Mercoledì 8 Febbraio 2012
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il blog del direttore

Come fermare la gioiosa macchina da guerra delle intercettazioni

15 Giugno 2010
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L’assurda storia delle intercettazioni e il suo paradossale protrarsi descrive come meglio non si potrebbe l’abisso che separa il pensiero liberale da quello “liberal” con tutte le sue italiche aggravanti.

Ovunque nel mondo civile le intercettazioni telefoniche sono uno strumento di polizia molto invadente ma a volte efficace nelle indagini per confermare sospetti e ipotesi di reato. Ogni paese ha una sua regolamentazione empirica: in certi casi più attenta alla riservatezza, in altri più interessata all’efficacia investigativa, anche in relazione all'uso e all'abuso che se ne fa. Punto e basta.

In Italia,con un incredibile capovolgimento, le intercettazioni giudiziarie sono divenute fulgida epitome di libertà e democrazia. E chiunque si provi a mettervi mano per meglio regolarle o limitarne la portata veste immediatamente i panni del dittatore, del fascista e del mestatore.

Mai come in questa vicenda la fontiera liberale si è mostrata debole e friabile: tranne poche eccezioni (Il Foglio e ovviamente l’Occidentale) anche i giornali di centro-destra si sono lasciati trascinare dalla loro inclinazione malpancista e forcaiola: anche loro ossessionati dalle caste, dalle cricche e dal fascino poliziesco e vendicativo delle “liste”.

Il versante “liberal” invece ha trovato una festosa e pazzoide saldatura con mondo giustizialista travagliesco, dove le intercettazioni hanno fatto da catalizzatore al  veleno anti-berlusconiano sparso a piene mani nel paese da Repubblica e compagnia in tutti questi anni. Con un Pd tristemente corrivo e subalterno.

Lo slogan mauresco trasportato in piazza dai giovani col bavaglio e maglietta viola: “intercettateci tutti”, fa spavento. Nell’idea che lo Stato abbia pieno diritto di scandagliare le nostre vite e che anzi gli si debbano spalancare le porte in nome dell’onestà e della purezza pronte ad essere esibite c’è qualcosa di peggio della dittatura. C’è il totale annullamento dell’individuo davanti al moloch, c’è la persona che si fa mucchio giubilante e si squarcia il petto per mettere non solo la testa ma anche l’anima all’ammasso. Quello slogan sta a dire che chiunque resista allo scandaglio inquisitore dello Stato è un criminale in re ipsa e chi è senza reato non ha diritto alcuno, anzi ha il gioioso dovere di non nascondere nulla all’occhio del moloch.

Amori, desideri, odii e rabbie, sentimenti e disperazioni, tradimenti e inganni, passioni, trasgressioni: tutto ciò che è umano  può e deve essere pubblico come in un terribile rogo purificatore, solo che in questo sacrifico collettivo periscano i rei, brucino tra le fiamme i veri colpevoli, i ladri, gli arraffoni, i nani e le ballerine. Pochi ne usciranno, ma più mondi e più degni, senza angoli bui, senza più nulla da nascondere. Un perfetto esercito di automi vendicatori che marcerà contro il marcio sotto le bandiere di Repubblica. Una nuova gioiosa macchina da guerra pronta a ripartire dopo il primo fallimento. (Con qualche finiano di complemento a cui pare di annusare qualcosa di inebriante e dimenticato, come gli ex fumatori davanti ai mozziconi).

Fa spavento il modo in cui questa follia abbia preso possesso delle menti e di cuori di ragazzi  e ragazze che dovrebbero scendere in piazza a chiedere più libertà e più gioia e invece pretendono più manette e più gogna. Si tratta di una terribile responsabilità che il mondo “liberal” si prende verso queste generazioni tenute per anni a stretto regime antiberlusconiano e ora, nella loro assoluta dipendenza,  pronte ad essere manipolate a piacimento. Come altro si spiega il fatto che centinaia di giovani si mettano il bavaglio rituale per difendere l’apparato politico-industriale-editoriale dall’ipotesi di pagare una multa se violano una legge dello Stato?

E tutto ciò mette ancor più paura perché nel disegno che si dipana dalla questione intercettazioni non vi è alcuna grandiosità,  per quanto lugubre o perversa,  non ci sono orizzonti palingenetici per quanto fraintesi, non c’è vera purificazione. C’e solo, come sempre, il piccolo, misero cabotaggio  di gruppi di interesse (giudiziario-editoriale-politico) che cercano una qualche via d’uscita dal berlusconismo. E la cercano ovunque, tranne che nelle urne dove continuano a non trovarla.

E la dimostrazione lampante di questo è il fatto inoppugnabile che una legge simile, forse anche più severa, venne approvata dalla Camera il 17 aprile 2007 alla quasi unanimità (4 astenuti). Era firmato da Clemente Mastella, Giuliano Amato e Tommaso Padoa-Schioppa. E non c’erano in piazza bavagli, non c’era attentato alla libertà, non c’era via libera alla mafia  e alla camorra. Solo c’era Prodi e non Berlusconi.

 

Commenti
15/06/10 11:30
Fanatismo
Lode al Direttore, che oggi è davvero ispirato! In effetti fa paura vedere tanta "meglio gioventù" italiana che proclama il proprio entusiasmo fanatico per le intercettazioni, una pratica poliziesca affine allo spionaggio, efficace, magari talvolta indispensabile ma di certo eticamente ed esteticamente discutibile, una tatticuzza che gli sbirri usano da sempre ma di cui in passato non si vantavano. Com'è successo che il protagonista di "Le vite degli altri", quel malinconico guardone con la divisa della Stasi, ha rimpiazzato il Che nei cuori dei giovani italiani ribelli e puri?
Anonimo
15/06/10 13:15
I GIOVANI E LA FORCA
"Fa spavento il modo in cui questa follia abbia preso possesso delle menti e di cuori di ragazzi e ragazze che dovrebbero scendere in piazza a chiedere più libertà e più gioia e invece pretendono più manette e più gogna". Vero, Direttore: è come ai tempi della Rivoluzione Francese. Quando la politica debole che non sa farsi carico delle riforme, la folla trova il sostituto della "forca": come ai tempi del Terrore di Robespierre! Perchè, raschiando il barile del degrado etico-politico in Italia, stiamo arrivando lì!
mario p.
15/06/10 13:55
dei paletti
i paletti, direttore. i paletti. e cioè la libertà di intercettare sia regolamentata. ma anche la libertà di informare sia preservata. come nella migliore tradizione dei radicali, dei libertari, dei liberali moderati. come nelle migliori tradizioni delle piazze e dei movimenti di massa (sic) che con gioia (e con spavento) manifestano per la libertà di informare e di sapere, senza diventare per questo subordinati a tradizioni manettare e giustizialiste a loro estranee.
Fabio Mannari
15/06/10 22:03
Basta intercettare chi sghignazza sul terremoto!
Ha pienamente ragione l'Anonimo: con Berlusconi ed i suoi governi stiamo raschiando (anzi, scavando) il fondo del degrado etico-politico, e' ora di finirla. E com'è limpidamente liberale far tacere chi ci racconta certe porcherie, come quella dei soci di Bertolaso che nottetempo sghignazzavano sul terremoto, pensando ai lauti guadagni in arrivo!
16/06/10 11:12
Mah!
Chi se ne frega di sapere le parole esatte con cui qualcuno rideva soddisfatto riguardo il terremoto a L'Aquila; personaggi come questi sempre vi saranno e a meno che anche essere stron*i diventi un reato non è certo quella la ragione che potrebbe portarli ad un processo ed in galera. Io penso sia questa società insoddisfatta e repressa ad essere malata riducendosi a godere di tali "gogne mediatiche".
Anonimo
16/06/10 12:06
penso che chi non ha nulla
penso che chi non ha nulla da nascondere abbia tutto l'interesse che la giustizia possa usare le proprie armi al fine di garantire agli onesti una vita dignitosa. Qualsiasi altra affermazione che neghi questo è frutto di malafede e dissimulazione. Il perseguire senza onestà tale condotta di eversione porterà ad un altro piazzale loreto.. spero solo che gli appesi siano i disonesti e non le loro vittime
Ilaria
16/06/10 12:41
Senza parole
Direttore, sono senza parole. Ha l'aria davvero di avere gli occhi foderati di prosciutto. Falcone e Borsellino non avrebbero potuto fare quello che hanno fatto senza intercettazioni. E come sarebbe chi se ne frega E…direttore, si compri un pallottoliere, viene prima l’Articolo 1 L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione Poi viene l’Articolo 2La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale, poi viene il 3 Articolo 3Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale [cfr. XIV] e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso [cfr. artt. 29 c. 2, 37 c. 1, 48 c. 1, 51 c. 1], di razza, di lingua [cfr. art. 6], di religione [cfr. artt. 8, 19], di opinioni politiche [cfr. art. 22], di condizioni personali e sociali.E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese. Questi non sono tutelati. Iniziamo da questi, e in ordine arriviamo al 15. Ci sarà un motivo per cui la numerazione è questa, che dice? O lei quando legge un libro legge solo le pagine dispari e salta le pari? “Lo slogan mauresco trasportato in piazza dai giovani col bavaglio e maglietta viola: “intercettateci tutti”, fa spavento. Nell’idea che lo Stato abbia pieno diritto di scandagliare le nostre vite e che anzi gli si debbano spalancare le porte in nome dell’onestà e della purezza pronte ad essere esibite c’è qualcosa di peggio della dittatura” Ma vuole scherzare?Le intercettazioni vengono richieste proprio perché onestà e purezza sono SCOMPARSEEEEEEEE dalla nostra vita, soprattutto politica proprio a causa della dittatura dei soliti noti. Che poi il Pd sia tristemente corrivo e subalterno è indiscutibile, ma che c’entra con questo? “tutto ciò che è umano può e deve essere pubblico”. Questo lo dice lei. Se parlo d’amore col mio ragazzo o mi arrabbio con un’amica che non è stata puntuale, e mi intercettano…si fanno 2 risate , non perdono tempo a renderlo pubblico, e anche fosse non mi lederebbe quanto invece ha leso il già straziante dolore di madri che hanno perso i figli a L’Aquila sapere che c’era anche qualcuno che se la rideva. Caro Anonimo del “Mah” “Chi se ne frega di sapere le parole esatte con cui qualcuno rideva soddisfatto riguardo il terremoto a L'Aquila”; Le auguro che capiti a lei. Ai suoi figli. E quando chiederà la gogna le auguro che trovi un buonista come lei al suo fianco a dirle che “personaggi come questi sempre vi saranno e a meno che anche essere stron*i diventi un reato non è certo quella la ragione che potrebbe portarli ad un processo ed in galera. Io penso sia questa società insoddisfatta e repressa ad essere malata riducendosi a godere di tali "gogne mediatiche”” “Un perfetto esercito di automi vendicatori che marcerà contro il marcio sotto le bandiere di Repubblica.” L’automa è lei e chi la pensa come lei, che non fa che ripetere a pappagallo quello che gli viene proprinato ed insegnato a dire per difendere la propria squadra politica. Sensa chiedersi se agisce in bene o in male. Basta che sia tutelata la tesserina. “…ragazzi e ragazze che dovrebbero scendere in piazza a chiedere più libertà e più gioia e invece pretendono più manette e più gogna”. Senta, ma lei che fa nella vita? Son contenta per lei che cerca più gioia e libertà, si vede che ci arriva alla fine del mese. Noi chiediamo sì la gogna, per difendere il nostro futuro e il sudore del lavoro dei nostri genitori che si sono spezzati la schiena una vita e vedono tagliare lo stipendio della metà ….NON SO SE HA CAPITO, DELLA META’, perché Berlusconi, Del Turco , Scajola , Anemone e i soliti noti si sono imboscati i NOSTRI SOLDIIIIIII…..E che chiede lei? Gioia? Si vede che per mangiare mangia, altrimenti chiederebbe prima quello, poi la gioia. “…il bavaglio rituale per difendere l’apparato politico-industriale-editoriale dall’ipotesi di pagare una multa se violano una legge dello Stato?”Ah sì? E le leggi ad personam ( più di cento caro direttore, fanno parte delle leggi dello stato? (la minuscola non è casuale). Cosìè lo Stato direttore? Le rinfresco la memoria, glie la sento impolverata: “popolo, stanziato su un territorio definito, che è organizzato attorno ad un potere centrale (comunemente chiamato "Stato-nazione"). Io non ricordo di conoscere qualcuno che ha votato per avere quelle leggi, né qualcuno a cui faccia piacere il processo breve se non per difendere la tesserina. In effetti a noi hanno fatto dei lavori da denuncia in casa, creandoci enormi problemi. Sa che ci ha detto l’avvocato? “E’ inutile nel vostro caso denunciare. Il processo durerebbe 10 anni e non solo sareste rimasti fregati, ma pur avendo ragione vi accollereste tutte le spese giudiziarie) “..il piccolo, misero cabotaggio di gruppi di interesse (giudiziario-editoriale-politico) che cercano una qualche via d’uscita dal berlusconismo. E la cercano ovunque, tranne che nelle urne dove continuano a non trovarla.” Ci credo, come la troviamo nelle urne quando le votazioni sono palesemente truccate (destra e sinistra, per carità, forse anche più a causa della sinistra ma è così), come emerge dal ritrovamento di schede di cittadini nei bagni, sostituite con schede pagate? Sempre parlando a te caro Anonimo, “… Vero, Direttore: è come ai tempi della Rivoluzione Francese. Quando la politica debole che non sa farsi carico delle riforme, la folla trova il sostituto della "forca": come ai tempi del Terrore di Robespierre! “ Torni a scuola , caro mio, o meglio, ci vada, perché frasi del genere sono giustificabili sono con l’interruzione degli studi alla scuola dell’obbligo. Senza la Rivoluzione Francese probabilmente lei lavorerebbe a mezzadria. E la Rivoluzione Francese c’è stata proprio perché mentre la gente moriva di fame i tiranni si godevano gli ori di Versailles. Oh, mi scusi, anonimo, forse lei intendeva ricordare proprio questo. In effetti è proprio come la Rivoluzione Francese, oggi. Mi vergogno di essere italiana ogni volta che sento parlare persone come voi, che non si curano della sofferenza altrui, ma dopo essersi riempiti la pancia il massimo che sanno fare è aspirare al diritto di non essere intercettati, e di gioire, anziché di non essere fregati, sottomessi, calpestati ed ignorati. Ma non serve arrabbiarsi con persone così. Semplici teoremi matematici.Quando il cervello è nullo, l’insulto è uguale a zero. Buon lavoro caro direttore. Scusi la rabbia. Non ce l’ho col governo Berlusconi. Ce l’ho con tutti coloro che non vedono che la nostra classe politica ci sta costringendo a lasciare l’Italia, perché come cittadini non contiamo niente. La sua libertà di stampa sono certa cestinerà il mio commento. Per fortuna non è il solo che potrebbe renderlo pubblico.
Andrea
16/06/10 13:54
Liberalismo?
La parola ‘liberale’ nel suo commento fa davvero sorridere amaramente. Vi siete mai chiesti perché al gruppo liberale al Parlamento europeo sieda Italia dei Valori (e i Radicali e qualche Repubblicano, quando ce la fanno), e i liberali non si sognerebbero mai di accogliere Berlusconi (che infatti sta nel PPE, e pure quest’ultimo ne è ormai molto imbarazzato)? Vi siete mai chiesti perché la rivista dii riferimento dei liberali in tutto il mondo (Economist) pensa tutto il male possibile di Berlusconi (e a ragion veduta)? Vi siete mai chiesti perché l’Internazionale Liberale (che probabilmente neanche conoscete) accetta tra i suoi full members italiani solo i Radicali e si metterebbe a ridere se qualche berlusconiano volesse entrarvi? Vi siete chiesti perché nessuno dei gruppi liberali suddetti è preoccupato dall’inesistente eccesso di intercettazioni in Italia e tutti sono invece molto preoccupati dal governo Berlusconi? Avete mai notato l’odio atroce che Berlusconi rovesciò sul più grande giornalista liberale italiano, Montanelli, quando costui rifiutò di diventarne il servo? Avete mai visto una legge liberale o liberista varata da Berlusconi? Ormai il nostro governo non nasconde più di promulgare leggi col preciso scopo di difendere i propri comportamenti criminali, e voi avete tutto il diritto di tesserne le lodi, ma fateci almeno il piacere di non parlare di liberalismo.
vanni
16/06/10 15:13
Consigli per gli acquisti
Egregia Ilaria 16/06/10 13:41 le ragioni per essere così esacerbata Lei le avrà senz'altro, e senz'altro buone. Può darsi che Lei non ce l'abbia con il governo Berlusconi (che vuole infatti una soda riforma della Magistratura, che va nella direzione da Lei auspicata), ma spara a casaccio tutte le giaculatorie a casaccio che gli avversari del governo vomitano a casaccio. Nell'Italia che Le piacerebbe – come mi par di capire – dove qualche gruppo o qualche casta può fare strame del cittadino come persona, però io non vorrei proprio viverci. Purtroppo non ho risorse per lasciare un'Italia eventualmente “ilarizzata”. Comunque Lei è molto sicura di se stessa e del suo punto di vista, mica come chi ha il prosciutto sugli occhi. Egregio Andrea 16/06/10 14:54 , ma veramente l'Italia dei Valori nel gruppo liberale? Ma sì, un po' come la Libia nella commissione per la difesa dei diritti umani: meglio starne alla larga, allora. Peraltro un po' di propaganda si può sempre fare.
Ilaria
16/06/10 16:25
Chi commette reato va punito.
Innanzitutto mi scuso con il direttore per aver supposto che non avrebbe pubblicato il mio commento elogiandone la difesa di libertà di espressione. Apprezzo davvero e ci tengo a precisare che la mia supposizione deriva da esperienze già vissute in altri gruppi. Questo è un comportamento da signori e affatto scontato oggi, lo dico di cuore, senza polemiche. Mi rivolgo al sig /sig.ra Vanni, davvero il governo Berlusconi vuole una soda riforma della Magistratura. Non mi stupisce. Ma non nella direzione da me auspicata. Io auspico che chi sbagli paghi i suoi errori. Lui che chi ruba sia impunito. Non mi pare una riforma democratica, né civile. Mi può illuminare su quale delle mie giaculatorie è espressa a casaccio, ovvero non pertinente? Lo chiedo perché a giudicare dall’uso che ha fatto di questa parola dovrebbe conoscerne il significato, dunque concordare con me sul fatto che il contenuto espresso era semplice e chiaro, così da essere comprensibili anche ai fedeli illetterati (definizione di giaculatoria), dunque non vedo il problema. Preferiva un’elegiaca in latino, in maniera tale che solo pochi possano capire e il resto rimanga nell’ignoranza, forse più in linea con il governo che ci rappresenta,( che tra l’altro è lei a considerare formato solo da Berlusconi, non io)? Sarà lei un sostenitore del Berlusconismo, non io un’antiberlusconiana, considerato che ho chiaramente espresso il mio disappunto sul modo d’agire della sinistra e del PD. Perché nell’ Italia che mi piacerebbe lei ha inteso che qualche gruppo o qualche casta può fare strame del cittadino come persona? In quale Italia, quella che vorrei, dove i cittadini onesti possono per decoro assistere ad un democratico sistema che permetta di punire i delinquenti? Io non pretendo a vostra differenza che di non venir processata se commetto reato o comunque rubo. Non è fare strame del derubato questo? E sono disposta ad essere sottoposta a controllo, non avendo niente da nascondere, considerato che non si può negare che il nostro paese pulluli di delinquenti, e senza controlli e indagini non verranno a costituirsi né da me né da lei.Lo strame del cittadino consiste nell’ascoltarne le discussioni telefoniche? Ma dove? In Italia? Come riporta l’Espresso , “a prescindere da qualsivoglia considerazione circa l'opportunità e necessità degli interventi normativi di recente approvati dal Senato, appare importante sottolineare che l'analisi complessiva delle disposizioni contenute nel disegno di legge non consente di condividere l'idea secondo la quale lo scopo perseguito attraverso lo stesso sarebbe effettivamente rappresentato dall'esigenza di garantire maggiore privacy ai cittadini. Si tratta, d'altro canto, di un obiettivo assai poco credibile in un Paese nel quale si deve lasciare la carta d'identità e la traccia di tutti i propri percorsi di navigazione online ogni volta che si accede ad internet attraverso una postazione wifi pubblica, in un Paese nel quale, ormai, le città pullulano di dispositivi di videosorveglianza che le rendono realtà di orwelliana memoria e in un Paese nel quale il Ministro dell'interno propone di fare una radiografia ad ogni cittadino onesto che salga su un treno nell'illusoria speranza di scongiurare così atti terroristici “. E il problema sono le intercettazioni? Ma che c’avremo da dire poi di così segreto noi italiani medi al telefono, se in pubblico non facciamo che parlare di calcio. Dice bene Andrea: “Ormai il nostro governo non nasconde più di promulgare leggi col preciso scopo di difendere i propri comportamenti criminali, e voi avete tutto il diritto di tesserne le lodi, ma fateci almeno il piacere di non parlare di liberalismo”. Per quanto riguarda la difesa dei diritti umani abbiamo sicuramente un concetto ben differente se lei li identifica nella libertà di non essere ascoltati al telefono (non di parlare) e le stanno invece bene tutte le altre forme di controllo imposte sulla persona nel nostro paese. Su un fatto comunque siamo d’accordo. Sono proprio esacerbata, come molti cittadini che vedono infangare continuamente il nome del popolo italiano. Se lei non lo è ,son contenta per lei. Si vede che il paese le piace così com’è.
Ilaria
16/06/10 17:19
e poi le intercettazioni non sono giuste?
Non servono le intercettazioni? non abbiamo diritto di sapere che ci fa' sto' signore coi soldi nostri, con l'auto e la benzina che paghiamo noi? http://stopthecensure.blogspot.com/2010/06/mandava-lauto-blu-comprare-la-cocaina.html
gio
17/06/10 09:18
Tocca ancora vedere
Tocca ancora vedere associate le intercettazioni ai sempre utili in fatto di richiami illustri Falcone e Borsellino. Allora: Falcone e Borsellino erano tanto distanti dalla necessità d’affidarsi alle sole intercettazioni quanto un astemio dall’alcohol. Falcone e Borsellino, soprattutto Falcone, lavoravano sul campo: il pregio di questi inestimabili rappresentanti di una legalità pare scomparsa era la memoria storica, fatta di collegamenti, personali, mnemonici, andati a raccogliere SUL CAMPO, senza più del minimo di intercettazioni necessarie, soprattutto di queste avvalendosi DOPO che il corpo del vulnus era stato ammassato. Falcone e Borsellino parlavano con i pentiti, li creditavano se le notizie da loro fornite collimavano con la realtà, quella che loro avevano molto chiara in mente, li sfanculavano ed emarginavano – altro che premi appena apri bocca, qualsiasi cosa tu abbia da dire meglio se è quello che ti ho detto io - se questi provavano a fare i furbi. ‘Falcone e Borsellino’ e ‘intercettazioni’ è quanto di più sbagliato si possa accostare, capisco che i soloni d’oggi cerchino di capovolgere a loro piacimento la realtà dei fatti, ma la realtà non si forma a furia di panzane, almeno a casa mia. E’ triste, segno dei tempi, vedere questi eroi del tempo moderno di nuovo mistificati; e mistificazione non fu mai più grave. Sono abbastanza certo quella persona abbia cose sensate da dire, ma non me ne voglia se dopo queste primissime righe io non vado oltre nella lettura, perchè il dato evidenziato, marchiano, grossolano, marca tutta l'ignoranza che circonda questa benedetta legge sulle intercettazioni - il che d'altronde è facile: il mancante nozioni segue quello che urla più forte, e qui a urlare ahimè non sono gli araldi della verità. A proposito: Falcone non ha mai creduto al terzo livello. C’entra abbastanza poco col contesto qui in esame, ma visto che siamo in tema di precisazione dei punti base, meglio dirlo, per evitare ulteriori future scivolate in campi di cui si parla senza evidentemente conoscere le basi.
geppo
19/06/10 14:06
ma mi faccia il piacere.
ma mi faccia il piacere.
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