Venerdì 10 Febbraio 2012
Per ricevere la Newsletter dell'Occidentale
Arcana Imperii

Ascesa e caduta di Alberto Saiz, pescatore di guai dell'Intelligence spagnola

5 Gennaio 2010

Uno degli ingressi più complicati al vertice dei servizi di sicurezza, in ogni parte del mondo, è quando si viene chiamati all'arduo compito dopo un terribile attentato che sconvolge il proprio Paese.

Capitò ad Alberto Saiz Cortès, in Spagna, il 20 aprile del 2004, subito dopo la vittoria del partito di Zapatero nelle memorabili elezioni tenutesi il 14 marzo dello stesso anno.

Tre giorni prima una serie di attacchi terroristici al sistema dei treni locali di Madrid provocarono 191 morti, 2057 feriti e la fine delle possibilità di vittoria alle urne del partito popolare, guidato dal premier allora in carica José Maria Aznar e dal delfino e successore designato Mariano Rajoy.

Uno  dei primi atti del nuovo esecutivo socialista, su precisa indicazione del nuovo ministro della difesa José Bono, fu la sostituzione del discusso direttore del Centro Nacional de Inteligencia Jorge Dezcallar, accusato da media e politici di non aver saputo adeguatamente prevenire le stragi firmate da una cellula di tipo yihadista (ma in un primo momento attribuite frettolosamente all'Eta).

Saiz, esperto esponente del Psoe, venne  individuato come l'uomo giusto per riportar ordine nei segreti uffici, frustrati anche dall'uccisione di otto uomini in Iraq e dai sempiterni guai con l'oltranzismo  basco armato.

Una navigazione con luci e ombre, la sua, al timone del CNI.

Fino all'aprile del 2009, quando una serie di articoli, con tanto di fotografie esplicative,  del quotidiano El Mundo denunciò il presunto uso da parte di Saiz di fondi pubblici per affari privati, per la precisione partite di caccia e pesca in Africa.

Dinanzi alla massiccia campagna mediatica, a nulla valsero le difese, corroborate dall'esibizione di fatture, del Director nell'aula della Commissione dei Secretos Officiales del Congresso iberico.
Il due luglio dell'anno scorso, Saiz ha dovuto capitolare e rassegnare le dimissioni, lasciando la sempre scottante poltrona al generale Félix Sanz Roldan.

A distanza di parecchi mesi dall'evento, restano alcuni interrogativi.

L'insistente campagna di El Mundo sarà stata, per avventura, alimentata da particelle legate al partito popolare, ancora avvelenate per le fatali giornate della primavera 2004? O la faida che ha messo alla berlina, attraverso il suo leader, il prestigio del CNI, si è invece sviluppata tutta all'interno di quegli uffici?

Comunque sia andata, è bene  notare che il colpo di grazia ai capi dell'intelligence non di rado è  messo a segno dalla stampa.
 
 

l'Occidentale è protetto da Kaspersky
© 2007-2011 Occidentale srl. Tutti i diritti riservati. redazione@loccidentale.it
L'Occidentale è una testata giornalistica registrata. Direttore responsabile: Giancarlo Loquenzi.
Registrazione del Tribunale di Roma n° 141 del 5 Aprile 2007
Concessionaria in esclusiva per la pubblicità: Arcus Pubblicità srl