Venerdì 10 Febbraio 2012
Per ricevere la Newsletter dell'Occidentale
Bauman su Repubblica

Gli intellettuali di sinistra parlano tanto ma non dicono più niente a nessuno

30 Settembre 2008
Zygmunt Bauman

Repubblica si è da tempo data un obbiettivo meritevole: evidenziare tutte le idiozie su cui si basa il pensiero politico, la cultura della sinistra, permettendo così al colto e all’inclito - e ai posteri - di comprendere le ragioni di fondo del suo fallimento su base continentale. Ecco allora che il 29 settembre - sempre con questo meritevole scopo filantropico - inizia in prima pagina e occupa tutto un paginone di R2 cultura, un breve saggio di Zygmunt Baumann che fa da prefazione al testo di Leonidas Donskis sulla produzione di violenza nella società contemporanea.

Come spetta ad ogni intellettuale della gauche caviar, Bauman inizia coll’elencare una serie di affermazioni e fatti assolutamente inventati: “la Cassazione ha decretato che è legittimo discriminare i Rom con la motivazione che “gli zingari sono dei ladri” (ma chi gli ha detto questa boiata, e perché è così pigro, scorretto, disonesto da non controllare?); "Maroni ha giustificato i pogrom contro i campi Rom" e via inventando (e diffamando). Ma queste menzogne, queste balle sesquipedali sono solo la parte di propaganda becera che ormai è intrinseca in qualsiasi ragionamento politically correct di qua e di là dell’Oceano.

La parte più grave del testo, viene dopo, là dove Bauman si dà l’aria di “fare l’analisi” che evidentemente tanto è piaciuta ai redattori di Repubblica. Nulla di ovvio, impreciso, inventato, banale, inutile, ci viene risparmiato: dalle paure oggigiorno generate dalla globalizzazione, al fatto che la flessibilità del lavoro e l’insicurezza del posto fanno dei migranti l’obiettivo naturale delle paure, per terminare nel vero capolavoro: “a differenza delle paure del passato, le paure contemporanee sono aspecifiche, disancorate, elusive, fluttuanti, e mutevoli - difficili da identificare e localizzare esattamente”. Parole sante, perché certificano in pieno il male di vivere che appesantisce la vita e il pensiero di Baumann e di tutta la sinistra europea: non hanno più il minimo rapporto con la realtà.

Non capiscono che oggi la paura dell’immigrato in Italia è concretamente, materialmente incarnata in mille e mille fatti concreti, vissuti, subiti. Il che non vuol dire che siano fatti di cui siano responsabili gli immigrati, perché responsabili sono anche i governanti che non gestiscono questo caos, ma per quanto riguarda gli immigrati musulmani, la concretezza della presenza di un Islam aggressivo, brutale, incivile è reale e sotto gli occhi di tutti. Basterebbe il fatto che molti intellettuali arabo-italiani che si occupano di Islam devono girare con la scorta per capire quanto sia giustificata e materiale questa paura.

Chiusi nei loro loft e salotti e terrazze (e appartamenti della figlia a Manhattan) gli intellettuali e i leaders della gauche europea prendono D’Annunzio a modello, costruiscono parole sulle parole e campano di rendita sul luogo comune, come sul complesso di colpa nei confronti del “nero”. Null’altro.

A Baumann non viene lontanamente in mente di andare da una massaia - sì, sempre a quella di Voghera - e chiederle perché ha paura. Se lo facesse, avrebbe risposte chiare, secche, specifiche. Perché le città italiane sono piene di paura più che giustificata, concreta, materiale, motivata, a causa della presenza caotica, disordinata, non pianificata di centinaia di migliaia di immigrati che ne hanno distrutto millenari equilibri e tradizioni, soprattutto nelle parti loro più preziose: i centri storici, perché a Roma, Milano e Torino, quando telefoni concitato alla polizia se ti hanno rubato una macchina, dopo un po’ ti dicono che probabilmente “è finita nel campo Rom”, ma poi nessuna volante va a cercartela, perché i poliziotti stessi hanno paura; perché in Italia nessuno ha mai avuto paura degli immigrati somali, etiopi, filippini, cingalesi e polacchi, ma molti hanno giustamente paura di un Islam che dichiara di volere egemonizzare l’Europa imponendo anche qui la sua Legge che umilia le donne, odia gli ebrei, condanna a morte gli apostati ed è aduso a “convertire con la spada”.

Nulla di tutto questo in Bauman, neanche una traccia, perché ammettere che “l’altro”, il “diverso” possa effettivamente, realmente, giustamente fare paura per i valori della sua cultura e religione. Questo non è permesso a sinistra, è peccato, tabù. Ecco allora che il Baumann-pensiero ci dà la ricetta magistrale: “odiamo perché abbiamo paura, ma abbiamo paura a causa dell’odio che avvelena la coabitazione sul pianeta che condividiamo”. Il nulla fatto Repubblica.

Avanti così, che forse un giorno aprirete la porta, uscirete finalmente per strada e farete quella cosa che tutta la sinistra di libro e di governo non fa più da decenni in Europa: parlerete con la gente, con quello che chiamate “il popolo”, e non più sulla gente, non più sulle spalle del “popolo”.

Commenti
Michele M.
30/09/08 08:46
complimenti vivissimi a
complimenti vivissimi a Carlo Panella. Articolo eccellente. Chiaro, cattivo e scritto con la consueta maestria. Ancora complimenti!
Anonimo
30/09/08 09:44
Bravo Panella!continui senza
Bravo Panella!continui senza tregua la madre di tutte le battaglie culturali dei nostri tempi: abbattere il 'politicamente corretto'il cancro spirituale che sta devastando tutte le società occidentali.In proposito mi permetto di consigliarLe, se non l'avesse già fatto, di leggere un libro-rivelazione( a mio modesto parere)di Bruckner-La tirannia della penitenza-in cui viene descritta in ogni suo risvolto questa vera e propria distorsione tipica degli 'intellettuali engagé'che immancabilmente si risolve sempre nel puerile giochetto di ricomporre senza sosta il loro puzzle mentale fatto di lezioni mal apprese e di compitini mal fatti.E come provocatoriamente Lei immagina,guardando un pò il mondo dal loft o dalla terrazza idealmente collocata al millesimo piano e per un altro pò l'enorme specchio a parete sorretto da un Narciso ghignante.
30/09/08 11:37
A parte che se quello oltre
A parte che se quello oltre che un diffamatore è anche uno scemo che presta il suo nome alla calunnia sulla base di informazioni false che non appura. La repubblica era consapevole di pubblicare delle fandonie. Dunque quanto fa è chiaro che è una propaganda spregevole, che degrada la testata. Sugli stranieri, membri la mia famiglia per via paterna, dopo essere stata rilasciati dai campi di concentramento di Menghistu,dopo essere passati al Muro del Pianto in Israele vennero in Italia, dove hanno studiato: uno è oggi medico negli States, american board, un altra è manager di una grossa compagnia aerea sempre negli states. Il tutto lavorando pulendo pure le scale mentre studiavano. E nessuno in quei tempi ha mai rivolto loro insulti razziali, mentre erano in Italia. Oggi ci sono intemperazne razziste in Italia, ma se se ne analizzano le motivazioni queste sono addebbitabili all'estrema sinistra e a quei magistrati che di lei si son fatti complici, quando questa pretese, e spesso ottenne, che si tollerassero i crimini commessi dagli immigrati, equiparando poi questi criminali a tutti gli immigrati. Loro è la colpa di ogni azione razzista che accade oggi in Italia. Gli italiani, non sono razzisti come radici, Mussoliniani e neonazisti aparte
vanni
30/09/08 12:08
Razzismo a bersaglio mobile
Mangascià ha ragione da vendere. Certo anche i comunisti in fatto di razzismo non se la passano male. Provi un po' ad esprimere chiaramente qualche opinione diversa dalla loro, e vedrà che democratica tolleranza e che passione per la dialettica.
Anonimo
30/09/08 13:49
La sinistra in Italia è
La sinistra in Italia è morta con la persecuzione a Craxi....la storia insegna che i vari Veltroni, D'Alema, Fassino e tutta la truppa di intellettuali al loro seguito sono sempre stati dalla parte sbagliata! Bisogna aggiungere qualcosa?
Anonimo
30/09/08 18:53
intellettuali di sinistra
il livore di cui sono intrisi tutti gli articoli o discorsi dei sinistri confermano che non è possibile dialogare con quella gente.
francesco.pugliarel
30/09/08 20:05
Noi popolo saggio, di antica
Noi popolo saggio, di antica genìa, capiamo benissimo perchè la "sinistra caviar" ragiona così, svolazzando in superfice, sparando vuote sentenze per gonzi, del tipo: “odiamo perché abbiamo paura, ma abbiamo paura a causa dell’odio che avvelena la coabitazione sul pianeta che ondividiamo”: parole vuote. Guarda caso donde provengono certe affermazioni rancorose: da quelle culture anglo-protestanti che si beano d'essere i mejo al mondo, mentre sotto sotto ci invidiano per la nostra antica saggezza catto-popolare...!
01/10/08 07:46
Magistrale
Da Carlo Panella sempre grandi lezioni di giornalismo impegnato e di analisi sociali attente. Congratulazioni, un piacere leggerla. Non smetta mai. Andrea
03/10/08 12:27
chiarimento
"A Baumann non viene lontanamente in mente di andare da una massaia - sì, sempre a quella di Voghera - e chiederle perché ha paura. Se lo facesse, avrebbe risposte chiare, secche, specifiche". E avute queste risposte cosa potrebbero fare??? Parlare di quanto sarà bello il dopodomani.
Anonimo
03/10/08 12:35
in Italia c'è la sinistra?
Finalmente qualcuno che dice come stanno veramente le cose. E' ora di finirla con questi benpensanti (!), intellettualoidi, che magari non sanno cosa vuol dire "fatica", "sveglia alle 5.00", "schiena a pezzi".
l'Occidentale è protetto da Kaspersky
© 2007-2011 Occidentale srl. Tutti i diritti riservati. redazione@loccidentale.it
L'Occidentale è una testata giornalistica registrata. Direttore responsabile: Giancarlo Loquenzi.
Registrazione del Tribunale di Roma n° 141 del 5 Aprile 2007
Concessionaria in esclusiva per la pubblicità: Arcus Pubblicità srl