Alitalia ma anche scuola nel primo consiglio dei Ministri dopo la pausa estiva. Messe da parte le vacanze il governo è ripartito subito mettendo da un lato ordine alla questione Alitalia che ormai da mesi incancreniva non solo il dibattito politico ma anche quello economico; dall’altro dando l’ok sul disegno di legge presentato dal ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini e che come lo stesso esponente forzista ha spiegato alla fine del CdM “sarà contenuto nel piano programmatico per la scuola contenuto nella Finanziaria e su cui stiamo lavorando con il ministro Tremonti”. Nessuna decisione invece sul fronte del federalismo fiscale e della legge elettorale per le prossime elezioni europee che probabilmente saranno messe all’ordine del giorno del prossimo consiglio dei Ministri.
Slittamento che qualcuno riconduce alla presenza ancora di alcuni nodi da sciogliere sia per quanto riguarda il federalismo sia la legge per le europee. Per la verità su quest’ultimo punto in serata il premier Berlusconi è sembrato rassicurare tutti spiegando in conferenza stampa che “abbiamo praticamente pronta la nuova legge elettorale per l’Europa che ha come finalità quello di non disperdere la nostra presenza in Europa in modo da mandare le due parti che si confrontano in Italia con un forte numero di parlamentari europei così che possano incidere attivamente nelle due grandi famiglie europee”. Legge che secondo le valutazioni di Berlusconi “se tutto si svolgerà come pensiamo noi potremo essere il primo gruppo nel Ppe e questo ci dà una leadership, che si aggiunge all’autorevolezza, all’esperienza annosa che abbiamo come protagonisti di questo gruppo. Così si potrebbe incidere molto nella difesa degli interessi nostri e di tutti i cittadini europei”.
Un Cavaliere quindi ottimista anche se in realtà i nodi comunque rimangono e rimandando di fatto tutto al prossimoCdM degli inizi di settembre dove probabilmente si inizierà a parlare più concretamente della legge trovando un punto d’incontro sia sulle preferenze che sulla soglia di sbarramento, i due nodi ancora da sciogliere. Niente di fatto pure sul fronte federalismo anche se in mattinata c’era stato un faccia a faccia tra il ministro degli Affari regionali, Raffaele Fitto, e quello per la Semplificazione, Roberto Calderoli. Un lungo incontro sul quale lo stesso Fitto ha precisato che “è andato bene, adesso stiamo facendo le ultime limature frutto del confronto con le Regioni”. Dal canto suo anche Calderoli è sembrato alquanto sereno sul cammino del provvedimento al punto da sbilanciarsi spiegando che il via libera alla delega sul federalismo dovrebbe arrivare “intorno a Natale”. Non basta perché come ribadisce il ministro leghista “la riforma serve più al sud che al nord” e sarebbe “una martellata sulle unghie non fare il federalismo” visto che “per il Sud c’è la garanzia di una perequazione integrale per il rilancio, una fiscalità di sviluppo ed un periodo di transitorietà che è assolutamente graduale e sostenibile. Fino ad ora il nostro dovere lo abbiamo fatto e restiamo aperti e disponibili al confronto”. Confronto che come assicura lo stesso lumbard inizierà già la prossima settimana con “l’Upi, l’Anci e le Regioni. Martedì andrò in missione da quelli che sono più perplessi: in Calabria da Loiero ed a Palermo da Lombardo”. Ed infine per Calderoli anche un confronto con i presidenti delle Camere “che regoleranno i lavori parlamentari sulla riforma”.
Per un federalismo ed una legge elettorale ancora da fare il governo però porta a casa un primo importante provvedimento nell’ambito del settore scolastico che per la verità il ministro Gelmini aveva già annunciato nelle scorse settimane. Torneranno così sia il “7” in condotta sia i voti per gli studenti. Quindi addio alle valutazioni buono, distinto e sufficiente, si ritorna al vecchio metodo. Una scelta quella di ripristinare il voto in condotta che come ha spiegato la Gelmini “è una risposta necessaria e urgente di fronte al moltiplicarsi negli ultimi anni dei casi di bullismo”. Secondo il sistema previsto dal ministro azzurro la valutazione del comportamento “farà media” e chi prende 5 potrà dire addio alla promozione e all’ammissione agli esami di Stato. Novità, poi, anche sul fronte delle materie visto che il disegno di legge prevede anche il ritorno dell’insegnamento dell’educazione civica che si chiamerà “Educazione alla Costituzione e alla cittadinanza” con riferimenti anche al codice della strada ed a quello ambientale. Ritorno con novità che per la Gelmini è legato soprattutto alla convinzione che “la scuola deve rimettere al centro la persona e preparare i ragazzi a essere cittadini consapevoli dei diritti e dei doveri e conoscitori dei principi costituzionali”.
Divergenti le reazioni politiche: la maggioranza con Italo Bocchino plaude al provvedimento approvato giudicando il disegno di legge “di portata straordinaria” e che “deve essere inserito tra le priorità di governo e maggioranza insieme se non prima di giustizia e federalismo”. Critica l’opposizione dove il ministro ombra dell’Istruzione, Mariapia Garavaglia, accusa il governo di fare solo spot e di tagliare le risorse con la prossima legge Finanziaria. Qualche apertura dal sindacato con la Gilda che sul ritorno del voto in condotta spiega: “E’ una misura che rappresenta un primo passo per restituire serietà agli studi e ripristinare i comportamenti civili nelle scuole, ma è chiaro che da sola non basta”. Intanto però il ministro guarda oltre e già annuncia nuovi provvedimenti come quello per l’introduzione dell’insegnante unico per la scuola primaria e quello per contenere il caro libri, assicurando che “continueremo la battaglia contro il caro-libri. Io e gli altri componenti del consiglio, in primo luogo il presidente Berlusconi, intendiamo aiutare le famiglie a combattere il caro-libri. Per questo i testi scolastici potranno essere rieditati soltanto se strettamente necessario. Abbiamo pensato a un periodo di tre, quattro o cinque anni entro il quale i libri non possono essere cambiati”. Infine come detto spazio pure ad Alitalia con l’approvazione del decreto e del ddl delega per la modifica alla legge Marzano: previste, tra l’altro, deroghe alle norme antitrust, la riforma della disciplina delle procedure di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi e norme di tutela per i piccoli risparmiatori.
Inoltre nel decreto legge è previsto che l’ammissione alla procedura commissariale per le imprese in crisi operanti nei servizi pubblici essenziali sia attuata con un decreto del presidente del Consiglio e del ministro dello Sviluppo economico. Per quanto riguarda Alitalia il commissario straordinario sarà Augusto Fantozzi come annunciato dal ministro Renato Brunetta e potrà cedere asset dell’impresa fissando un prezzo di cessione “non inferiore a quello di mercato” che sarà stabilito con una perizia. Un intervento, quello su Alitalia, che Berlusconi ha commentato come un altro impegno mantenuto dal governo, dopo i rifiuti di Napoli e la Legge Finanziaria.


