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Finanziaria: via libera alla Camera

Arriva lo scudo fiscale quater. Termini prorogati ad aprile e aliquota più alta

17 Dicembre 2009

Alla fine lo scudo quater è arrivato. Del resto, secondo gli intermediari la lista dei proprietari di beni detenuti illegalmente oltreconfine interessati all'adesione ma ormai tagliati fuori a causa della chiusura dei termini, era ancora lunga. E dopo un giro di consultazioni durato più giorni, ieri il Governo ha prorogato i termini in modo tale da permettere ai nuovi “scudanti” di mettersi in regola  fino al 30 aprile 2010. Ma a condizioni differenti rispetto alla prima misura. Dall'entrata in vigore del decreto legge fino alla fine di febbraio verrà infatti applicata l'aliquota del 6%, mentre da marzo fino al 30 di aprile, del 7 per cento.

Grazie alla proroga (inserita nella bozza del decreto legge "milleproroghe", in corso di valutazione dell'esecutivo) nelle casse dello Stato entreranno 30 miliardi di euro.

L'operazione scudo fiscale è stata una “colossale manovra di potenziamento della nostra economia", ha detto ieri il ministro dell'Economia, parlando dei risultati incassati dallo scudo, con rimpatri e regolarizzazioni fra gli 80 (stima del governo) e i 100 miliardi (stima della maggioranza), pari a 5 punti di Pil in 3 mesi. Una cifra di gran lunga superiore rispetto ai due precedenti scudi 2001-2003 che avevano consentito la regolarizzazione di circa 78 miliardi in totale. Un ritorno nell'economia reale di patrimoni per anni parcheggiati all'estero “che servono - ha detto il ministro Tremonti - per tenere aperte le imprese, per non licenziare e gestire i rapporti fra creditori e debitori”.

Intanto, la Camera ha approvato la Finanziaria. Il testo è passato in seconda lettura con 307 voti favorevoli, 267 voti contrari e 2 astenuti. Hanno votato a favore Pdl e Lega, contro Pd, Idv e Udc. L'Mpa, in segno di protesta, non ha partecipato al voto, ritenendo che le misure per il Sud siano insufficienti. Il testo, che mercoledì aveva incassato la fiducia al governo, torna in terza lettura al Senato la prossima settimana per l'approvazione definitiva. Si presenterà al voto dopo un lungo lavoro di restyling e non è più light, con i 250 commi del maximendamento del relatore Massimo Corsaro (Pdl), blindato dal voto di fiducia, che ha sostituito gli articoli 2 e 3 della manovra. Maximendamento che vale 9,2 miliardi di euro, di cui 5,6 miliardi rappresentano il saldo netto da finanziare. La copertura è assicurata dagli incassi dello scudo fiscale, attualmente cifrati in 3,7 miliardi di euro e dal trasferimento nella disponibilità del Tesoro di 3,1 miliardi del Tfr dei lavoratori che hanno scelto di non versare le quote “maturande” ad una forma di previdenza complementare (fondo chiuso, fondo aperto, piano individuale di previdenza). Per il resto le coperture sono fatte tramite rimodulazioni di spesa nel bilancio dello Stato.

Nella Finanziaria c'è un pacchetto dedicato al welfare: si tratta di 1,125 miliardi, di cui 860 milioni riservati alla proroga di un anno della detassazione del salario di produttività. Previsto anche l'aumento dell'assegno riservato ai collaboratori a progetto che perdono il posto di lavoro e la semplificazione dei requisiti di accesso agli ammortizzatori sociali. Nel provvedimento hanno trovato spazio il taglio ai trasferimenti erariali agli enti locali, fra il 2009 e il 2011, per 229 milioni di euro: per compensarli i comuni dovranno tagliare un quarto dei consiglieri e un quinto di assessori. Via anche difensori civici, circoscrizioni e direttori generali. Nelle province, invece, salteranno solo il 20% delle poltrone. Con la manovra ai Comuni arrivano i tanto attesi rimborsi Ici legati all'eliminazione dell'imposta per la prima casa, 156 milioni per il mancato gettito 2008 e 760 milioni per quello 2009. Arriva anche la tremontiana Banca del Mezzogiorno, con la finalità di sostenere progetti di investimento nel Sud, promuovendo il credito alle piccole e medie imprese.

 

Commenti
Luciano Cecchini
18/12/09 17:58
Due dubbi
Proroga dello scudo fiscale e varo della Legge Finanziaria ? Tutto bene, ma … Ma ... mi (e Vi) pongo due dubbi. Primo: non ha per caso ragione Mario Draghi quando dice che alla ripresa dell’economia italiana che si sta’ lentamente avviando manca ancora il sostegno pubblico ? Secondo: era veramente indispensabile arroccarsi sulla strenua difesa del deficit statale ? Il Sistema Italia –è una diagnosi ampiamente condivisa- ha bisogno di una importante serie di riforme strutturali. Spendere ora per farle (bene) aiuterebbe sia la congiuntura economica che il trend di lungo periodo. E ciò –molto probabilmente- non significherebbe “buttare” soldi o affossare le generazioni future. Al contrario, investendo in modernizzazione si potrebbe attivare un circolo virtuoso con ritorni “moltiplicativi” per oggi e, quasi certamente, per domani.
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