Venerdì 10 Febbraio 2012
Per ricevere la Newsletter dell'Occidentale
Biografie su Giovanni Paolo II

Wojtyla difese il valore della vita con la sua tempra da montanaro

31 Maggio 2009
Pope-John-Paul-II-1920---2005-Photograph-C12189149.jpeg

S’intitola “Testimonianza” ed è ispirato al libro di memorie “Una vita con Karol” scritto dal cardinale Dziwisz. E’ un dvd sulla vita di Giovanni Paolo II, voce narrante l’attore Michael York, colonna sonora Vangelis. Grazie alle memorie di Dziwisz, il documentario esplora dettagli e misteri della vita privata e del pontificato di Wojtyla, compreso un secondo attentato al pontefice – per mano di un prete impazzito che voleva uccidere il Papa con un coltello.

Ma l’importanza del film è altrove, precisamente nella difesa della vita come valore irrinunciabile. “Lasciatemi andare alla Casa del Padre” furono le ultime parole pronunciate da Wojtyla prima di spegnersi dopo un lungo e doloroso calvario. Una sofferenza – come ha detto Benedetto XVI alla presentazione del film – “affrontata fino all’ultimo con la tempra del montanaro e la pazienza dell’umile servitore del Vangelo”.

Alla fine del suo pellegrinaggio terreno Giovanni Paolo II era vicino ai sofferenti e a chi deve fare i conti con una disabilità fisica. In una cultura come la nostra, che tende a rimuovere la morte, e ad affrontare in maniera contraddittoria la disabilità, la testimonianza di Wojtyla è un invito a non arrendersi di fronte alla malattia. Il cardinale Dziwisz ricorda in particolare quei momenti in cui Giovanni Paolo II si concentrava testardamente nella stesura dei suoi discorsi, come la celebre e sofferta benedizione, quando, di fronte alla folla raccolta a San Pietro, fu incapace di parlare.

Il messaggio dell’ultima parte del pontificato di Woityla è stato soprattutto questo, far emergere con la prepotenza del corpo sofferente le “sorprendenti contraddizioni” che riguardano i diritti dell’uomo nel nostro tempo. Mentre assistiamo a una espansione dei diritti di gruppi e minoranze che riescono a fare blocco, contrattando nuove forme di riconoscimento sociale – i non-nati, i disabili, le persone con deficit mentali sembrano guadagnarsi a fatica lo status di individuo e la giusta protezione sociale, non avendo la sufficiente autonomia per farlo. Wojtyla era dalla loro parte perché alla fine è stato uno di loro.         

Commenti
Sylwia
31/05/09 09:55
papa GP II
Sono agnostica ma non vedo come in troppi vedano solo il negativo della chiesa e in chi cerca di credere. I credenti? Tutti stupidi? La religione? Un oppio a prescindere... Gli atei e gli agnostici? Tutti illuminati e sapienti. Io sono invece abbastanza smarrita e dubbiosa. GP II è stato bravino.
toshi0
23/06/09 13:31
Wojtyla,papa amato
Sono agnostico!Devo dire però che Papa Giovanni Paolo II mi è piaciuto molto.Il suo carattere,la sua noncuranza del pericolo che ha corso parecchie volte,affrontando discorsi che condannavano il comportamento dello stesso pese al quale aveva fatto visita,parlando ai suoi fedeli di non cedere ai ricatti,di non compromettersi con i vari traffici di droga,di farsi sentire e di esigere la democrazia,dove democrazia non c'era'Insomma un Papa che non le mandava a dire. Benedetto XVI?Un pò troppo Papa!
l'Occidentale è protetto da Kaspersky
© 2007-2011 Occidentale srl. Tutti i diritti riservati. redazione@loccidentale.it
L'Occidentale è una testata giornalistica registrata. Direttore responsabile: Giancarlo Loquenzi.
Registrazione del Tribunale di Roma n° 141 del 5 Aprile 2007
Concessionaria in esclusiva per la pubblicità: Arcus Pubblicità srl