Venerdì 10 Febbraio 2012
Per ricevere la Newsletter dell'Occidentale
Un saggio sulla mentalità totalitaria

Hitler, Lenin e quella folle idea di creare "l'uomo nuovo" con il terrore

13 Dicembre 2009

Luciano Pellicani ha dedicato molti lavori allo studio della mentalità rivoluzionaria. Lo ha fatto servendosi di categorie desunte dalla sociologia religiosa. A suo avviso, i rivoluzionari di professione sono portatori di una visione del mondo gnostica. Essi sono convinti, infatti, che alla decadenza del presente dovrà necessariamente fare seguito un avvenire radioso. Per affrettare questa fine dei tempi la violenza annientatrice è non solo giustificata, ma attivamente promossa e praticata, perché solo distruggendo dalle fondamenta il disordine presente, sarà possibile edificare il futuro paradiso in terra. Il perfettismo politico messianico è portatore, insomma, di una inevitabile pulsione sterminatrice.

Questo nucleo concettuale, che abbiamo riassunto in maniera fin troppo schematica, è alla base anche dell’ultimo libro di Pellicani (Lenin e Hitler. I due volti del totalitarismo, pp. 138, € 16,00, Rubbettino, Soveria Mannelli 2009). Tuttavia, in questa occasione l’analisi è baricentrata diversamente. Più che la fede del rivoluzionario si tenta di mettere a fuoco le conseguenze di essa: il fenomeno totalitario. In altri termini, la nozione di millenarismo politico non viene esplicitamente tematizzata, ma costituisce un presupposto dell’analisi.

Il titolo adombra la tesi di fondo esposta nel volume, cioè quella di una sostanziale affinità tra comunismo e nazismo. Al tempo stesso, esso fa trapelare una conseguenza implicita di tale impostazione, il fatto cioè che il fascismo italiano non sia rubricabile a pieno titolo come un totalitarismo. L’organizzazione interna del volume, articolato in quattro capitoli, conferma a pieno tale assunto. Si parte con un confronto tra il dittatore sovietico e quello nazionalsocialista. Seguono due capitoli monografici incentrati rispettivamente sulla vicenda russa e su quella tedesca. L’ultimo capitolo è dedicato appunto al regime mussoliniano, definito un "bolscevismo imperfetto".

Le forti affinità fra comunismo e nazismo non riguardano le rispettive mete finali. In un caso abbiamo l’ideale di una società senza classi perfettamente ordinata e totalmente pacificata. Nell’altro troviamo l’aspirazione a un regime basato sulla netta divisione fra signori e schiavi, da realizzare rispettando rigorosamente le distinzioni razziali. Pure, su di un altro e più essenziale piano, "le Weltanschauungen di Lenin e Hitler erano molto simili: in esse il mondo era concepito come un pantano morale che doveva essere disinfestato attraverso una rivoluzione sradicante".

Servendosi di una impressionante serie di citazioni da scritti e discorsi di Lenin e Hitler, Pellicani mostra come per entrambi valesse l’idea di una purificazione del mondo da ottenere attraverso "la pratica della purga permanente", ovvero tramite "l’istituzionalizzazione del terrore di massa, in modo da "rigenerare la società e creare l’uomo nuovo ricorrendo al terrore catartico". Il linguaggio di Hitler come quello di Lenin sono ampiamente tributari della parassitologia: "il mondo è descritto come un pantano infestato da 'insetti nocivi', 'pulci', 'cimici', 'vampiri', 'ragni velenosi', 'sanguisughe'", in sostanza "non uomini, che vanno sterminati ricorrendo ai mezzi più brutali e spietati".

Tale attitudine aggressiva, che Pellicani definisce "pantoclastica", verso lo stato di cose presente fa emergere un’altra affinità. Per quanto differenziati sugli obiettivi da raggiungere, comunismo e nazismo hanno un comune nemico. Sono guidati da una radicale avversione per la società aperta, nella quale ciascuno ha la responsabilità etica e giuridica dei propri atti. Una società articolata, molteplice, varia nella quale gli individui non possono essere eterodiretti da una autorità superiore ma sono liberi di disegnare il proprio percorso di vita, appare ad entrambi i regimi un mondo corrotto, privo di aspirazioni ideali, non degno di essere conservato.

Rispetto ai due esempi "riusciti" di totalitarismo, il fascismo si presenta con un profilo meno definito. Certo, anch’esso nutre aspirazioni totalitarie (a proposito, l’aggettivo "totalitario" venne coniato proprio da Mussolini), punta a creare l’uomo nuovo, ma, nel complesso, resta al di qua dell’obiettivo. Anzitutto dispone di un’armatura ideologica più incerta. Il fascismo è un fenomeno nel quale confluiscono esperienze e tradizioni varie (dal nazionalismo, al sindacalismo rivoluzionario, al combattentismo), che non danno vita una sintesi definibile in un corpo di dottrine consacrato. Non ci sono i testi sacri della tradizione marxista né c'è il libro chiave come il Mein Kampf hitleriano. Sul piano della prassi, poi, per quanto edifichi un regime autoritario e sopprima tutte le libertà politiche e civili, il regime mussoliniano non riesce a fare tabula rasa del passato. Basti pensare che a un anno dalla presa del potere Hitler aveva già abolito la costituzione sostituendola con il Fühererprinzip, mentre in Italia per tutto il ventennio resta formalmente in vigore lo Statuto albertino.

Forte nei riferimenti concettuali, ricco di richiami storici e storiografici che sostengono e articolano la modellistica sociologica, il libro di Pellicani si raccomanda come un breviario essenziale per capire e conoscere i totalitarismi del secolo scorso.

Commenti
mauro
13/12/09 09:23
ideologie
"Chi non impara le lezioni della Storia sarà condannato a riviverla". Quando una mente criminale e senza scrupoli arriva al Potere le conseguenze sono quelle osservate il secolo scorso. Tutti e tre quegli individui, a cui aggiungerei Mao Zedong che era della stessa risma, hanno goduto di vasto consenso, spesso a carattere quasi religioso (la salma di Lenin è tuttora venerata da alcuni) ma erano la personificazione del Male Assoluto. Malvagità allo stato puro, assoluta indifferenza alle sofferenze altrui, mettevano al centro dei loro interessi se stessi e la loro ideologia, tutto il resto era indifferente. "L'Ideologia! è Lei che offre la giustificazione del Male e la dura fermezza che serve al Malvagio!" (Andrej Solzenitzyn)
mj23
13/12/09 13:55
nel 2009 ancora paura del comunismo?
Ma cari signori, cominciate davvero ad essere esasperati da questo comunismo! Ancora nel 2009 siete terrorizzati da questa ideologia? Inutile dire che il vostro ridicolo parallelismo con il nazismo è volto solo ed esclusivamente ad attaccare in toto l'ideologia marxista, che evidentemente non conoscete affatto. Ciò che vi terrorizza non è il nazismo, nè tantomeno il fascismo per il quale nutrite anzi un'evidente simpatia dal momento che giungete addirittura a negarne gli aspetti dittatoriali, bensì il fatto che i poveretti che con il loro duro lavoro, con i loro enormi sacrifici e con le loro estenuanti privazioni da secoli ormai permettono al contraddittorio sistema capitalistico di sopravvivere, possano un giorno sollevarsi e chiedere di essere valorizzati per quello che valgono come persone e come esseri umani, non solo come meri strumenti di lavoro usa e getta per gonfiare le tasche del riccone di turno. Questo è ciò che vi spaventa e ciò che per voi è l'unica vera ideologia che può rompervi le uova nel paniere. Ricordate che se la classe sociale che voi difendete a spada tratta si comportasse in modo un po' più conciliante e un po' più rispettoso nei confronti dei lavoratori dipendenti (soprattutto quelli che si danno davvero da fare sul posto di lavoro e che non hanno mai nessuna gratificazione dalla vita, visto che devono campare con 600-700 euro al mese quando va bene), non ci sarebbe alcun bisogno di scomodare Marx, Lenin, Stalin, il comunismo e la lotta di classe. Volete un esempio concreto? Le società dei paesi scandinavi. Lì le disuguaglianze sociali sono state progressivamente ridotte al minimo possibile grazie all'atteggiamento responsabile e moderato delle classi più ricche, disposte a condividere una parte del loro benessere con il resto del popolo, e alla fine ne ha guadagnato tutta la collettività, sia i meno fortunati, che hanno visto elevare a livello almeno dignitoso il proprio tenore di vita e che possono disporre di assistenza e servizi di qualità da parte dello Stato, sia i più ricchi, che possono avere un rapporto meno conflittuale con i loro lavoratori dipendenti ed essere infinitamente più al riparo dal pericolo della criminalità urbana che in questo modo viene ridotta ai minimi termini. Meditate, gente, meditate... Vivere assieme in armonia e con un minimo di uguaglianza si può! Ma anche voi dovete fare la vostra parte. Saluti.
mauro
13/12/09 19:48
"voi anticomunisti"
Ma certo, come non averci pensato prima! Stalin ha sterminato i kulaki perché erano dei cattivoni sfruttatori. Ha fatto morire di fame i contadini ucraini a milioni perché trattavano male i dipendenti. Ha deportato i polacchi anticomunisti perché avevano un comportamento antisindacale. E voleva invadere la Finlandia perché non si era ricordato che era un Paese scandinavo, dove i dipendenti sono trattati bene. E Lenin non si fece problemi ad accettare i soldi degli Imperi Centrali e il treno piombato con cui poté fare la Rivoluzione, magari erano frutto di plusvalore tedesco. Vedi i casi della vita, tratti un po' meglio i dipendenti e ti risparmi cento milioni di morti. Roba da Nobel per la Pace. Per inciso, io in questo momento sto cercando lavoro, speriamo di trovare un padrone che non sia cattivo.
mj23
14/12/09 12:56
per mauro
Non mi pare di aver giustificato gli eccessi di Lenin e di Stalin, tutt'altro. Mi domando piuttosto se tu abbia una vaga idea delle condizioni della popolazione russa alla vigilia della rivoluzione d'ottobre. Mai sentito parlare di secoli di sfruttamento schiavistico che ha causato milioni e milioni di vittime tra gli strati più deboli (il 90%) della popolazione? Mai sentito parlare di squartamenti sulla pubblica piazza perchè dei veri e propri schiavi morti di fame che lavoravano 25 ore al giorno in condizioni sub-animalesche osavano rubare delle mele al mercato? Le dinamiche che hanno portato alla rivoluzione sovietica non possono essere liquidate in modo così qualunquistico e semplicistico come fai tu. Non è che milioni di persone si alzano una mattina nel loro bel lettuccio caldo con la colazione pronta e siccome gli gira male decidono di fare una rivoluzione perchè fa figo. Quello è stato un momento drammatico ed eccezionale (nel senso di eccezione) nella storia dell'umanità, un po' come la rivoluzione francese, ma ancora più in grande. Se sono successe cose del genere, talmente enormi, talmente spropositate nella loro evoluzione è perchè i nodi di secolari privazioni, sfruttamenti, ingiustizie e barbarie venivano al pettine una volta per tutte. Non si può essere così superficiali da approciarsi a eventi di questa portata con gli occhi benestanti del 2009. Inoltre le tragedie che sono seguite, probabilmente e purtroppo inevitabili, non hanno colpito solo gli ucraini o i polacchi ma anche e soprattutto gli stessi russi. Questa strumentalizzazione degli ucraini e dei polacchi (e ci aggiungo i georgiani), che oggi va particolarmente di moda quando si tratta di provocare la Russia, è estremamente pericolosa e ingiusta soprattutto nei confronti degli stessi ucraini, polacchi e georgiani che dir si voglia. Io sono il primo ad ammettere che quei paesi hanno subito anche delle ingiustizie e dei crimini inaccettabili durante il periodo sovietico, ma non accetto che questo possa diventare l'arma con cui oggi l'Occidente li istiga ad andare al massacro contro la Russia. Guarda la Georgia di Saakashvili che bel servizio ha reso al suo popolo con la schifosa guerra dell'anno scorso in Ossezia. O l'Ucraina di Yushchenko, con milioni di persone che emigrano perchè fanno letteralmente la fame. E la Polonia dei Kaczynski e di Tusk, disposti a svendere l'indipendenza della nazione e la sicurezza dei polacchi per permettere agli Stati Uniti di disseminare il paese di basi militari e missilistiche per provocare la Russia. O gli stessi paesi baltici, in mano a politici che operano come se fossero a Washington invece che in Europa. Credi che in tutti questi paesi la vita sia migliore oggi rispetto a vent'anni fa? Certo, c'è molta più libertà, questo non lo si può negare, ma vogliamo parlare di qualità della vita? Non c'è paragone. E c'è di più: sai perchè in quei paesi le elezioni vengono vinte dai cosiddetti "conservatori nazionalisti"? Per il semplice motivo che si reca alle urne appena un terzo degli aventi diritto! E questo perchè? Perchè la maggior parte della gente si sente demoralizzata, delusa e tradita dal sistema consumistico occidentale che è gli è stato imposto e ormai non crede più in questa politica che arricchisce solo una piccola schiera di eletti e manda in miseria la stragrande maggioranza della popolazione. Si parla tanto di crescita, ma crescita per chi? Anche qui in Italia gli stipendi e le pensioni dei lavoratori dipendenti sono immobili da decenni! Peccato però che il costo della vita sia quadruplicato! E allora di cosa stiamo parlando? Ti auguro di avere fortuna nel tuo lavoro, quando e se riuscirai a trovarlo, ma ti consiglio caldamente di diffidare di questa gente che ti parla di libertà e compagnia bella solo per riempirsi la bocca e le proprie tasche a nostro discapito. Comunque alla fine, con la scusa dei comunisti russi mangia-bambini, il vero succo del mio precedente commento è stato completamente ignorato. Non a caso ho parlato delle società scandinave, che non possono certo essere accusate di essere di stampo sovietico. Diamoci tutti una bella calmata e cerchiamo di prendere come esempio quelle grandi democrazie nordiche in cui le disparità sociali sono state ridotte ai minimi termini, in cui lo Stato è forte non per opprimere i cittadini ma per garantire loro servizi di qualità, in cui la piaga dell'evasione fiscale è stata stroncata, in cui la criminalità urbana è stata ridotta il più possibile e in cui i lavoratori dipendenti sono persone rispettate e tutelate come esseri umani, non trattati come bestie da soma che crepano sul posto di lavoro nell'indifferenza generale per portare a casa uno stipendio da fame con cui mantenere tutta a famiglia e a causa del quale si è privati di qualsiasi tipo di gratificazione nella vita. E per far sì che anche solo una minima parte di queste conquiste di puro buon senso e civiltà possano essere finalmente tradotte in realtà anche fuori dalla penisola scandinava, bisogna che da parte di chi ha il potere economico, mediatico e politico cominci ad esserci un atteggiamento un po' più conciliante, moderato e responsabile, altrimenti le disparità, le ingiustizie, le esasperazioni e le tensioni sociali inevitabilmente non potranno che aggravarsi. Ancora buona fortuna per il tuo lavoro. Saluti.
mauro
14/12/09 17:41
x mj23: intanto ti ringrazio
x mj23: intanto ti ringrazio per i tuoi auguri che sento sinceri. Altrettanto sinceramente devo dirti che sei tu che non conosci la Storia del comunismo e dell'Unione Sovietica. Guarda che non tutti gli anticomunisti sono biechi capitalisti o padroni del vapore. Io sono stato dipendente e anche povero, non potevo permettermi un'auto e dovevo stare attento alle spese, Ma sono sempre stato anticomunista. Secondo te come mai in America il comunismo non ha mai attecchito? Cosa accomuna gli Stati Uniti alla Scandinavia? Perché i Paesi Scandinavi hanno sempre avuto paura dei Russi, tanto da aderire alla NATO o armarsi fino ai denti come la Svezia? Secondo te il comunismo è nato in Russia perché squartavano la gente in piazza per una mela? Hai mai sentito parlare della "Legge delle tre spighe"? E' quella, promulgata dai comunisti in URSS durante la collettivizzazione forzata, che condannava a morte un contadino sorpreso a portare a casa dai campi almeno tre spighe di grano, in quanto a casa morivano di fame e molti rubavano per mangiare. Cosa credi di sapere tu, dell'Unione Sovietica? Credi che io pensi che i russi mangiavano i bambini? Ah, i comunisti non li mangiavano di certo, loro avevano vitto in abbondanza: numerosissimi casi di antropofagia si verificarono invece nelle campagne e nelle citta specie dell'Ucraina. Vai su Wikipedia e cerca la parola "Holodomor". Fatti una cultura, e soprattutto fattene una ragione. Buone Feste.
mj23
14/12/09 22:55
non ci capiamo
Sinceramente mi sembra che qui si continui a mettermi in bocca parole che non ho detto. Io non ho assolutamente giustificato gli eccessi e i crimini del periodo sovietico, ho semplicemente cercato di spiegare perchè quel tipo di rivoluzione ha avuto luogo in Russia. Punto. Sull'Holodmor ti rispondo che nello stesso momento in cui quella terribile carestia colpiva tragicamente l'Ucraina, una carestia altrettanto terribile e devastante colpiva anche la Russia. Da qui ad affermare che la carestia in Ucraina fu organizzata appositamente a Mosca per decimare la popolazione - occhio a non prendere come Bibbia le parole di Yushchenko - ce ne passa. Le responsabilità - e l'incompetenza gestionale soprattutto - della leadership sovietica sono indubbie e pesantissime nell'evoluzione di quelle tragedie, ma ci si deve fermare qui a mio modo di vedere. Sui paesi scandinavi e la NATO mi spiace deluderti, ma due dei più importanti - Svezia e Finlandia - non hanno affatto aderito alla NATO. E di certo non possono essere considerati filo-americani o filo-qualcos'altro dal momento che sono storicamente neutrali. Sul fatto che gli scandinavi avessero paura dei sovietici sono senz'altro d'accordo, ma il motivo è da ricercare semplicemente nel fatto che le società scandinave erano già talmente avanzate, talmente vicine alla perfezione dal punto di vista della giustizia sociale che per loro era naturalmente incomprensibile il ricorso a misure così drastiche. Ripeto per l'ennesima volta: non voglio fare la rivoluzione sovietica, voglio che si prendano come esempio le società scandinave. Ma per arrivare a quel livello, che è il punto di arrivo di un lungo processo, è necessario che anche i cosiddetti "padroni" facciano la loro parte, altrimenti l'esasperazione sociale rischia alla lunga di andare fuori controllo. Ribadisco: se gli scandinavi hanno potuto costruire una società del genere - che nulla ha a che vedere con quella americana turbo-consumistica, in cui milioni di persone sono abbandonate a loro stesse senza un minimo di tutela da parte dello Stato - è stato anche e soprattutto grazie all'atteggiamento responsabile e moderato delle classi più benestanti. Atteggiamento ben diverso, purtroppo, da quello che si è riscontrato e che si riscontra tuttora qui in Italia e in generale in buona parte degli altri regimi democratici o pseudo-democratici. Buone feste anche a te. Saluti.
l'Occidentale è protetto da Kaspersky
© 2007-2011 Occidentale srl. Tutti i diritti riservati. redazione@loccidentale.it
L'Occidentale è una testata giornalistica registrata. Direttore responsabile: Giancarlo Loquenzi.
Registrazione del Tribunale di Roma n° 141 del 5 Aprile 2007
Concessionaria in esclusiva per la pubblicità: Arcus Pubblicità srl