Venerdì 10 Febbraio 2012
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Il puzzle delle alleanze per le regionali

Casini alle prese col rebus Puglia e l'insofferenza per lo stallo del Pd

5 Gennaio 2010

Corteggiati e indecisi. E’ questa la condizione dei dirigenti dell’Udc che oggi si riuniranno per discutere delle alleanze in vista delle regionali e in particolare del nodo Puglia, al momento estremamente intricato. Al vertice, rigorosamente a porte chiuse, parteciperanno il presidente Pier Ferdinando Casini, il segretario Lorenzo Cesa, il vice Mario Tassone, il coordinatore regionale Angelo Sanza e alcuni parlamentari pugliesi.

Casini ha già chiarito che non intende appoggiare il governatore uscente Nichi Vendola, un veto che ha spinto il partito di Via del Nazareno a muoversi con decisione verso altre candidature. Il Pd, ieri, ha compiuto un primo passo dando mandato a Francesco Boccia di costruire una nuova coalizione consultando i segretari di tutti i partiti di opposizione a livello nazionale. Al giovane deputato molto vicino ad Enrico Letta, la segreteria del partito ha affidato un “mandato esplorativo” per sondare le altre forze e cercare di mettere in piedi un’alleanza, dall'Udc a Sinistra e libertà, che abbia possibilità di vittoria, possibilmente senza alimentare il conflitto con Vendola. Resta, però, da vedere se il parlamentare pugliese riuscirà a convincere l’Udc della forza della sua candidatura. In questo senso le prossime 36-48 ore saranno decisive perché qualora la missione di Boccia dovesse fallire potrebbero tornare d’attualità le primarie.

I centristi, di fronte a questa situazione piuttosto nebulosa, prendono tempo e si riservano di adottare una decisione definitiva entro il 7 e l’8 gennaio. Sul nome di Boccia, d’altra parte, Casini, si era già espresso qualche giorno fa con un giudizio apparso categorico: “Boccia? Sul piano personale lo sostengo, però è debolissimo. Temo sia una battaglia a perdere”. Se nel Pd si punta con forza sull’alleanza con l’Udc, non è dunque affatto scontato che quest’ultimo scelga di sostenere il centrosinistra. Di certo, se l’Udc cambiasse fronte e unisse le proprie forze a quelle del Pdl allora lo scenario per il centrosinistra si rivoluzionerebbe e il baricentro della coalizione finirebbe inevitabilmente per spostarsi a sinistra.

Nel centrodestra la volontà di stringere un’alleanza con i centristi in Puglia è dichiarata e manifesta. “Al di là dei naturali e legittimi gossip giornalistici, finora il Pdl della Puglia ha collegialmente deciso di privilegiare la ricerca delle alleanze basate sui programmi rispetto al totocandidati. Per questo nelle ultime 4 riunioni svoltesi da novembre fino a fine dicembre tra i vertici regionali del partito, i parlamentari e i consiglieri regionali, anche alla presenza del ministro Fitto, non si è mai parlato di nomi né interni ne' esterni” spiegano in una nota Francesco Amoruso, coordinatore regionale Pdl Puglia, e il vicecoordinatore, Antonio Distaso. “Avendo unanimemente condiviso la linea delle alleanze e dell'attesa delle decisioni degli amici di Udc e Io Sud, se oggi alcuni di noi sponsorizzassero o escludessero candidature esterne o interne, seppur tutte legittime, commetteremmo lo stesso grave errore dei nostri avversari politici, incartati sui nomi e disinteressati allo sviluppo della Puglia. Già oggi l’Udc potrebbe sciogliere la riserva; Io Sud sembra averla già sciolta a nostro favore. Siamo certi che nei prossimi giorni potremo riconvocare i vertici del partito per una riunione in cui, avendo ormai chiaro il quadro delle alleanze, si comincerà a parlare di nomi”.

Di certo, il malumore dentro l’Udc per lo stallo del Pd pugliese sta crescendo e anche nelle dichiarazioni ufficiali non si fa più mistero che la situazione è vicina al punto di rottura. “Nel Pd è in corso un inaudito scontro di potere che ha ben poco della ricerca dei migliori candidati ma è una guerra per bande di chi sta perdendo ogni capacità di confronto con i cittadini” dichiara Maurizio Ronchi. “La questione inizia ad essere imbarazzante per chi ha immaginato invece la possibilità di aprire un sereno ma costruttivo confronto programmatico. La responsabilità del Pd potrebbe essere quella di far regredire nuovamente il confronto su basi esclusivamente personalistiche contraddicendo anche le conclusioni del suo congresso. Quello che è certo è che dopo la sconfitta elettorale del 2008 il Pd si dimostra immaturo per una alternativa di governo”.

Un sentimento di disillusione messo nero su bianco anche da un altro deputato, Angelo Cera. “In silenzio abbiamo aspettato, noi dirigenti regionali dell'Udc, di capire quanto venisse compreso all'interno del Pd lo sforzo di D'Alema e Casini per mettere su una coalizione per il Sud. Dobbiamo prendere atto, con amarezza, che lo sforzo non è stato assolutamente capito da ampi strati del Pd per cui dobbiamo parlare del suo fallimento”. Le prossime ore, insomma, saranno decisive per fare chiarezza. Al momento attuale l'Udc avrebbe chiuso con il centrosinistra in Liguria, Marche, Piemonte e Basilicata mentre deve decidere cosa fare in Puglia, Emilia, Lazio, dove continua il pressing del Pd sul presidente della Provincia Nicola Zingaretti, in Calabria e in Campania. Una situazione in evoluzione su cui la scelta pugliese finirà per incidere in maniera importante.

 

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