Venerdì 10 Febbraio 2012
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Nuovi antisemitismi

La giornata della memoria dimentica le vittime ed esalta i carnefici

27 Gennaio 2009
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Qualcuno ha osservato che criticare la Giornata della Memoria è snobistico. Può darsi che ci sia chi lo fa per snobismo. Per quanto mi riguarda, dopo aver partecipato a molte manifestazioni non credo di essere mosso da motivazioni snobistiche se dico che due aspetti stanno diventando sempre più insopportabili: l’ipertrofia e la strumentalizzazione in chiave antiebraica.

Sull’ipertrofia non c’è molto da dire: basta guardarsi attorno. Ieri ho partecipato a un incontro e nello stesso edificio universitario, al piano superiore, a pochi metri di distanza, se ne svolgeva un altro del tutto analogo...

Per quanto riguarda il secondo aspetto, esso si divide in due parti. Da un lato l’allargamento del ricordo ad altre Shoah. Quello che doveva essere un evento unico è divenuto un evento di tutti. Ognuno si fabbrica la propria Shoah. Ho il massimo rispetto per gli omosessuali ma trovo l’istituzione della commemorazione dell’Homocaust assolutamente intollerabile, se non altro per lo squallore del nome. Poi c’è il ribaltamento, l’ignobile ribaltamento: è quello delle vittime che sono divenute carnefici, gli ebrei peggio dei nazisti, i soldati israeliani peggio delle SS. E’ stato inventato il genocidio del popolo palestinese: caso unico nella storia quello di un popolo che si è decuplicato, secondo i dati ufficiali, in più di mezzo secolo di genocidio. Troppo spesso la giornata della memoria serve a lanciare lo slogan degli ebrei come autori di un nuovo genocidio, le vittime divenute carnefici.

Guardate le terribili foto di questa manifestazione parigina. Hanno sfilato con bandiere israeliane in cui la stella di David è stata sostituita con la svastica, con le parole d’ordine di cui parlavo sopra, e addirittura hanno sfilato con i Qassam in spalla!...

Questo è il nuovo antisemitismo che dilaga per l’Europa e di cui bisognerebbe parlare. Ma l’unico luogo in cui non se ne parla sono le manifestazioni per la Giornata della Memoria. Al contrario. Spesso si dà spazio proprio a questi veleni.

E poi questa Giornata della Memoria 2009 è resa particolarmente triste e amara dall’ultimo episodio. Si tratta della vicenda della revoca della scomunica alla fratellanza San Pio X, ovvero ai "lefebvriani", che ha riguardato anche il vescovo canadese Williamson, quel signore che anni fa gridò: "Non c’è stato un solo ebreo ucciso dalle camere a gas! Sono tutte menzogne, menzogne, menzogne!". Mercoledì 21 gennaio, avendogli richiesto di commentare queste frasi, le ha confermate, ribadendo che, secondo lui, non più di 200.000 ebrei, al massimo 300.000 sono morti nei campi di sterminio, nessuno dei quali nelle camere a gas, perché le camere a gas non sono mai esistite. Peggio. Gli hanno chiesto se questo non fosse antisemitismo e lui ha detto: "Se l'antisemitismo è cattivo è contro la verità. Se qualcosa è vera non è cattiva. Non sono interessato alla parola antisemitismo. La parola è molto pericolosa". E’ la parola ad essere pericolosa, non l’antisemitismo…

Non ho nulla da obbiettare alle scelte della Chiesa circa le scomuniche e le revoche delle scomuniche. Sono fatti interni in cui non bisogna intervenire. Ma non è possibile ignorare che una simile riconciliazione avviene con una persona di quella fatta. E non con lui soltanto!... Tutta la fratellanza San Pio X è inquinata. L'altro ieri sera è stato intervistato al TG2 il rappresentante italiano della fratellanza: alla domanda se ritenesse che le camere a gas fossero esistite, invece di cogliere l'occasione per "ripulire" l'immagine sua e dei suoi amici prendendo le distanze da Williamson, ha detto che lui non era uno storico e quindi non era in grado di pronunciarsi...

Non è possibile far finta di niente. Trovo pertanto profondamente inopportuna e inappropriata la dichiarazione vaticana secondo cui questa riconciliazione è un "dono di pace". Qualcuno mi ha fatto notare che la Chiesa è custode di eterne verità di fede e non di verità storiche e quindi non può dire che non c’è posto per questa o quella opinione nel suo seno. Ma non è così. La Chiesa ha escluso molte opinioni storiche e contingenti dal suo seno. La Chiesa condanna la soppressione della vita attraverso l’aborto, le manipolazioni genetiche, l’attacco alla famiglia naturale, e spesso concordo con queste posizioni che non riguardano eterne verità di fede. E lo fa con molta durezza, anche accusando governi e persone.

Se soltanto si fosse usata la stessa durezza, o metà di questa durezza nel caso dei lefebvriani negazionisti sarebbe bastato a chiudere la questione. La Chiesa si è pronunciata in modo netto contro la pedofilia che si è sviluppata nel suo seno. Forse il negazionismo merita più indulgenza della pedofilia?

La morale non è fatta a compartimenti stagni, e non si può attaccare il relativismo morale a corrente alternata.

Invece, in questo caso il portavoce vaticano ha dichiarato che quelle di Williamson sono opinioni personali, inaccettabili, ma che non riguardano il tema in questione, e in tal modo se ne è lavato le mani.

Tutto poteva essere risolto da una presa di posizione netta e chiara da parte delle massime autorità della Chiesa.

Invece, è venuta una dichiarazione del cardinale Bagnasco, che si è limitato a definire le opinioni di Williamson "infondate" e "immotivate".  Soltanto questo? Non si poteva dire: "indegne e incompatibili con la posizione ufficiale della Chiesa"? Sarebbe stata una dichiarazione capace di spazzare via ogni ombra. Invece, lo sforzo di produrre quei due aggettivi striminziti, da storico che evita i pronunciamenti morali, è stato prontamente compensato da un'aspra critica a chi in ambiente ebraico ha dissentito... Tutto ciò è molto triste e penoso. Tanto più che la presa di posizione della Chiesa tedesca ha indicato in modo preciso quel che si può e si deve fare. Non solo il portavoce della Chiesa tedesca ha dichiarato che Williamson dovrà ritirare le sue affermazioni perché non appartengono all'insegnamento della Chiesa, ma ha definito "comprensibilissima" l'indignazione della comunità ebraica.

Mi permetto di aggiungere alcune considerazioni che non sono soltanto personali ma coinvolgono molte persone che hanno condiviso il mio punto di vista. Da anni mi impegno senza risparmio nel dialogo ebraico-cristiano. È qualcosa che ritengo fondamentale per il futuro di noi tutti. Ritengo che difendere gli ebrei dall’antisemitismo sia la stessa battaglia che contrastare certe forme inaccettabili di ostilità anticristiana. Per questo ho preso posizione contro il boicottaggio della visita del Papa all’Università di Roma “La Sapienza", con un editoriale sull'Osservatore Romano; e con un analogo editoriale ho difeso il contenuto di un suo discorso sulla scienza, ritenendo che non vi sia mai stato da parte di Benedetto XVI un atteggiamento antiscientifico. Per difendere il dialogo, e ritenendo che la posizione del Papa sia nitidamente rispettosa dell’ebraismo, ho espresso dissenso dalle critiche di alcuni rabbini sulla preghiera del Venerdì santo. E assieme a Guido Guastalla mi sono pronunciato pubblicamente contro la decisione di sospendere il dialogo ebraico-cristiano, al punto da attirarci aspre critiche da parte di alcuni autorevoli rabbini e personalità del mondo ebraico italiano. E potrei continuare.

Non sto cercando di mettermi medaglie sul petto o di spendere crediti acquisiti - come direbbe Santoro. Sono scelte che rifarei oggi stesso. Intendo però dire: si sperava che si fosse consolidata una fiducia tale da permettere in ogni caso di dire quel che si pensa. Gli amici sono quelli che dicono quel che pensano in ogni caso e che vanno ascoltati. Non è una buona idea considerarli amici soltanto quando dicono quel che ti piace e respingerli quando quel che dicono non fa comodo.

Mi ha colpito che uno dei rabbini che più hanno difeso le posizioni di questo papato e le ragioni del dialogo anche contro certi passi che erano stati criticati come involutivi, ovvero il rabbino israeliano David Rosen, sia stato uno dei più duri a criticare questa vicenda. Bisognava capire la sua delusione e la sua sorpresa e non liquidare le critiche come “ingiuste”. È’ un modo di indebolire i fautori del dialogo e rafforzarne i nemici. A meno che non sia proprio questo quel che si vuole.

Un’ultima considerazione, a proposito di un’intervista di Andrea Riccardi sul Corriere della Sera (26 gennaio). Riccardi difende la mossa della riconciliazione e sostiene che «se la ricomposizione dell’unità andasse avanti, probabilmente avrebbe un effetto positivo, proprio riguardo ai negazionisti» perché «l’ambiente dove circolano queste idee, se circolano, sarebbe sottratto diciamo così ad una deriva settaria e inserito nel sentire più vasto della Chiesa». In primo luogo, queste idee “circolano”: non perdiamo tempo nelle verifiche, la realtà è evidente agli occhi dell’osservatore più disattento. In secondo luogo, è lecito chiedersi se non possa accadere un’infezione in senso inverso: siamo così sicuri che il sentire più vasto della Chiesa sia del tutto immune da residui antigiudaici? In terzo luogo, il processo proposto appare troppo lungo. La Chiesa è giustamente preoccupata di agire con incisività immediata su certi temi. Perché mai questo non merita l’urgenza? A me pare, viste le forme di antisemitismo che si diffondono in modo preoccupante, che sia più che urgente. Come diceva John Maynard Keynes per l’economia – ma qui l’osservazione è non meno pertinente – sul medio periodo saremo tutti morti. Figuriamoci sul lungo periodo.

Commenti
Bergamini Fabio
27/01/09 11:17
La cito testualmente: "Per
La cito testualmente: "Per quanto riguarda il secondo aspetto, esso si divide in due parti. Da un lato l’allargamento del ricordo ad altre Shoah..." Lei si scandalizza per "l'allargamento ad altre shoah!?!" E quello degli armeni? E quelle delle etnie africane? Frega niente a nessuno vero? Io mi scandalizzo che si parli del VOSTRO eccidio (il suo cognome dice più di mille parole...) e degli altri di entità simile non si dica nulla. Milioni di bambini ogni anno devono sorbirsi la vostra giornata della memoria, lo avete imposto voi questo. Così tutti questi bambini non sanno nulla di nulla degli altri numerosissimi eccidi del '900. Questa è disinformazione interessata, ecco cos'è... Io fin da banbino sono stato bombardato da immagini in bianco e nero delle stragi ai vostri danni, ma mai nei libri di testo o con commemorazioni pubbliche si è parlato del resto... Questa è la pura e semplice verità e se lei crede che questo sia antisemitismo le garantisco che decine di persone che conosco personalmente la pensano come me... Siamo tutti antisemiti (che tecnicamente, tra l'altro vuol dire essere anti-arabi, visto che voi ebrei siete una percentuale infima sulle popolazioni di origine semita... bah...)
Bergamini Fabio
27/01/09 11:19
P.S. Immagino che non
P.S. Immagino che non pubblicherete una cosa come quella che ho appena scritto. Ma avete ragione è troppo condivisa in maniera capillare nella popolazione italiana... Sul serio. Vi capisco.
Nicola
27/01/09 12:19
Mondo ebraico intollerante
Mi spiace, ma questa volta non condivido affatto le parole di Israel (che ho sempre apprezzato) secondo il quale tutta la Fraternità San Pio X sarebbe "inquinata". Credo, invece, che la violenta polemica da parte del mondo ebraico nei confronti di Benedetto XVI e della Chiesa (non mi riferisco ad Israel) sia da inquadrare in una più generale avversione da parte del mondo ebraico nei confronti dell'attuale Papa, il quale sarebbe "responsabile" (secondo il mondo ebraico e certe altre lobbies) di riportare indietro la Chiesa. Una assurdità. Benedetto XVI non sta riportando indietro la Chiesa; sta solo riportando la Dottrina e la Tradizione cattolica nel loro giusto alveo. La beatificazione di Pio XII, ad esempio, sarebbe in perfetta sintonia con tutto questo (oltre che motivata dalla santità di Pio XII stesso). Ma ciò infastidisce qualcuno... ecco perché ampia parte del mondo ebraico si oppone con arroganza e prepotenza alla beatifcazione di Pio XII. Il mondo ebraico vorrebbe una Chiesa a sua immagine, una sorta di cameriera a cui dare ordini a proprio piacimento. Ma si sbaglia. E' ora che il mondo ebraico la smetta di essere così arrogante e prepotente ed impari ad essere tollerante e rispettoso nei confronti della Chiesa Cattolica e dei cattolici! La tolleranza non si può pretendere per sé e non applicarla agli altri. Dunque, reciprocità. Cordialmente.
Giorgio Israel
27/01/09 13:28
Il signor Bergamini (che è
Il signor Bergamini (che è stato pubblicato) fa finta di non capire. Non parlavo certo degli stermini del Rwanda o del Darfur (di cui peraltro nessuno parla!... l'unica "Shoah" di cui si parla è quella "palestinese"), bensì di trovate come l'Homocaust o le sfilate degli insegnanti contro la Gelmini con la stella gialla sul petto. Quanto all'altro signore che parla di intolleranza ebraica, risponda a me e a quanto scrivo. Certo, che vi sono ebrei intolleranti ed ebrei che la pensano nel modo che lui descrive, ma se questo lo induce a parlare di "ebraismo" in generale e di "intolleranza ebraica" - senza tener conto di quelli che la pensano diversamente, come me, e non sono pochi - allora è lui l'intollerante. Anzi, me lo lasci dire, un vero e proprio razzista.
massimo
27/01/09 14:07
Ebrei, ma anche comunisti,
Ebrei, ma anche comunisti, anarchici, rom , sinti, omosessuali... la giornata della memoria è anche di loro. Sull'infame occupazione israeliana della palestina il parallelismo con il nazismo viene da solo. E' importante mantenere oliati gli ingranaggi della memoria ma attenzione a non usare la storia in maniera cinica. saluti
piero
27/01/09 14:25
per non perdere la ragione
intanto, il 27 gennaio è la giornata della memoria e si riferisce agli ebrei vittime della seconda guerra mondiale e non ai soldati israeliani morti nelle guerre d'Israele. Senza questo limite, la ricorrenza si snatura e può diventare strumento di propaganda per Israele, che è uno stato come tutti gli altri. Israele è stata fondato per iniziativa del movimento sionista e non come risultato della Shoah. Fu uno stato voluto soprattutto dall'Urss, come sa Israel, per ragioni di politica estera, perché, come è noto, Stalin non fu benevolo con gli ebrei. Occorre quindi non cedere all'emotività: non mescolare la ricorrenza con il ritiro della scomunica di Bendetto XVI ai vescovi lefevriani. Come i cattolici non intervengono sui riti ebraici, lo stesso vale per gli ebrei. Gridare sempre al lupo, al lupo, non è un buon metodo. Non sono poi mai riuscito a capire perché ogni volta che qualche storico afferma che il numero degli ebrei morti è inferiore ai 6milioni e che molte cifre furono aumentate da zelanti archivisti, come nel caso di Dresda, gli ebrei reagiscono gridando all'antisemitismo. Io sarei contento se fossi ebreo e scoprissi che gli ebrei morti sono meno, anche se soltanto ne fosse morto uno in meno sarei felice.Questo è un mistero della psiche ebraica che sarei contento Giorgio Israel chiarisse. Per il resto, non è possibile impedire agli storici di indagare e fare il loro mestiere. Christopher Browning, storico americano dell'Olocausto piuttosto considerato negli Stati Uniti, rivela che vari campi di concentramento furono costruiti da imprese ebraiche. Vogliamo condannarlo come antisemita e fanatico islamista distruttore di Israele?
Nicola
27/01/09 14:31
Precisazioni
No comment sull'accusa di razzismo. Io dico solo che si stanno strumentalizzando le parole di Williamson. La Chiesa Cattolica comprende migliaia di vescovi, più di un milione tra sacerdoti e religiosi, nonché centinaia di milioni di fedeli (che sfiorano o superano il miliardo di persone). Le opinioni storiche di Williamson non hanno nulla a che fare con la revoca della scomunica: la revoca della scomunica riguarda fatti squisitamente dottrinali-teologici e disciplinari interni alla Chiesa ed i rapporti che questa ha con i lefebvriani. E' una cosa assai nota da tempo. La Chiesa tutta e la Fraternità di San Pio X, inoltre, si sono già chiaramente dissociate dalle parole di Williamson. La Chiesa non può stare a scomunicare o sospendere "a divinis" tutti quei vescovi o sacerdoti o fedeli che hanno opinioni assurde su fatti storici, sulla politica o su altro. La scomunica o la sospensione "a divinis" possono essere comminate solo nel caso di deviazioni dottrinali-teologiche, nel caso di gravi abusi liturgici o nel caso di forme estremamente gravi e scandalose di disobbedienza ed indiscplina oppure per uno stile di vita non conforme ai voti presi ed all'insegnamento morale della Chiesa. Questa polemica è solo una volgare strumentalizzazione (come quella su Pio XII) che ha due obiettivi: 1) attaccare la Chiesa e cercare di delegittimarla; 2) ostacolare il rientro dei tradizionalisti in seno alla Chiesa.
Dino Cofrancesco
27/01/09 16:09
Caro Israel, anch'io, come
Caro Israel, anch'io, come te,ho accumulato tante di quelle medaglie nei confronti di Santa Madre Chiesa da farmi definire un 'collabo'. Ma questa volta s'è passato il segno. Già la santificazione di un burocrate come Pio X (sono uno storico del Risorgimento e parlo con una certa competenza...)doveva indignarci. Ora vengono riabilitati quanti ne hanno fatto un simbolo contro i pontefici succeduti a Pio XII. D'accordo, affari della Chiesa ma questo rientro nell'ovile di un razzista come Williamson non è affare della Chiesa, ci riguarda tutti. Quando un collega dell'Università di Teramo annunciò che avrebbe invitato per una lezione nel suo Ateneo Faurisson si scatenò il finimondo..E ora?
Rossella
27/01/09 16:40
Il motivo per cui occorre
Il motivo per cui occorre mantenere la Giornata della Memoria è palesato perfettamente da alcuni di questi commenti, come il delirio di certo Nicola che vaneggia "dell'occupazione israeliana della Palestina" senza peritarsi di conoscere la storia (ha presente l'impero Ottomano? No? Si vada a rileggere chi c'era in Palestina prima del '48, per esempio), e di tal "Bergamini Fabio" (prima il nome poi il cognome, impari almeno a scrivere) che straparla con pretesti di puro odio.
frank
27/01/09 17:36
Frattini l'ipocrita
Definisce antisemita la trasmissione di Santoro, ed indegna di un paese democratico. Mentre, evidentemente, ritiene del tutto degni i latrati razzisti che giungono dai leghisti, suoi colleghi di governo, contro rom, africani, arabi, peruviani... Ritiene, evidentemente, non indegno del parlamento di un paese civile il fatto che il signor Borghezio, in Germania, sia stato sollevato di peso dalla polizia, e allontanato da un palco, dal quale stava pronunciando un discorso razzista, davanti ad una platea di orgogliosi neonazisti. La realtà vergognosa è che per l'Italia di destra -cioè la maggioranza, ed i detentori del potere- l'unica forma certificata di razzismo da combattere è l'antisemitismo. Tutto il resto è tollerato e spesso incoraggiato. La cosa triste -a mio modesto parere- è che da parte di alcuni ebrei italiani sembra ci sia una sostanziale identità di vedute con gente come Frattini.
Gabriella
27/01/09 17:51
bisogna attendere
ecco, secondo me, bisogna attendere, attendere per capire, a caldo è difficile mettere insieme tutte le idee e i percorsi che si convogliano oggi nel giorno della memoria; sì, anche a me da fastidio che insieme alla memoria per l'Olocausto si metta quello di altre etnie o omosessuali, anche cristiani sono morti in quell'orrore, ma la Shoah va identificata quasi esclusivamento come il tentativo di sterminio del popolo ebraico; sì, anche, capisco che agli ebrei il rientro nella Chiesa di Roma dei vescovi della Fraternità Pio X, ed in particolare "quel" vescovo possa far soffrire; tuttavia, da questo rientro si possono sperare, e sperare veramente, il beneficio della verità; la Chiesa, sempre, e ancora più dei Papi precedenti, Papa Benedetto, ha condannato l'Olocausto, apertamente - ed in modo personalmente sofferto - io ricordo con quanta emozione e dolore è entrato nel campo di Aushwitz; non c'è da dubitare che questo Papa, questa Chiesa, possa fare dei passi indientro rispetto alla aperta condanna già più volte pronunciata; io ho conosciuto dei "sopravvisuti" ne ho ascoltato le storie, non riesco a cancellare dentro di me le loro parole, pure, e per questo, so che il passo fatto dal Papa, va considerato come un percorso ancora più importante verso l'antisemitismo; ricordo che un Vescovo, come qualsiasi cristiano è tenuto ad accogliere "tutto" il magistero della Chiesa, non solo in parte o con parere personale, ed il Concili e le Encicliche, "vanno" credute, le parole del Papa "vanno" ascoltate, e quei vescovi non potranno far altro che cominciare ad imparare a capire, a vedere, ad acoltare la parola della Chiese, così impareranno, se vorranno veramente rimanere nella Chiesa di Roma, ad ascoltare il popolo ebraico, il loro cammino nella storia, le loro sofferenze, le loro gioie; il discorso non si può fantumere nelle solite diatribe politiche, c'è solo una cosa da fare per noi cristiani: cercare la verità, credere alla verità, credete in quel Dio che ha chiamato il popolo d'Israele ad essere suo figlio "per sempre", credere al vangelo e al Magistero della Chiesa, e "quei" vescovi non potranno fare altro; capisco il dolore, che si rinnova ad ogni avvenimento, di chi a vissuto, da dentro o da immediatamente fuori, la tragedia dell'Olocausto, tuttavia vorrei che aspettassero per capire quello che sta avvenendo nella Chiesa, e, se non chiedo troppo, avessero un po' più di fiducia nel Papa e meno nelle chiacchiere di alcuni media e di chi, ha sempre voglia di alzare la voce e non sa mai ascoltare;
mauro
27/01/09 19:27
nazisti
Incredibile che ci sia in giro gente come quel tizio, Bergamini, che si dichiara apertamente antisemita, che ha la sfrontatezza e l'impudenza di firmarsi con nome e cognome, che scrive "voi" riferendosi agli ebrei e che ironizza sul nome dell'articolista (Israel) come avrebbe fatto una SS o un membro della Gestapo, esattamente così infatti si comportavano. Io che ho letto tanto sulla Storia del Terzo Reich e sul nazismo mi sono sempre chiesto come sia stato possibile una aberrazione di quel genere. L'esistenza di elementi come Bergamini è illuminante al proposito.
Lucio
27/01/09 19:46
contro l'antisemitismo
la giornata della memoria incrementa solo l'industria della Shoah ( tra non molto avremo libri sui gattini durante la Shoah, anche in dvd)ed è un'imposizione dalla quale non può che nascere che antisemitismo. Elena Lowenthal se n'è accorta e propone l'abolizione della giornata. Arrigo Levi scrive oggi che la Shoah non è per gli ebrei, ma per i non ebrei. Non c'è cosa peggiore di tentare di fare sentire in colpa chi non è colpevole. Se gli ebrei italiani, 45mila persone, si sentono male in Italia, occorre invitarli ad andare in Israele prima possibile e non stare a scocciare in Italia, ché ne abbiamo le tasche piene. Il centrodestra è sotto schiaffo da anni da parte della lobby ebraica e Fini sarebbe capace di tatuarsi la stella di Davide sul petto ( presumilbilmente depilato) per mostrare la lealtà ebraica, ma la maggioranza degli italiani sarebbe contenta di vedere partire gli ebrei per il paese che amano tanto. I neocon si rendano conto che l'imperatore è cambiato e non ha alcuna voglia di ripetere le imprese di Bush e soprattutto di permettere a Israele di usare bombe al fosforo. Adesso la lobby ebraica comincia a strillare contro il papa, a dire chi fare santo e chi no e anche come dobbiamo pregare e cosa devono dire i vescovi. Il rumore fatto da 45mila persone, una minoranza esigua, dà il segno del potere nei mass media della lobby ebraica, che arriva ad attaccare il papa pur di fare business.
Fabi oBergamini
28/01/09 08:40
Per la povera Rossella
Visto che fa l'esperta di storia la Signora Rossella è il caso di ricordarle che chi c'era prima del '47 in Palestina è trascurabile se si pensa che da almeno 5mila anni quelle terre erano abitate dai Filistei (lo dice la Bibbia) che il Signore ordinò di sterminare e conquistare agli Ebrei di Mosé. Ora l'aiuto ancora con un esercizio etimologico: Filistei da cui Filista, Filistina, Palestina.... Ora mi dica lei a chi diavolo appartiene quella terra da millenni.... Le ricordo anche che nella pseudo-costituzione dello Stato di Israele c'è scritto che quella terra è degli Ebrei perchè così c'è scritto nel loro testo sacro e perchè lì ci vivevano i loro padri. Un po' come se noi italiani eredi storici dei romani pretendessimo tutta l'Europa dal Portogallo al Reno, e tutto il nordafrica sù sù fino alla Scozia. In più naturalmente avremmo diritto all'Armenia, alla Turchia, all'Iraq, a...
Lucio
28/01/09 10:18
re: mauro
mauro dà di nazisti a chi dice "voi" rivolto agli ebrei, ma cosa abbiamo in comune con gli ebrei? Agli ebrei italiani, come a quelli di tutte le altre nazioni, interessa solo il bene Israele, non del nostro paese. E'completamente comprensibile e sarebbe bene se ne andassero prima possibile per loro e per noi. Se tutto gli ebrei diasporici del mondo se ne andassero in Israele farebbero un piacere a Israele, che ha gravi problemi demografici, e a noi, che non li sopportiamo quasi più. Esiste il divorzio perché perfino gli amori finiscono, figurarsi una relazione difficile come quella tra ebrei e Occidente. Per loro noi siamo gli eredi dei romani e ci odiano dai tempi di Roma, prima del cristianesimo.La rivolta contro Roma dimostra l'infantilismo di questo popolo. Varie colonie si ribellarono a Roma, ma alla fine capirono che era meglio integrarsi o attendere l'indebolimento dell'impero. Vi pare che i Galli, i Germani, i Britanni, gli Iberici siano come gli ebrei? Attesero la fine dell'impero e capirono l'importanza della cultura politica e giuridica di Roma. Il cattolicesimo non si è imposto colla forza in Occidente, ma è stato riconosciuto culturalmente e politicamente necessario dalle nazioni europee. La Chiesa di Roma è il latino, l'inglese del mondo per secoli. Gli ebrei sono un popolo frustrato da secoli, con cui è sempre stato difficile convivere per l'Occidente, altrimenti non avrebbero sempre avuto problemi. Figurarsi quanto odiano il latino. Anche adesso stanno qui a lamentarsi, a romperci l'anima per i loro interessucci con la storia della Shoah, eppure hanno uno stato. Perché non vanno a difendere lo stato che amano tanto invece di stare qui a rompere? I tedeschi volevano solo mandarli in Uganda. Non li sopportavano più per come si comportarono dopo la prima guerra mondiale, quando presero il potere in Germania dopo la sconfitta tedesca. Adesso gli ebrei hanno uno stato, se ne vadano in Israele. Dimostrino di avere un po' di carattere: hanno il coraggio di combattere per uno stato, per lo stato ebraico? O sono solo buoni a lamentarsi per fare un po' di soldi? Per gli stati, come per tutto, esiste la selezione. Israele è come tutti gli stati e vivrà se riuscirà a sopravvivere. Inutile rompere le scatole a noi qui: la storia di Israele si decide in Medioriente, non in Occidente. Non è coi ricatti, col Mossad, con i vari Madoff, che Israele conquisterà il diritto a esistere come stato. Gli ebrei sono in grado di morire per Israele? Se non lo sono, la smettano di rompere le scatole a noi, accettino il loro destino oppure si suicidino in massa. Continuare a stare in Occidente, pretendendo perfino una giornata in cui tutto il mondo chiede loro perdono, come a Natale e a Pasqua, mostra l'infantilismo di questo popolo e si capisce perché abbiano sempre avuto problemi e abbiano fatto perdere la pazienza ai popoli presso cui vivevano. Smettetela con questa sbobba degli ebrei avamposto dell'Occidente tra gli arabi, perché non hanno niente della razionalità occidentale.
Ildebrando
28/01/09 11:49
per il poverissimo Fabi oBergamini
É interessante la magistrale lezione storica che il nostro dottissimo esperto elargisce con tanta magnanimità a noi poveri ignoranti. Se il nostro professorone avesse letto almeno un libro di storia in vita sua, saprebbe che i Filistei sono invasori provenienti da Creta ed arrivano verso il 1200 a.c. 1200 + 2000 = almeno 5000 secondo il nostro espertone. Evidentemente, oltre che in storia, il nostro amico difetta qualcosina anche in matematica. Abbiamo quindi, da una parte gli Ebrei che provengono dall'Egitto, dall'altra I Filistei che provengono da Creta e dintorni ed entrambi invadono la terra dei Cananei. I due si combattono per secoli con l'unico risultato di far scomparire il vero popolo originario. Però ci sentiamo raccontare che qualcuno ha diritto alla terra in quanto residente da "almeno 5000 anni", mentre l'altro c'é arrivato solo dopo il 1947. Ma prima di impartire "lezioni" di storia provare almeno a leggere un libro pare brutto?
Fabio Bergamini
28/01/09 14:48
per mauro
Nella maniera più assoluta non mi dichiaro antisemita... non hai capito... era una provocazione: ogni volta che si critica israele si è antisemiti... e allora io dico "siamo tutti antisemiti"... un mio caro cugino è ebreo di razza e religione e non si è mai permesso di darmi dell'antisemita anche se non siamo d'accordo sulla politica israeliana. Tutto qui...
Fabio Bergamini
28/01/09 14:51
per mauro
Il mio "siamo tutti antisemiti" era una provocazione per dire che se si critica israele è così che si viene apostrofati e ora sempre più persone lo fanno: allora, siamo tutti "antisemiti"! Ho avuto un amico di infanzia ebreo di nascita (non ricordo se religioso o meno) con cui non ho mai avuto niente da dire. E' una questione di politica estera israeliana... o no?!?
mauro
28/01/09 15:05
nazisti 2 (x lucio)
Ha ragione Lucio che non si dà di nazista a uno che dice "voi" agli ebrei. Infatti, nazista è invece uno che (cito dal suo post) dice che: 1) non abbiamo niente in comune; 2) se ne andassero tutti in Israele; 3) ci odiano dai tempi di Roma; 3) sono infantili e frustrati; 4) che i tedeschi volevano solo mandarli in Uganda; 5) sono solo buoni a lamentarsi e a fare soldi; 6) sono esseri senza razionalità. Ecco, queste, posso assicurare Lucio, sono tipiche espressioni da nazista, sono concetti esattamente identici a quelli usati dal tedeschi dal 1933 al 1945. Mancano solo il naso adunco, le labbra grosse e l'occhio sporgente. Poveri tedeschi, loro hanno tentato di mandarli via ma nessuno li voleva, hanno dovuto ammazzarli, cos'altro potevano fare, vero Lucio? Mentre lo considero fortunato per essersi beccato solo l'aggettivo di nazista, perché avevo una serie di altri aggettivi ben più consona, per quanto riguarda che siano esseri "senza razionalità", come dice lui, gli ricordo gli scienziati atomici Lisa Meitner, Max Plank, Albert Einstein, Leo Szilard e Edward Teller. Se ha tempo ho qualche altra decina di nomi di scienziati, fisici, filosofi e grandi menti senza le quali il mondo occidentale così come lo conosciamo non sarebbe esistito.
Mauro Maverna
28/01/09 17:17
Una rondine non fa primavera
1) Premesso che nn sono per nulla d'accordo con loro, quello era il pensiero (disinformato, a dir poco!) di UNO tra loro, NON DI TUTTI i seguaci di Lefebvre (che si sono già scusati). 2) La revocazione della scomunica era pronta da tempo; quanto all'opinione della S. Madre Chiesa, il Papa l'ha già esposta da tempo. 3) Personalmente mi chiedo: quanti furono i Testimoni di Geova, i Comunisti, gli Zingari e gli omosessuali che moriron insieme agli Ebrei? O FURONO 6 MILIONI IN TUTTO?
Lucio
28/01/09 17:24
re: mauro
se essere nazisti consiste nell'elenco sintetizzatodal mio post, quasi tutti gli esseri umani sono nazisti, compresi gli israeliani perché sono convinti che gli arabi li odiano, di non avere niente in comune con loro ( non hanno la democrazia, etc.) e se potessero li ammazzarebbero tutti. Nel frattempo li bombardano col fosforo. Tra gli ebrei famosi che citi, perché non Hannah Arendt? Leggi Eichmann in Jerusalem, dove descrisse dettagliatamente il patto tra sionisti e nazisti per liberrasi dalla zavorra di vecchi e poveracci. Furono i consigli della comuità ebraiche a consegnare ai nazisti le schede degli ebrei da portare ai campi. Furono ebrei incaricai dalle comunità a mettere la stella ai loro confratelli e ad avviarli verso i treni. Furono imprese ebraiche a costruire i campi di concetramento. Alcuni campi furono gestiti completamente da ebrei. La Arendt fu maltrattata dagli ebrei, ma nessuno osò dire che mentiva. Si disse che i consigli delle comunità aveva dato liste di ebrei coll'intento di salvare il resto...Ma il resto fu portato in Israele. Come è noto Ben Gurion affermò di poter salvare tutti gli ebrei tedeschi in una sola notte, ma che per costruire Israele era necessaria la creme della creme del popolo ebraico. Esiste una forte responsabilità ebraica nel cosiddetto Olocausto. Poi chiaramente, per tutto il resto, andò come con le armi di distruzione di massa di Saddam. Era una bugia di Bush, ma se Bush avesse vinto non avrebbe mai detto che era una bugia, anzi, avrebbe detto che aveva salvato il mondo dall'olocausto del nuovo Hitler Saddam. Siamo tutti vaccinati, ormai sentirsi dare di nazisti non fa né caldo, né freddo. Sarà forse po' più problematico per gli ebrei spiegare tante bugie e forse per questo sparano a zero su chiunque li contraddica, ma il mondo gira.
Alberto del Corral
28/01/09 20:39
la Chiesa è oggi la stessa che ieri ha salvato migliaia di ebrei
Comprendo il disappunto di Giorgio Israel. Sarebbe innaturale il contrario. Comprendo la necessità, dopo tanta sofferenza, che l'incubo di una riedizione dell'Olocausto non tolga la serenità a tutti gli uomini di buona volontà. Ma comprendo anche lo spirito che ha spinto il Cardinale Bagnasco a non usare i toni decisi che tanti, non solo Israel, avrebbero voluto. Quando furono decise le infami leggi razziali fasciste, il Vaticano - al contrario di quanto immaginano in molti, compreso il Presidente della Camera Fini - fece di tutto per osteggiarne la promulgazione ma, non avendo la forza sufficiente ad impedire un atto di tal genere, riuscì per lo meno ad ottenere che gli ebrei battezzati non fossero perseguitati. Il risultato di questo atteggiamento, poi malamente e inutilmente definito "collaborazionista" di Pio XI, furono migliaia di certificati falsi di battesimo che consentirono la salvezza di altrettanti ebrei letteralmente "mascherati" da cattolici. Dopo il primo rastrellamento di circa mille ebrei a Roma, durante l'occupazione del 1943, le rimostranze di Pio XII al Comando tedesco, apparentemente giustificate dal potere papale su Roma, evitarono il successivo rastrellamento e la deportazione di altre centinaia di ebrei romani. In quella circostanza, la strategia vaticana fece leva sul bisogno nazista di consenso ecclesiastico - o, almeno, di non aperto dissenso - da parte della gerarchia vaticana. Forse, se Pio XII avesse ufficialmente esternato la condanna morale che già aveva intimamente pronunciato contro i nazisti, qualcuno sarebbe stato più soddisfatto ma tanti altri sarebbero malamente finiti nei crematori. Perchè desidero rievocare questi fatti storici di cui solo il Presidente Fini e pochi altri ingrati non sono a conoscenza? Perchè, a distanza di sessant'anni, purtroppo, l'antisemitismo rimane una delle peggiori performance sataniche della Storia e serpeggiando fra gli uomini di ogni tempo e di ogni fede, persino nella Chiesa Cattolica, richiede anche oggi una strategia adeguata ad ottenere il massimo effetto benefico e le minori conseguenze dannose. Per sconfiggerlo, non servono gli aggettivi "forti", che impressionano e soddisfano solo chi è già persuaso dell'idiozia del negazionismo. I toni forti non servono ad emarginare i negazionisti e, soprattutto, ad evitare che dall'idiozia dei singoli si sprigioni nuovamente il veleno dell'antisemitismo. Al contrario, bisogna compiere un'opera di convincimento su chi continua ad offendere la memoria dell'Olocausto e su chi li segue. Credo che l'iniziativa della Chiesa Romana vada in questa direzione e che l'amore del Pontefice nei confronti dei fratelli ebrei sia, per l'umanità, la migliore garanzia contro l'antisemitismo, più di tanti aggettivi e manifestazioni, più di queste stesse mie parole. La Chiesa di oggi è la stessa che ieri ha salvato tanti ebrei. La preghiera resta il modo migliore per evitare le conseguenze del male, che non potrà essere sconfitto diversamente senza procurare altro male. Alberto del Corral
enrico falcinelli
29/01/09 01:45
articolo Israel Girogio
Credo non si possa non esser d’accordo sulle osservazioni dell’autore dell’articolo in quanto le manifestazioni di deriva antisemitica sono sotto gli occhi di tutti. “Non è giusto questo e non va bene quello”: è un refraim che siamo abituati a sentire e su cui spesso non vien voglia nemmeno di discuterci sopra, tanto i più tra gli interlocutori ragionerebbero per ragione presa e/o pregiudizio personale. Però, da cristiano cattolico al dentro delle questioni della Chiesa, mi vien da dirla. La questione delle riammissioni dei vescovi in questione mi sembra fuori di ogni contro-argomentazione, nell’ambito del piano ecumenico della Chiesa, dove l’obiettivo è la riunificazione. Giustamente, come dice Israel, nella Chiesa può esserci tutto e tale affermazione del tutto vera non inficia nulla alla Chiesa stessa seppure scelte e atteggiamenti possano essere discutibili per le mille ragioni che possiamo porci. Ma avanti le mille ragioni vale solo l’oggetto dato dalla realtà, ed è questo che detta il metodo: il resto sono elucubrazioni. L’oggetto è Cristo stesso, per la fede della Chiesa e secondo quest’ottica bisogna guardare la Chiesa stessa, altrimenti si discuterebbe di questa come di una qualsiasi umana istituzione. Cristo è la verità della Chiesa e, come dice Israel, nella Chiesa ci sta tutto, anche i vescovi negazionisti e tant’altro di male, perché la Chiesa è nel mondo. Tra l’altro, non bisogna dimenticare gli insegnamenti dottrinali, teologici e la politica sociale del Santo Padre, che spinge in tutt’altra direzione dal negazionismo e questo deve bastare. Le questioni diplomatiche all’interno della Chiesa sono questioni interne e la Chiesa non si è mai mossa per furor di popolo, ringraziando Dio. Così, per noi cristiani cattolici e quindi Chiesa a tutti gli effetti, Lefebvre e Son ci fanno un baffo, perché noi guardiamo a Cristo e non agli uomini eccetto il discernimento del Santo Padre e delle gerarchie in materia di Spirito Santo. Il resto credo che sia politica e capisco che anch’essa vuole la sua parte, anche per coloro che cristiani non sono e che con la Chiesa, in qualche modo hanno a che fare. Ma la Chiesa non si è mai mossa a furor di popolo, ringraziando Dio. Saluti.
laura
15/03/09 21:43
INSERIMENTO PROGRAMMI SCOLASTICI STORIA EBRAICA IN EUROPA
Desidero come mamma di studenti e come insegnante che sia inserita, come argomento di programma ministeriale italiano e possibilmente europeo, la storia del popolo ebraico in Europa. Mi pare che non solo i deportati nei lager nazisti siano dei fantasmi, ma tutto un popolo che ha vissuto e , in parte, vive ancora in Europa da più di duemila anni siano trattati da inesistenti, e parlo non di duecento anime ma di un popolo. Dovremmo fare questo atto di coraggio, se no le celebrazioni servono a poco.
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