamenti, legati alla questione dell'età, piuttosto diffusi in Cina. Senza dimenticare che i primi ad ammettere quanto sia difficile spesso capire l'età di un cinese sono proprio gli italiani che vivono in Cina.
Personalmente conosco un imprenditore, che vive tra a Pechino e Shanghai da quasi 20 anni, con una moglie (cinese) sulla quarantina a cui facilmente si potrebbero dare 25 anni (beato lui!). Il suocero è ultrasessantenne, ma sembra un uomo di 40. Inoltre, l'età scritta sul passaporto in Cina non è sempre quella vera. In passato era frequente (oggi, obiettivamente, molto meno) negoziare con i funzionari dell'Ufficio anagrafe la data di nascita dei figli, per permettere loro di andare a scuola in anticipo o più tardi, a seconda delle esigenze.
Si possono così incontrare cinesi con addirittura tre date di nascita: quella autentica (che segue il calendario occidentale), quella dichiarata sul passaporto (di un anno avanti o indietro) e quella nella quale festeggia il compleanno (che cambia di volta in volta, a seconda del calendario lunare).

