Lunedì 21 Maggio 2012
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Le spine del premier: Rubygate, Bondi, federalismo

Casini dichiara guerra al Cav. che blinda la maggioranza e placa Bossi

21 Gennaio 2011

‘Rubygate’, federalismo, mozione di sfiducia a Bondi. Il terzo polo imbraccia la mitraglia e fa fuoco sul Cav. Casini abbandona l’aurea di moderato dialogante per indossare i panni del grande inquisitore, Fini lo segue a ruota intonando l’unica nota sulla quale tenta di far presa sull’elettorato: l’etica. Per Silvio Berlusconi è un’altra giornata carica di tensione dopochè anche da Oltretevere con il cardinal Bertone arriva il monito alla sobrietà e la condivisione delle parole di Napolitano.

Il premier non molla, è convinto che come nel ’94 i pm politicizzati stiano studiando un ‘golpe’ per sovvertire ciò che gli elettori hanno democraticamente scelto. Ma i nodi sul tavolo sono quelli di oggi: lo scontro durissimo tra schieramenti sul caso Ruby, il malessere della Lega sul federalismo specie adesso che Casini e Fini hanno detto chiaro che il testo di Calderoli va riscritto, facendo dunque intendere che la prossima settimana daranno del filo da torcere alla maggioranza. E non è escluso come si vocifera in ambienti terzo polisti, che alla fine potrebbero pure votare contro o, in alternativa trattare con i leghisti affinché in cambio del sì terzopolista al federalismo, convincano il premier a farsi da parte. Il rischio di pregiudicare la riforma federalista, è  esattamente ciò che Bossi non vuole e anche ieri lo ha ribadito a Berlusconi concordando con lui un’agenda con al centro alcune riforme (sei o sette) sulle quali rinnovare il patto di ferro. Ma dal Cav. il Carroccio vuole garanzie chiare sul capitolo federalista e il Senatur lo dice chiaro quando provocatoriamente afferma: “O federalismo o morte”. Che tradotto vuol dire: o passa la legge o si va dritti al voto. E c’è chi tra i pidiellini, nel clima concitato di questi giorni, legge il malessere leghista con un certo sospetto. Tuttavia l’asse Bossi-Berlusconi regge.

A minare il campo della maggioranza ci pensa Casini che smette i panni del moderato dialogante e soffia sul fuoco delle dimissioni, fino al punto da invocare le elezioni, proprio lui che fino a ieri le vedeva come fumo negli occhi. Che l’aria fosse cambiata lo si era già capito quando la procura di Milano ha spedito a Montecitorio le 389 pagine dell’inchiesta sul Cav. chiedendo la perquisizione domiciliare, ma è certo che con la mossa di ieri, il leader centrista ha dichiarato ufficialmente guerra a Berlusconi, non solo sul federalismo, ma anche sulla sfiducia al ministro Bondi. Ci sarà una mozione  dal terzopolo che Casini e Fini per ora agitano come spauracchio se, in cambio, non verranno accolte le loro proposte per rimpinguare le casse del ministero (segnale per Tremonti) e rilanciarne l’azione. Bondi stigmatizza senza riserve l’atteggiamento di Casini e la maggioranza fa quadrato attorno al ministro dei beni culturali.

C’è da chiedersi come mai il leader centrista abbia stravolto la linea tenuta finora e riconfermata solo poche settimane fa nella famosa intervista al Corriere della Sera proponendo al governo e non solo, un patto di pacificazione nazionale. Ormai carta straccia. Certo, se la si guarda in termini di convenienza (politica) il caso Ruby è l’occasione giusta per dare addosso al Cav., indebolirne immagine e credibilità, e il leader Udc sta giocando la carta della presa sull’opinione pubblica sventolando il vessillo della moralità e dell’integrità del comportamento di chi riveste un ruolo istituzionale. E però, diventa difficile comprenderne il senso da uno come Casini che ha sempre rivendicato un profilo garantista e che adesso invoca le dimissioni del premier rispolverando il ‘ribaltone’ che a lui e Fini non è riuscito il 14 dicembre. Neppure martedì quando la maggioranza ha ottenuto venti voti in più alla Camera sulla relazione del Guardasigilli sulla giustizia.

E non si capisce nemmeno a cosa serva, se non in chiave strumentale, firmare una mozione di sfiducia contro Bondi, perché così il leader centrista e il presidente della Camera, di fatto si collocano nella ridotta demagogico-giustizialista di Bersani e Di Pietro, del no a prescindere perché si tratta di Berlusconi e dei suoi uomini. Francamente una bella marcia indietro specie per Casini che, invece, avrebbe potuto realizzare le sue ambizioni politiche continuando sul terreno del confronto costruttivo e delle proposte concrete, preparando il terreno alla sua premiership nel 2013.   

In questo clima lo scenario del voto anticipato resta a portata di mano. Nel Pdl c’è chi invita Berlusconi a rompere gli argini e a invocare le elezioni anticipate contro la manovra dei Pm, ma in via dell’Umiltà c’è anche chi frena, consigliando di attendere per vedere cosa hanno in mano i magistrati e concentrarsi sull’attività di governo. Il Cav. non sembra intenzionato a valutare la carta delle elezioni, almeno non per il momento. Tutt’altro, la linea è quella opposta:  blinda la maggioranza, benedicendo la costituzione alla Camera del gruppo di Iniziativa responsabile.

Sono venti i parlamentari  (ex Udc, ex Fli, ex Mpa, ex Idv ed ex Pd)  che hanno deciso di sostenere il governo ma per non rischiare di giocare sul filo di lana, al neonato gruppo parlamentare hanno aderito anche due deputati pidiellini: D’Anna e Pepe. Non è entrato invece Calogero Mannino, capofila insieme a Saverio Romano del gruppo degli ex centristi siciliani che hanno detto addio a Casini. Il primo step è stato superato con il voto a favore della relazione di Alfano e nella maggioranza si fa intendere che i ‘responsabili’ rappresentano ‘un valore aggiunto’, non ‘un’incognita’. E non si esclude che nei prossimi mesi per alcuni di loro potrebbero profilarsi incarichi di governo.

Non è il momento di pensare alle elezioni, si ragiona nell’inner circle berlusconiano, piuttosto è l’ora di serrare i ranghi per reagire alla controffensiva mediatico-giudiziaria di certi pm che vorrebbero eliminare il premier dalla scena politica. Ma è altrettanto vero che ieri nel quartier generale del Pdl si è fatto il punto sulla campagna per le amministrative di primavera mettendo in moto la macchina elettorale. Con una parola d’ordine: tenerla bene oliata e sempre pronta a ogni evenienza. 

Commenti
Franco Maloberti
21/01/11 09:06
E se si dimettesse Casini?
Io direi, piuttosto, che Casini abbandona l’aureola di finto angelo per indossare le corna da diavolo e, questo, Oltretevere lo sanno benissimo. Sanno anche che Berlusconi, grande sparigliatore, continua a spiazzare questi mediocri della sinistra rivoluzionaria e i loro novelli soldatini, più o meno sotto schiaffo. Dopo aver espugnato la piazza, dopo aver spiazzato il sindacato, ora Berlusconi attacca un nuovo bastione della rivoluzione: la liberalizzazione sessuale (finalizzata alla distruzione della famiglia). Ora questi figli dei fiori, quelli del “fate l’amore e non la guerra”, devono far finta di fare i baciapile, fare gli scandalizzati, dimentichi delle “onorevoli prestazioni” nelle aule occupate del ’68 e, scomodi, nelle fiat seicento con le compagne (nel senso comuniste). Ma che ridere! Speravano che la libertà sessuale fosse un loro dominio e, dopo aver chiesto aiuto ad altre sponde, si trovano spiazzati (as usual). Ora che Berlusconi ha incrinato il monopolio del sesso e che un comunista si è visto costretto a fare lo scandalizzato (anche perché non ha più l’età), seguito a ruota dal furbo Cardinale (vai avanti te …), per la Chiesa è più facile riguadagnare lo spazio perduto e riaffermare la essenziale centralità della famiglia. Poveri cari, non capiscono che si può minare la libertà, corrodere le idee, ma mai attaccare quello che è un utile e gradevole complemento alla prosecuzione della specie. Casini poi, con un onorato pedigree da rivoluzionario sessuale, con “amici” che hanno significative medaglie per prestazioni anche assistite, chiede le dimissioni. E se si dimettesse lui, piccolo, piccolo diavolo?
Anonimo
21/01/11 11:08
Dimissioni Casini
Dimettersi da che cosa che non ha neanche uno strapuntino?
Franco Maloberti
21/01/11 11:54
Ad Anonimo
Da deputato, ovviamente, dato che, tra l'altro, nel 2010 ha presentato come primo firmatario solo 3 proposte di legge (3519,3877,3878), tutte dormienti, come quasi tutte le precedenti proposte nell'attuale legislatura.
gab
21/01/11 12:17
direi che potrebbe essere il
direi che potrebbe essere il risultato del contatto/colloquio che Casini ha avuto con De Benedetti alle Maldive : niente da fare DB vuole metà dell'impero Berlusconi lasciando (per ora) le TV a MMurdock
Anonimo
21/01/11 14:07
Pare che di Casini
Pare che di Casini Berlusconi ne abbia fin troppi...
Anonimo
21/01/11 16:30
Attenzione...
I vescovi sappiano (ma già lo sanno) che siamo tutti peccatori e che, tra i politici, forse è più veniale un peccato di lussuria che non di omicidio (leggasi aborto e abortisti). In altre parole è senza dubbio preferibile Berlusconi, che difende il Vaticano e il Cristianesimo, che è contro l'eutanasia, contro le nozze gay, contro l'adozione di bambini da parte dei medesimi e che si batterà sempre perchè la Chiesa, come è giusto, non paghi un soldo di ICI. L'alternativa è un grosso rischio, visto che Rosy Bindi in persona, durante il governo Prodi, fece lei medesima una legge per le nozze tra omosessuali. Se tale fu l'operato della Bindi possiamo immaginarci cosa inventerà o pretenderà che sia fatto Nichi Vendola (il quale, anche se non proprio Premier, sarà sicuramente nella futura Sinistra Antiberlusconiana Armata Brancaleone per la Cadrega Subito).
Anonimo
21/01/11 20:55
Domanda
Ma i giornali, tra cui Repubblica (LA PURA) il Corriere (della Moralità) oltre a tutte le tv private che pubblicano e mandano in onda gli annunci (e le immagini) delle prestazioni di belle donnine e di trans e gay, con tanto di numero di telefono, cellulare e cartelli con AAA massaggiatrice, fanno o no favoreggiamento della prostituzione, onde per cui la Magistratura dovrebbe intervenire?
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