Venerdì 10 Febbraio 2012
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Paolo e Diego

Caro Paolo, Santoro non merita nemmeno una conversazione da bar

19 Maggio 2009

 

Caro Paolo,

shifto l’argomento Santoro, non ho voglia di intavolare una conversazione su questo argomento… piuttosto coglierei la palla al balzo, nel rispondere al tuo ultimo articolo, per dirti che la tua idea coerenza e politica non mi piace.

Io alla coerenza do molta importanza , esigo che quei valori promossi e difesi ogni giorno dai nostri politici siano di ispirazione per le loro esistenze.. altrimenti per chi li difendono?? Per i poveri bigotti che ancora ci credono e li seguono?? Cavolo, così non va bene,… promuovi la famiglia e ne hai più di due… Certo, meglio di "svilirla", come dici riguardo al leader spagnolo.. però onorandola in prima persona le scelte avrebbero molto più peso….

Non voglio fare il Savoranola della situazione ma la politica vive sui leader che dovrebbero portare esempio della fondatezza delle loro idee, testimonianza delle loro giustizia…. Altrimenti prendiamo dei giuristi, dei tecnici a cui diamo il compito di spiegare con precisione e semplicità quello che vogliamo portare avanti, il modo in cui pensiamo di realizzarlo…se ci piace bene … altrimenti amen…. Insomma, l’uomo politico per me non può prescindere dall’uomo….

Soprattutto ora che si sa tutto di tutti… Il gossip e talvolta il giornalismo promulgano notizie della vita privata che a livello politico non hanno nessuna importanza. Hai presente il caso delle intercettazioni? Tra quei dialoghi imbarazzanti il più delle volte non c’era niente di illegale ma quello che hanno fatto, non dico che riecheggerà nell’eternità, citando una frase storica del "gladiatore", ma avrà il suo peso….L’immagine ora è fondamentale, e allora devi essere coerente fino al limite, non devi lasciare niente di mal interpretabile…. Mi scoccia , discutendo su queste cose, dovere difendere l’incoerenza di alcuni politici con un semplice: beh l’importante è quello che fa in parlamento, e non quello che fa fuori…Che poi magari non è neanche incoerenza ma semplice leggerezza su alcune azioni riviste a loro piacimento dai giornali…

I politici stanno diventando umani, troppo umani…

Bene. Tutto ciò sarebbe quanto avrei scritto e inviato alla redazione se alla fine non avessi dato un occhio al calendario… e non mi fossi fatto un esamino di coscienza.

1)      notando come siano passati ben 2009 anni dalla nascita di Gesù… e ben 15 dall’avvento del Cavaliere… ho pensato… ma basta con questi finti perbenismi.. Certo i valori sono transtorici, ma non posso pretendere che tutti siano ligi al dovere e discriminarli in caso contrario.. insomma i costumi si sono "grecizzati", pardon "globalizzati"… E se ho delle idee e voglio difenderle, concretizzarle, ben venga chi mi aiuta a farlo, che le segua in prima persona o no… La politica è cambiata e per quanto ciò sia avvenuto in meglio o in peggio, pazienza, ora è così e va adoperata e esaminata secondo altri schemi….

2)      chi sono io per puntare il dito contro qualcun altro?…. Che esperienze di vita ho per dire.. beh io avrei fatto altrimenti?… troppo facile parlare in teoria…quindi aspettiamo a lanciare invettive…..

rettifico quindi….

Va bene, preferisco chiaramente la coerenza.. ma condivido con te che il giudizio di un politico debba il più possibile esulare dalla sua vita privata e basarsi sui fatti….

 

Commenti
Stefano (Stephenkf)
19/05/09 17:48
Tra il dire e il fare...
Caro Diego... Nel nostro ultimo scambio di opinioni non era mia intenzione prendermela con te perché "reo" di dar seguito al teatrino che la sinistra ha allestito nelle scorse settimane sulle vicende matrimoniali del Premier. Ci mancherebbe! La mia pazienza era venuta meno, e il mio buon senso gridava vendetta, vedendo che molti cadevano nell'errore di assistere estasiati a questa farsa, perdipiù contenti di pagare il biglietto... Venendo invece alla coerenza nella politica, direi che il tutto si riussume in una battuta, se vuoi, ossia "Non prendiamoci troppo sul serio!". Voglio dire, difendere il valore della famiglia significa legiferare al punto da renderla centrale nell'ordine delle cose, prevedendo tutele sociali o economiche e agevolazioni e incentivi a tal proposito. Dove per famiglia intendiamo l'istituzione stessa, civile più che religiosa, ma sempre centrale in uno Stato che si professa laico. Sicché può capitare di vedere leader nazionali, come Berlusconi, esser vicini tanto così da una separazione che segue un precedente divorzio. Oppure notare per la strada immagini di Casini e figli, sposato in seconde nozze anche lui, dopo un primo matrimonio con una signora già a suo tempo divorziata. E così pure Fini e molti altri leader storici o recenti della sinistra. Non possiamo quindi aspettarci da questi che difendano la famiglia? Non credo, anzi, il moralismo è l'ultima cosa a cui dobbiamo tendere. Mi spiego meglio. Che le loro vicende familiari siano state difficili e turbolende può esser vero, ma l'unico auspiscio che possiamo avere è che si siano comunque concluse in maniera civile e secondo quando la legge prevede in tema di separazioni e divorzi. Pertanto, in coerenza, mi aspetterei ad esempio da un capo di Governo che mette la famiglia al centro del suo programma, non tanto che si sposi una e una sola volta e sia un perfetto marito e padre di famiglia, ma che piuttosto non viva da dissoluto ed impunito e che esponga al pubblico ludribrio la sua condotta immorale - cosa che, tanto per non dimenticarci, da più parti vogliono farci credere. A che serve che "il Sole24Ore" diretto da Riotta pubblichi gli averi immobiliari della famiglia Letizia, quella di Noemi? A indurre molti a dire: "Tante case? Tanti soldi? Centra per caso Berlusconi?" - . Posso tutelare la salute pubblica impedendo a chi fuma di farlo in luoghi pubblici, eppure esser di mio un fumatore che difficilmente riesce a smettere. Sono incoerente? No, non credo, lo sarei se fossi io il primo a fumare in un luogo pubblico e dire che chi lo vieta è un cretino. Questo farebbe di me un incoerente. "Chi è senza peccato scagli la prima pietra", potrei aggiungere, ma il peccato resta sempre peccato ed è bene non commetterlo e chieder venia laddove lo si compie. E questa è coerenza. Vivere nel peccato e bearsi di compierlo, bè, questo non lo sarebbe.
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