Venerdì 10 Febbraio 2012
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Ben vengano le commissioni d'inchiesta, soprattutto se le fa Israele

31 Maggio 2010

Di certo qualcosa non ha funzionato nell’assalto dell’esercito israeliano contro la flotta di navi dirette verso Gaza cariche di aiuti umanitari  e pronte a forzare l’embargo imposto dal governo di Tel Aviv.  L’operazione era nota da mesi, se ne conoscevano dettagli e intenzioni, i rischi erano stati a lungo calcolati da tutte le parti in gioco. Nessuno dunque si aspettava l’epilogo tragico che ha portato a 10 morti e decine di feriti.

L’impressione infatti è che il commando israeliano sia arrivato alla fase finale dell’arrembaggio senza essere preparato allo scenario peggiore pur avendo avuto tutto il tempo e tutti i mezzi per prevenirlo. Quello che è certo però è che almeno una parte dell’organizzazione che ha promosso la "Freedom Flotilla" riteneva l’eventualità di un confronto violento come possibile se non addirittura desiderabile, mentre buona parte dei pacifisti, premi nobel e parlamentati imbracati nell’operazione guardavano altrove.

Delle sei navi che componevano la flotta, cinque si sono arrese senza fare resistenza ai soldati israeliani. Solo su una, la Mavi Marmaris, battente bandiera turca ha ingaggiato una forte resistenza armata innescando la reazione dei militari. La Marmaris era partita da Istanbul il 22 maggio dopo una solenne cerimonia inaugurale dove garrivano le bandiere di Hamas e in prima fina c’erano uomini chiave dell’organizzazione palestinese e dei Fratelli Musulmani. La nave era voluta e finanziata dall’ IHH, un’organizzazione molto impegnata nell’assistenza alla popolazione di Gaza e con strettissimi legami con i vertici di Hamas che dall’ IHH ricevono importanti finanziamenti. Un’attivista di questa organizzazione impegnato in Giudea e Samaria, Izzat Shahin, è stato recentemente accusato dal governo Israeliano di finanziare le famiglie dei terroristi suicidi di Hamas ed è stato estradato in Turchia.

Il direttore dell’IHH, Bulent Yilidrim, alla cerimonia inaugurale  aveva arringato la folla senza mezzi termini: "La flotta sarà un test per Israele e se ci sarà un tentativo di bloccarla la considereremo come una dichiarazione di guerra. Se Israele proverà a fermarci rimarrà isolata nel mondo e farà molto male a se stessa". E’ esattamente quello che è successo pochi giorni dopo, quando – a seguito dell’incidente – sembra essere addirittura a rischio il tanto atteso incontro tra Netanyahu e Barack Obama.

E’ difficile dunque credere che l’obiettivo principale degli organizzatori del convoglio fosse quello di portare aiuto alla popolazione di Gaza. Anche perché in questo caso sarebbe stata accettata la proposta di Tel Aviv di sbarcare in un porto Israeliano e portare gli aiuti via terra dopo un normale controllo di sicurezza. Sembra molto più probabile che lo scopo del "convoglio umanitario", almeno per una parte dei suoi promotori, fosse esattamente quello che si è raggiunto e che Israele sia caduta appieno nella trappola.

Ora tutto il mondo chiede commissioni di inchiesta: se ne annunciano già dell’Onu e dell’Unione Europea. Ben vengano. Anche se sappiamo per esperienza, che se si mette da parte ogni residuo ideologico e di propaganda, le commissioni di inchiesta più rigorose, efficaci e impietose sono quelle che l’esercito israeliano è capace di fare su se stesso. E, almeno da parte israeliana, se qualcuno ha sbagliato pagherà. Molto più difficile sarà far emergere tutte le altre responsabilità.
 

Commenti
01/06/10 08:37
VIVIA ISRAELE
Secondo Hilary Clinton, il mondo si doveva ribellare nei confronti della Corea del Nord, che oltre ad aver affondato un nave militare della Corea del Sud, patria del segretario dell’OnuBan-Ki-Moon lanciava minacce di guerra. E il mondo deve tacere? quando in una missione pseudo umanitaria decisamente più contro Israele che pro popolo palestinese, si trova un Hilarion Capucci, che fu arrestato in fragranza di reato mentre nel 1974 poiché trasportava armi per i terroristi palestinesi? sto mondo deve tacere pure quando, come ci racconta Maurizio Molinari Imbarazzo in America Netanyahu torna a casa , una delle ong turche più impegnate a condurre la flottiglia verso le acque della Striscia di Gaza è il Fondo di soccorso umanitario (Ihh) che a metà degli anni Novanta la Cia sospettava di diffondere il fondamentalismo islamico nei Balcani e dopo gli attacchi dell’11 settembre 2001 ha incluso della lista nera di 15 organizzazioni accusate di «facilitare le attività di gruppi terroristici islamici»? Beh se il mondo deve tacere, Israele non ha subìto quel silenzio!
Anonimo
01/06/10 09:27
Convoglio umanitario palestinese
Il mio parere è che invece di essere un convoglio umanitario fosse un carico di armi da inviare ai Palestinesi. Altrimenti perchè mai accogliere i soldati israeliani con una nutrita risposta di fuoco tale da causare tutti quei morti e feriti?
vanni
01/06/10 09:33
Nuovi orizzonti
La Turchia in Europa.
Costantino Pistilli
01/06/10 10:10
Armi bianche o arcobaleno?
Non erano armati di buone intenzioni, di parole colorite, o, al massimo, di alito pesante..Ecco le armi bianche, anzi, arcobaleno della Freedom Flotilla http://www.youtube.com/watch?v=JvS9PXZ3RWM&feature=player_embedded
Anonimo
01/06/10 13:51
Conosciamo bene le inchieste
Conosciamo bene le inchieste interne di Israele. Negarono che i propri soldati usassero le magliette con donne e bambini palestinesi nel mirino inneggianti all'uccisione di civili. Ignorarono di dire la verità sul blitz che distrusse la sede ONU a Gaza uccidendo il personale. Negarono l'uso del fosforo bianco (vietato in qree civili)sui bambini di Gaza, e delle bombe a grappolo (vietate in assoluto) che ancora creano menomazioni, a 4 anni di distanza, in Libano. Rifiutano di aderire al TNP e nascondono un pericoloso numero di testate nucleari.
Anonimo
01/06/10 14:45
Flottiglia
Ci riprovo, censura più, censura meno...Ho letto alcuni commenti che mi hanno lasciato a dir poco perplesso... Dunque, io sono con la mia Flottiglia in mezzo al mare, in piene acque internazionali...nottetempo, mi si calano dal cielo manco fosse manna, senza preavvisi nè annunci, una infarinata di soldati teste di cuio (per non dire altro). A questo punto, secondo molti, chi era sulla nave avrebbe dovuto accogliere con fiori rossi e champagne questi militari armati fino ai denti, mica reagire così come (dicono) abbiano fatto...sai come si dice a Roma, QUI NESSUNO C'HA L'ANELLO AL NASO!! D'accordo, tv e informazione hanno completamente plagiato la libertà di pensiero, ma qualcuno due pensieri in fila ancora riesce a elaborarli. Mi chiedo se un pò non ti imbarazza avere delle "opinioni" così marcatamente imbeccate e poco obiettivi. Eppure, mi risulta tu sia un giornalista...Mah!
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